Recensione REDMAGIC 11S Pro, il PC handheld travestito da smartphone


Quando si estrae il REDMAGIC 11S Pro Plus dalla scatola, la sensazione è la stessa con il precedente 11 Pro: anello di raffreddamento a liquido sul retro illuminato da RGB, ventola attiva che gira fino a 24.000 giri al minuto, design trasparente che lascia intravedere le viscere dello smartphone, tutto comunica la solita estetica volutamente sopra le righe di REDMAGIC.

Anche la parte frontale non fa differenza: uno schermo senza notch o fori di nessun tipo da 6,85 pollici. Le cornici sottilissime da 1,25 mm e il rapporto screen-to-body del 95,3% regalano una resa visiva incredibile, soprattutto nei giochi e quando si fruiscono video, esattamente dove il REDMAGIC vuole dominare il mercato.

I 144 Hz fanno il resto. Tutto scorre con una fluidità impressionante. Perfino il semplice navigare nell’interfaccia restituisce quella sensazione da “hardware senza attriti”, come se il telefono anticipasse ogni input un istante prima del tocco. E poi c’è la luminosità: i 1.663 nit reali permettono di giocare all’aperto senza trasformare lo schermo in uno specchio nero sotto il sole.

Insomma tutto al posto giusto, ma tutto già visto nel precedente REDMAGIC 11 Pro al netto di qualche linea più morbida e qualche dettaglio curato maggiormente. Nessun problema, direte voi, alla fine si tratta di un “minor upgrade”… il problema è che non è propriamente un upgrade minore considerando le poche, ma sostanziali, migliorie tecniche presenti sotto il cofano.

Un cuore da console portatile

Il vero protagonista del REDMAGIC 11S Pro Plus è, difatti, il suo cuore. Lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 in una versione overclockata che la rende ben diversa dal classico processore preso dalla catena produttiva e infilato dentro uno chassis. REDMAGIC seleziona i chip migliori del wafer, quelli più stabili a livello termico ed elettrico, e li spinge fino a 4,74 GHz. È un approccio simile all’overclock su PC ma applicato al mondo degli smartphone, e i risultati sono sorprendenti.

Nei benchmark il telefono demolisce qualsiasi riferimento Android attuale. Superare i 4,3 milioni su AnTuTu sembra quasi surreale, ma è nell’utilizzo reale che questo hardware cambia davvero le carte in tavola. In Honor of Kings si registra una media di 145 FPS stabili. Anche durante le fasi più caotiche delle battaglie 5v5 il frame rate rimane inchiodato.

Con Delta Force a 144 Hz il REDMAGIC 11S Pro Plus ha iniziato a mostrare il suo lato più impressionante: il controllo delle temperature. Dopo oltre un’ora di partita la parte frontale era arrivata a 43,7 gradi, mentre il retro si fermava a 38,5. Numeri incredibili considerando il carico hardware in gioco. La combinazione tra camera di vapore 4D, raffreddamento a liquido fluorurato e ventola attiva AquaCore funziona davvero, rendendo il terminale molto più fresco rispetto al precedente 11 Pro

Persino Genshin Impact e Destiny: Rising, due killer nei test del mobile gaming, giravano a dettagli massimi mantenendo 61 FPS stabili con consumi relativamente contenuti. E la cosa più sorprendente è che non si percepisce mai quel thermal throttling che si riscontra in altri device top di gamma che montano lo stesso SoC. Nessun calo improvviso, nessuna performance “castrata”. È uno smartphone progettato per sostenere il massimo carico il più a lungo possibile.

Se già così, per certi aspetti, il duello con il suo “fratello minore” sembra vinto in partenza… è la funzione che più di tutte mi ha fatto fermare e dire: “Momento, momento, momento,” quella che sorprende per davvero.

Da smartphone a Steam Deck

Nella versione cinese dell’OS del REDMAGIC 11S Pro è presente un software proprietario analogo a GameHub di GameSir. Tre tap dal pannello laterale della modalità gaming ed ecco comparire una modalità che trasforma il REDMAGIC 11S Pro Plus in un PC Handheld. Molto comodo, ma purtroppo nella versione Global ci tocca affidarci a GameHub, o software analoghi, per via delle varie restrizioni regionali.

Il fatto che però il REDMAGIC 11S Pro sia stato concepito con una feature che permette di scaricare i titoli di Steam sullo smartphone per fruirne in mobilità, mi ha portato a volerlo provare e, anzi, a metterlo realmente alla prova. I risultati, ve lo anticipo già, sono stati sorprendenti sul punto di vista puramente tecnico.

The Witcher 3 nelle sezioni su mappa aperta, gira a 59 FPS stabili con una risoluzione a 720p, con una resa grafica paragonabile a quella offerta proprio da una Steam Deck. In linea di massima ogni tripla A uscito nella precedente generazione, su REDMAGIC 11S Pro si comporta bene, al netto di scendere a compromessi sul versante della risoluzione e del colpo d’occhio e sottostare alle varie incompatibilità che possono ancora sopraggiungere utilizzando GameHub.

La vera follia, però, è che Cyberpunk 2077, usando proprio la modalità grafica: Steam Deck, oscillava fra i 25 e i 35 FPS. La resa grafica era pessima, sia chiaro, ma vedere Night City girare su uno smartphone e potercisi muovere, quasi tranquillamente, al suo interno, ha un qualcosa di profondamente assurdo e affascinante.

Black Myth: Wukong si è fermato attorno ai 20 FPS medi, con stutter costanti e un’instabilità evidente, ricordando brutalmente che moti AAA moderni, pena anche una ottimizzazione poco affinata, restano troppo pesanti non solo per questa soluzione, ma anche per alcuni PC handheld. Ma il fatto stesso che un gaming phone possa anche solo provarci concretamente racconta quanto il confine tra smartphone e PC stia iniziando lentamente a sgretolarsi.

Collegando mouse e tastiera Bluetooth al REDMAGIC 11S Pro, o un controller compatibile, il device cambia completamente identità. Non sembra più uno smartphone ma più un handheld senza controller… un ibrido strano ma incredibilmente intrigante. È indubbio che se una soluzione del genere prenderà piede, i tanto chiacchierati controller da smartphone potrebbero assumere un senso ben maggiore.

Per il resto è il solito 11 Pro

Sul fronte autonomia REDMAGIC ha svolto, nuovamente, un lavoro eccellente. La batteria da 7.500 mAh sembra praticamente inesauribile nei contesti normali. Durante tre ore di gaming mobile  misto ho consumato appena il 27%, un risultato che mette in imbarazzo parecchi flagship tradizionali. E quando finalmente serve energia, la ricarica rapida riempie il serbatoio in meno di un’ora. La presenza della ricarica wireless da 80W, poi, è quasi fantascienza per un gaming phone.

Anche il comparto audio resta sorprendente. I doppi speaker stereo hanno una separazione molto marcata e restituiscono un suono corposo, perfetto nei giochi competitivi. Sentire con precisione i passi laterali, o la provenienza degli spari, aggiunge un livello di immersione difficile da trovare in altri device.

Le fotocamere, invece, restano il compromesso più evidente. Il sensore principale da 50 MP e l’ultra-grandangolare fanno il loro lavoro nelle situazioni quotidiane, ma non raggiungono il livello degli smartphone tradizionali. La selfie camera sotto il display continua poi a essere il tallone d’Achille del dispositivo: le immagini appaiono troppo morbide, quasi cerate, con un’elaborazione aggressiva che distrugge i dettagli fini del volto.

Ed è qui che emerge, nuovamente, la vera natura dei dispositivi REDMAGIC. Non sono smartphone che vogliono essere equilibrati. Non vogliono esser per tutti, né i più elegante da appoggiare sul tavolo durante una cena. Vogliono essere i più potenti possibili. Punto.

Ed è anche per questo che il confronto con il precedente REDMAGIC 11 Pro diventa delicato. Le differenze esistono, soprattutto lato raffreddamento e prestazioni, il che lo rendono un piccolo “tradimento” nei confronti di chi, pochi mesi fa, ha dato fiducia all’azienda acquistano quello che doveva essere lo smartphone da gaming più potente sul mercato.

Display, design, batteria e buona parte dell’esperienza restano estremamente simili. Chi possiede già il modello precedente potrebbe tranquillamente aspettare la prossima vera evoluzione della serie, a meno che non cerchi di emulare la propria libreria di Steam e necessiti di quella potenza aggiuntiva che glielo permetta. Ma resta il fatto che avrei preferito vedere un device che migliorava i punti deboli del predecessore, piuttosto che uno smartphone che ne incrementava ulteriormente la potenza prima di un vero, e proprio, salto generazionale.


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Per quanto riguarda i prezzi di lancio, al momento REDMAGIC ha messo in piedi una promozione EarlyBird che aprirà i battenti il prossimo 3 giugno. Da quella data, fino al 9 giugno, chiunque prenoterà un REDMAGIC 11S Pro riceverà 30€ di sconto, al seguito di un deposito simbolico di 1€, e un esclusivo badge magnetico REDMAGIC Mora in omaggio, oltre a poter concludere l’acquisto 24 ore prima del lancio ufficiale. 

Ma per chi entra oggi nell’universo REDMAGIC, questo 11S Pro Plus rappresenta il punto più estremo raggiunto dal gaming mobile moderno. Dopo giorni di utilizzo ho avuto costantemente la sensazione di usare un prodotto fuori dagli schemi. Non perfetto, non versatile, nemmeno comodo in certe situazioni quotidiane. Però tremendamente coerente con la propria visione.

Il REDMAGIC 11S Pro Plus non cerca compromessi. Cerca il dominio tecnico… e nel panorama gaming phone attuale, lo ottiene con estrema disinvoltura..


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 Andrea Maiellano

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