Tra le Cicladi più celebri e fotografate si nasconde una minuscola isola che sembra aver scelto una strada diversa. Sikinos, conosciuta anche con il nome italiano di Sicandro, occupa appena 42 chilometri quadrati nel Mar Egeo meridionale e conta circa 260 residenti permanenti. Ciò vuol dire che chi arriva fin qui scopre una Grecia lontana dalle immagini più note.
L’isola, infatti, si distingue per l’assenza di un susseguirsi di locali alla moda e/o trasformazioni costruite per il turismo. Anzi, qui è un pullulare di colline aride, terrazzamenti agricoli, chiese isolate e villaggi dove il tempo non si sa quasi cosa sia. Posizionata tra Ios e Folegandros (due destinazioni assai più frequentate), Sikinos continuava a vivere seguendo il ritmo delle stagioni e mantenendo intatta una personalità che molti definiscono “La più autentica dell’intero arcipelago“.
Secondo la mitologia greca, il suo nome deriverebbe da Sikinos, figlio del re Thoas di Lemno. Una leggenda narra che il bambino venne salvato da Dioniso e Arianna, nascosto dentro un’urna affidata alle correnti dell’Egeo fino alle rive dell’isola. Una spiegazione più concreta collega invece il nome alla parola greca siko, cioè fico, frutto che un tempo caratterizzava il paesaggio locale.
Cosa vedere a Sikinos
Pur avendo dimensioni ridotte, quest’isola della Cicladi racchiude testimonianze storiche sorprendenti. Ma del resto, nel corso dei secoli si sono succeduti Micenei, Dori, Ioni, Ateniesi, Macedoni, Veneziani e Ottomani che hanno lasciato numerose tracce. Tra castelli medievali, monasteri fortificati, sentieri panoramici e monumenti romani, l’isola regala molto più di quanto si possa immaginare osservando una semplice mappa.
Chora e Horio
Il cuore dell’isola si trova a circa 3 chilometri dal porto di Alopronia ed è Chora, che appare all’improvviso sul fianco della montagna con le sue abitazioni imbiancate a calce che riflettono la luce dell’Egeo. Le stradine formano un intricato mosaico di archi, cortili, gradini e passaggi stretti.
Bouganville, viti e gerani introducono macchie di colore tra pareti candide e persiane azzurre. La vita quotidiana scorre ancora attorno alla piccola piazza principale, luogo d’incontro degli abitanti. In realtà il centro abitato comprende due nuclei distinti: Horio rappresenta la parte più tipicamente cicladica, mentre Kastro custodisce il volto medievale dell’isola.
Kastro
Kastro è sorto nel XV secolo lungo il bordo di una scogliera. Venne progettato come struttura difensiva contro incursioni piratesche e attacchi provenienti dal mare. Tra le abitazioni, infatti, si intravedono ancora elementi delle fortificazioni originarie.
Alcuni passaggi conservano aperture utilizzate per la difesa, mentre le costruzioni paiono fondersi in un unico complesso murario. La sensazione è quella di trovarsi dentro una fortezza abitata, con scorci che alternano vicoli ombrosi e improvvise aperture sull’orizzonte.
Monastero di Zoodochos Pigi
Sulla sommità della collina che domina Kastro si erge il Monastero di Zoodochos Pigi, chiamato anche Hrisopigi. Fondato nel 1690, svolse per lungo tempo una funzione fondamentale per la popolazione locale. Durante le scorrerie piratesche rappresentava infatti l’ultimo rifugio disponibile per gli abitanti.
La struttura ricorda una cittadella fortificata più che un semplice complesso religioso. Muri massicci, cortili interni e una posizione strategica sono chiari testimoni della sua funzione originaria. Dall’alto, invece, si apre uno dei panorami più vasti dell’intera isola: nelle giornate limpide lo sguardo raggiunge Folegandros e si perde tra le infinite sfumature del mare.
Episkopi, il monumento simbolo di Sikinos
Tra tutte le testimonianze storiche di questo lembo di terra emersa, Episkopi occupa un posto speciale. Il complesso nacque nel III secolo d.C. come mausoleo romano, ma secoli dopo venne trasformato in luogo di culto cristiano, ricevendo cupola, campanile e ulteriori modifiche architettoniche.
L’aspetto attuale racconta perfettamente il passaggio delle diverse epoche e il recente restauro ha riportato alla luce affreschi, iscrizioni e una scoperta straordinaria: durante gli interventi venne infatti rinvenuta la tomba sigillata di una donna aristocratica chiamata Neiko, rimasta intatta per quasi 1.800 anni.
Panagia Pantanassa
Nel centro di Kastro si trova la Chiesa di Panagia Pantanassa, costruita nel 1787, che che è la culla di una magnifica iconostasi lignea dorata e numerose icone post-bizantine..
Panagia Pantohora
Tra Kastro e il Monastero di Hrisopigi appare una cappella particolarissima: Panagia Pantohora venne voluta dal poeta greco Odysseas Elytis, Premio Nobel per la Letteratura nel 1979. Completata nel 2011, sembra emergere direttamente dalla collina, in perfetta armonia con il paesaggio.
La posizione regala una visuale straordinaria sull’Egeo e restituisce quella sensazione di essenzialità che attraversa tutta l’opera del grande autore greco.
Cantina Manalis
La tradizione vinicola accompagna Sikinos fin dall’antichità. Una delle tappe più interessanti per comprenderla è la cantina Manalis. Circondata da vigneti terrazzati, rappresenta una finestra privilegiata sul rapporto tra l’isola e la sua terra. I vitigni crescono su pendii battuti dal vento e producono etichette profondamente legate al territorio.
Le spiagge più belle di Sikinos
Il fascino balneare di Sikinos segue la sua stessa filosofia: le spiagge sono poche, non c’è mondanità e la natura è rimasta incredibilmente integra. Gran parte della costa presenta falesie e tratti rocciosi, motivo per cui gli arenili accessibili risultano limitati ma particolarmente scenografici.
- Alopronia: la spiaggia del porto accoglie i visitatori appena sbarcati. Sabbia chiara, fondale graduale e servizi essenziali la rendono la più pratica.
- Agios Georgios: baia protetta caratterizzata da sabbia dorata e acque trasparenti. Tamarischi e vegetazione mediterranea aggiungono colore a uno scenario già molto elegante.
- Dialiskari: piccola, raccolta e circondata da vegetazione, ha un’acqua che assume tonalità turchesi particolarmente intense durante le ore centrali della giornata.
- Malta: situata all’estremo settentrionale, rappresenta il volto più selvaggio di Sikinos. La distanza dai centri abitati contribuisce a creare un’atmosfera quasi isolata dal resto del mondo.
- Santorinaika: è frequentata soprattutto da chi dispone di una piccola imbarcazione. Il mare è straordinariamente limpido e i colori ricordano le zone più spettacolari delle Cicladi.
Dove si trova e come arrivare
Sikinos possiede un solo accesso regolare, quello marittimo. Si tratta di una caratteristica che ha contribuito in modo decisivo alla conservazione della sua identità. La soluzione più semplice prevede un volo fino a Santorini seguito da una traversata in traghetto di circa 1 ora e 15 minuti. Alcuni collegamenti marittimi raggiungono l’isola anche da Folegandros, Ios, Milos, Kimolos, Sifnos e Serifos.
Partendo da Atene, dal porto del Pireo, la navigazione richiede generalmente tra 8 e 10 ore a seconda della compagnia e delle fermate previste lungo la rotta. Per quanto riguarda il periodo migliore, la tarda primavera e l’inizio dell’autunno rappresentano probabilmente il momento ideale. Tra maggio, giugno, settembre e inizio ottobre il clima risulta piacevole, i sentieri regalano condizioni perfette per le escursioni e l’isola conserva quel silenzio che costituisce il suo tratto distintivo.
In conclusione, Sikinos resta una destinazione controcorrente: è un luogo che sembra aver ignorato le regole del turismo contemporaneo. Chi arriva fin qui trova una Grecia fatta di pietra, vento, vigneti, racconti tramandati e orizzonti immensi.
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