Nonostante le temperature elevate richiedano un’attenzione costante nei frutteti, Kris Wouters di Devos-Wouters guarda con fiducia alla prossima campagna delle pere. Le ondate di calore delle ultime settimane hanno causato qualche danno localizzato, ma secondo lui l’impatto complessivo è finora contenuto. Nel lungo periodo, tuttavia, le sfide per la frutticoltura si fanno sempre più concrete.
“Quando fa caldo e c’è siccità, la priorità assoluta è garantire un’irrigazione adeguata ovunque”, spiega Kris Wouters, responsabile di Devos-Wouters. “A causa delle temperature estreme abbiamo riscontrato qua e là qualche caso di scottatura solare sulle mele e, nelle pere, alcuni danni fogliari. I frutti in questa fase non bruciano, ma le foglie possono risentirne. Per fortuna i danni sono finora limitati e meno gravi rispetto all’anno scorso”.
© Kris Wouters
Secondo Wouters, l’impatto del cambiamento climatico sulla pericoltura europea è sempre più evidente. “Ogni giorno sopra i 30 °C è, di fatto, una giornata negativa per un pero. In Italia la situazione è ormai al limite: coltivare pere in modo redditizio è diventato quasi impossibile. Molti appezzamenti sono già stati estirpati e, durante le nostre visite, abbiamo visto frutteti abbandonati da produttori che hanno gettato la spugna”.
La situazione non è migliore negli altri Paesi dell’Europa meridionale. “Dalla Spagna arrivano poche notizie positive e anche il Portogallo incontra difficoltà crescenti. Per ora riusciamo ancora a reggere bene, ma è chiaro che ci stiamo avvicinando alle stesse sfide. Ciononostante, per la prossima stagione prevediamo ancora una buona raccolta di Conference, il che significa che le pere belghe potranno colmare il vuoto lasciato da quei Paesi”.
L’Europa resta il mercato di riferimento per Qtee
Accanto alla Conference, la pera Qtee è uno dei prodotti di punta di Devos-Wouters. “Anche qui ci aspettiamo una bella raccolta. L’anno scorso avevamo avuto un’annata eccellente in termini di volumi, ma a posteriori c’erano troppe pere di piccolo calibro. Alcuni produttori avevano diradato poco o irrigato insufficientemente in un periodo di siccità intensa. Quest’anno abbiamo lavorato di più su questo fronte, intensificando i controlli per assicurarci che tutti irrigassero a sufficienza e che le piante non fossero sovraccariche”.

Le condizioni di quest’anno sono più favorevoli per ottenere una buona pezzatura. “L’allegagione è stata leggermente inferiore rispetto all’anno scorso, il che rende più facile raggiungere il calibro desiderato. Puntiamo a una produzione leggermente inferiore, ma con frutti di pezzatura migliore. Le pere grandi si vendono da sole, mentre quelle piccole sono più difficili da collocare. In passato riuscivamo a smaltirle bene verso il Medio Oriente, ma la situazione in quella regione rende tutto sempre più complicato”.
Nonostante l’interesse dei produttori per un’espansione della Qtee, Devos-Wouters preferisce procedere con cautela. “Ogni anno si piantano nuovi alberi, ma in quantità limitate. Riceviamo molte richieste da produttori che vogliono ampliare, ma la nostra risposta è sempre la stessa: prima dobbiamo garantire che la qualità rimanga elevata. Se tutti riescono a consegnare il 90% di pere rosse da 65 millimetri o più, allora possiamo pensare a un’espansione. Se invece arrivano anche molte pere piccole, diventa difficile: sono meno interessanti commercialmente e mettono sotto pressione il mercato”.
Il principale sbocco commerciale per la Qtee rimane l’Europa. Secondo Wouters, non ci sono ragioni valide per assumersi i rischi dell’export verso mercati lontani. “Le pere migliori e più grandi le vendiamo qui in Europa a buon prezzo senza problemi. Non ha senso rischiare con container che viaggiano sei o sette settimane: basta un intoppo nella catena e si hanno problemi di qualità”.
Buona pezzatura per PiqaRed
Anche per la pera PiqaRed l’interesse dall’Asia è elevato, ma Wouters ritiene che le opportunità di vendita in Europa siano più che sufficienti. “Finché si realizza il prezzo desiderato in Europa, non c’è motivo di esportare in Cina o Vietnam. Quella possibilità resta comunque aperta per il futuro. La Nuova Zelanda, ad esempio, vende la maggior parte della sua produzione di PiqaRed in Cina. Perciò quel mercato esiste, ma per noi al momento non è necessario”.

Le prospettive per il nuovo raccolto di PiqaRed sono positive. “Il diradamento è stato eseguito ovunque in modo adeguato e la pezzatura dei frutti viene monitorata settimanalmente. Lo sviluppo procede esattamente secondo i piani e ci aspettiamo che sia la resa sia la qualità siano buone. Tutti gli appezzamenti di PiqaRed sono obbligatoriamente dotati di reti antigrandine e di impianti di irrigazione antigelata notturna. Per un prodotto premium come questo non esiste praticamente mercato per la frutta di seconda categoria: la qualità perfetta è quindi imprescindibile”.
“PiqaRed rimane un prodotto di nicchia”, spiega Wouters. “Il prezzo di vendita è nettamente superiore a quello delle pere standard, ma è anche necessario: la coltivazione è più intensiva, la resa per ettaro è inferiore e occorre più lavoro manuale, in particolare per il diradamento e la colorazione. Di conseguenza, anche i costi di produzione sono più elevati. Per fortuna, questo viene compensato da un prezzo di mercato significativamente più alto”. Devos-Wouters ha già consolidato partnership commerciali per la PiqaRed con Delhaize in Belgio, Edeka in Germania e Marks & Spencer nel Regno Unito.
Crescita controllata© Kris WoutersLa crescita della varietà viene quindi mantenuta deliberatamente contenuta. “Attualmente si stanno allevando piante per un’ulteriore espansione tra circa due anni, ma la varietà rimarrà sempre una nicchia. Un’eccessiva crescita della superficie coltivata metterebbe sotto pressione l’esclusività e, di conseguenza, il prezzo. Inoltre, pochi produttori dispongono delle infrastrutture necessarie, come gli impianti di irrigazione antigelata, e non tutti sono disposti a investire il lavoro aggiuntivo che questa varietà richiede. Il diradamento deve essere intensivo e la raccolta avviene in più passaggi. Non tutti i produttori vogliono impegnarsi in questo senso, ed è comprensibile”.
L’interesse, tuttavia, non manca, nemmeno nei Paesi Bassi. “Abbiamo la licenza per il Benelux, quindi anche per i Paesi Bassi. Per ora non collaboriamo ancora con produttori olandesi, ma lì ci sono naturalmente più aziende dotate di impianti antigelata. Se anche quest’anno andrà bene, mi aspetto che nei prossimi anni si cominci a piantare anche nei Paesi Bassi”.
Dicembre, il mese delle vendite
La commercializzazione della PiqaRed si concentra principalmente nel mese di dicembre. “È un periodo che si sposa perfettamente con le festività, quando i consumatori sono più propensi ad acquistare qualcosa di esclusivo. Inoltre, la Qtee è in gran parte esaurita entro fine novembre o inizio dicembre, e la PiqaRed si inserisce in modo naturale a seguire. Per ora dicembre rimane il mese centrale, ma man mano che la superficie coltivata crescerà, il periodo di vendita verrà probabilmente esteso gradualmente”.
“Le prime pere Qtee della nuova stagione sono attese per inizio agosto. A fine luglio inizia il confezionamento del raccolto spagnolo e circa due settimane dopo arriva la produzione belga”.
GoodnessMe come alternativa locale
Accanto alle varietà di pere, anche la mela GoodnessMe sta acquisendo un peso crescente all’interno di Devos-Wouters. In Belgio sono attualmente coltivati circa 50 ettari di questa varietà. “Qtee e PiqaRed sono ormai realtà consolidate, con tecniche colturali ben rodate. Con la GoodnessMe, invece, siamo ancora nella fase di perfezionamento della tecnica di coltivazione. La varietà è molto produttiva, quindi un buon diradamento è fondamentale. Sono in corso prove approfondite con il diradamento sia meccanico sia chimico, e si sta investendo molto nella ricerca sulla frutticoltura rigenerativa. Su questo fronte siamo ancora a uno stadio più iniziale rispetto alle pere”.

GoodnessMe al secondo anno di crescita con trifoglio. “Il trifoglio fissa l’azoto dall’aria, riducendo il fabbisogno di fertilizzanti”
L’azienda vede un potenziale significativo, soprattutto nel comparto biologico. “L’interesse da parte del settore bio è molto elevato. La varietà è resistente alla ticchiolatura e necessita quindi di pochissimi trattamenti fungicidi, il che rappresenta un vantaggio importante per i produttori biologici. Anche sul fronte della conservazione, GoodnessMe si comporta in modo eccellente. Da ricerche approfondite condotte con diverse epoche di raccolta, temperature di stoccaggio e livelli di CO₂ emerge che la varietà si conserva con grande facilità. Finora non sono stati riscontrati problemi di conservazione degni di nota”.
© Kris WoutersSecondo Wouters, Devos-Wouters punta in primo luogo al mercato belga. “È lì che si trovano le maggiori opportunità commerciali. Il Belgio conosce ancora relativamente poche varietà club, quindi c’è spazio per un nuovo prodotto locale di questo tipo. L’ambizione è diventare, nel tempo, un’alternativa alla Pink Lady. Non sarà semplice, perché la Pink Lady ha costruito una reputazione solida e gode di campagne di marketing importanti. Allo stesso tempo, GoodnessMe offre una mela di qualità comparabile, coltivata in modo molto più sostenibile e prodotta localmente. Mentre molte mele Pink Lady provengono da fuori Europa, la GoodnessMe viene coltivata direttamente in Belgio”.
L’interesse da parte dei produttori è elevato. “C’è addirittura più domanda di quante piante siano attualmente disponibili. Per questo si è scelto consapevolmente di procedere con un’espansione graduale: una crescita troppo rapida della superficie coltivata rischierebbe di destabilizzare il mercato. Proprio come per Qtee e PiqaRed, un’espansione passo dopo passo offre le migliori possibilità per posizionare GoodnessMe in modo duraturo sul mercato”.
Per ulteriori informazioni:
Kris Wouters
Devos-Wouters
+32 16 77 97 58
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