Pare quasi di entrare con il corpo in una pagina di storia antica. Sì, è proprio questa la sensazione che trasmette il Castello di Ali Pasha, una piccola fortezza adagiata su un isolotto alla foce del canale di Vivari, nel cuore del Parco Nazionale di Butrinto. Siamo in Albania, in un tratto del Paese in cui l’ambiente rende il tutto assolutamente speciale: da una parte il lago di Butrinto, dall’altra il Mar Ionio, mentre davanti agli occhi si apre lo stretto di Corfù.
In sostanza, chiunque controllasse questo tratto d’acqua aveva la possibilità di sorvegliare l’ingresso verso il lago, le attività della pesca, le imbarcazioni mercantili e gli spostamenti militari lungo una delle rotte più importanti del Mediterraneo orientale. E in questo contesto il castello si presenta come una costruzione compatta perfettamente integrata nel territorio. Pietra chiara, mura robuste e torri emergono dalla vegetazione con naturalezza, quasi appartenessero da sempre alla laguna.
Il nome richiama, invece, Ali Pasha di Tepelenë, figura tra le più influenti dei Balcani tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Proprio lui trasformò la struttura in un presidio militare in grado di controllare l’accesso al lago di Butrinto, lasciando un’impronta ancora oggi ben visibile.
Breve storia e leggende del Castello di Ali Pasha
Le origini del castello precedono lo stesso Ali Pasha: la prima struttura nacque durante il dominio della Repubblica di Venezia, tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo secondo alcune fonti, oppure tra il XVII e il XVIII secolo secondo gli studi archeologici più recenti. In entrambi i casi la funzione rimase identica, ovvero quella di difendere gli interessi veneziani attorno a Butrinto, ricco di risorse naturali, oliveti, pascoli e attività legate alla pesca.
All’epoca la zona rappresentava una preziosa porta d’accesso verso Corfù, territorio veneziano dal 1386. Una semplice casa fortificata sorvegliava il canale, offrendo protezione ai proprietari terrieri e garantendo il controllo delle acque circostanti. Il destino cambiò radicalmente nel 1804, quando dopo la caduta della Serenissima e una breve presenza francese, Ali Pasha conquistò l’area, inserendola nel vasto territorio amministrato da Ioannina. Ambizioso, abile diplomatico e straordinario stratega militare, trasformò il piccolo edificio veneziano in una vera fortificazione.
Le ricerche archeologiche hanno individuato almeno 4 campagne di ampliamento durante il suo governo. Le mura vennero rialzate, comparvero torri più massicce, le difese furono rinforzate con bastioni inclinati e vennero installate batterie di cannoni rivolte verso la baia e l’imboccatura del canale. Anche l’edificio centrale acquisì un piano aggiuntivo, mentre nuovi ambienti completarono il cortile interno. Ciò vuol dire che nel giro di pochi anni una modesta costruzione agricola si convertì in una macchina difensiva progettata per respingere eventuali attacchi navali.
L’assassinio di Ali Pasha nel 1822 segnò anche il declino della fortezza. Priva del suo principale sostenitore, perse gradualmente importanza strategica. Alcune strutture andarono incontro al degrado, altre vennero adattate alle necessità dei pescatori locali, mentre la vegetazione riconquistò lentamente gli spazi.
Attorno al personaggio di Ali Pasha si sono sviluppate numerose leggende: cronache popolari lo descrivono tanto spietato quanto raffinato, molto abile ad alternare dure campagne militari a un sincero interesse per arte, architettura e commercio. Il soprannome di Leone di Giannina testimonia ancora oggi il carisma che esercitò sull’intera regione balcanica.
Come funziona la visita al Castello di Ali Pasha e cosa vedere
Il solo raggiungere questo angolo sospeso d’Albania rappresenta già una parte dell’esperienza. Come è possibile intuire dalla sua posizione, non esistono strade che conducono direttamente fino alle mura. Serve una breve traversata in barca attraversa il canale di Vivari, che però regala prospettive sempre nuove sulla laguna e sulla vegetazione del Parco Nazionale di Butrinto.
Durante la navigazione lo sguardo abbraccia un ambiente ricchissimo dal punto di vista naturalistico: acque salmastre, canneti, boschi mediterranei e numerose specie di uccelli fanno da cornice a una delle aree protette più importanti del Paese. Appena sbarcati, la fortezza rivela tutta la sua essenzialità. Le mura esterne conservano ancora l’imponente spessore pensato per resistere ai colpi dell’artiglieria. Le torri raccontano chiaramente le diverse fasi costruttive, frutto delle modifiche volute da Ali Pasha.
Il corpo centrale mantiene ancora la disposizione originaria dell’antica casa fortificata veneziana. Gli archeologi ritengono che uno degli ambienti al piano inferiore fosse collegato direttamente all’acqua e funzionasse da piccolo approdo nascosto, ideale per far entrare una barca lontano da occhi indiscreti.
L’interno presenta pochi elementi decorativi, caratteristica tipica di un edificio concepito principalmente per esigenze militari. Proprio questa semplicità rende più facile immaginare la vita della guarnigione, tra turni di sorveglianza, manutenzione delle difese e controllo continuo delle imbarcazioni in transito.
Gran parte del fascino deriva anche dal panorama: dalle mura si distinguono chiaramente il lago di Butrinto, la foce del canale, il profilo verde del parco nazionale e, nelle giornate limpide, la costa dell’isola greca di Corfù. Pochi metri separano due Stati, due culture e una storia condivisa che attraversa secoli di commerci, conflitti e incontri.
Chi dedica tempo anche al territorio circostante può proseguire la giornata visitando l’antica città di Butrinto, sito UNESCO ricco di testimonianze greche, romane, bizantine e veneziane.
Dove si trova e come arrivare
Il Castello di Ali Pasha si trova nel Parco Nazionale di Butrinto, nel sud dell’Albania, pochi chilometri a sud di Ksamil e circa 20 km da Saranda. L’isolotto occupa la foce del canale di Vivari, passaggio naturale che collega il lago di Butrinto al Mar Ionio. L’itinerario più semplice parte da Saranda lungo la strada SH81 in direzione Butrinto. Dopo circa 30 minuti si raggiunge il parcheggio situato accanto all’ingresso del sito archeologico. Proprio qui alcuni barcaioli organizzano brevi traversate verso la fortezza con un viaggio che dura pochi minuti.
Chi preferisce i mezzi pubblici può utilizzare gli autobus diretti da Saranda a Butrinto, attivi con corse frequenti durante la stagione turistica. Una volta arrivati nei pressi dell’ingresso del parco, il punto d’imbarco si trova a brevissima distanza. L’accesso alla fortezza risulta libero, mentre il costo riguarda esclusivamente il servizio in barca.
Tra acqua dolce e mare aperto, tra Venezia e Impero Ottomano, tra natura protetta e memoria storica, il Castello di Ali Pasha custodisce una delle pagine meno conosciute dell’Albania.
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