Nel Comune di Alberobello, della vicina Puglia, la partecipazione dei cittadini sembra non essere un vuoto slogan da agitare in campagna elettorale per poi dimenticarsene un attimo dopo, come capita spesso. Bensì una pratica concreta che si esplicita con strumenti precisi come l’istituto del referendum. Domenica scorsa, infatti, se ne è svolto uno consultivo sulla ipotesi di spostamento della sede del mercato settimanale NON alimentare. E al quesito posto sulla scheda “Siete voi favorevoli allo spostamento del mercato settimanale del settore NON ALIMENTARE nelle seguenti vie del centro….?” la maggioranza dei votanti (il 71%) ha risposto NO. Un percorso avviato con la Deliberazione di Giunta n. 59 del 10 aprile 2026. “Con questo provvedimento -spiegava allora l’Assessore Luca De Felice, con delega alle attività produttive, al commercio e al mercato settimanale– si dà avvio al percorso che porterà i cittadini a esprimersi, attraverso referendum consultivo, su una scelta strategica per Alberobello: lo spostamento del mercato settimanale del giovedì, limitatamente al settore non alimentare, nel centro urbano. Si tratta del risultato di un lavoro articolato e condiviso, che ha visto il confronto con le parti sociali ed economiche del territorio. Si è scelto di mettere al centro di questo processo di cittadinanza attiva la partecipazione, attraverso lo strumento del referendum, per garantire ai residenti la possibilità di esprimersi in modo diretto e consapevole su una decisione che inciderà sulla quotidianità dell’intera Comunità.” Il quesito, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 15 del 7 aprile 2026, ha riguardato la proposta di ricollocazione del mercato in alcune vie centrali della città, tra cui via Cesare Battisti, piazza Curri, corso Trieste e Trento, corso Vittorio Emanuele, piazza del Popolo, via Tenente Cucci, via Bissolati e piazza Giangirolamo.
“Stiamo mantenendo un impegno preciso con la Città: restituire ai cittadini la possibilità di scegliere –spiegava allora il Sindaco De Carlo– su un tema che incide (e inciderà) profondamente sulla vita urbana e sull’organizzazione del centro. Si tratta di una vicenda complessa, che nasce da trasformazioni urbanistiche e da anni di soluzioni parziali, e che oggi richiede una decisione chiara e condivisa. Lo studio svolto dal Consorzio COAP (Consorzio Operatori Aree Pubbliche) insieme al confronto con operatori e rappresentanti di categoria hanno delineato una proposta concreta, ma anche evidenziato con chiarezza che ogni scelta comporta inevitabilmente benefici e sacrifici. Per questo abbiamo optato in via esclusiva per il referendum. Perché su una decisione di questa portata non basta una valutazione amministrativa, serve la voce dell’intera comunità. Sarà la città a dire se vuole questo cambiamento o se preferisce mantenere l’attuale assetto. Noi rispetteremo fino in fondo l’esito referendario, perché governare significa assumersi la responsabilità di decidere insieme ai cittadini, non al loro posto.” Da allora è seguito un dibattito “in un clima di confronto civile“, come riportato nel comunicato che riportiamo a seguire, in cui l’assessore al ramo dichiara “Oggi emerge una scelta chiara da parte dei cittadini e il nostro compito sarà quello di tradurla in azioni concrete, mantenendo aperto il dialogo con gli operatori economici e con tutti i soggetti coinvolti.” Bene. Questa prassi dell’amministrazione di Alberobello magari potrebbe essere presa ad esempio in altre realtà in cui si è tanto parlato di favorire la partecipazione degli amministrati, ma nulla ancora si vede.
IL REFERENDUM CITTADINO SUL MERCATO NON ALIMENTARE CONFERMA LA CENTRALITÀ DELLA PARTECIPAZIONE DEGLI ELETTORI
“La comunità di Alberobello si è espressa domenica 14 giugno attraverso il referendum consultivo sullo spostamento del mercato non alimentare, uno strumento di partecipazione che ha consentito ai cittadini di contribuire direttamente a una scelta rilevante per il tessuto urbano, commerciale e sociale della città. Il risultato delle urne ha sancito la vittoria del NO, rispetto allo spostamento del mercato NON alimentare, indicando l’orientamento prevalente della cittadinanza rispetto alla proposta sottoposta a consultazione e alle sollecitazioni delle minoranze. Ecco i numeri della consultazione: TOTALE ISCRITTI ALLE LISTE ELETTORALI: 8.425; VOTANTI: 1.293 (pari al 15% degli aventi diritto); ESITO DELLO SCRUTINIO: SCHEDE BIANCHE: 210; SCHEDE NULLE: 20; SÌ: 307 voti, pari al 29%; NO: 756 voti, pari al 71%. «Abbiamo fortemente voluto che fossero i cittadini a pronunciarsi su una questione che da tempo anima il dibattito pubblico», afferma Francesco De Carlo, Sindaco di Alberobello. «L’esito del referendum rappresenta un’indicazione importante che l’Amministrazione accoglie con rispetto e senso di responsabilità. Continueremo a lavorare per garantire le migliori condizioni possibili per operatori commerciali, residenti e visitatori, tenendo conto della volontà espressa nelle consultazioni dagli elettori». L’Amministrazione comunale esprime soddisfazione per il clima di confronto civile che ha accompagnato il percorso referendario e rinnova il proprio impegno a favorire strumenti di ascolto e partecipazione della cittadinanza. «La partecipazione registrata conferma quanto il tema del mercato sia sentito dalla comunità cittadina», sottolinea l’Assessore con delega al Mercato e alle Attività Produttive, Luca De Felice. «In questi mesi abbiamo ascoltato opinioni differenti, tutte legittime e meritevoli di attenzione. Oggi emerge una scelta chiara da parte dei cittadini e il nostro compito sarà quello di tradurla in azioni concrete, mantenendo aperto il dialogo con gli operatori economici e con tutti i soggetti coinvolti. Il mercato rappresenta una risorsa economica e sociale fondamentale per Alberobello e continueremo a lavorare per migliorarne organizzazione, funzionalità e attrattività». Nei prossimi giorni saranno illustrati gli indirizzi amministrativi che seguiranno l’esito della consultazione, la relativa approvazione in Consiglio comunale e la definizione delle eventuali ulteriori azioni necessarie per consentirne la loro attuazione.”
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Vito Bubbico
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