(redazione) In una fase economica che impone alle imprese continue sfide operative e logistiche, il supporto all’internazionalizzazione e la disponibilità di spazi espositivi moderni diventano leve di crescita cruciali per il territorio. A gestire questa complessa macchina operativa è Pro Brixia, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Brescia. Per fare il punto sui progetti esecutivi e sulle prossime scadenze del polo fieristico, abbiamo intervistato il Presidente di Pro Brixia, Roberto Zini.
Forte di una profonda esperienza nel tessuto industriale bresciano alla guida del Gruppo Farco, Zini vanta 12 anni nei vertici di Confindustria Brescia con deleghe a Lavoro, Relazioni Industriali e Welfare. Laureato in Sociologia, ha da sempre improntato la sua visione imprenditoriale sui pilastri della Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), distinguendosi tra i promotori della Scuola di Economia Civile a Brescia.
Nell’intervista esclusiva rilasciata a BsNews.it, Zini delinea le priorità dei prossimi anni.
Presidente Zini, Pro Brixia è lo strumento operativo con cui il sistema camerale accompagna le imprese sui mercati esteri. Dal vostro osservatorio tecnico, quali sono i servizi specialistici e di accompagnamento che le PMI bresciane stanno richiedendo maggiormente per consolidare la loro presenza internazionale?
Oggi le PMI ci stanno dicendo una cosa molto chiara: “aiutateci a scegliere bene e a non sprecare risorse”. In un contesto globale complesso, l’internazionalizzazione non può più essere un salto nel buio: deve diventare un percorso ragionato, misurabile, replicabile.
Per questo, tra i servizi più richiesti c’è innanzitutto la selezione delle fiere: individuare quelle davvero utili per settore, posizionamento e obiettivi commerciali. Poi c’è la parte operativa, che spesso è quella che può mettere in difficoltà le imprese quando affrontano una partecipazione fieristica da sole: acquisizione delle aree, progettazione e realizzazione degli allestimenti, organizzazione e gestione tecnico-logistica, con il supporto di interpreti qualificati e personale in loco quando necessario.
Il valore della partecipazione sta nella capacità di lavorare su tre momenti: prepararsi bene “prima”, gestire in modo efficace la presenza “durante” e, soprattutto, costruire un adeguato follow-up “dopo”.
Le imprese ci chiedono strumenti che portino dal contatto all’opportunità reale. Ecco perché crescono i servizi a impatto commerciale come analisi di mercato, ricerca partner, agenda incontri B2B e follow-up, per trasformare i nominativi raccolti in relazioni che possono evolvere in accordi. Il tutto accompagnato da momenti formativi e di approfondimento, pensati per offrire alle aziende spunti pratici su come gestire al meglio la partecipazione e massimizzarne i ritorni.
Anche la Camera di Commercio è al fianco delle imprese, mettendo a disposizione voucher per le PMI che hanno i requisiti, con l’obiettivo di contribuire ad abbattere i costi di partecipazione alle fiere.
Stiamo lavorando anche sul metodo: mettere a sistema le competenze del territorio e costruire alleanze operative. Abbiamo già chiuso un accordo di collaborazione con Confapi e altri accordi sono in fase di finalizzazione. In parallelo, stiamo studiando servizi più innovativi di intelligence e data-driven, basati anche — ma non solo — sull’AI, per aiutare le imprese a comprendere meglio i mercati e a individuare in anticipo potenziali buyer e partner, prima ancora di partire.
In altre parole, le aziende non ci chiedono una semplice partecipazione: ci chiedono un risultato.
Oltre ad accompagnare le PMI bresciane all’estero, l’obiettivo di un polo moderno è l’internazionalizzazione “inversa”. Quali strategie state attivando per i prossimi eventi e fiere per attrarre un numero crescente di delegazioni straniere e buyer internazionali direttamente all’interno del Brixia Forum?
L’internazionalizzazione “inversa” parte da un’idea semplice: far arrivare a Brescia chi compra, chi distribuisce, chi decide. Per riuscirci servono eventi con contenuti chiari, momenti B2B, visite, incontri tecnici e un’accoglienza organizzata, capace di mettere le delegazioni straniere nelle condizioni di incontrare interlocutori realmente in target in tempi rapidi.
Una delle missioni istituzionali di Pro Brixia è proprio quella di creare occasioni di incontro, fisiche o virtuali, tra le imprese del territorio e i buyer internazionali, anche attraverso programmi promossi e co-organizzati con il Sistema Camerale Lombardo, Regione Lombardia, Promos Italia e Unioncamere Lombardia.
Stiamo inoltre lavorando a nuove iniziative concrete per aiutare le aziende a non disperdere il patrimonio di relazioni sviluppato in anni di partecipazione alle fiere estere, in particolare in quelle aree strategiche, come i Paesi del Golfo, che fino a tempi recenti hanno rappresentato mercati di riferimento e importanti hub di interscambio internazionale.
In un contesto oggi più complesso, portare i buyer a Brescia può diventare una risposta efficace e molto operativa alla difficoltà riscontrata da molte aziende nel dare continuità alla partecipazione fieristica in quei territori. Significa non interrompere il dialogo commerciale, ma spostarlo temporaneamente su un terreno più accessibile, organizzato e vicino alle imprese bresciane.
In pratica, stiamo costruendo iniziative e format che facilitino il matching tra domanda internazionale e imprese del territorio, con un’accoglienza che non sia soltanto logistica, ma anche commerciale: far incontrare le persone giuste, con un’agenda e un percorso già orientati al business. È così che il nostro polo fieristico può diventare una vera piattaforma di opportunità, non solo uno spazio espositivo.
Lei siede anche nel Consiglio dell’Università di Brescia, vede da vicino il potenziale dei giovani laureati. In che modo Pro Brixia, sul piano puramente pratico, può fare da “ponte” per inserire competenze fresche e digitali negli uffici export delle aziende che partecipano alle vostre missioni all’estero?
Il ponte con i giovani e con le competenze digitali va costruito su attività reali. L’export oggi vive di dati, contenuti, relazioni e strumenti digitali: per questo Pro Brixia può favorire inserimenti in azienda legati a progetti concreti — preparazione di fiere, gestione dei contatti, materiali, azioni di comunicazione, follow-up.
L’idea è fare in modo che un giovane non “assista”, ma contribuisca: CRM, lead generation, gestione contatti, analisi dei mercati, supporto ai canali digitali. E allo stesso tempo aiutare le aziende a strutturare l’ufficio export con competenze nuove che restano anche dopo la missione.
Il Brixia Forum è l’asset fisico cardine di Pro Brixia. Dal punto di vista della gestione del calendario e dell’accoglienza, quali criteri state seguendo per far coesistere importanti fiere, eventi e manifestazioni commerciali, garantendo a ciascuno la massima efficacia logistica?
Per far coesistere fiere, eventi e manifestazioni serve una regola di fondo: ogni appuntamento deve essere messo nelle condizioni di funzionare al massimo delle sue possibilità.
Il punto è avere una gestione che unisca programmazione e flessibilità operativa. Il Brixia Forum nasce con una vocazione polifunzionale: un padiglione modulabile e frazionabile, spazi dedicati e servizi complementari che permettono di ospitare format diversi, dalle fiere agli eventi aziendali, dai congressi alle manifestazioni commerciali, ai concerti e agli spettacoli.
Questo significa programmare con anticipo, definire layout e flussi corretti, garantire tempi tecnici certi per allestimenti e disallestimenti e costruire un sistema di servizi coerente: accessi, sicurezza, parcheggi, accoglienza, ristorazione e dotazioni tecniche.
In concreto, i criteri che guidano le nostre scelte sono la coerenza tra evento e spazi, la corretta gestione dei flussi, la certezza dei tempi tecnici, l’integrazione dei servizi e la qualità dell’esperienza per espositori e visitatori. A questi si aggiunge un aspetto fondamentale: la gestione della sicurezza e delle eventuali interferenze tra attività diverse, per garantire sempre un ambiente di lavoro sicuro e ben organizzato.
Il Brixia Forum, proprio perché modulabile, ci consente di lavorare con configurazioni differenti. Ma la vera differenza sta nel metodo: pianificazione, standard operativi e cura dell’esperienza. È questo che permette alle manifestazioni di funzionare bene e, soprattutto, ai clienti di tornare.
Presidente Zini, il mercato globale richiede format espositivi sempre più ibridi e focalizzati su verticali tecnologici. State studiando il lancio di nuove manifestazioni fieristiche di proprietà o in co-progettazione per i prossimi anni? Ci sono comparti produttivi locali ancora non rappresentati nel vostro palinsesto che meriterebbero una fiera dedicata nei prossimi anni?
Per quanto riguarda lo sviluppo di fiere dirette o l’acquisizione di nuove fiere indirette, stiamo osservando con grande attenzione l’evoluzione dei format fieristici. Il mercato chiede manifestazioni più verticali, più esperienziali, ricche di contenuti e spesso ibride, cioè capaci di integrare in modo efficace la dimensione fisica con quella digitale.
Anche il tema della dimensione sta cambiando. Oggi non sempre serve il gigantismo dei grandi quartieri fieristici: solo alcune fiere internazionali riescono a sostenere format così massivi, nei quali le aziende più piccole rischiano spesso di diventare poco visibili. Da questo punto di vista, quello che in passato poteva essere percepito come un limite del Brixia Forum — la sua dimensione — oggi può diventare un punto di forza.
Il nostro non è soltanto uno spazio espositivo: è un padiglione esteticamente curato, senza colonne, efficiente, flessibile e capace di offrire servizi personalizzati. Possiamo ascoltare i desiderata dei clienti, interpretare i bisogni espressi e anche quelli non ancora pienamente esplicitati, proponendo soluzioni concrete grazie a una squadra professionale e competente, sempre al fianco di chi organizza e partecipa agli eventi.
L’obiettivo, quindi, non è moltiplicare le fiere, ma progettare manifestazioni che abbiano senso per le filiere e che diventino appuntamenti realmente utili per fare mercato.
Quanto ai comparti, Brescia ha molte eccellenze: la scelta deve cadere su ambiti in cui esiste una massa critica, e dove una manifestazione può diventare un punto di riferimento, anche attraverso la co-progettazione con associazioni, imprese e stakeholder del territorio.
Una fiera, infatti, funziona quando diventa piattaforma di filiera, non solo un appuntamento in calendario.
Il Teatro DisPlay del Brixia Forum ha dimostrato una straordinaria flessibilità, ospitando dai grandi concerti fino alle assemblee delle aziende bresciane. Questa versatilità lo rende una location strategica anche per il settore dei congressi, dei meeting e degli eventi aziendali. Quali sono le linee di sviluppo future per questa specifica risorsa?
All’interno del Brixia Forum è stato creato uno spazio dedicato — il Teatro DisPlay — che ha dimostrato una versatilità rara: è uno spazio modulare, con capienza flessibile da 200 a 2.000 posti, capace di ospitare concerti, ma anche e soprattutto convegni, conferenze, meeting e convention aziendali.
La direzione è valorizzarlo sempre di più come asset per congressi, meeting aziendali e format ibridi: grazie alle dotazioni tecniche, all’ampio foyer e alla possibilità di configurazioni diverse, può diventare un hub ideale per eventi che uniscono contenuto, networking e relazione.
Gli eventi aziendali rappresentano un valore aggiunto per la città e per il sistema economico: conferenze, assemblee, cene anche con oltre 3.000 persone e momenti di incontro rivolti sia alle strutture interne delle imprese sia a pubblici esterni trovano nel Brixia Forum uno spazio efficiente, flessibile e sempre più utilizzato. Abbiamo ospitato eventi con allestimenti tecnologicamente avanzati e di grande impatto; anche in questo caso, la differenza la fa la nostra capacità di stare vicino al cliente, interpretarne le esigenze e offrire un servizio personalizzato, curato nei minimi dettagli.
Il nostro obiettivo è consolidare questa vocazione, lavorando su una proposta che metta insieme tecnica, comfort, servizi e capacità organizzativa, così da rendere la location sempre più competitiva anche per il mercato MICE.
In altre parole: non un “teatro in fiera”, ma uno spazio eventi capace di attrarre contenuti, pubblico e imprese durante tutto l’anno.
Parco fiera, foto da ufficio stampa
Rispetto ad altri poli espositivi lombardi, che beneficiano storicamente di un forte e diretto radicamento nel sistema delle istituzioni locali, a Brescia si percepisce talvolta la necessità di un “gioco di squadra” più integrato. Quali passi o sinergie istituzionali ritiene prioritari per far sì che il Brixia Forum venga riconosciuto da tutti gli attori come un asset strategico collettivo per la crescita della nostra città?
Qui la parola chiave è commitment: se un’infrastruttura è strategica per la città e per il territorio, deve essere riconosciuta come tale e sostenuta da una visione condivisa.
Serve un ulteriore cambio di passo culturale: il Brixia Forum deve essere percepito come un asset della comunità economica e istituzionale, non come il tema di un singolo soggetto. È un’infrastruttura al servizio della competitività del territorio e, proprio per questo, richiede un lavoro comune tra la Camera di Commercio di Brescia e la sua Azienda Speciale, Pro Brixia, gli enti locali — non solo cittadini — le associazioni, l’Università e gli operatori.
Le sinergie prioritarie riguardano alcuni aspetti fondamentali: promozione, calendario, attrattività, accessibilità e posizionamento. Significa lavorare insieme perché il Brixia Forum venga riconosciuto e utilizzato come piattaforma collettiva di sviluppo, capace di generare opportunità per le imprese, per gli organizzatori e per l’intero sistema economico bresciano.
Per portare avanti un piano di sviluppo di più ampio respiro, auspichiamo quindi di poter continuare a contare sul coinvolgimento e sull’impegno dei principali stakeholder del territorio, attraverso un’interlocuzione sempre più strutturata e orientata a obiettivi condivisi.
Quando si fa squadra davvero, il risultato è che la città e il territorio “spingono” lo stesso progetto. E un polo sostenuto da una visione comune diventa più attrattivo anche per gli organizzatori esterni e per il mercato nazionale.
I dati di Confindustria Brescia mostrano un turnover aziendale ai massimi storici, nonostante i forti investimenti nel welfare. I giovani cercano oggi un nuovo senso nel lavoro, dove benessere e impatto sociale contano quanto la retribuzione. In che modo le imprese possono colmare questo divario e dimostrare che la sostenibilità sociale genera reale valore economico?
Il turnover non si risolve solo con il welfare inteso come insieme di benefit. Oggi, soprattutto i giovani, cercano crescita, qualità delle relazioni, leadership credibile e un lavoro che abbia senso: non soltanto stabilità o retribuzione, ma anche possibilità di contribuire, imparare e riconoscersi in un progetto.
Per questo credo che le imprese debbano superare la logica del “posto” e parlare sempre di più di “percorsi”: percorsi di sviluppo, formazione continua, responsabilizzazione e crescita professionale. La vera sfida è costruire organizzazioni in cui le persone vedano un futuro possibile e sentano che il proprio contributo è riconosciuto.
La sostenibilità sociale, in questa prospettiva, non è un capitolo separato dal business e non può restare confinata nei documenti. Deve vedersi nei comportamenti quotidiani: nel modo in cui si guida un team, si ascoltano le persone, si distribuiscono responsabilità, si investe sulle competenze e si costruisce fiducia.
Quando un’impresa è coerente tra ciò che dichiara e ciò che pratica, genera valore anche sul piano economico: riduce il turnover, rafforza produttività e reputazione, aumenta la capacità di attrarre e trattenere talenti. In questo senso, la sostenibilità sociale non è un costo: è un investimento competitivo.
Svestendo per un attimo i panni istituzionali di Pro Brixia, quale ritiene sia la priorità assoluta su cui l’impresa bresciana deve investire oggi per far sì che la nostra provincia mantenga il suo ruolo di locomotiva economica anche nel futuro?A mio avviso oggi la priorità è una: non accontentarsi della forza che Brescia ha già dimostrato di avere. Restare competitivi, oggi, significa continuare a investire contemporaneamente su tre leve: persone, innovazione e mercati.
Le persone, perché senza competenze nuove anche la migliore tradizione industriale rischia di fermarsi. L’innovazione, perché la qualità non può più essere solo un patrimonio acquisito: deve essere aggiornata ogni giorno con tecnologia, ricerca, organizzazione e capacità di leggere i cambiamenti. I mercati, perché Brescia deve stare nel mondo in modo sempre più strutturato, non episodico.
La nostra provincia ha una cultura industriale fortissima, costruita su lavoro, concretezza e capacità produttiva. Ma proprio questa forza va continuamente rinnovata. La competizione globale accelera, e chi resta fermo non conserva la posizione: la perde.
Per questo credo che la sfida dei prossimi anni si giochi sulla capacità di esportare non solo prodotti, ma valore: tecnologia, qualità, competenze e cultura del lavoro. È così che Brescia può continuare a essere una locomotiva economica anche nel futuro.
Vuoi rimanere aggiornato sulle principali notizie di Brescia e provincia?
- Iscriviti alla nostra newsletter quotidiana con gli articoli cliccando qui.
- Iscriviti al nostro canale Whatsapp cliccando qui (solo info utili in tempo reale).
- Iscriviti al nostro canale Telegram cliccando qui (solo info utili in tempo reale).
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione BsNews.it
Source link







