IEuD: l’Istituto Europeo specializzato nella cura delle dipendenze 



La dipendenza è un tema per cui spesso si fatica a trovare le parole giuste, perché chi la vive talvolta resta in silenzio per diverso tempo prima di parlarne con uno specialista o una persona cara. Nel momento in cui però sceglie di farsi avanti, deve esserci una rete che sappia come sostenerlo lungo il percorso: è esattamente quello che fa l’Istituto Europeo delle Dipendenze (IEuD), con percorsi terapeutici avanzati e personalizzati.

Chi è lo IEuD e perché nasce

Ad oggi esistono diverse reti di supporto per coloro che vogliono affrontare il percorso per uscire dalla dipendenza. Il sistema sanitario italiano dispone di strutture pubbliche dedicate alle dipendenze – i SerD, ad esempio, ovvero i Servizi per le Dipendenze – che svolgono un lavoro fondamentale, e naturalmente anche il settore privato mette a disposizione delle soluzioni e dei percorsi di recupero dalle dipendenze. In alcuni casi però, per esempio nelle cliniche per la disintossicazioni, queste soluzioni prevedono l’allontanamento dal proprio ambiente. Una condizione che, per molte persone, è di fatto un ostacolo insormontabile, sia pratico che psicologico. 

Lo IEuD nasce esattamente per questo motivo, con una missione, ovvero quella di consentire l’accesso a un percorso di cura altamente professionale, in un contesto riservato e a costi contenuti, senza dover necessariamente abbandonare la propria casa, il proprio lavoro, le proprie relazioni. Un approccio che parte da un presupposto preciso: la dipendenza è una condizione clinica complessa, non una colpa. E come tale va trattata.

Cosa rende lo IEuD un centro di eccellenza

Ad oggi lo IEuD vanta di un team di professionisti altamente specializzati in questo settore, dal momento in cui si occupa unicamente di dipendenze patologiche ed è una struttura interamente dedicata a questa area clinica.

A questo si aggiunge un modello di lavoro fondato sull’integrazione tra diverse figure professionali e sull’utilizzo di tecnologie innovative, come la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS), impiegata all’interno dei percorsi terapeutici come strumento complementare alla psicoterapia e al supporto farmacologico.

Con oltre dieci anni di attività alle spalle, l’Istituto è diventato nel tempo un punto di riferimento anche per la consulenza familiare: ancora una volta, un sostegno concreto a coloro che vivono la dipendenza di una persona cara e vogliono dare un nome al momento che stanno vivendo.

L’équipe medica e gli specialisti dell’istituto

Sono diverse le figure che prendono parte al metodo IEuD; al centro troviamo un’équipe multidisciplinare composta da psichiatri, psicoterapeuti e terapisti della riabilitazione psichiatrica. Il percorso più adatto per il paziente viene dunque costruito da figure diverse che lavorano sempre in sinergie, senza seguire un protocollo unico per tutti.

L’intero quadro clinico del paziente viene analizzato da professionisti con competenze differenti, un elemento distintivo su cui l’Istituto punta per una valutazione sempre più specializzata.

Quali dipendenze vengono trattate

L’IEuD si occupa di un ampio spettro di dipendenze, sia da sostanze sia comportamentali. Rientrano nei percorsi di cura le dipendenze da cocaina, alcol, cannabis, farmaci e sostanze sintetiche, ma anche quelle legate al gioco d’azzardo, alla sfera affettiva e sessuale.

Un perimetro ampio, che riflette la realtà clinica contemporanea: le dipendenze non riguardano più soltanto le sostanze in senso stretto, ma coinvolgono comportamenti e dinamiche relazionali che possono compromettere la qualità della vita in modo altrettanto serio.

Per chi invece si trova al momento in una fase di dubbio o di incertezza, l’Istituto rimane il luogo in cui trovare aiuto grazie al supporto psicologico e psichiatrico, senza che sia necessaria una diagnosi già definita per accedere a un primo colloquio.

Il metodo IEuD: come funziona il percorso di cura

Il percorso terapeutico si articola in diverse fasi, dal primo contatto con l’incontro conoscitivo fino al mantenimento dei risultati nel tempo. La presa in carico inizia con una valutazione approfondita, durante la quale l’équipe raccoglie le informazioni necessarie per costruire una diagnosi e di conseguenza un piano personalizzato.

A seconda delle esigenze, il trattamento può integrare sedute di psicoterapia individuale, supporto farmacologico, sessioni di TMS e momenti dedicati al coinvolgimento del nucleo familiare. Nei casi valutati come più gravi, l’Istituto collabora con una clinica privata per affrontare in modo protetto ed efficace la fase più delicata della disintossicazione.

Fondamentale per il percorso in IEuD sono anche le dinamiche relazionali e familiari, in quanto vengono considerate parte integrante del percorso. L’Istituto mette inoltre a disposizione dei pazienti Closer, un’app gratuita che funziona come diario per l’autovalutazione e la cronologia completa per le attività svolte, e strumento per definire i propri obiettivi condivisi con il terapeuta.

Dove si trova lo IEuD e come accedere ai trattamenti

Per chi desidera informazioni o vuole prenotare un primo incontro conoscitivo, è possibile consultare il sito ufficiale dell’Istituto Europeo delle Dipendenze www.ieud.it, oppure chiamare il numero verde 800810100.

La riservatezza è garantita in ogni fase, dalla prima telefonata fino alla conclusione del trattamento. Un aspetto che non dovrebbe mai essere considerato secondario, perché per molte persone è la condizione indispensabile per decidere di chiedere aiuto.

Perché scegliere IEuD per uscire da una dipendenza

Scegliere dove curarsi, quando si vive una dipendenza, è già di per sé un atto di enorme coraggio, ed è il motivo per cui lo IEuD ha costruito ogni suo percorso attorno a questa consapevolezza. La presa in carico è personalizzata, la privacy viene tutelata come priorità assoluta, il contesto di vita del paziente viene valorizzato invece che cancellato.

I risultati clinici accumulati in oltre un decennio di attività confermano la validità dell’approccio. Ma al di là dei numeri, quello che emerge dai percorsi conclusi è qualcosa di meno quantificabile e forse più importante: la possibilità concreta di riprendere in mano la propria vita, con strumenti nuovi e con professionisti che accompagnano senza giudizi, perché la dipendenza non deve mai definire una persona.

 






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 Redazione BsNews.it

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