La stima e la programmazione dei tempi di realizzazione di un’opera sono aspetti indispensabili per ottimizzare le risorse in fase di cantiere. Infatti, a corredo di un progetto è sempre opportuno, se non obbligatorio (come negli appalti pubblici), redigere il cronoprogramma dei lavori, il diagramma di Gantt e Pert, ecc. per la gestione della durata di un cantiere o più in generale di una commessa.
Questi metodi tradizionali però, non contemplano la possibilità di ridurre/gestire/riorganizzare i tempi di commessa in maniera dinamica ed aperta e non favoriscono la comunicazione tra direttore dei lavori e fornitori, il monitoraggio effettivo dello stato di esecuzione dell’opera e il controllo degli ordini e delle consegne dei materiali in cantiere.
Per committenti, progettisti e appaltatori sarebbe d’aiuto poter “visualizzare il cantiere” già durante la fase di progettazione, per prevedere e pianificare tutte le attività in funzione del tempo.
Il BIM, e in particolare la modellazione BIM 4D, è la soluzione a queste esigenze e può rappresentare un valido supporto per ridurre i ritardi e le inefficienze in cantiere.
Andiamo con ordine e scopriamo che cos’è il BIM 4D, quali sono i vantaggi per il tuo lavoro e i migliori software per la gestione temporale del progetto.
Modello BIM 4D e organizzazione delle attività di cantiere
Cos’è il BIM 4D?
La modellazione 4D BIM è il processo che crea collegamenti intelligenti tra il modello digitale 3D (che definisce la geometria dell’opera) e le informazioni relative al tempo di esecuzione delle varie attività necessarie per realizzare l’opera.
Più precisamente, la norma UNI 11337-1 definisce il BIM 4D come:
“la simulazione dell’opera o dei suoi elementi in funzione del tempo, oltre che dello spazio”.
Il risultato è un modello informativo completo che può essere utilizzato anche per realizzare simulazioni realistiche del processo di realizzazione dell’opera in funzione del tempo. Lo scopo è identificare tutte le attività di cantiere (come in un tradizionale cronoprogramma), visualizzarne lo stato di avanzamento nel tempo e offrire agli stakeholder l’opportunità di identificare, analizzare e prevenire i problemi relativi agli aspetti sequenziali, spaziali e temporali del processo di cantierizzazione di un’opera edile.
Se vuoi approfondire questo tema, ti consiglio di leggere anche “Cronoprogramma dei lavori edili e pubblici: la guida completa”
Visualizzazione dinamica di un modello BIM 4D al variare del tempo | Edificius (ACCA software)
Grazie a questi dati i progettisti possono sviluppare programmi accurati, basati su una fonte affidabile di informazioni federate. Questo rende il processo sicuro, migliora il controllo del rilevamento dei conflitti tra le diverse attività, limita l’insorgere di spiacevoli imprevisti durante il cantiere e conseguenti sprechi di tempo e risorse.
La differenza rispetto ad un approccio di tipo di tradizionale è che si ha a che fare con un modello BIM tridimensionale, visualizzabile in modo estremamente realistico e a cui si aggiunge la quarta dimensione, ovvero le informazioni sul tempo. La simulazione realistica del BIM 4D, ragionando per immagini e non solo per diagrammi e relazioni scritte, migliora la capacità di comprendere le informazioni.
Per approfondire leggi anche BIM 4D: i vantaggi della “dimensione tempo”.
Il concetto di scheduling del BIM 4D
Letteralmente per scheduling si intende la programmazione dei tempi di lavorazione di un’opera. Parlare di BIM 4D significa proprio definire le attività da realizzare e i tempi e connetterle dinamicamente al modello BIM dell’opera stessa.
La pianificazione è un tratto essenziale della progettazione, perché consente di prevenire e anticipare le difficoltà già in fase preliminare, evitando disguidi e sprechi di tempo e risorse in cantiere.
La pianificazione della costruzione rispetto ai metodi tradizionali, permette di rilevare i conflitti spazio-temporali e di superare i problemi in anticipo attraverso aggiornamenti immediati dei programmi, grazie a collegamenti dinamici e intelligenti con il modello BIM.

Modello 4D BIM con diagramma di Gantt
Modello BIM 4D: come i dati temporali si collegano agli elementi costruttivi
Il passaggio dal 3D al 4D non è una semplice sovrapposizione di un cronoprogramma a un modello geometrico; è una fusione ontologica. In un flusso di lavoro BIM 4D, ogni entità parametrica del modello (che sia un pilastro in cemento armato, una facciata continua o un impianto MEP) cessa di essere un oggetto statico e diventa un’entità dinamica dotata di una coordinata temporale.
L’interoperabilità tra geometria e tempo
Il cuore del processo risiede nel collegamento (linking) tra gli oggetti del modello e le attività definite nella WBS (Work Breakdown Structure). Questo collegamento avviene solitamente attraverso tre modalità:
- mapping diretto – ogni “Oggetto BIM” viene associato a una o più attività del diagramma di Gantt;
- set di selezione – raggruppamento di oggetti con caratteristiche comuni (ad esempio, tutti i tramezzi del piano terra) collegati a un’unica fase temporale;
- parametri condivisi – utilizzo di attributi specifici (ID attività, data di inizio/fine) inseriti direttamente nelle proprietà dell’oggetto per automatizzare il collegamento con il software di gestione.
La digitalizzazione del cantiere
Inserire il dato temporale significa poter visualizzare l’evoluzione dello stato di fatto. Non stiamo solo pianificando la posa di un elemento, ma stiamo definendo il suo “ciclo di vita” in fase di costruzione: dall’approvvigionamento in cantiere, al montaggio, fino al raggiungimento della piena operatività.
Questo livello di dettaglio permette di individuare le cosiddette interferenze spazio-temporali (soft clashes). Ad esempio, è possibile prevedere se lo stoccaggio dei materiali al piano secondo intralcerà il movimento della gru previsto per quella specifica settimana, un errore che in un Gantt tradizionale cartaceo risulterebbe invisibile.
Workflow di costruzione BIM 4D: dal cronoprogramma alla simulazione del modello
Il workflow 4D non è un processo lineare, ma un ciclo iterativo che richiede una sincronizzazione perfetta tra l’ufficio tecnico e il responsabile di cantiere. L’obiettivo è creare un gemello digitale (Digital Twin) che non solo rappresenti l’edificio finito, ma simuli l’intero processo di assemblaggio.
La strutturazione della WBS e l’importazione dei dati
Tutto ha inizio con la definizione della Work Breakdown Structure (WBS). In un flusso BIM 4D maturo, la scomposizione delle attività non deve seguire solo una logica contabile o di fornitura, ma deve riflettere la logica costruttiva spaziale.
Attraverso i software BIM 4D, è possibile importare cronoprogrammi esistenti o crearne di nuovi direttamente collegati al modello architettonico generato con software BIM per la progettazione architettonica. In questa fase, ogni attività viene definita per durata, precedenze e risorse necessarie.
L’associazione degli oggetti e la timeline
Una volta stabilita la struttura temporale, si procede all’associazione degli elementi 3D. Questa è la fase cruciale in cui il “dove” incontra il “quando”.
- analisi delle fasi – si definiscono gli stati degli oggetti (Esistente, Da Demolire, Nuova Costruzione);
- sincronizzazione – grazie alla tecnologia BIM, se una modifica architettonica viene apportata nel software di progettazione architettonica, il modello 4D si aggiorna dinamicamente, evitando di dover ricollegare manualmente ogni singolo elemento.
La simulazione visuale (4D Simulation)
Il risultato finale del workflow è la simulazione visiva. Non si tratta di un semplice video di presentazione, ma di un potente strumento di analisi critica. La simulazione permette di:
- validare la sequenza costruttiva – verificare visivamente se l’ordine di montaggio è fisicamente possibile (ad esempio, evitare di chiudere un solaio prima di aver inserito i grossi macchinari impiantistici);
- ottimizzare la logistica di cantiere – visualizzare l’occupazione degli spazi da parte di macchinari, ponteggi e aree di stoccaggio in ogni specifica settimana di lavoro;
- comunicazione agli stakeholder – mostrare chiaramente al committente l’avanzamento dei lavori previsto, riducendo le ambiguità tipiche dei diagrammi a barre tradizionali.
Come i contractor utilizzano il BIM 4D per la pianificazione del cantiere
Per un’impresa di costruzioni, il tempo è letteralmente denaro. Se nella fase di progettazione il 4D serve a convalidare delle scelte, nella fase di cantierizzazione diventa lo strumento principale per il Risk Management. Le imprese utilizzano il BIM 4D per risolvere i problemi prima ancora che si presentino sul campo, trasformando il cantiere da un ambiente reattivo a un ambiente proattivo.
Analisi delle interferenze spazio-temporali
A differenza della classica clash detection 3D, che individua conflitti geometrici statici (es. un tubo che attraversa una trave), con il 4D è possibile individuare i conflitti dinamici.
I contractor utilizzano questa tecnologia per capire se due squadre diverse sono programmate per lavorare nello stesso spazio ristretto contemporaneamente, o se la posizione di una gru interferirà con la posa di una facciata prevista per quella specifica settimana. Individuare questi “colli di bottiglia” digitalmente evita fermi cantiere estremamente onerosi.
Ottimizzazione della logistica e delle aree di stoccaggio
Il cantiere è un organismo che cambia forma ogni giorno. I contractor sfruttano il modello 4D per:
- pianificare l’occupazione del suolo – definire dove posizionare baracche, depositi e macchinari in funzione dell’avanzamento dei lavori;
- gestire le consegne “Just-in-Time” – sincronizzare l’arrivo dei materiali (prefabbricati, armature, componenti impiantistici) esattamente quando il modello 4D mostra che lo spazio per il montaggio è pronto, riducendo gli ingombri e i rischi di danneggiamento in deposito;
- simulare i flussi di traffico – studiare i percorsi dei mezzi pesanti all’interno dell’area di cantiere per evitare congestioni durante le fasi critiche, come i grandi getti di calcestruzzo.
Per maggiori informazioni ti consiglio la lettura dell’articolo: “4D GIS: il futuro dei dati geospaziali con analisi basate sul fattore tempo“.
I 5 vantaggi del BIM 4D
Il BIM 4D può essere il catalizzatore di un cambiamento essenziale nel modo di progettare, gestire e sviluppare i progetti nel settore delle costruzioni.
Di seguito ti elenco 5 aspetti del BIM 4D che possono cambiare in meglio il tuo modo di lavorare:
- Pianificazione e programmazione – gli stakeholder del settore AEC possono avere fin dall’inizio del processo un quadro esaustivo del progetto e della sua cantierizzazione. Questo aiuta tutto il team a prevenire gli errori, rilevare i contrasti e riadattare il piano in base alle nuove informazioni aggiunte. Tutti sono sicuri che gli strumenti, il personale e le forniture saranno in cantiere nel momento giusto e che tutte le risorse saranno ottimizzate;
- Aggiornamento real-time – il BIM 4D fornisce un aiuto prezioso per ridurre al minimo il numero e la durata di riunioni e telefonate per comunicare decisioni, variazioni e aggiornamenti. Grazie alla visualizzazione dell’avanzamento del progetto ottenuta grazie ai modelli BIM 4D, la comunicazione diventa molto più semplici, chiara e immediata. Questa connessione tra il cantiere e il back-office, insieme a una migliore comunicazione tra i vari agenti del progetto, riduce al minimo anche le controversie e le varianti in corso d’opera;
- Monitoraggio del progetto – l’animazione delle varie fasi del processo di costruzione che si ottiene dal modello 4D può essere di grande aiuto per tenere sotto controllo tutto ciò che accade in cantiere. Quello che si ottiene è un vero e proprio filmato in cui si susseguono in ordine temporale, le varie lavorazioni previste in progetto. Questo permette di pianificare l’arrivo dei materiali in cantiere e le risorse da impiegare nei tempi giusti, prevedendo tutti gli eventi che si susseguono in cantiere;
- Prevenzione e risoluzione dei conflitti – l’esistenza di un modello informativo condiviso aggiunge trasparenza e scandisce chiaramente le responsabilità di tutte le figure coinvolte. Qualsiasi aggiunta o variante al progetto può essere facilmente ricondotta alla figura che ne è responsabile. Nessuno può trasferire le proprie responsabilità ad altri membri del team e tutto il processo è chiaro e lineare per tutti.
- Sicurezza in cantiere – L’uso di una sequenza di animazione della costruzione per monitorare l’avanzamento del cantiere ha grandi vantaggi anche per la sicurezza, sia in termini di violazione dei dati di progetto che di rischio di incidenti in cantiere. Concentrare tutti i dati e le informazioni in un unico modello BIM esclude quasi completamente la probabilità di perdita dei dati o la loro manomissione. Infine, per quanto riguarda la sicurezza del cantiere, il BIM 4D può essere un convincente passo avanti verso un cantiere più sicuro, grazie al pieno controllo del progetto: conoscendo ogni singolo dettaglio sulla posizione dei materiali, dei macchinari e dei lavoratori, il team di gestione può guidare il suo materiale di conseguenza e prendere le migliori decisioni basate sui dati.
Software modellazione 4D
Ora vediamo quali sono e quali caratteristiche devono avere gli strumenti che consentono di connettere il modello geometrico 3D di un’opera, al tempo 4D e ai costi 5D.
Innanzitutto specifichiamo che gli strumenti di modellazione BIM 4D sono software che permettono di associare al modello 3D BIM una serie di informazioni relative ai tempi di realizzazione dell’opera e all’organizzazione del cantiere. Queste informazioni vengono visualizzate in modo realistico attraverso animazioni che riproducono la progressione delle varie lavorazioni e l’avanzamento delle fasi del cantiere. In pratica, si tratta di un vero e proprio filmato che mostra le attività di cantiere e lo sviluppo dell’opera, fino alla sua completa realizzazione.
Nello specifico, un qualsiasi software di modellazione BIM 4D deve consentire di:
- scomporre il progetto in singole attività definendo una specifica WBS (Work Breakdown Structure, ovvero l’elenco strutturato di tutte le attività del progetto)
- associare gli oggetti BIM alle diverse attività
- ottenere il diagramma di Gantt
- simulare in Real-Time l’evoluzione nel tempo del progetto e ottenere presentazioni realistiche
- identificare e risolvere eventuali conflitti (sovrapposizione di lavorazioni non compatibili tra loro, ecc.)
- federare diversi modelli BIM 3D
- aggiungere tutti gli oggetti relative ad attività anche non direttamente connesse con l’opera (oggetti presenti in un’area di stoccaggio dei materiali, ecc.)
- condividere con i colleghi il modello 4D
- esportare i diagrammi ottenuti in vari formati.
Se vuoi provare a stimare i tempi di esecuzione del tuo progetto con un software BIM, ti consiglio di utilizzare un software BIM per la gestione temporale del progetto. In questo modo, puoi costruire il diagramma di Gantt e simulare in modo realistico l’evoluzione del modello 3D nelle diverse fasi del progetto.
Modello BIM 4D | Ambiente 4D – GANTT di Edificius
Quale strumento ci permette di connettere le geometrie 3D al tempo 4D e ai costi 5D?
Per connettere le geometrie 3D al tempo 4D e ai costi 5D è necessario utilizzare un software BIM con cui puoi:
- modellare il 3D del manufatto di progetto;
- le lavorazioni previste ai tempi;
- stimare il costo dei lavori.
La soluzione migliore sarebbe utilizzare un unico strumento con cui gestire tutti questi aspetti. Per questo è sempre consigliabile lavorare con un software BIM per la gestione temporale del progetto che ti consente di costruire un unico modello informativo del progetto da cui attingere tutti i dati e le informazioni necessarie all’intero ciclo di vita dell’opera.
Quanto costa un software BIM?
Il costo di un software BIM varia molto dal tipo di abbonamento e dalle funzionalità che include. Generalmente si aggira tra i 2.000 e i 3.000 euro ma per avere un’idea realistica del costo di un software BIM, ti consiglio di visitare questa pagina.
Qual è la differenza tra 4D e 5D?
Ricapitolando, il BIM 4D integra i dati del modello 3D con i dati di programmazione e pianificazione del progetto, generando simulazioni realistiche delle attività di costruzione dell’opera.
Il 5D BIM, invece, collega tutte le informazioni 4D con gli aspetti dei costi del progetto (le quantità dei materiali, i programmi e altre informazioni relative ai prezzi).
Nell’applicazione del BIM la pianificazione dei costi e dei tempi si rifà alla metodologia del Project Management ed in particolar modo dal project time management (gestione del tempo di progetto) e del project cost management (gestione del costo di progetto).
L’esperto BIM addetto alla redazione del computo (5D) e alla gestione dei tempi di realizzazione dell’opera (4D) ha il computo di legare tutte le misurazioni, non più solo ad un elenco prezzi ma anche agli oggetti parametrici del modello BIM. Questa operazione viene condotta grazie all’uso di specifici software BIM.
Gli oggetti parametrici (muri, porte, finestre, ecc.) infatti, contengono tutta una serie di informazioni che aiutano a redigere il computo (Quantity take off) e ad individuare, in modo più appropriato, la voce di elenco prezzi più idonea, avendo a disposizione tutte le informazioni di progetto.
In questo modo il computo si redige con estrema semplicità e sfruttando degli automatismi che associano all’oggetto parametrico da computare, le misure (ricavabili in automatico dalla geometria dell’oggetto) e il prezzo (solitamente tratto dai prezzari di riferimento).
In sintesi, 3D, 4D e 5D sono tre aspetti della progettazione strettamente legati tra loro: creando la WBS è automatico ricavare il computo metrico (interrogando anche il modello 3D per ricavare le quantità) e i tempi di ogni singola lavorazione (anche valutando le analisi prezzi in cui sono esplicitati anche i tempi impiegati per ogni lavorazione) per poi metterli in sequenza, rispettando le buone regole di programmazione.
A cosa si riferisce la dimensione 6D nel BIM?
La dimensione 6D nel BIM si riferisce alla fase di gestione e manutenzione delle opere realizzate. Questa fase è generalmente conosciuta anche come facility management. In pratica, è la dimensione del BIM che ha come oggetto il patrimonio immobiliare esistente durante il suo intero ciclo di vita e associa al modello 3D, le informazioni indispensabili alla manutenzione e alla gestione del bene. In questo modo, le informazioni sono condivisibili e scambiabili tra i diversi stakeholders, sono sempre implementabili nel corso del tempo e non c’è rischio di perdita dei dati.
Per approfondire, ti consiglio di leggere anche BIM 6D e facility management.
Caso studio: il BIM 4D per la pianificazione di un cantiere complesso
Per entrare nel merito dell’argomento, ti propongo un caso studio, un applicazione esemplificativa della modellazione BIM delle fasi di cantiere, al servizio della produttività dell’impresa e della sicurezza dei lavoratori.
Nel dettaglio, il caso studio riguarda la riqualificazione di un sottotetto situato all’ottavo piano di un edificio in pieno centro urbano, un intervento caratterizzato da notevoli criticità logistiche e organizzative. Il progetto prevedeva la demolizione della copertura esistente, delle strutture verticali di sostegno e degli elementi interni, seguita dalla realizzazione di un nuovo appartamento di circa 200 m² mediante strutture prefabbricate in legno. Fin dalle prime fasi è emerso come il solo modello architettonico non fosse sufficiente a rappresentare tutte le condizioni operative del cantiere: oltre alla limitata disponibilità di spazi per la cantierizzazione, sulla copertura erano infatti presenti antenne televisive e impianti di telecomunicazione di proprietà di terzi, elementi che hanno dovuto essere censiti e integrati nel modello informativo per evitare interferenze durante l’esecuzione dei lavori.
Per sviluppare il modello BIM del cantiere sono stati utilizzati il rilievo dello stato di fatto, il modello di progetto e il modello del contesto, tutti in formato IFC. I modelli sono stati federati e successivamente “fasizzati”, ossia suddivisi nelle diverse fasi temporali del processo costruttivo. Questa organizzazione ha consentito di visualizzare il cantiere in qualsiasi momento dell’esecuzione, mostrando esclusivamente gli elementi presenti in una determinata fase. A differenza delle tradizionali tavole bidimensionali, il modello 4D ha reso possibile rappresentare anche situazioni intermedie, come una demolizione parziale o il completamento progressivo di una struttura, offrendo una lettura molto più aderente all’effettiva evoluzione del cantiere.
Uno degli aspetti più significativi del caso studio riguarda l’ottimizzazione della logistica. L’unica area privata disponibile per il deposito dei materiali era il solaio dell’ottavo piano, mentre l’utilizzo del cortile condominiale richiedeva specifiche autorizzazioni. Grazie alla simulazione 4D è stato possibile verificare preventivamente la disposizione delle aree di stoccaggio e la movimentazione dei materiali nelle diverse fasi di lavoro. Ad esempio, durante la posa della carpenteria metallica successiva alla demolizione della trave di colmo, il modello ha consentito di verificare che lo spazio disponibile fosse sufficiente per ospitare contemporaneamente le benne destinate alle macerie e le nuove travi metalliche, garantendo il funzionamento continuo dell’autogru senza tempi morti o interferenze operative.
Anche la progettazione dei ponteggi è stata supportata dal modello informativo. Le aree destinate allo stoccaggio di plance e cavalletti sono state riposizionate in funzione dell’avanzamento dei lavori, evitando conflitti con le attività condominiali e riducendo al minimo le movimentazioni dei materiali. In particolare, i cavalletti utilizzati nelle prime fasi sono stati collocati in una posizione che ne consentisse il successivo riutilizzo per la protezione della nuova copertura, senza interferire con la posa dei pannelli XLAM o con le altre lavorazioni previste.
Il BIM 4D si è dimostrato altrettanto efficace sotto il profilo della sicurezza. Durante la fase di posa del solaio XLAM, il modello tridimensionale ha evidenziato con immediatezza la presenza di dislivelli, salti di quota e ostacoli difficilmente interpretabili attraverso le sole planimetrie. Questa visualizzazione ha permesso di individuare preventivamente criticità operative, come l’impossibilità di utilizzare transpallet per la movimentazione dei materiali o la necessità di rialzare il parapetto esistente prima dell’avvio delle lavorazioni. Le viste generate dal modello sono state inoltre utilizzate come supporto grafico per la definizione delle procedure operative e per la redazione della documentazione di sicurezza destinata alle imprese esecutrici.
Infine, il collegamento tra il modello tridimensionale e il cronoprogramma dei lavori ha consentito di aggiornare dinamicamente le fasi di cantiere, verificando l’impatto di eventuali attività anticipate o posticipate e controllando la disponibilità di mezzi, materiali e aree operative. Il modello è stato impiegato anche per associare ai mezzi di cantiere informazioni relative alle emissioni di CO₂, al rumore prodotto e alle caratteristiche delle infrastrutture di ricarica elettrica, dimostrando come il BIM 4D possa supportare non solo la pianificazione temporale, ma anche il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza, redditività e sostenibilità dell’intero processo costruttivo.
FAQ sul BIM 4D
Cos’è il BIM 4D?
La modellazione 4D BIM è il processo che crea collegamenti intelligenti tra il modello digitale 3D (che definisce la geometria dell’opera) e le informazioni relative al tempo di esecuzione delle varie attività necessarie per realizzare l’opera. Più precisamente, la norma UNI 11337-1 definisce il BIM 4D come: ‘la simulazione dell’opera o dei suoi elementi in funzione del tempo, oltre che dello spazio’. Il risultato è un modello informativo completo che può essere utilizzato anche per realizzare simulazioni realistiche del processo di realizzazione dell’opera in funzione del tempo.
Quale strumento ci permette di connettere le geometrie 3D al tempo 4D e ai costi 5D?
Per connettere le geometrie 3D al tempo 4D e ai costi 5D è necessario utilizzare un software BIM con cui puoi: modellare il 3D del manufatto di progetto; le lavorazioni previste ai tempi; stimare il costo dei lavori. La soluzione migliore sarebbe utilizzare un unico strumento con cui gestire tutti questi aspetti. Per questo è sempre consigliabile lavorare con un software BIM per la gestione temporale del progetto che ti consente di costruire un unico modello informativo del progetto da cui attingere tutti i dati e le informazioni necessarie all’intero ciclo di vita dell’opera.
Quanto costa un software BIM?
Il costo di un software BIM varia molto dal tipo di abbonamento e dalle funzionalità che include. Generalmente si aggira tra i 2.000 e i 3.000 euro.
Qual è la differenza tra 4D e 5D?
Il BIM 4D integra i dati del modello 3D con i dati di programmazione e pianificazione del progetto, generando simulazioni realistiche delle attività di costruzione dell’opera. Il 5D BIM, invece, collega tutte le informazioni 4D con gli aspetti dei costi del progetto (le quantità dei materiali, i programmi e altre informazioni relative ai prezzi). In sintesi, 3D, 4D e 5D sono tre aspetti della progettazione strettamente legati tra loro: creando la WBS è automatico ricavare il computo metrico (interrogando anche il modello 3D per ricavare le quantità) e i tempi di ogni singola lavorazione.
A cosa si riferisce la dimensione 6D nel BIM?
La dimensione 6D nel BIM si riferisce alla fase di gestione e manutenzione delle opere realizzate. Questa fase è generalmente conosciuta anche come facility management. In pratica, è la dimensione del BIM che ha come oggetto il patrimonio immobiliare esistente durante il suo intero ciclo di vita e associa al modello 3D, le informazioni indispensabili alla manutenzione e alla gestione del bene. In questo modo, le informazioni sono condivisibili e scambiabili tra i diversi stakeholders, sono sempre implementabili nel corso del tempo e non c’è rischio di perdita dei dati.
Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/modello-bim-4d-cose-e-a-cosa-serve/
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Chiara Roberto
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