A Sorrento il Congresso mondiale del bufalo: filiera della mozzarella di bufala campana Dop tra oro bianco, sostenibilità e benessere animale.
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La mozzarella di bufala campana Dop non è solo un simbolo del made in Italy agroalimentare, ma rappresenta, per chi lavora nella filiera, l’unico modello economico solido creato dalla bufala. A sottolinearlo è una componente del Cda del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop e amministratrice unica di Mbc Service, la società in house che gestisce l’organizzazione operativa del 14° Congresso mondiale del bufalo, in programma dal 28 al 30 ottobre a Sorrento.
Il Consorzio tutela un prodotto a Denominazione di origine protetta (Dop), cioè riconosciuto dall’Unione europea come legato in modo inscindibile al territorio di produzione, con regole rigide su metodi di lavorazione e provenienza delle materie prime. La “filiera bufalina” comprende allevatori, trasformatori e caseifici che lavorano il latte di bufala mediterranea italiana, una razza considerata unica al mondo per caratteristiche produttive e qualitative.
La bufala mediterranea italiana e il ruolo dell’allevamento
Secondo la rappresentante del Consorzio, «la razza mediterranea italiana è unica al mondo, con caratteristiche ben precise». Proprio da queste peculiarità genetiche e produttive nasce il latte che consente di ottenere la mozzarella di bufala campana Dop, conosciuta e apprezzata sui mercati internazionali.
Il futuro di questa eccellenza, però, non dipende solo dalla tradizione. Come sottolinea la stessa esponente del Cda, «è anche dal miglioramento costante dell’allevamento che dipende il futuro del nostro prodotto». Nel settore zootecnico, il miglioramento degli allevamenti riguarda aspetti come la gestione degli animali, l’alimentazione, le condizioni igieniche delle stalle e l’organizzazione complessiva delle aziende agricole, con ricadute dirette sulla qualità del latte, sui costi di produzione e sulla sostenibilità ambientale.
A Sorrento il 14° Congresso mondiale del bufalo
Il Congresso mondiale del bufalo tornerà in Italia dopo quasi 20 anni e rappresenterà una vetrina di rilievo internazionale per la filiera della mozzarella di bufala campana Dop. L’evento, voluto dal Consorzio di tutela, è organizzato in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli e con l’Istituto zooprofilattico, ente che si occupa di sanità e sicurezza degli animali da allevamento e dei prodotti di origine animale.
La scelta di Sorrento e il ritorno del congresso in Italia evidenziano il ruolo del Paese – e in particolare del Mezzogiorno – come area di riferimento mondiale per l’allevamento bufalino e per la trasformazione del latte in prodotti a elevato valore aggiunto, come la mozzarella di bufala campana Dop.
Buffalo tour: l’esperienza diretta tra stalle e caseifici
Uno degli elementi caratterizzanti dell’edizione di quest’anno sarà l’attenzione all’esperienza diretta dei partecipanti. «In occasione del congresso, gli iscritti all’evento mondiale – spiega Iemma – potranno ammirare dal vivo questi splendidi animali, capire come vivono, quanto latte producono e perché producono questa tipologia di latte».
Per questo il Consorzio ha voluto inserire in programma un vero e proprio percorso esperienziale: «Come Consorzio abbiamo fortemente voluto promuovere un momento di experience all’interno di questi tre giorni e l’abbiamo chiamato proprio buffalo tour, una visita guidata tra allevamenti e caseifici alla scoperta di come nasce questo prezioso oro bianco che veramente in tutto il mondo ci invidia». Il riferimento all’«oro bianco» richiama il valore economico e simbolico della mozzarella di bufala campana per i territori di produzione e per l’export agroalimentare italiano.
Sostenibilità e benessere animale al centro del dibattito
Il Congresso non sarà solo un momento di promozione, ma anche un luogo di confronto sui temi che incidono sul futuro della filiera. L’appuntamento vuole infatti essere «una vera e propria vetrina internazionale per affrontare anche questioni cruciali per il futuro della nostra filiera, tra cui la sostenibilità e il benessere animale».
Nell’ambito agroalimentare, la sostenibilità riguarda l’impatto ambientale degli allevamenti (consumo di acqua e suolo, emissioni, gestione dei reflui), mentre il benessere animale fa riferimento alle condizioni di vita degli animali, alla loro salute, al comfort in stalla e alle pratiche di gestione quotidiana.
Proprio su questi aspetti, prosegue Iemma, «parleremo di strategia da adottare per allevamenti sempre più responsabili e dell’importanza di garantire la salute e il comfort delle nostre bufale». L’obiettivo è individuare linee guida e buone pratiche che permettano di conciliare qualità del prodotto, competitività economica e attenzione all’ambiente e agli animali.
Il contributo degli studiosi e l’evoluzione della zootecnia
Al Congresso sono attese centinaia di studiosi, che porteranno il loro contributo scientifico e tecnico. Le ricerche presentate aiuteranno, come spiegato da Iemma, «a capire anche la direzione in cui si sta muovendo la zootecnia e quale ruolo avrà anche la filiera della mozzarella di bufala campana dop».
Per zootecnia si intende l’insieme delle attività legate all’allevamento degli animali da reddito: dalle tecniche di selezione genetica ai sistemi di alimentazione, fino alla gestione sanitaria. L’evoluzione di questo settore, sempre più orientato a efficienza, qualità e sostenibilità, influenza in modo diretto anche la filiera della mozzarella di bufala campana Dop, che deve confrontarsi con mercati globali, nuove normative e cambiamenti nelle preferenze dei consumatori.
Dalle origini normanne alla ricchezza per i territori
L’attenzione alla bufala mediterranea italiana non può prescindere da uno sguardo alle sue origini storiche. Una delle ipotesi più accreditate, ricordata da Iemma, sostiene che la diffusione della bufala nell’Italia meridionale sia avvenuta in epoca normanna.
«I bufali – spiega Iemma – provenivano dalla Sicilia dove erano giunti già alla fine del decimo secolo, in seguito all’invasione dei saraceni e dei mori. Però è nell’area campana che hanno trovato il loro habitat naturale e oggi rappresentano una fonte ricchezza per i nostri territori».
Questa ricchezza è sia economica, grazie alla creazione di valore lungo la filiera (allevamenti, caseifici, distribuzione, ristorazione, turismo enogastronomico), sia sociale, perché contribuisce a mantenere occupazione e presidio del territorio in aree spesso periferiche o rurali. Il Congresso mondiale del bufalo a Sorrento si inserisce dunque in un percorso che unisce storia, ricerca scientifica, identità locale e prospettive di sviluppo per uno dei prodotti simbolo dell’agroalimentare italiano.
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