Caldo record, raccolti danneggiati ma prezzi ai produttori giù del 20%. Coldiretti denuncia crisi di marginalità e chiede un piano strategico per l’ortofrutta.
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Il settore italiano dell’ortofrutta si trova stretto in una morsa sempre più soffocante: da un lato la crisi climatica, con il caldo record che danneggia raccolti e rese, dall’altro il crollo dei prezzi riconosciuti ai produttori, che mette a rischio la sostenibilità economica delle imprese agricole.
Caldo record, meno prodotto ma prezzi alla produzione in caduta
Secondo i dati diffusi dalla Consulta ortofrutticola di Coldiretti, il caldo estremo sta “devastando i raccolti di frutta e verdura”, riducendo la disponibilità di prodotto sul mercato. In condizioni normali, una minore offerta tenderebbe a spingere i prezzi verso l’alto.
In questo caso, però, accade il contrario: Coldiretti segnala che i prezzi pagati ai produttori registrano cali medi del 20%, soprattutto per la frutta, con un conseguente “crollo” del reddito delle imprese agricole coinvolte.
I numeri di Ismea: pere, pesche, albicocche e susine in forte flessione
La fotografia arriva dai dati Ismea – l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, che monitora prezzi e andamenti del comparto agroalimentare – analizzati da Coldiretti per la quarta settimana di luglio e confrontati con lo stesso periodo dell’anno precedente.
Le quotazioni alla produzione risultano in calo:
- -17% per le pere;
- -18% per pesche e nettarine;
- -20% per le susine;
- -34% per le albicocche.
Queste percentuali indicano il ribasso del prezzo che gli agricoltori ricevono per il loro prodotto rispetto a un anno fa.
Prezzi in aumento sugli scaffali e sospetto di manovre speculative
All’opposto di quanto accade alla produzione, Coldiretti segnala che i prezzi al dettaglio, cioè quelli pagati dai consumatori “negli scaffali”, risultano in crescita. Questa divaricazione tra quanto incassa l’agricoltore e quanto spende il cliente finale alimenta il sospetto di “possibili manovre speculative” lungo la filiera.
Proprio per questo la Consulta ortofrutticola, riunita a Bologna per affrontare la “crisi di marginalità”, annuncia la richiesta di applicare la legge sulle pratiche sleali. Si tratta della normativa che mira a contrastare comportamenti abusivi nei rapporti commerciali tra fornitori (come gli agricoltori) e grandi acquirenti, ad esempio nella grande distribuzione organizzata, come pagamenti ritardati, prezzi imposti o condizioni contrattuali sbilanciate.
Importazioni in crescita: più frutta dall’estero, in particolare dall’Africa
A complicare ulteriormente lo scenario si aggiunge la dinamica delle importazioni di frutta fresca. Nei primi quattro mesi dell’anno, secondo Coldiretti, le quantità importate sono aumentate del 9%.
Particolarmente rilevante è il dato relativo alla frutta proveniente dall’Africa, che mostra un incremento del 44%. L’arrivo di maggiori volumi dall’estero può esercitare una pressione al ribasso sui prezzi riconosciuti ai produttori italiani, specie se tali prodotti non sono soggetti agli stessi standard sanitari, ambientali e sociali richiesti in Italia.
Crisi climatica ed economica: doppio attacco alla filiera
Coldiretti parla di “attacco incrociato di crisi climatica ed economica”. Il caldo record sta “scottando i frutti rendendoli invendibili”: in molti casi la merce non arriva neppure sul mercato, perché danneggiata o non conforme agli standard commerciali.
A ciò si somma la “stangata” dei costi di produzione e delle materie prime. Fra le voci più pesanti, il gasolio agricolo: dopo “una breve tregua a 1,16 euro” al litro, il prezzo è “schizzato a 1,44 euro”. Un rincaro definito “insostenibile” da Coldiretti, che pesa anche sull’utilizzo degli impianti di irrigazione, fondamentali per contrastare la siccità e salvare almeno parte dei raccolti.
La richiesta di un piano strategico nazionale per l’ortofrutta
Di fronte a questo quadro, la Consulta ortofrutticola chiede l’elaborazione di un piano strategico nazionale per l’ortofrutta, con una serie di priorità operative.
Nel dettaglio, Coldiretti indica la necessità di:
- accelerare l’innovazione tecnologica, puntando sulle Tecniche di evoluzione assistita (metodi di miglioramento genetico delle piante che non rientrano nelle tradizionali OGM) e sull’agricoltura di precisione, che utilizza dati, sensori e tecnologie digitali per ottimizzare irrigazione, fertilizzazioni e trattamenti;
- garantire la reciprocità nelle importazioni, cioè l’applicazione alle produzioni estere degli stessi standard sanitari ed etici richiesti agli operatori italiani;
- realizzare moderne infrastrutture irrigue, per gestire meglio la risorsa idrica in un contesto di siccità sempre più frequente;
- potenziare le difese attive, come coperture antigrandine e antibrina, per proteggere i frutteti dagli eventi meteo estremi;
- rendere le polizze assicurative più accessibili e convenienti, così da permettere alle imprese agricole di coprirsi meglio dai rischi climatici;
- favorire accordi di filiera più equi con la grande distribuzione, per una ripartizione più bilanciata del valore lungo la catena dal campo allo scaffale;
- introdurre misure strutturali per ridurre il peso delle bollette energetiche e del costo dei fertilizzanti, ad esempio promuovendo l’autoproduzione da fonti rinnovabili nelle aziende agricole.
L’obiettivo, nelle intenzioni di Coldiretti, è ricostruire la marginalità economica della filiera ortofrutticola italiana, mantenendo competitività e capacità produttiva in un contesto segnato da cambiamenti climatici e forte concorrenza internazionale.
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