Savona sale nella raccolta differenziata, ma basta una percentuale per dire che tutto funziona? – UOMINI LIBERI



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I numeri raccontano una storia positiva. Le strade raccontano spesso un’altra realtà.

Secondo il report regionale sui rifiuti relativo al 2025, la provincia di Savona raggiunge il 66,47% di raccolta differenziata, migliorando di quasi tre punti percentuali rispetto all’anno precedente e confermandosi tra le province più virtuose della Liguria. Un risultato trainato soprattutto da comuni come Cairo Montenotte e Albenga, che superano ampiamente il 75%.

Meno brillante invece il dato del capoluogo. Savona si ferma al 58,48%, un valore che la colloca nella parte bassa della classifica regionale, davanti soltanto a Genova e Ventimiglia.

Eppure Sea-S invita a leggere quei numeri con prudenza. Il nuovo sistema di raccolta è entrato a regime soltanto nella seconda parte dell’anno e i dati dei primi mesi del 2026 mostrerebbero percentuali superiori al 71%, ben diverse da quelle certificate nel rapporto regionale.

Numeri importanti, certamente. Ma la vera domanda è un’altra: una percentuale più alta significa automaticamente un servizio migliore?

Il problema non sono solo i rifiuti

Chi amministra il servizio evidenzia risultati che, sulla carta, sono significativi: più raccolta differenziata, meno materiale conferito in discarica, riduzione degli abbandoni e maggiore recupero dell’organico.

Tuttavia una parte della cittadinanza continua a manifestare malumori.

Il motivo è semplice: il successo di un sistema non si misura soltanto con le statistiche ambientali. Conta anche quanto sia pratico, accessibile e compatibile con la vita quotidiana delle persone.

Molti cittadini lamentano calendari rigidi, mastelli da esporre in giorni e orari prestabiliti, difficoltà per anziani e lavoratori, problemi estetici e di decoro in alcune zone della città.

È un tema che spesso viene liquidato come semplice resistenza al cambiamento. Ma forse meriterebbe maggiore attenzione.

Perché un sistema può essere efficiente sul piano tecnico e contemporaneamente risultare scomodo sul piano sociale.

Le multe aumentano, ma il problema resta

In un anno Sea-S ha distribuito circa 5.000 cartellini gialli e comminato oltre 500 sanzioni.

L’azienda sottolinea come il rapporto tra avvisi e multe dimostri una volontà educativa più che punitiva. Un approccio condivisibile.

Resta però un dato che colpisce: ogni giorno vengono ancora raccolte circa cinque tonnellate di rifiuti abbandonati sul territorio comunale.

È vero che pochi mesi fa erano addirittura venti. Il miglioramento è evidente.

Ma cinque tonnellate al giorno rappresentano comunque una quantità enorme per una città delle dimensioni di Savona.

Significa che una parte della popolazione continua a non aderire al sistema o a viverlo con difficoltà.

La sfida della tariffa puntuale

La prossima tappa sarà la tariffazione puntuale.

In teoria il principio è corretto: chi produce meno rifiuti e differenzia meglio dovrebbe pagare meno.

Ma anche qui servirà attenzione.

Perché un sistema costruito esclusivamente su controlli, tracciabilità e sanzioni rischia di trasformarsi in un rapporto conflittuale tra cittadini e gestore.

La sfida vera sarà premiare i comportamenti virtuosi senza trasformare la raccolta dei rifiuti in una continua fonte di ansia burocratica.

Oltre le percentuali

La raccolta differenziata è uno strumento importante, ma non può diventare un fine.

Un’amministrazione dovrebbe chiedersi non soltanto quanti rifiuti vengono differenziati, ma anche se la città è più pulita, se il decoro urbano migliora, se gli abbandoni diminuiscono davvero e se i cittadini percepiscono un servizio migliore.

Le percentuali possono essere utili per una conferenza stampa.

La qualità della vita, invece, si misura ogni giorno davanti al portone di casa.

Ed è lì che il nuovo sistema di raccolta sarà chiamato a superare il suo esame più importante.

I numeri raccontano una storia positiva. Le strade raccontano spesso un’altra realtà.

Secondo il report regionale sui rifiuti relativo al 2025, la provincia di Savona raggiunge il 66,47% di raccolta differenziata, migliorando di quasi tre punti percentuali rispetto all’anno precedente e confermandosi tra le province più virtuose della Liguria. Un risultato trainato soprattutto da comuni come Cairo Montenotte e Albenga, che superano ampiamente il 75%.

Meno brillante invece il dato del capoluogo. Savona si ferma al 58,48%, un valore che la colloca nella parte bassa della classifica regionale, davanti soltanto a Genova e Ventimiglia.

Eppure Sea-S invita a leggere quei numeri con prudenza. Il nuovo sistema di raccolta è entrato a regime soltanto nella seconda parte dell’anno e i dati dei primi mesi del 2026 mostrerebbero percentuali superiori al 71%, ben diverse da quelle certificate nel rapporto regionale.

Numeri importanti, certamente. Ma la vera domanda è un’altra: una percentuale più alta significa automaticamente un servizio migliore?

Il problema non sono solo i rifiuti

Chi amministra il servizio evidenzia risultati che, sulla carta, sono significativi: più raccolta differenziata, meno materiale conferito in discarica, riduzione degli abbandoni e maggiore recupero dell’organico.

Tuttavia una parte della cittadinanza continua a manifestare malumori.

Il motivo è semplice: il successo di un sistema non si misura soltanto con le statistiche ambientali. Conta anche quanto sia pratico, accessibile e compatibile con la vita quotidiana delle persone.

Molti cittadini lamentano calendari rigidi, mastelli da esporre in giorni e orari prestabiliti, difficoltà per anziani e lavoratori, problemi estetici e di decoro in alcune zone della città.

È un tema che spesso viene liquidato come semplice resistenza al cambiamento. Ma forse meriterebbe maggiore attenzione.

Perché un sistema può essere efficiente sul piano tecnico e contemporaneamente risultare scomodo sul piano sociale.

Le multe aumentano, ma il problema resta

In un anno Sea-S ha distribuito circa 5.000 cartellini gialli e comminato oltre 500 sanzioni.

L’azienda sottolinea come il rapporto tra avvisi e multe dimostri una volontà educativa più che punitiva. Un approccio condivisibile.

Resta però un dato che colpisce: ogni giorno vengono ancora raccolte circa cinque tonnellate di rifiuti abbandonati sul territorio comunale.

È vero che pochi mesi fa erano addirittura venti. Il miglioramento è evidente.

Ma cinque tonnellate al giorno rappresentano comunque una quantità enorme per una città delle dimensioni di Savona.

Significa che una parte della popolazione continua a non aderire al sistema o a viverlo con difficoltà.

La sfida della tariffa puntuale

La prossima tappa sarà la tariffazione puntuale.

In teoria il principio è corretto: chi produce meno rifiuti e differenzia meglio dovrebbe pagare meno.

Ma anche qui servirà attenzione.

Perché un sistema costruito esclusivamente su controlli, tracciabilità e sanzioni rischia di trasformarsi in un rapporto conflittuale tra cittadini e gestore.

La sfida vera sarà premiare i comportamenti virtuosi senza trasformare la raccolta dei rifiuti in una continua fonte di ansia burocratica.

Oltre le percentuali

La raccolta differenziata è uno strumento importante, ma non può diventare un fine.

Un’amministrazione dovrebbe chiedersi non soltanto quanti rifiuti vengono differenziati, ma anche se la città è più pulita, se il decoro urbano migliora, se gli abbandoni diminuiscono davvero e se i cittadini percepiscono un servizio migliore.

Le percentuali possono essere utili per una conferenza stampa.

La qualità della vita, invece, si misura ogni giorno davanti al portone di casa.

Ed è lì che il nuovo sistema di raccolta sarà chiamato a superare il suo esame più importante.




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