Tutto arriva con l’ultima chiamata dalla sala operativa, dove il 115 prima e, oggi, il numero unico di pronto intervento europeo ”112”, per l’uscita definitiva dal servizio di Rocco Scarangella. Ormai ci siamo e dal 1 luglio 2026 il materano Rocco Scarangella,figura di vigile del fuoco e di sindacalista militante nel senso pieno del termine, con un stretta di mano energetica e uno sguardo diretto che dice più di tante parole, quando si tratta di spendersi per tenere alta l’efficienza del Corpo, andrà in pensione o collocato in quiescenza come ripete un termine burocratico. E Rocco è una figura tutto cuore, decisa, paziente finche possibile, ma quando si tratta di farsi sentire è un tenore come pochi…Alto senso del dovere. Non si è mai tirato indietro, come tanti colleghi, nelle diverse situazioni di calamità o di Protezione civile , pronto a dare il massimo e a pretendere il massimo dai Ministeri, alla Regione, agli enti locali quanto a organici, mezzi e condizioni operative di livello. Altrimenti a rimetterci è la gente che chiede aiuto. Come non ricordare il martellare continuo, è il termine giusto, a tutti i livelli, per aprire la campagna antincendio già da metà giugno,garantire il coinvolgimento di Regione ed enti locali per le ”squadre” territoriali in tutta la Basilicata e per tutta una serie di attività di prevenzione che non possono essere affidate al caso. In divisa o in borghese, alla guida della Fns Cisl di Basilicata, Scarangella ha scritto insieme ad altri colleghi, funzionari, dirigenti tante pagine di militanza per il corpo dei Vigili del Fuoco. Sempre a testa alta,come ci ha detto in più occasioni, e guardando in faccia la realtà, facendo tesoro delle sconfitte o delle disgrazie della vita che ti portano colleghi, che hanno dato la vita durante un intervento (ed è capitato in più occasioni) per difendere quella degli altri. Rocco Scarangella, ne siamo certi, non resterà lontano da un ”Corpo” che ha amato tanto e devoto alla Patrona Santa Barbara. La Protezione civile è un bene prezioso da difendere e i vigili del fuoco, con le diverse specializzazioni, è il perno di quel sistema. E’ cresciuto negli anni come Rocco, che ci racconta di seguito 36 anni intensi di impegno, sacrificio e soddisfazioni.
”Sono stato assunto nel Corpo il 5 dicembre 1990- racconta Rocco Scarangella. Transitavo dalla quarta compagnia baschi verdi della Guardia di Finanza di Roma.
Dopo aver frequentato il corso presso le Scuole Centrali Antincendi della Capitale sono stato assegnato presso il comando Provinciale Vigili del Fuoco di Vicenza, dove ho svolto il compito di vigile del fuoco espletando numerosi interventi di natura tecnico urgente, dagli incidenti stradali ad incendi di varia natura, con particolare attenzione ad incendi di capannoni con sostanze chimiche in quanto in quella zona sono presenti numerose fabbriche conciarie.Ho un ricordo particolare del comando di Vicenza, in quanto dopo pochi giorni dal mio arrivo ho svolto un intervento a dir poco surreale. Fu un incidente stradale che ha visto coinvolti oltre 200 veicoli, con alcuni deceduti e tanti feriti a tal punto che fu necessario chiudere per diverse ore l’autostrada.
Mi colpì quello scenario così complesso perché per la prima volta ho svolto il triage. Quell’insieme di procedure e tecniche operative per valutare rapidamente le situazioni di emergenza. Mi resi conto del grande lavoro richiesto in scenari simili ed al contempo come l’intervento richieda grande professionalità e tempestività, al fine di poter prestare soccorso alle persone coinvolte..
Nel 1991 fui trasferito dal comando di Vicenza al comando di Firenze, dove ho svolto innumerevoli interventi. Particolarmente significativi e rilevanti furono quelli per le ricorrenti inondazioni del fiume Arno, che misero in difficoltà alcune aree dell’hinterland fiorentino e la popolazione. E poi incendi di particolare complessità a capannoni di filati nel comune di Prato.
L’anno successivo fui trasferito presso il comando provinciale di Bari, dove sono rimasto alcuni anni, dove ebbi la possibilità di apprendere in maniera approfondita e mirata l’essenza della professione del vigile del fuoco. Anche grazie al sostenimento di corsi propedeutici e mirati ad approfondire le numerose tematiche afferenti la professione .
Bari è stato un comando eccellente dove ho potuto accrescere il mio bagaglio professionale , effettuando interventi di varia natura e tipologia anche per la presenza di realtà operative come il porto e l’ aeroporto.
Nel 1997 sono stato trasferito presso il comando provinciale VVF di Matera dove ho prestato servizio fino al 2008.
Successivamente sono stato trasferito presso il comando VVF di Potenza. Qui con la frequenza del corso di formazione ho svolto il servizio di radioriparatore e ciò consentire di istituire presso la direzione regionale Vigili del Fuoco di Basilicata il nucleo TLC(Telecomunicazioni).
Con questa struttura abbiamo innovato e potenziato nel corso degli anni il sistema di comunicazione radio in Basilicata, migliorando in termini di efficienza ed efficacia il sistema del soccorso tecnico urgente.
Nel 2019 abbiamo progettato per l’evento di Matera capitale europea della cultura un nuovo apparato radio con comunicazione digitale, garantendo alla cittadinanza la migliore resa in termini di comunicazione relativa al soccorso.
Nel 2024 con la qualifica di capo reparto sono rientrato a Matera dove ho svolto servizio in questi ultimi anni.
Il 1 luglio 2026 – conclude Rocco Scarangella-sarò collocato in quiescenza per sopraggiunti limiti di età.Ringrazio il dipartimento, i vari comandi dove ho svolto servizio ed in ultimo ma non per ultimo il comando VVF di Matera, ringrazio loro per avermi dato la possibilità di aver potuto lavorare come vigile del fuoco, permettendomi di acquisire e vivere esperienze professionali ed umane che mi hanno formato e lasciato dentro oltre che una grande professionalità una grandissima umanità. Sono passati 36 anni quasi d’un fiato.Oggi più che mai sono certo e consapevole che in questa professione non si smette mai di apprendere e migliorarsi -conclude Scarangella- e che per essere vissuta appieno sono necessari grande impegno e dedizione, uniti ad una adeguata formazione ed un grandissimo spirito di corpo”. E tra i colleghi delle Caserme dove ha lavorato e si è fatto apprezzare e nel sindacato, come riportano le foto di tanti eventi, il ringraziamento di una vita trascorsa insieme nel segno dell’amicizia e dell’impegno.
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Franco Martina
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