REGGIO EMILIA – Il confine tra progettazione alberghiera e design residenziale è sempre meno netto. Alcune soluzioni che fino a pochi anni fa erano associate soprattutto a hotel, resort e strutture dedicate all’ospitalità stanno entrando anche nelle abitazioni private, modificando il modo in cui vengono organizzati e vissuti gli spazi.
Non si tratta solo di una questione estetica. La casa è sempre più pensata come un luogo in cui comfort, benessere e qualità della vita quotidiana assumono un ruolo centrale. Una tendenza coerente con l’evoluzione della wellness economy: il Global Wellness Institute descrive il wellness come una continua ricerca di attività, scelte e stili di vita orientati a uno stato di salute olistica e individua proprio nell’architettura e nella progettazione degli ambienti uno degli ambiti interessati da questa trasformazione.
Dall’illuminazione alla gestione degli spazi esterni, sono diverse le idee nate o sviluppate nel mondo dell’hospitality che oggi trovano applicazione nelle abitazioni.
1. Una camera da letto progettata per favorire il riposo
Negli hotel di fascia alta la camera non è semplicemente uno spazio in cui dormire. Elementi come illuminazione, temperatura, acustica e disposizione degli arredi vengono studiati per creare un ambiente confortevole e favorire il riposo. Lo stesso approccio sta arrivando nelle case. Si presta maggiore attenzione alla possibilità di modulare la luce, limitare le fonti di rumore e scegliere materiali e superfici capaci di creare un ambiente visivamente più equilibrato.
L’obiettivo non è riprodurre una camera d’albergo, ma applicare alla casa lo stesso principio: progettare l’ambiente partendo dall’esperienza di chi lo utilizza.
2. Il bagno diventa uno spazio dedicato al benessere
Un’altra influenza evidente dell’hospitality riguarda il bagno. Nei progetti residenziali contemporanei si nota una presenza sempre maggiore di docce di grandi dimensioni, illuminazione indiretta, superfici continue e materiali naturali. Il bagno assume così una funzione che va oltre quella strettamente pratica e si avvicina al concetto di area wellness privata: vasche freestanding, docce multifunzione e piccoli spazi dedicati alla cura personale traducono in ambito domestico alcune soluzioni diffuse nelle spa e negli hotel. Comfort e qualità degli ambienti dipendono però tanto dalle scelte estetiche quanto dalla corretta progettazione tecnica. Specialmente negli ambienti maggiormente esposti al vapore e all’acqua, restano fondamentali aspetti come la ventilazione, la gestione dell’umidità e la scelta dei materiali.
3. Più luce naturale negli ambienti della casa
Nella progettazione di resort e strutture ricettive è ormai consolidata la presenza di grandi vetrate, aperture verso il paesaggio e una forte continuità visiva tra interno ed esterno. La luce naturale contribuisce a modificare la percezione degli ambienti e permette di valorizzare materiali, volumi e arredi. Per questo motivo, nei nuovi progetti residenziali l’orientamento degli spazi e la posizione delle aperture vengono valutati sempre più spesso fin dalle prime fasi della progettazione.
L’obiettivo è creare ambienti luminosi durante le diverse ore della giornata, limitando allo stesso tempo problemi come il surriscaldamento estivo attraverso schermature, tende tecniche e soluzioni architettoniche integrate.
4. Il giardino viene organizzato come un resort
L’influenza dell’hospitality design è senza dubbio arrivata anche negli spazi esterni. Nei resort ogni area outdoor ha generalmente una funzione precisa: esistono zone dedicate alla convivialità, al riposo, alla ristorazione e al benessere. Lo stesso principio viene applicato nei giardini residenziali attraverso una suddivisione più razionale degli spazi. Pergole e cucine outdoor definiscono le aree conviviali, mentre zone lounge, schermature verdi e illuminazione permettono di creare ambienti più riservati. Nelle abitazioni con superfici esterne adeguate, anche una piscina esterna con idromassaggio può inserirsi all’interno di questa organizzazione come area dedicata al relax, insieme a solarium, docce outdoor e spazi ombreggiati.
Una menzione particolare va fatta anche alla vegetazione, che aiuta a definire le diverse zone e può essere utilizzata per creare maggiore privacy, generare ombra e migliorare l’integrazione tra l’abitazione e il paesaggio circostante.
5. Gli spazi diventano più flessibili
La stessa flessibilità che gli hotel contemporanei devono garantire per adattarsi a esigenze molto diverse sta diventando importante anche negli spazi domestici. Una stanza può essere utilizzata per lavorare, allenarsi o rilassarsi in momenti diversi della giornata, mentre l’utilizzo di porte scorrevoli, pareti mobili e arredi modulari permette di modificare la configurazione degli ambienti a proprio piacimento. Non è sempre necessario disporre di una stanza esclusivamente dedicata a una funzione. Il principio mutuato dall’hospitality è piuttosto quello di progettare ambienti in grado di adattarsi alle abitudini di chi li vive.
6. Il comfort passa anche da ciò che non si vede
Uno degli aspetti più interessanti del design alberghiero riguarda gli elementi quasi invisibili. La qualità percepita di una camera o di una suite dipende spesso dall’acustica, dalla temperatura, dalla qualità dell’aria e dalla facilità con cui è possibile controllare l’ambiente.
Secondo l’Accademia Italiana di Biofilia, gli italiani trascorrono in media circa il 90% del proprio tempo in ambienti chiusi. La qualità dell’aria indoor rappresenta quindi un aspetto rilevante nella progettazione degli edifici e nella gestione degli spazi in cui si svolge gran parte della vita quotidiana.
È proprio su questi elementi meno evidenti che il modello dell’hospitality può offrire uno spunto alla progettazione residenziale: il comfort non deriva necessariamente dall’aggiunta di oggetti o tecnologie visibili, ma dalla capacità dell’ambiente di rispondere in modo semplice alle esigenze quotidiane.
Dall’esperienza dell’ospite al benessere quotidiano
Hotel e abitazioni rispondono a necessità differenti, ma condividono una domanda sempre più centrale: come può uno spazio migliorare l’esperienza di chi lo utilizza? L’hospitality design lavora da tempo su questo tema, progettando ambienti in cui luce, materiali, tecnologia e organizzazione degli spazi contribuiscono alla percezione complessiva del comfort.
Il passaggio di alcune di queste idee al settore residenziale mostra come stia cambiando anche il concetto di casa. Non più soltanto un insieme di stanze con funzioni prestabilite, ma un ambiente progettato intorno alle abitudini, al riposo e al benessere delle persone che lo vivono.
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Paolo Pergolizzi
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