La stagione degli avocado in Cile dovrebbe iniziare a fine agosto o inizio settembre, ma il Grupo Baika sta già facendo previsioni prudenti, ma ottimistiche. Sebbene il settore sia solo all’inizio dell’inverno e vi sia incertezza su come il fenomeno El Niño potrebbe influenzare la campagna, Víctor Ruete, rappresentante dell’azienda cilena, ha affermato: “La stagione non è ancora iniziata, ma siamo ottimisti”.
© Baika
Secondo Ruete, gli avocado cileni continuano a essere molto apprezzati per la loro qualità, in particolare per il contenuto di sostanza secca, la consistenza e la shelf life post-raccolta. “Tali caratteristiche sono particolarmente apprezzate dai consumatori in Europa e negli Stati Uniti”, ha sottolineato Ruete. L’azienda punta a raggiungere una resa di 15 tonnellate per ettaro nei suoi impianti di avocado in Cile, con particolare attenzione a garantire una qualità costante dei frutti per tutto il periodo di commercializzazione. In termini di volumi, il Cile punta a raggiungere o superare leggermente quelli della stagione appena conclusa, che si sono attestati intorno alle 265mila tonnellate. A differenza del Perù, dove il basso consumo interno fa sì che la maggior parte della produzione venga esportata, il Cile ha una forte domanda interna, che limita i volumi disponibili per l’esportazione.
La principale criticità strutturale per l’industria cilena è la disponibilità di acqua. “La prolungata siccità dell’ultimo decennio ha trasformato la nostra agricoltura, costringendo il settore a utilizzare l’acqua in modo più efficiente e a fare un uso più mirato dei terreni”, ha spiegato Ruete. A ciò si aggiungono le pressioni sui costi, come quelli energetici, dei terzisti e della raccolta, oltre agli ostacoli logistici legati alla distanza dai mercati. Per affrontare queste sfide, Baika ha adottato una strategia di diversificazione delle origini di approvvigionamento in più Paesi, in modo che i vantaggi di un’origine possano compensare gli svantaggi di un’altra.
Ruete ha sottolineato che il Messico, il più grande produttore mondiale di avocado, determina in larga parte le dinamiche del commercio globale e che Stati Uniti ed Europa rappresentano una quota significativa del consumo mondiale. Per quanto riguarda gli avocado cileni, l’azienda oggi si concentra maggiormente sul valore piuttosto che sul volume, privilegiando i clienti diretti, come i retailer, e i contratti a lungo termine rispetto al mercato spot. I mercati più dinamici sono l’Europa, dove Baika gestisce proprie strutture in Spagna, gli Stati Uniti, dove la crescita è costante e disciplinata e l’Argentina, che ha acquisito un’importanza crescente per le esportazioni di avocado cileni. Inoltre, il mercato asiatico continua a crescere, sostenuto da rapporti consolidati in Cina e dagli sforzi in corso per espandersi in Giappone e Corea del Sud.

La finestra di esportazione del Cile si amplia o si riduce a seconda che il raccolto peruviano sia anticipato o ritardato, un fattore che quest’anno ha generato incertezza, poiché l’aumento delle temperature ha influito sul contenuto di sostanza secca. Per quanto riguarda l’offerta peruviana, Ruete ha rivisto la precedente previsione di un aumento del volume del 15%, affermando che le ultime proiezioni indicano un aumento di appena il 5%, ipotizzando un risultato simile a quello dell’anno scorso.
Per quanto riguarda i prezzi, Ruete ha riferito che il mercato è intrinsecamente ciclico e che Baika utilizza stime prudenti per evitare di dipendere da annate di quotazioni elevate. In questa stagione, i prezzi sono rimasti piuttosto stabili in Europa e negli Stati Uniti. La maggiore presenza di origini come Perù, Colombia, Messico, Marocco, Kenya, Sudafrica e Israele sta esercitando una pressione al ribasso nei periodi di sovrapposizione dell’offerta. Ruete non la considera una minaccia, ma piuttosto parte di un modello che, operando in più Paesi, offre ai clienti un unico punto di contatto e disponibilità di prodotto tutto l’anno.
Lo stabilimento di El Retiro ad Antioquia
Ruete ha descritto l’avvio del loro impianto di confezionamento in Colombia come una pietra miliare all’interno della “strategia di integrazione verticale”. Avere un proprio impianto di confezionamento significa non dipendere più da terzi per una fase fondamentale della catena di approvvigionamento, in cui vengono garantite la qualità finale e la tracciabilità, e consente oggi all’azienda di controllare direttamente questi passaggi.
© Baika
La Colombia è stata scelta per la sua produzione costante durante tutto l’anno, l’obiettivo di raggiungere una resa di 12 tonnellate per ettaro e la posizione geografica strategica. Inoltre, le spedizioni dalla Colombia raggiungono la costa orientale degli Stati Uniti in 4-5 giorni e l’Europa in 10 giorni, un tempo molto più breve rispetto ai 24-28 giorni necessari per le spedizioni da Perù e Cile. Ruete ha evidenziato quattro vantaggi chiave: un controllo qualità rigoroso, la piena tracciabilità dall’azienda agricola, una maggiore efficienza logistica e la possibilità di mantenere internamente i margini che in precedenza andavano a beneficio di terzi.
Baika punta a raggiungere, entro il 2028, una capacità produttiva di 1.500 container da questo stabilimento, utilizzando le strutture esistenti. Il piano prevede anche la creazione di nuove piattaforme industriali in Messico. La Colombia si pone come complemento, piuttosto che come concorrente, delle altre origini del gruppo, come Jalisco in Messico, soprattutto per i calibri più piccoli. “I clienti non dovranno più cambiare fornitore a seconda della stagione”, ha affermato Ruete, sottolineando una rete di approvvigionamento che comprende Cile, Perù, Colombia, Messico, Spagna e Marocco, garantendo una disponibilità di prodotto tutto l’anno.
L’azienda, che si considera un produttore piuttosto che un trader e possiede circa 5.500 ettari di terreni propri e dei partner, sta investendo anche in tecnologia, integrando l’intelligenza artificiale nel monitoraggio della qualità post-raccolta, nella previsione della domanda e nella gestione della destinazione della frutta, oltre a sviluppare un portale digitale per i produttori.
Interpellato sui prossimi passi, Ruete ha affermato che la priorità nel breve periodo è consolidare le origini esistenti, soprattutto Colombia e Perù, piuttosto che espandersi in nuove regioni. Secondo Ruete, la principale sfida per il settore in futuro sarà aggiungere valore a questa portafoglio di origini diversificate, in un mercato in cui il prezzo rimane in definitiva il fattore più importante.
Per maggiori informazioni:
Víctor Ruete
Exportadora Baika S.A.
Cile
[email protected]
baikafruit.com
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