Guida ATIM per studenti. Esclusi diversi comuni. Montegiorgio e Montegranaro ignorati. Lettera aperta alla direttrice


Nel silenzio delle amministrazioni comunali, ci sentiamo in obbligo di denunciare l’esclusione di alcuni centri dalla Guida per gli studenti italiani

Alla gentile dottoressa Marina Salvucci, Direttrice Agenzia per il Turismo e l’Internazionalizzazione delle Marche – ATIM.

Non ho alcun titolo pubblico per scriverle. Possiedo solo quello di aver inondato, dal 2012 ad oggi, la carta stampata e il web di articoli e di aver scritto una serie di libri che hanno raccontato e raccontano la nostra Terra di Marca. E, aggiungo, di avere una grande passione per essa.

Nel silenzio però delle istituzioni – anche il consigliere Fabrizio Cesetti è rimasto muto – mi sento in dovere di farle una correzione e una proposta.


Ho letto un post di un cittadino di Montegranaro che lamentava l’esclusione del proprio comune da quella specie di guida realizzata dall’ATIM per invogliare gli studenti italiani a visitare le Marche. Stessa sorte per Monte Urano ed altri centri.

Anche Montegiorgio è rimasta fuori: la Montegiorgio dove sono nato, vissuto nell’adolescenza e dove ancora ho una casa.

Sinceramente la sua esclusione nel piano turistico scolastico, e le altre esclusioni, mi hanno fatto arrabbiare. Avrei voluto comporre un pezzo non proprio “delicato”.

Poi, ho deciso invece di seguire un’altra strada.

Mi piacerebbe averLa ospite nella mia città natale in modo da proporle un tour in questa Terra Felix, che non è solo felice. Magari chieda che a seguirla siano anche coloro che la guida l’hanno redatta personalmente.
La porterei in cima al colle più alto di Montegiorgio dove sorge l’antica Chiesa di San Francesco, un tempo priorato dei monaci Benedettini farfensi, quelli di Santa Vittoria in Matenano.


Le farei notare gli affreschi della Cappella farfense, dove campeggia il Ciclo della Croce, studiato a lungo da storici dell’arte tedeschi. Vittorio Sgarbi ne scrisse anni fa definendo le pitture un esempio di “gotico dialettale”.
Scendendo, la farei entrare nel secondo teatro più grande della Provincia di Fermo (400 posti). Porta il nome del grande musicista Domenico Alaleona, montegiorgese, colui che s’interessò della musica dodecafonica aprendo agli stili contemporanei, e che compose l’opera “La Mirra”. Lo Stabile è del settecento.

Qualora l’attuale proprietario (l’imprenditore Lanfranco Beleggia, titolare della Brosway) acconsentisse, le farei visitare il Palazzo Alaleona, quattrocentesco di origine, seicentesco di rimaneggiamento, e recente di restauro.
Gentile dottoressa Santucci, Le proporrei di dare un occhio al monastero delle Clarisse, là dove un tempo sorgeva una delle possenti rocche della famiglia Brunforte, quella dei Domini Contadini. Se leggesse il noto medievalista Francesco Pirani ne saprebbe di più. Insegna a Macerata dove Lei s’è laureata.
La inviterei a seguirmi all’interno della sacrestia di San Salvatore, innervata nell’ex convento degli Agostiniani. Uno degli ultimi frati montegiorgesi è stato insegnante di papà Prevost.

Il soffitto della sacrestia ha un affresco con un probabile Sacro Graal. Le richiama qualcosa?
Poco oltre, le indicherei il possente Arco Trecentesco che consentiva l’accesso alla chiesa agostiniana, ed accanto il maestoso Palazzo Passari, sede oggi del Municipio. I nobili montegiorgesi possedevano anche una villa a Piane di Montegiorgio. Villa Cancellieri – Ganucci è celebre per il viale dei Cipressi Calvi, importati per un amore nuziale dal Canada.
Scusi, se mi dilungo, ma sembra sia necessario. Escludere Montegiorgio, ed altri paesi, è segno di mancata conoscenza per non dire di profonda ignoranza.
Montegiorgio è stata la sede della celebre inchiesta del Seven Countries Study, condotta per anni da celebri luminari della medicina, dietologia e fisiatria, statunitensi e italiani (Dr Keys, dr White, dr Fidanza) da cui scaturì il concetto e la validazione scientifica della Dieta mediterranea, oggi patrimonio UNESCO (Nairobi 2010). Crede che agli studenti non interessi?
Alcuni anni fa – potrà chiedere conferma all’attuale assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro che fu presente – a Bruxelles si parlò di una iniziativa nata a Montegiorgio definendola la tra le migliori buone pratiche.
Si trattava di un appuntamento andato avanti per circa sei anni e intitolato International Student competition. 13 università europee ed una statunitense portavano studenti, laureandi e dottorandi a vivere una esperienza di studio e ricerche partendo dal concetto di Dieta mediterranea. Molte le tesi di laurea conseguenti le visite, specie quelle dell’università di Goteborg (Svezia).
Non vorrei tediarla accennando al grande violinista Vannicola (può cercare maggiori informazioni in rete), o allo scultore Orsolini, entrambi personaggi vissuti del Ventennio e come tali caduti nella damnatio memoriae, oppure ad una specificità tutta montegiorgese: negli anni appena la seconda guerra mondiale, la nostra città ha avuto la più alta concentrazione italiana di poeti in vernacolo.

Chiudo con il botto.

Vogliamo parlare di letteratura? Ebbene, Montegiorgio è la patria di frate Ugolino Boniscambi. Chi era costui, si domanderà? Solo… l’estensore degli Actus Beati Francisci et sociorum eius, che per dirla in italiano, furono gli antenati dei Fioretti di San Francesco tra i libri più letti al mondo.


Sa, un rimando nella sua guida si poteva anche fare stante il fatto che siamo negli ottocento anni dalla morte dell’Assiate.
Allora, Le domando: come è stato possibile non aver tenuto conto di tutta questa ricchezza? Come è stato possibile che Montegiorgio – e le altre città del territorio – non sia entrata nella sua guida? Chi è stato il capace redattore delle schede? Proveniva da Marte?

Risponda, di grazia e, nel caso, faccia ammenda.
Quindi, esca dal suo ufficio, che immagino ben rinfrescato, e cammini la nostra Terra di Marca. La conosca fino in fondo. Altrimenti che cosa promoziona?
La saluto.

Adolfo Leoni


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