Focus sul mercato mondiale delle drupacee


Il mercato globale delle drupacee sta entrando in un periodo di crescente disponibilità, grazie all’estensione dei raccolti in tutto l’emisfero settentrionale. Volumi più consistenti di pesche, nettarine, albicocche e platicarpe stanno arrivando sul mercato in diversi Paesi produttori chiave, sebbene le difficoltà legate alle condizioni meteorologiche, tra cui grandine, piogge e sbalzi di temperatura, continuino a influenzare la produzione e la calibra della frutta in alcune regioni.

La stagione è inoltre caratterizzata da cambiamenti nella composizione varietale, dall’espansione della produzione di pesche e nettarine piatte e da opportunità di esportazione variabili tra le diverse regioni. I programmi con la Gdo rimangono un importante sbocco di vendita, mentre gli esportatori continuano a valutare le opportunità commerciali sia in Europa sia nelle destinazioni d’oltreoceano con l’avanzare della stagione.

© Viola van den Hoven-Katsman | FreshPlaza.it

Francia: aumentano i volumi di albicocche
La produzione francese di albicocche è prevista in aumento del 3% nel 2026 rispetto all’anno precedente, raggiungendo un livello appena superiore alla media dei raccolti degli ultimi cinque anni. Le stime sono state riviste al ribasso a causa di diverse grandinate nella Valle del Rodano, mentre è ancora in corso la valutazione dei danni provocati dalle tempeste di fine maggio nel dipartimento del Gard.

Nella regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi, il raccolto dovrebbe aumentare del 12% rispetto allo scorso anno, nonostante i danni da grandine registrati in Ardèche e Drôme. I frutteti presentano generalmente un buon carico produttivo, in particolare per la varietà Bergeron, grazie a condizioni favorevoli durante l’allegagione. In Occitania, la situazione varia da zona a zona. Nel Gard, le rese sono vicine alla media degli ultimi anni, ma rimangono inferiori ai livelli registrati nel 2022 e nel 2023. Nel Roussillon, invece, le piogge eccessive durante la fioritura hanno causato una significativa cascola dei frutti e dovrebbero determinare una riduzione dei volumi del 25%. Insieme alla diminuzione del 3% delle superfici coltivate, ciò porterà a una contrazione della produzione regionale del 4%. In Provenza-Alpi-Costa Azzurra, invece, la produzione è prevista in calo del 13%. Le precipitazioni primaverili hanno provocato la caduta di fiori e frutti, compromettendo le rese, mentre le superfici investite sono inferiori del 2%.

La campagna francese di pesche e nettarine è iniziata leggermente in anticipo rispetto alla norma, grazie alle elevate temperature registrate nelle ultime settimane. I primi quantitativi destinati alla vendita stanno raggiungendo il mercato proprio in questi giorni e l’offerta dovrebbe attestarsi tra le 4.000 e le 5.000 tonnellate già dalla prossima settimana. Il picco della stagione è atteso a partire dalla fine di giugno.

Le nettarine rappresenteranno circa il 65% dei volumi commercializzati, contro il 35% delle pesche. Continua inoltre l’espansione del segmento dei frutti piatti, la cui produzione dovrebbe raggiungere le 4.500 tonnellate, mentre sono previste quasi 2.000 tonnellate di pêche de vigne.

Nelle prossime settimane, un temporaneo vuoto di offerta tra la produzione spagnola della Murcia e quella dell’area Catalogna-Aragona potrebbe favorire il prodotto francese. In Spagna, i prezzi sono attualmente sotto pressione a causa dell’aumento dei volumi disponibili: il prodotto di categoria B viene quotato tra 1,70 e 1,80 euro/kg.

Particolare attenzione sarà rivolta all’andamento dei consumi, considerando che alle elevate temperature registrate negli ultimi giorni stanno subentrando condizioni climatiche più fresche e piovose.

Italia: qualità in aumento, mercato in evoluzione
All’ingrosso, quest’anno pesche e nettarine mostrano un buon andamento e prezzi all’ingrosso già in calo del 10% rispetto alla settimana 23, tra 1,80 e 2,80 euro/kg a seconda della pezzatura. Stanno terminando, invece, varietà di albicocche precoci come la Mogador e stanno iniziando le varietà di pregio come la Antonio Errani, le Tipo Cot, Flopria e la Tsunami con un livello qualitativo in netto miglioramento, a fronte di prezzi compresi tra 2,30 e 3,00 euro/kg.

Riguardo a pesche nettarine, dopo le festività italiane del 2 giugno e il relativo periodo di vacanze, sia le richieste sia i prezzi hanno rallentato. Lo afferma un importante commerciante del nord Italia. “Nell’areale produttivo più importante di questo momento, cioè la Puglia, vi sono stati problemi a causa di diffuse grandinate. Purtroppo però molto prodotto di seconda qualità è stato immesso sul mercato e questo ha contribuito ad abbassare i prezzi generali. Anche le esportazioni italiane vanno a rilento, perché la Spagna è il Paese più competitivo e, a parità di calibri e qualità, i prezzi risultano inferiori rispetto a quelli italiani, anche nell’ordine di 0,40 euro/kg. Questo è dovuto soprattutto ai maggiori costi di produzione italiani. Una nota positiva è data dai calibri elevati, da AA a salire: in questi casi i prezzi sono molto buoni, soprattutto nei mercati all’ingrosso italiani”.

L’avvio della campagna commerciale della nettarina piatta Ondine è previsto per la fine di giugno e i volumi disponibili saranno raddoppiati rispetto allo scorso anno. Ondine nasce da un progetto internazionale che coinvolge cinque Paesi. In Italia la produzione e la valorizzazione commerciale sono affidate a quattro partner selezionati.

Per quanto concerne le albicocche, la campagna è iniziata sia al sud sia in nord Italia. Dalla Calabria un imprenditore dichiara: “Nella fascia precoce abbiamo disponibilità inferiori rispetto al potenziale produttivo. Le piogge durante la fioritura e alcuni eventi grandinigeni localizzati hanno inciso su diversi impianti. Questo comporta una prima fase con meno prodotto, ma dai primi giorni di giugno registriamo un andamento più regolare e un aumento dei quantitativi disponibili. Nella prima fase della campagna, concentriamo le vendite soprattutto sul mercato italiano, con una parte destinata anche all’Austria”. Dall’Emilia Romagna un imprenditore dichiara: “Al momento lavoriamo albicocche della Basilicata e locali della Romagna. Il prodotto proveniente dalla Basilicata, in diversi casi, deve essere selezionato con grande cura, perché alcune zone hanno subito danni metereologici. Al momento, le nostre destinazioni sono per lo più Gdo italiana, con qualsiasi packaging, mercati all’ingrosso e Gdo estera in misura minore. All’estero abbiamo cominciato a spedire albicocche in Svizzera”. Un altro operatore emiliano-romagnolo aggiunge: “L’andamento meteo non ha presentato brutte sorprese, per cui la produzione è in linea con le aspettative e di elevata qualità. I nostri punti di forza sono, oltre alle tradizionali albicocche, anche quelle rosse. Il calendario va da fine maggio fino a settembre. Le richieste sono buone e la campagna è partita con ottimi auspici. Fra i formati molto richiesti vi è il minicollo da 1,5 kg circa, che diventa quasi un’idea regalo, grazie all’imballo accattivante”.

Dinamico il comparto delle drupacee – pesche, nettarine, albicocche, prugne e susine – che negli ultimi anni ha registrato una crescita costante della propria base acquirenti. Secondo i dati di YouGov, le drupacee vengono acquistate dall’82% delle famiglie italiane, principalmente nei supermercati, ma trovano spazio anche nei discount, negli ipermercati e, in misura maggiore rispetto al libero servizio, nei negozi specializzati di ortofrutta. La stagionalità resta fortemente concentrata nei mesi estivi, da maggio a settembre, con i picchi più elevati di frequenza d’acquisto registrati tra giugno e luglio.

Paesi Bassi: continua l’espansione delle superfici investite a nettarina piatta
La frutta estiva spagnola continua a beneficiare di una domanda sostenuta. “Naturalmente il mercato resta molto legato all’andamento meteorologico, ma nel complesso non abbiamo certo motivo di lamentarci”, afferma un importatore olandese.

Anche l’offerta proveniente dall’area di Lleida sta progressivamente aumentando. “Stiamo assistendo a una maggiore disponibilità di prodotto, che sta determinando una flessione delle quotazioni di nettarine, pesche e pesche piatte. Nel complesso il mercato si presenta tranquillo, con una disponibilità adeguata a soddisfare la domanda”.

Sul fronte produttivo, la crescita della nettarina piatta continua a rappresentare una delle principali tendenze del comparto. Questa tipologia di frutto sta guadagnando popolarità in Europa grazie alla crescente richiesta della distribuzione moderna, sostenuta dall’aspetto distintivo, dalle qualità organolettiche e dalla praticità di consumo. I produttori continuano ad ampliare le superfici coltivate e la disponibilità di prodotto è destinata ad aumentare ulteriormente nei prossimi anni. Parallelamente, si registra un rinnovato interesse da parte dei frutticoltori anche per le pesche tradizionali.

Germania: l’aumento dell’offerta pesa sulle quotazioni
Pesche e nettarine spagnole continuano a dominare il mercato tedesco. Secondo il BLE (Ufficio federale per l’agricoltura e l’alimentazione), l’offerta è stata integrata principalmente da spedizioni italiane per entrambe le categorie, mentre quantitativi più limitati provenienti da Turchia e Francia hanno completato il panorama commerciale.

La disponibilità complessiva è aumentata e la domanda è stata soddisfatta senza particolari difficoltà. Tuttavia, nonostante il clima estivo e le migliori condizioni di conservazione dei prodotti, i consumi non sono sempre riusciti a tenere il passo con l’incremento dell’offerta. Per evitare accumuli di merce, gli operatori hanno spesso dovuto ridurre i prezzi richiesti. Le flessioni più marcate si sono registrate in prossimità del fine settimana, con i frutti di piccolo calibro scesi in alcuni casi fino a 1,50 euro/kg.

Nel segmento delle pesche piatte, l’offerta è stata costituita esclusivamente da prodotto spagnolo, mentre le nettarine piatte sono arrivate sia dalla Spagna sia dalla Turchia. La domanda per queste referenze è rimasta relativamente sostenuta; tuttavia, l’aumento dei quantitativi disponibili ha determinato una diminuzione delle quotazioni rispetto alla settimana precedente.

Per quanto riguarda il mercato delle albicocche, l’offerta è stata composta prevalentemente da prodotto spagnolo e italiano. Sono inoltre disponibili limitati quantitativi della varietà francese Orangered, particolarmente apprezzata dai consumatori. Nel frattempo, in regioni come il Baden settentrionale e la Rheinhessen sta prendendo il via la raccolta delle albicocche tedesche. Un produttore riferisce che la Grande distribuzione organizzata ha già manifestato interesse per i primi lotti di prodotto nazionale.

La raccolta principale delle albicocche austriache nella regione della Wachau, in Bassa Austria, con volumi giornalieri più consistenti, è prevista tra il 12 e il 15 luglio. Sul mercato stanno inoltre facendo la loro comparsa anche le prime albicocche ungheresi, già presenti, tra gli altri canali, presso il mercato ortofrutticolo all’ingrosso di Vienna.

Belgio: il mercato risente del ritorno del clima fresco
La campagna delle drupacee spagnole sta attraversando una fase caratterizzata da andamenti contrastanti. Dopo un avvio particolarmente positivo, favorito dalle temperature elevate registrate nell’Europa nord-occidentale, nelle ultime settimane la domanda di frutta estiva ha subito un rallentamento, a causa del cambiamento delle condizioni meteorologiche nell’area del Benelux. Di conseguenza, le vendite hanno perso slancio e il mercato si è fatto più incerto, secondo un operatore commerciale belga.

Le principali categorie della frutta estiva – ciliegie, pesche, nettarine e albicocche – risultano particolarmente penalizzate. I consumatori, influenzati dalle previsioni meteo variabili, tendono infatti a rimandare gli acquisti, determinando un rallentamento della domanda. Si è così creata una netta distinzione tra i prodotti di qualità superiore, che riescono sostanzialmente a mantenere le quotazioni, e quelli di qualità standard, che stanno subendo una maggiore pressione sui prezzi.

Nel comparto delle drupacee, le susine rappresentano un’eccezione. A causa delle previsioni di una minore produzione in Spagna e in alcune aree della Francia, la pressione commerciale in questo segmento risulta infatti più contenuta.

L’evoluzione del mercato nelle prossime settimane dipenderà in larga misura dall’andamento meteorologico nell’Europa nord-occidentale. Un ritorno a condizioni estive più calde e stabili potrebbe rilanciare rapidamente i consumi, mentre il persistere di temperature fresche continuerebbe a pesare sul mercato proprio mentre i volumi spagnoli raggiungono la piena maturazione e richiedono di essere raccolti e commercializzati.

Grecia: la campagna delle albicocche parte con un raccolto più abbondante
La produzione greca di albicocche dovrebbe aumentare di quasi il 20% in questa stagione, grazie a condizioni climatiche favorevoli durante il ciclo produttivo e all’assenza di eventi meteorologici particolarmente dannosi. Le esportazioni sono destinate principalmente ai mercati del Nord e dell’Europa occidentale, mentre gli esportatori stanno lavorando per ampliare i programmi di fornitura alla grande distribuzione organizzata in ulteriori Paesi europei.

Grazie alla maggiore disponibilità di prodotto, gli operatori greci prevedono di garantire una presenza costante sul mercato da giugno fino alla fine di agosto. Il settore continua tuttavia a monitorare con attenzione gli effetti del cambiamento climatico, considerato una delle principali sfide per la produzione futura, soprattutto nell’area mediterranea. L’aumento delle temperature, la maggiore frequenza delle ondate di calore e i periodi di siccità sempre più prolungati stanno infatti rendendo più complessa la gestione dei frutteti e riducendo la prevedibilità delle rese produttive.

Turchia: la produzione di pesche piatte torna ai livelli del 2024
La stagione turca delle drupacee è entrata nel vivo e le esportazioni di pesche piatte sono iniziate nelle ultime settimane. Dopo il calo produttivo registrato nel 2025, quest’anno i volumi dovrebbero tornare su livelli analoghi a quelli del 2024. Sebbene alcune aree di produzione abbiano risentito di eventi meteorologici localizzati nei mesi di aprile e maggio, la qualità dei frutti e le pezzature vengono giudicate complessivamente soddisfacenti.

La raccolta è iniziata alla fine di maggio, con ritardi compresi tra cinque e dieci giorni in alcune zone produttive, tra cui le province di Aydın e İzmir, a causa delle piogge e delle temperature più fresche del normale. Nel complesso, i produttori turchi hanno beneficiato di condizioni favorevoli nelle fasi cruciali dello sviluppo dei frutti e le esportazioni dovrebbero proseguire fino alla fine di agosto.

La Turchia produce ogni anno oltre 1,1 milioni di tonnellate di pesche e nettarine, con la pesca piatta che rappresenta tra il 5 e l’8% della produzione complessiva. La domanda di questo prodotto continua a crescere grazie alla maggiore familiarità dei consumatori con questa tipologia di frutto. Sebbene Russia, Iraq, Romania, Ucraina e Bielorussia restino le principali destinazioni per l’export turco di pesche e nettarine, gli esportatori stanno puntando anche sui mercati del Sud-est asiatico, tra cui Singapore, Malesia e Cambogia. Cresce inoltre l’interesse da parte di Kenya e Mauritius, mentre il Regno Unito e diversi Paesi europei vengono considerati mercati con interessanti prospettive di sviluppo per la pesca piatta turca.

Sudafrica: le importazioni colmano il vuoto stagionale
Fino a poche settimane fa erano ancora presenti sul mercato europeo le ultime susine sudafricane della varietà Angeleno. La stagione di esportazione è stata penalizzata dai ritardi nelle spedizioni causati dalle interruzioni operative dovute al vento nel porto di Città del Capo.

La nuova campagna delle drupacee sudafricane dovrebbe iniziare tra circa tre mesi e mezzo. Nella regione del Capo Occidentale, i produttori auspicano un inverno sufficientemente freddo per garantire una completa dormienza delle piante, seguita da una fioritura uniforme in primavera.

Attualmente il mercato sudafricano viene rifornito da importazioni provenienti dalla Spagna, sebbene i quantitativi disponibili siano ancora limitati. Sul mercato ortofrutticolo di Johannesburg, le susine vengono commercializzate a circa 1,73 euro/kg, mentre le pesche si attestano intorno a 1,58 euro/kg.

La maggior parte delle drupacee importate viene venduta attraverso la distribuzione moderna. Presso una catena della Gdo, le nettarine importate vengono proposte tra 4,50 e 4,88 euro per confezione, mentre altri retailer al momento non presentano drupacee d’importazione nei propri punti vendita. La presenza di prodotto spagnolo nei supermercati sudafricani dovrebbe aumentare progressivamente con l’avvicinarsi del mese di luglio.

Nord America: raccolti anticipati e stagione in accelerazione
La campagna delle drupacee in California sta procedendo con un anticipo compreso tra tre e quattro settimane rispetto al calendario abituale, determinando una sovrapposizione di numerose varietà. Nel comparto delle nettarine a polpa bianca, ad esempio, quattro varietà che normalmente verrebbero raccolte in momenti differenti sono attualmente confezionate e commercializzate contemporaneamente.

Permangono inoltre incertezze sulla durata complessiva della stagione. Sebbene la raccolta si prolunghi normalmente fino alla fine di settembre, alcune stime indicano che quest’anno potrebbe concludersi già tra la metà e la fine di agosto.

Una quota significativa della produzione presenta calibri inferiori alla media, fenomeno che potrebbe essere collegato alle elevate temperature registrate all’inizio dell’anno oppure a un diradamento non effettuato nei tempi ottimali. La qualità complessiva viene definita nella media, ma i frutti tendono a maturare più rapidamente del normale dopo la raccolta.

Per le esportazioni, gli operatori preferiscono il trasporto aereo rispetto a quello marittimo. Le quotazioni risultano sostenute e superiori di diversi dollari rispetto allo scorso anno.

Anche la stagione delle pesche nello Stato della Georgia è iniziata con circa dieci giorni di anticipo. L’avvio precoce viene attribuito a un marzo e a un aprile insolitamente siccitosi, caratterizzati dall’assenza di precipitazioni, fattore che avrebbe favorito lo sviluppo delle caratteristiche organolettiche dei frutti. Le pezzature risultano tuttavia leggermente inferiori alla norma. Le spedizioni di pesche sono inoltre in corso dagli Stati della Carolina del Nord e della Carolina del Sud.


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