CORSAIR 2800X RS-R ARGB, il Micro-ATX che eredita il DNA del 3500X


Con il 2800X RS-R ARGB, CORSAIR torna a presidiare un segmento che aveva lasciato un po’ scoperto: quello dei case Micro-ATX. È il primo chassis mATX dell’azienda dai tempi del 2500X e, a differenza di quest’ultimo, abbandona l’impostazione dual chamber per adottare il linguaggio stilistico del fortunato 3500X, di cui rappresenta a tutti gli effetti una versione compatta. 

Il posizionamento è chiaro: un telaio dal formato contenuto, pensato per stare comodamente su qualsiasi scrivania, ma senza le rinunce che spesso accompagnano i case di piccole dimensioni. Qui abbiamo il supporto a un radiatore da 360mm e a schede video full-size, due elementi che storicamente fanno la differenza in una macchina da gaming vera e propria.

Il 2800X RS-R esiste in un’unica variante, quella RS-R con tre ventole ARGB preinstallate. Non sono previste versioni iCUE LINK né allestimenti “senza ventole”, a differenza di quanto avviene su altri modelli della gamma. Le colorazioni disponibili sono due, nero e bianco.

Recensione in un minuto

Il CORSAIR 2800X RS-R ARGB è un case Micro-ATX che eredita design e impostazione del 3500X in un corpo più compatto (436 × 232 × 447 mm). Offre pannelli in vetro temperato avvolgenti, tre ventole RS120-R ARGB reverse-rotor preinstallate sul lato e gestibili dalla scheda madre, predisposizione fino a dieci ventole e supporto a radiatori fino a 360 mm. Nonostante le dimensioni contenute, accoglie GPU fino a 410 mm e integra un braccetto anti-sag regolabile e il supporto alle schede madri con connettori posteriori. Lo storage si ferma a un HDD da 3,5” o due SSD da 2,5”, l’I/O include una USB Type-C fino a 20 Gb/s e la garanzia è di due anni. Disponibile in nero e bianco, in un’unica configurazione RS-R, a 79,90 €.

Com’è fatto

Sul piano costruttivo il 2800X RS-R misura 436 mm di altezza, 232 mm di larghezza e 447 mm di profondità. È un corpo macchina raccolto, in linea con la vocazione Micro-ATX, ma le proporzioni restano quelle di un mid-tower in miniatura. La compatibilità con le schede madri si ferma ai formati Mini-ITX e Micro-ATX, con quattro slot PCI orizzontali a disposizione.

La firma estetica è quella che CORSAIR chiama look “fishbowl”: pannelli in vetro temperato avvolgenti su fronte e lato, pensati per mettere in mostra l’hardware e l’illuminazione senza interruzioni. La scelta paga sul piano scenografico, ma come sempre con il vetro temperato comporta una manutenzione più frequente contro polvere e impronte. A proposito di polvere, sono presenti filtri su top, fondo e lato.

A bordo troviamo preinstallate tre ventole RS120-R ARGB PWM a rotore invertito (reverse-rotor), montate sul pannello laterale: la soluzione a rotore invertito serve proprio a mostrare l’illuminazione in modo pulito, nascondendo telaio e pale viste “da dietro”. La gestione avviene direttamente dalla scheda madre, sia per le velocità sia per i LED, senza bisogno di un controller dedicato – che infatti non è incluso nella confezione. La predisposizione complessiva arriva fino a dieci ventole da 120 mm: tre sul lato, tre sul top, una in estrazione sul retro, due sulla copertura dell’alimentatore per dare aria alla GPU e una sul fondo.

Sul fronte del raffreddamento a liquido, il 2800X RS-R permette di installare radiatori fino a 360 mm, qualcosa tutt’altro che scontato in queste dimensioni, oltre a un radiatore da 120mm sul retro. L’altezza massima per i dissipatori ad aria è invece di 170 mm, sufficiente per la maggior parte dei modelli tower in commercio.

Generoso anche lo spazio per la scheda video: 410 mm di clearance consentono di installare anche le GPU più ingombranti della generazione attuale. A protezione di schede sempre più pesanti, CORSAIR integra nel pannello laterale un braccetto anti-sag regolabile in altezza, pensato per sostenere la GPU e preservare lo slot PCIe. 

Lo storage è affidato a una piastra combinata che può ospitare un HDD da 3,5” oppure due SSD da 2,5”: una dotazione essenziale, coerente con la filosofia compatta del prodotto e con il fatto che oggi gran parte dell’archiviazione passa per gli slot M.2 sulla scheda madre. Da segnalare il supporto alle schede madri con connettori sul retro (reverse-connector), che permette di nascondere quasi del tutto il cablaggio per una build dall’aspetto particolarmente pulito.

L’I/O è collocato sulla parte superiore del case e include una porta USB Type-C ad alta velocità fino a 20 Gb/s, una seconda porta USB 3.2 di prima generazione, il tasto di accensione e un jack combo cuffie/microfono. La garanzia dichiarata è di due anni.

Scheda tecnica in sintesi

Formato schede madri

Mini-ITX, Micro-ATX

Dimensioni (A × L × P)

436 × 232 × 447 mm

Slot PCI

4 orizzontali

GPU massima

410 mm

Dissipatore CPU max

170 mm

Ventole incluse

3× RS120-R ARGB PWM (reverse-rotor)

Supporto ventole

Fino a 10× 120 mm

Radiatori

Fino a 360 mm; 120 mm sul retro

Storage

1× HDD 3,5” oppure 2× SSD 2,5”

Pannelli

Vetro temperato (fronte e lato)

Filtri antipolvere

Top, fondo, lato

I/O frontale

USB Type-C fino a 20 Gb/s, USB 3.2 Gen 1, jack combo audio

Colori

Nero, Bianco

Garanzia

2 anni

Prezzo

79,90 €

Esperienza d’uso

La logica dietro il 2800X RS-R è quella di portare in un formato Micro-ATX l’esperienza di montaggio di un mid-tower moderno, con qualche compromesso fisiologico dettato dalle dimensioni.

Nonostante le dimensioni ridotte, assemblare un PC all’interno del 2800X RS-R si rivela abbastanza semplice: c’è spazio a sufficienza per installare i vari componenti con facilità, anche se è più piccolo di un normale ATX. Bisogna prestare una maggior attenzione nel cable management e anche all’ordine in cui si installano i componenti, per evitare di ritrovarsi in situazioni che vi obbligano a smontare qualcosa (ad esempio, meglio installare il radiatore sul top dopo aver fatto passare i cavi dell’alimentatore per la CPU), ma al di là di questo, si procede spediti e senza particolari criticità.  

Il punto a favore più evidente è la dotazione di raffreddamento inclusa: avere tre ventole ARGB preinstallate significa avere già una base pronta all’uso senza spese aggiuntive. La predisposizione fino a dieci ventole e il supporto a un radiatore da 360 mm offrono ampi margini per chi punta a una build con CPU e GPU di fascia alta, scenario tutt’altro che scontato in questa categoria. Anche il braccetto anti-sag integrato e il supporto alle schede madri reverse-connector vanno nella direzione di una build curata e a prova di componenti pesanti.

Sul versante opposto, i pannelli in vetro temperato avvolgenti sono splendidi da vedere ma, per esperienza con prodotti analoghi, tendono a trattenere impronte e polvere e richiedono pulizia frequente. Lo storage limitato a un HDD o due SSD da 2,5” è in linea con la categoria ma potrebbe stare stretto a chi proviene da configurazioni più capienti. Infine, la concentrazione di tre ventole e di un eventuale radiatore sul lato, in un volume comunque contenuto, rende plausibile una certa attenzione all’ordine dei cavi e alla sequenza di montaggio: sono proprio questi gli aspetti che ci riserviamo di verificare in una prova pratica.

Verdetto

Il CORSAIR 2800X RS-R ARGB è una proposta convincente per chi cerca un case Micro-ATX dal forte impatto estetico senza rinunciare alle ambizioni prestazionali. Trasferire il linguaggio del 3500X in un formato più compatto, mantenendo supporto a radiatori da 360 mm, GPU da 410 mm e fino a dieci ventole, è un risultato di equilibrio non banale. La dotazione di serie (tre ventole ARGB, braccetto anti-sag, supporto reverse-connector) aggiunge valore a un prezzo di listino tutto sommato competitivo.

Restano alcuni punti su cui ragionare. Chi non ha un vincolo stringente di spazio potrebbe trovare modelli standard ATX allo stesso prezzo. Secondariamente, l’unica configurazione disponibile, che esclude a priori chi avrebbe preferito un ecosistema iCUE LINK o una versione senza ventole per il proprio impianto custom.

In sintesi, il 2800X RS-R è indicato per chi vuole una build Micro-ATX vistosa e ben raffreddata, con illuminazione a vista e cablaggio ordinato, ed è disposto a curare la manutenzione del vetro. È invece meno indicato per chi necessita di molto storage interno, per chi punta sull’ecosistema iCUE LINK o per chi, non avendo problemi di ingombro, potrebbe ottenere di più spendendo uguale o meno con il fratello maggiore 3500X.


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 Marco Pedrani

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