Come si effettua la valutazione del rischio campi elettromagnetici? Quali sono i rischi per i lavoratori? Cosa deve fare il datore di lavoro?
I campi elettrici sono generati da differenze di potenziale elettrico o tensioni. I campi magnetici si creano quando c’è circolazione di corrente elettrica. I campi elettromagnetici sono presenti ovunque, ma sono invisibili all’occhio umano.
I lavoratori (chi più chi meno a seconda della mansione svolta) sono esposti tutti i giorni a possibili rischi per la loro salute. Produrre il documento di valutazione dei rischi è un obbligo non delegabile del datore di lavoro, secondo il D.Lgs. 81/08.
Per esser certi di produrre una documentazione corretta, sia dal punto di vista contenutistico che legislativo, ti consiglio di affidarti ad un software per la valutazione dei rischi. Grazie alla procedura guidata ottieni in pochi semplici passaggi la tua valutazione dei rischi, inclusi i livelli di esposizione e le classi di rischio (parti integranti del documento obbligatorio che ti occorre), le misure di prevenzione e le protezioni da adottare.
Sorgenti dei campi elettromagnetici
I campi elettromagnetici, come anticipato, sono invisibili ad occhio nudo: è possibile che ognuno di noi sia esposto tutti i giorni ad un potenziale rischio, senza nemmeno saperlo. Basti pensare, ad esempio, che la terra stessa ha un fondo naturale di elettromagnetismo. I campi elettromagnetici hanno due sorgenti: possono essere generati da eventi naturali (come ad esempio i temporali) oppure dall’uomo (radio, tv, elettrodomestici, ecc.). La propagazione avviene attraverso onde elettromagnetiche.
Quali sono i rischi per la salute dell’uomo?
Non da molto la comunità scientifica ha iniziato a porre la sua attenzione sui possibili rischi CEM (campi elettromagnetici). Per capire quali sono i rischi a cui l’uomo è esposto, bisogna fare una distinzione tra:
- effetti di natura acuta;
- effetti cronici.
Gli effetti di natura acuta sono quelli a breve termine, ma ad alta intensità che si verificano solo se si superano determinati livelli/soglie di esposizione. Si possono verificare fenomeni di: opacizzazione del cristallino, anomalie legate alla cornea, alterazioni delle funzioni neurali e neuromuscolari; per una esposizione a bassa frequenza si possono verificare: effetti sul sistema visivo, sul sistema nervoso centrale, problematiche legate al cuore come extrasistole e fibrillazione ventricolare.
Per quanto riguarda gli effetti cronici, invece, si possono riscontrare anche dopo lunghi periodi di latenza, a livelli di esposizione bassa per periodi prolungati.
Gli effetti diretti, indiretti ed a lungo termine
Gli effetti sulla salute dell’uomo possono essere:
- diretti;
- indiretti;
- a lungo termine.
Effetti per la salute, effetti sensoriali dei campi elettromagnetici
Effetti diretti
Gli effetti diretti sono riscontrabili in tempi brevi e sono:
- vertigini e nausea provocati da campi magnetici statici;
- effetti su organi sensoriali, nervi e muscoli provocati da campi a bassa frequenza (fino a 100 kHz);
- riscaldamento di tutto il corpo o di parti del corpo causato da campi ad alta frequenza (pari o superiore a 10 MHz);
- effetti su nervi e muscoli e riscaldamento causato da frequenze intermedie (100 kHz-10 MHz).
Effetti indiretti
Gli effetti indiretti sono:
- interferenze con apparecchiature e altri dispositivi medici elettronici;
- interferenze con apparecchiature o dispositivi medici impiantabili attivi, per esempio stimolatori cardiaci o defibrillatori;
- interferenze con dispositivi medici portati sul corpo, per esempio pompe insuliniche;
- interferenze con dispositivi impiantabili passivi (per esempio protesi articolari, chiodi, fili o piastre di metallo);
- effetti su schegge di metallo, tatuaggi, body piercing e body art;
- rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici non fissi in un campo magnetico statico;
- innesco involontario di detonatori;
- innesco di incendi o esplosioni a causa di materiali infiammabili o esplosivi;
- scosse elettriche o ustioni dovute a correnti di contatto quando una persona tocca un oggetto conduttore in un campo elettromagnetico e uno dei due non è collegato a terra.
Effetti a lungo termine
Non ci sono basi scientifiche che possano provare la correlazione di una esposizione a lungo termine ai campi elettromagnetici con i danni sulla salute dell’uomo. Tuttavia, nel caso in cui emergano prove scientifiche certe, la Commissione europea valuterà gli strumenti più appropriati per affrontare tali effetti.
Come si fa la misurazione dei rischi?
Per effettuare la valutazione dei rischi dei campi elettromagnetici bisogna tenere in considerazione 2 parametri:
- valori limite di esposizione;
- valori di azione.
I valori limite di esposizione (VLE) sono i valori basati su considerazioni biofisiche e biologiche, in particolare sugli effetti diretti acuti ed a breve termine scientificamente accertati (effetti termici e stimolazione elettrica dei tessuti). I valori di azione riguardano, invece, dei parametri che possono essere misurati: intensità del campo elettrico, intensità del campo magnetico, induzione magnetica, densità di potenza.
In base ai dati raccolti dopo la valutazione dei rischi, si può capire se è opportuno o meno adottare misure di prevenzione/protezione. Per la misurazione si definisce un parametro: la frequenza. La frequenza indica il numero di oscillazioni che l’onda elettromagnetica compie nell’unità di tempo. L’unità di misura della frequenza è l’hertz (1 HZ=1 oscillazione al secondo).
I campi elettromagnetici vengono suddivisi in:
- campi elettrici e magnetici statici e a bassa frequenza, 0Hz- 100 kHz (elettrodotti, elettrodomestici e computer..);
- campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde, 100 kHz-300 GHz (generati da impianti di telecomunicazione e di diffusione radiotelevisiva).
In base alla tipologia di frequenza varia il rischio di esposizione.

Campi elettromagnetici: statici e a bassa frequenza, a radiofrequenza e microonde
Quali sono i fattori da considerare nella valutazione del rischio?
Secondo l’art. 209 comma 4 del D.Lgs. 81/2008 i fattori da considerare in fase di valutazione del rischio sono diversi:
- livello, spettro di frequenza, durata, tipo di esposizione;
- valore limite di esposizione e valor di azione;
- effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori;
- effetti indiretti;
- presenza di attrezzature alternative per ridurre i livelli di esposizione;
- disponibilità di azioni volte a minimizzare i livelli di esposizione;
- informazioni raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria;
- sorgenti multiple di esposizione;
- esposizione simultanea a campi di frequenze diverse.
I lavoratori particolarmente a rischio CEM
I lavoratori particolarmente a rischio sono:
- i portatori di dispositivi medici impiantabili attivi;
- i portatori di dispositivi medici impiantabili passivi contenenti metallo;
- i portatori di dispositivi medici indossati sul corpo;
- donne in gravidanza.
Cosa dovrà valutare il datore di lavoro?
Il datore di lavoro deve tenere in conto diversi aspetti:
- valutare metodi di lavoro alternativi con esposizione più bassa ai campi elettromagnetici;
- una eventuale scelta diversa circa le attrezzature che dovranno emettere campi elettromagnetici di intensità più bassa;
- eventuali misure tecniche per ridurre l’emissione di campi elettromagnetici (tra cui l’utilizzo di dispositivi di protezione individuali);
- l’uso di appropriati programmi di manutenzione delle attrezzature;
- progettazione e struttura dei luoghi e delle postazioni;
- limitazione della durata e dell’intensità dell’esposizione.
Dispositivi di protezione individuale
Secondo il D.Lgs.. 81/2008 la protezione collettiva dovrebbe sempre avere la priorità rispetto alle misure di protezione individuale. È piuttosto facile schermare i campi elettrici, molto più difficile trovare un dispositivo di protezione individuale efficace. L’efficacia dei DPI dipende molto dalla frequenza del campo elettromagnetico. Esistono diversi strumenti studiati per proteggere l’uomo: calzature particolari, stivali, guanti isolanti/anti elettricità, dispositivi per la sicurezza degli occhi, tute protettive integrali. I DPI dovranno essere sempre sottoposti a manutenzione adeguata per garantire l’idoneità rispetto all’impiego da svolgere.
Valutazione rischio campi elettromagnetici, ecco un esempio da scaricare
Ti fornisco di seguito un esempio di valutazione rischio CEM da scaricare.

Modello valutazione rischio campi elettromagnetici
Secondo l’art. 209 del D.Lgs. 81/08 il datore di lavoro ha l’obbligo di valutare e misurare i livelli dei campi elettromagnetici. Per questo puoi utilizzare un software per la valutazione dei rischi con cui preparare le tue relazioni di valutazione. Queste ultime sono elaborate in funzione dei dati di valutazione inseriti da te e contengono informazioni utili: spiegazioni dettagliate delle metodologie, schemi riepilogativi e tabelle. Ogni relazione può essere personalizzata in base alle tue esigenze, a partire dal layout. Puoi consultare banche dati molto fornite che ti garantiscono una reperibilità dei valori di esposizione necessari per compilare il tuo documento e mettere in sicurezza i tuoi dati.
Valutazione rischio campi elettromagnetici: guide, contributi e approfondimenti
Fact sheet INAIL sulla sorveglianza sanitaria nell’utilizzo della risonanza magnetica (2026)
La fact sheet Inail Dimeila pubblicata a giugno 2026 è dedicata all’utilizzo della risonanza magnetica nella diagnostica e nella ricerca clinica e alla tutela dei lavoratori, con particolare attenzione all’applicazione della sorveglianza sanitaria.
Il documento affronta un tema pratico e sempre più frequente nelle strutture sanitarie: chi deve garantire la sorveglianza sanitaria quando il professionista non è formalmente dipendente, ma opera con le apparecchiature della struttura, nei suoi locali e su pazienti assegnati dalla struttura stessa?
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Giusi Rosamilia
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