Nella Piana di Sibari, le reti multifunzionali come risposta ai rischi climatici


La Piana di Sibari, cuore pulsante della frutticoltura calabrese, è tornata al centro dell’attenzione del settore agricolo con un’iniziativa dedicata alla protezione delle colture dai rischi legati ai cambiamenti climatici. Agrintech, azienda di Eboli specializzata nella produzione di reti e tessuti tecnici per l’agricoltura, ha organizzato mercoledì 24 giugno una giornata di incontri sul campo rivolta a operatori e tecnici del territorio e con un momento di confronto ospitati da Agricor Società Cooperativa.

© AgrintechDa sinistra: Giovanni Gagliardo (Agrintech), Antonio De Rose e Maurizio Sgobbi (tecnico C.I.C.O – Dor Agri Soc. Agricola – Saracena) in un campo di drupacee

Durante la mattinata sono state visitate aziende con impianti di agrumi, kiwi e nettarine, osservando diverse soluzioni tecniche di copertura. Ogni coltura richiede infatti strutture specifiche, modalità di montaggio differenti e una progettazione attenta. Non si tratta semplicemente di installare una rete, ma di costruire un sistema tecnico integrato, in grado di adattarsi alla pianta, al clima, alla varietà e agli obiettivi produttivi.


© Agrilinea TVAzienda Agricola Porco Francesco (Cassano allo Ionio): campo di kiwi giallo G3 Zespri Sun Gold, copertura con rete antigrandine Agrintech Utility 4/4 Grilux

All’iniziativa hanno preso parte circa cinquanta tra agricoltori e tecnici, provenienti da realtà produttive diverse ma accomunate dalla stessa esigenza: proteggere i raccolti in un contesto climatico sempre più instabile. Tra le aziende ospitanti, quelle impegnate nella coltivazione del kiwi giallo G3 come l’azienda agricola Porco Francesco, di pesche e nettarine Dor Agri Società Agricola, e S.A.G. Società Agricola per la coltivazione di agrumi che da decenni rappresentano l’identità produttiva della piana.

© AgrintechDa sinistra: dott. Pietro Caggiano (CO.VI.MER Soc. Coop), prof. Davide Neri (Università Politecnica delle Marche), Mario e Francesco Porco

Il filo conduttore degli incontri è stato il tema “Frutticoltura e rischio“: come difendersi tra prevenzione e protezione attraverso l’utilizzo di reti multifunzionali, in un momento in cui grandinate improvvise, ondate di calore e fenomeni meteorologici estremi mettono sempre più sotto pressione la redditività dei frutteti. Non a caso, proprio la Calabria è stata colpita nei mesi scorsi da eventi meteorologici di forte intensità, con danni rilevanti alle coltivazioni della zona.

© Agrintech


Il pomeriggio a fare gli onori di casa è stato il dott. Natalino Gallo, rappresentante di una organizzazione di produttori Agricor con 84 aziende associate, distribuite tra diverse colture frutticole. La sua azienda porta avanti una storia familiare importante: già trent’anni fa il padre aveva intuito il valore delle coperture sugli agrumi, anticipando un tema che oggi diventa centrale.

© AgrintechDa sinistra: prof. Davide Neri, dott. Francesco Iannotta (tecnico agronomo) e Giovanni Gagliardo (Agrintech) presso la S.a.G. Soc. Agricola SS di Casano allo Ionio in un campo di agrumi

© AgrintechNella foto a destra: copertura con rete antigrandine fotoselettiva Agrintech Iridium Perla in un campo di agrumi

“Le coperture sono una priorità”, ha spiegato Gallo. “Non servono solo per produrre meglio, ma per garantire il prodotto e difendere il reddito aziendale. Con le calamità naturali non possiamo più limitarci ad aspettare il danno”.

Il punto centrale è il passaggio da una difesa passiva, basata esclusivamente su assicurazioni e ristori, a una difesa attiva, capace di prevenire o ridurre i danni. Le reti multifunzionali, infatti, non proteggono solo dalla grandine: possono avere funzione antivento, ombreggiante e contribuire a migliorare la qualità finale del prodotto.


© Agrilinea TVDa sinistra: dott. Natalino Gallo (Agricor), il moderatore Sauro Angelini (Agrilinea) e Giovanni Gagliardo (Agrintech)

La Calabria, è stato sottolineato, non ha ancora una cultura diffusa delle coperture, soprattutto nel comparto agrumicolo. Eppure proprio in una regione che concentra una quota rilevante della produzione nazionale di clementine, la protezione delle colture potrebbe rappresentare una svolta. Il problema, però, resta il reddito agricolo: senza marginalità, le aziende faticano a investire in innovazione.

Da qui anche l’appello rivolto alla politica: sostenere non solo i nuovi impianti, ma anche la copertura e la salvaguardia delle coltivazioni esistenti. Perché in uno scenario in cui i costi produttivi sono aumentati sensibilmente, perdere il raccolto per un evento climatico di pochi minuti può significare compromettere la sopravvivenza stessa dell’azienda.

In rappresentanza del mondo politico vi è stata la straordinaria partecipazione dell’Assessore alle Politiche Agricole regione Calabria, Gianluca Gallo, che ha confermato il valore strategico delle coperture: non solo per la grandine, ma per una migliore produttività. Ha inoltre ricordato un punto chiave per il Sud: dove le assicurazioni non vengono stipulate, l’abbinamento reti multifunzionali più polizza abbassa il rischio. Questo significa che le compagnie offrono coperture a prezzo più conveniente poiché la rete riduce il danno. Si auspica che a breve ci sarà un nuovo bando mirato prevalentemente alle protezioni delle colture con le coperture.

© Agrilinea TVDa sinistra: l’assessore alle Politiche Agricole della Regione Calabria Gianluca Gallo, Sauro Angelini (Agrilinea) e Giovanni Gagliardo (Agrintech)


Accanto ai tecnici di Agrintech sia in campo che al convegno sono intervenuti il professor Davide Neri ed il dottor Samuele Crescenzi dell’Università Politecnica delle Marche, partner scientifico dell’azienda nel progetto di ricerca RE.M.A.RE. (Reti Multifunzionali per l’Agricoltura di pREcisione), che da anni studiano gli effetti delle reti fotoselettive sulla fisiologia delle piante da frutto. Il confronto tra ricerca accademica ed esperienza di campo è stato uno dei tratti distintivi dell’iniziativa: da un lato i dati sperimentali su fotosintesi, qualità dei frutti e gestione della luce, dall’altro le testimonianze dirette degli agricoltori che già utilizzano le reti multifunzionali nei propri appezzamenti.

© Agrilinea TVIl prof. Davide Neri del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali Università Politecnica delle Marche

Le soluzioni presentate, tra cui le reti antigrandine fotoselettive della linea Iridium, non si limitano alla sola difesa meccanica da grandine e vento: agendo sulla qualità e quantità di luce che raggiunge la pianta, contribuiscono a mitigare lo stress termico, favorire la fotosintesi e migliorare i parametri qualitativi del frutto, dal grado zuccherino alla sostanza secca. Un approccio che l’azienda definisce di “difesa attiva”, distinguendolo dalla protezione puramente passiva delle reti tradizionali.

Un altro tema centrale emerso nel confronto è quello del ricambio generazionale. Se da un lato il settore soffre la mancanza di manodopera specializzata, dall’altro sono stati visitati esempi positivi di aziende in cui i figli stanno raccogliendo il testimone, portando nuove competenze, formazione universitaria e apertura all’innovazione. La formazione è stata uno dei punti più forti dell’intervento del professor Neri, che ha evidenziato come la frutticoltura moderna richieda tecnici preparati, operatori formati e una nuova intelligenza manuale. Potare, gestire la pianta, comprendere il vigore vegetativo, scegliere la rete corretta e progettare l’impianto non sono operazioni improvvisabili.

“Questi sistemi sono la somma di tante soluzioni tecniche messe in fila”, è stato ricordato. La rete, la struttura, il tipo di apertura, la gestione della chioma, la formazione degli operatori e la capacità di leggere la pianta devono dialogare tra loro. Solo così l’investimento può produrre valore reale.


Il rischio, altrimenti, è quello di arrivare tardi: senza giovani formati, senza tecnici capaci e senza manodopera preparata, anche le migliori tecnologie possono perdere efficacia. Per questo la sfida non è solo agricola, ma culturale. Occorre trasferire competenze, passione e metodo alle nuove generazioni, rendendo il lavoro agricolo moderno, qualificato e sostenibile.

© Agrilinea TVDa sinistra: dott. Samuele Crescenzi (Dottorato presso Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali Università Politecnica delle Marche), Sauro Angelini (Agrilinea) e Giovanni Gagliardo (Agrintech)

Per Agrintech Srl, Giovanni Gagliardo, mostra il percorso dell’azienda di questi anni, presente sul mercato da oltre trent’anni con stabilimento produttivo con telai di ultima generazione a Eboli (provincia di Salerno), l’appuntamento in Calabria si inserisce in un percorso di incontri tecnici che l’azienda porta avanti da tempo in diverse aree frutticole italiane, per accompagnare gli agricoltori, nell’adozione di strumenti di prevenzione sempre più mirati alle specifiche esigenze del territorio e delle colture.

Da una rete antigrandine tradizionale si è giunti ad avere una rete che protegge dalla luce-vento forte che possono danneggiare in maniera meccanica la fruttificazione. Per questo è in atto un’evoluzione della gamma delle reti fotoselettive Iridium nei colori giallo e perla, oggi sono prodotte anche con fili neri. In questo areale la rete Iridium Perla Dual B (perla/nero) viene utilizzata per attutire gli effetti del sole soprattutto sulle nettarine tardive, nel periodo che va da luglio a settembre.

Per garantire lunga vita alla rete, i sistemi di impianto sono molto importanti, oltre alla progettazione e fornire un impianto su misura secondo le esigenze di ogni cliente vi è la possibilità di richiedere un “impianto chiavi in mano” incluso costi della manodopera.


Come ogni settore, anche per gli impianti si è in fase di evoluzione, il cliente può scegliere oltre alla rete anche la palificazione, sia in cemento che in acciaio. I pali in acciaio sono stabili, flessibili e duraturi, vi è una maggiore flessibilità rispetto a carichi eccezionali di grandine, neve, vento forte, tutto ciò si traduce in maggiore stabilità e durata rispetto ai pali in cemento e legno, e grazie alla zincatura a caldo conferisce un’elevata resistenza alla corrosione. La leggerezza dei pali in acciaio permette di velocizzare i tempi di installazione e di azzerare i rischi di infortuni per i lavoratori.

© Agrilinea TV

Con quantitativi 5 volte superiori a quello dei pali in cemento (in un bilico si caricano pali in acciaio di m 4,80 per circa1.000 pezzi, mentre i pali in cemento circa 215 pezzi) è possibile ridurre i carichi e quindi abbattere i costi di trasporto. Non meno importante l’abbattimento dei costi di smaltimento, hanno un alto valore residuale con costi di smaltimento quasi azzerati e possono essere rivendibili al prezzo del ferro. E’ possibile gestire il proprio impianto anche con centraline – meteo per l’analisi dei dati metereologici con sensori per la pioggia, temperatura -umidità aria, anemometro (intensità e direzione del vento), barometro, complete di kit fotovoltaico e su richiesta si possono aggiungere anche altri sensori ad esempio temperatura del terreno, misurazione delle radiazioni solari.

La base di partenza per una buona rete è il monofilo che ha ruolo importante in fase di tessitura, Ral Filati Srl partner Agrintech da molti anni nella fornitura dei monofili, azienda con oltre 60 anni si storia, produce monofili e rafia per diversi settori dall’edilizia all’agricoltura. La presenza del Dott. Marco Andreotti consulente tecnico della Ral Filati, esperto nell’utilizzo di masterbatch additivi per le materie plastiche destinate al mondo dell’agricoltura ha illustrato i vari aspetti da tener conto quando si parla di monofilo per uso agricolo: la resistenza alla stabilizzazione agli UV, resistenza ai pesticidi in particolar modo a prodotti che contengono cloro e zolfo, principale causa delle degradazioni degli stabilizzanti UV a base di HALS, trasmissione UV.

Ral Filati può fornire monofili con qualsiasi caratteristica, da soluzioni cromatiche da luce diffusa a ombreggiante fino ad arrivare ai fotoselettivi come monofilo i HDPE per le reti IRIDIUM. Quando si estrude un monofilo per il settore dell’agricoltura bisogna sempre pensare dove la rete verrà installata, quindi è importante ter conto della mappa del globo terrestre espressa in KLy che sono la quantità di radiazioni solari totali (UV inclusi) che colpisce una superficie in un anno.


I nuovi sviluppi sono sempre improntati all’ambiente ed ai cambiamenti climatici, è stato sviluppato un monofilo in HDPE trasparente e rifrescante, che contiene un additivo che assorbe fino al 50% della radiazione dell’infrarosso corto (radiazioni che generano il calore durante il giorno) cosa importante è che non interferisce sulla trasparenza del monofilo quindi si possono avere reti rinfrescanti come o superiori alla reti ombreggianti in colore nero, lasciando passare la luce con tutti i benefici che ci possono essere sulla crescita delle colture. Inoltre, in via di sviluppo il monofilo in HDPE fotocatalitico autopulente, è una tecnologia applicata al monofilo per rendere autopulenti le reti, sarà sul mercato tra qualche anno.

© Agrilinea TVDott. Marco Andreotti, consulente tecnico della Ral Filati Srl

La tenuta di un impianto antigrandine è garantita anche da altri fattori, oltre alla rete, gli accessori per il montaggio giocano un ruolo fondamentale, Claudio Cantelli amministratore della Plastical Srl, con i prodotti a marchio Vario System, si occupa dello stampaggio ad iniezione di materie plastiche quali copripali e placchette. La collaborazione con Agrintech è iniziata da un po’ di anni sviluppando prodotti adatti alle esigenze dell’agricoltore,

dell’installatore e del distributore, sintetizzando le richieste di ognuno in un unico prodotto con la migliore qualità a miglior prezzo. Da qui la realizzazione delle placchette Demifix e Demifix Pro di nuova concezione, rivoluzionarie, dedicate principalmente agli impianti demi-filet. Questo tipo di impianto si caratterizza per una progettazione che evita che la rete poggi sul filo di colmo.

© Agrilinea TVClaudio Cantelli, amministratore della Plastical Srl


Con queste placchette si ottengono due enormi vantaggi: velocità nel montaggio e smontaggio rete, e si evitano le rotture della rete sul filo di colmo, che sono quelle più comuni.

A concludere i lavori, il dott. Giuseppe Caruso, amministratore della Ser.In Sas, fornisce consulenza alle imprese da 30 anni al servizio delle aziende agricole, ha assistito e finanziato impianti serricoli sul tutto il territorio nazionale e conosce molto bene il territorio calabrese.

Collabora con istituti bancari, proponendo soluzioni utili come:
• anticipare la liquidità necessaria alla realizzazione degli investimenti;
• facilitare l’accesso al credito attraverso strumenti dedicati alle imprese agricole;
• migliorare la gestione finanziaria aziendale attraverso formule di finanziamento più flessibili.

© Agrilinea TVDott. Giuseppe Caruso, amministratore della Ser.In Sas

La giornata calabrese ha mostrato una frutticoltura in trasformazione: da un lato le difficoltà legate al clima, ai costi e alla manodopera; dall’altro aziende che innovano, investono e cercano nuove strade per produrre qualità. In questo scenario, le reti multifunzionali rappresentano uno strumento concreto per difendere le produzioni e garantire continuità al reddito agricolo.


La conclusione è chiara: il futuro della frutticoltura passa dalla prevenzione. Coprire non significa soltanto proteggere una pianta, ma tutelare un investimento, un territorio, una filiera e il lavoro di intere famiglie agricole.

Su Agrilinea TV è possibile visionare i vari momenti della giornata incluso il convegno:

www.agrilinea.tv/video/1494/#episode-0

www.agrilinea.tv/video/1495/#episode-1

Per maggiori informazioni:
Agrintech Srl
+39 0828 332978
[email protected]
www.agrintech.it



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