Atlanta (Stati Uniti), 15 giugno 2026 – L’avventura del Gruppo H ai Mondiali 2026 si apre da Spagna-Capo Verde, di scena al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta. La sfida sembra impari, un po’ Davide contro Golia, ma il primo tempo raccolta ben altro: per la precisione poco da parte delle Furie Rosse, almeno fino alla clamorosa traversa colpita da distanza ravvicinata da Ferran Torres, con Oyarzabal a tentare invano di ribadire la palla di testa nel sacco, scontrandosi con un ottimo Vozinha. Dal canto suo, la Nazionale africana non lesina tentativi di ripartenza, peccando però sempre nell’ultimo passaggio. Lo spartito resta il medesimo nella ripresa: tanta Spagna, a dispetto di poche vere chance per segnare, ma anche qualche lampo di Capo Verde, come quando a ridosso del 90′ Borges da calcio d’angolo spaventa Unai Simon, mentre dall’altro lato neanche il tanto atteso ritorno in campo da subentrato di Lamine Yamal riesce a sparigliare le carte. Forse per gli iberici, chiamati nel prossimo turno al pronto riscatto contro l’Arabia Saudita, la punizione sarebbe troppo severa, così come per gli africani, una delle debuttanti assolute al Mondiale, il premio sarebbe eccessivo. Bastano però le lacrime a fine match di Vozinha e compagni, che nel prossimo turno sfideranno l’Uruguay, per certificare una pagina di storia, nonché forse la prima vera sorpresa di questa rassegna iridata.
Le formazioni ufficiali
De La Fuente sceglie un 4-3-3 aperto da Simon, protetto da Llorente, Cubarsi, Laporte e Cucurella: a centrocampo ci sono Pedri, Rodri e Ruiz, mentre in attacco tocca a Torres, Oyarzabal e Gavi. Leitao Brito replica con un 4-2-3-1 aperto da Vozinha, con Moreira, Borges, Lopes e Lopes Cabral in una difesa schermata da Lenini e Laros Duarte: l’unica punta è Livramento, assistito da Mendes, Monteiro e Cabral.
Primo tempo
L’inizio è nel segno dell’equilibrio su entrambi i fronti: il primo tentativo verso la porta, al 6′, è ad opera di Pedri, per la verità un cross diventato tiro, ma è giusto per far aprire il Mondiale al portiere avversario Vozinha. La Spagna acquista un certo predominio sulla fascia destra, trovando anche il primo corner, ma nulla che possa impensierire Capo Verde, che appena può prova a ripartire, per uno spartito molto prevedibile. Al 15′ ci prova Pedri da fuori, ma è un’altra telefonata per Vozinha: al 19′ fa ancora peggio Ruiz, che liscia la conclusiva al volo. Si arriva al (tanto discusso) ‘hydratation break’ sullo 0-0 e senza vere e proprie chance per le Furie Rosse: chi lo avrebbe mai detto. Alla ripresa del gioco, dopo un rimpallo fortunato in seguito a un passaggio filtrante di Pedri, Cucurella esplode il destro senza precisione, mandando così alle ortiche il precedente ottimo stop.
Al 36′ Vozinha vola sulla botta scagliata da Pedri per vie centrali, ma la prodezza viene vanificata dal precedente fuorigioco di Cucurella: poco prima, dall’altro lato, Livramento aveva provato a sorprendere da centrocampo Simon, posizionato fuori dai pali. Al 38′ Jovane Cabral si esibisce in un paio di giocate di classe prima di accentrarsi e tirare, mandando la palla sul fondo. La sfida si accende improvvisamente e al 39′ la Spagna va a un soffio dal vantaggio, prima divorandoselo con Torres, che da zero metri colpisce la traversa sull’ennesima imbucata di Cucurella, che firma l’assist di testa dopo la bella apertura di Rodri: sulla ribattuta Oyarzabal ci prova di testa, ma Vozinha alza la palla in corner. Al 45′ Torres ci riprova con un piazzato dal cuore dell’area, ma il portiere capoverdiano è ancora attento. I minuti di recupero sono 4, al secondo dei quali Laporta la gira di testa dagli sviluppi di un corner, trovando l’ennesimo volo di Vozinha. L’assalto della Spagna, almeno per il primo tempo, si chiude con la schiacciata di testa fuori misura di Oyarzabal che si spegne direttamente sul fondo.
Un contrasto tra Aymeric Laporte e Dailon Livramento (Ansa)
Secondo tempo
Il match riprende dal medesimo spartito, nel quale prova a inserirsi un protagonista inedito come Ruiz, il cui sinistro a giro al 48′ manca il bersaglio: il centrocampista ci riprova poco dopo, ma il sinistro si rivela ancora più impreciso. Al 53′ Oyarzabal ha un ventaglio di opzioni di scelta, ma ne esce fuori un tiro-cross impreciso che, paradossalmente, crea qualche grattacapo a Vozinha, posizionato fuori dai pali ma salvato dalla pessima mira del rivale. Al 56′ un cross a rientrare sembra invitante per la testa di Ruiz, che manca l’impatto. Ci prova poi Laporta con una sventola da fuori, ma il muro di Capo Verde regge anche grazie all’imprecisione altrui. Le prime sostituzioni arrivano dagli africani: escono l’infortunato Jovane Cabral, Livramento e Laros Duarte ed entrano Semedo, Da Costa e Deroy Duarte.
Le mosse di De La Fuente sono invece Merino e Lamine Yamal, al ritorno in campo dopo il lungo infortunio, per Ruiz e Gavi. Al 73′ proprio i nuovi entrati si rendono pericolosi: una combinazione in velocità coinvolge Llorente, Yamal e Merino, che con il destro impegna Vozinha. Leitao Brito getta nella mischia Joao Paulo per Lopes Cabral: alla ripresa del gioco ci prova Pedri dalla lunetta, ma colpisce il pieno la difesa di Capo Verde, squadra che poi accoglie Arcanjo per Monteiro, mentre sponda Spagna si rivede Olmo per Torres. All’82’ Cucurella viene trovato da un cross lungo e prova a schiacciarla di testa: forse ostacolato dalla tolta chioma, l’incornata da distanza ravvicinata non spaventa Vozinha. Prosegue il forcing finale della Spagna, al quale si aggiunge la carta Williams per Rodri: all’88’ il tiro di Oyarzabal, servito da Olmo, trova la deviazione probabilmente decisiva di Lopes che porta a un corner innocuo per Capo Verde, che comincia a pregustare il clamoroso colpaccio. Infatti a ridosso del 90′ prima Lenini guadagna un calcio d’angolo con una conclusione dalla distanza e poi, dagli sviluppi del tiro dalla bandierina, Borges stacca bene ma di fatto manda la palla in bocca a Simon. Che brivido per le Furie Rosse, che hanno 5′ di recupero per provare a spezzare l’incantesimo. Al 94′ Mendes cerca il gran gol con una sventola da fuori: è un po’ la fotografia del finale coraggioso degli africani, che sognano l’intera posta in palio. L’ultima chance è però per la Spagna, sempre dagli sviluppi di un corner, ma la palla sfila sul fondo. Clamoroso ad Atlanta: partenza a rilento per la Spagna, mentre Capo Verde si regala il primo storico punto a un Mondiale.
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