GATTATICO (Reggio Emilia) – Resistenza Teatro Festival compie 25 anni. Compie 25 anni il progetto che, proseguendo la tradizione dei Sarzi, ha portato il teatro a Casa Cervi, per sollecitare nuove fruizioni dello spazio di memoria, un tempo luogo di vita e lavoro della famiglia Cervi, con l’ambizione di attualizzarne il linguaggio, creare ponti con le generazioni più giovani e con chi nella storia e nella memoria cerca spunti per leggere con più chiarezza il tempo presente.
“Venticinque anni fa abbiamo portato il teatro nell’aia di Casa Cervi, raccogliendo la lezione della famiglia Sarzi”, ha detto Vasco Errani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi.
E ha aggiunto: “Lo abbiamo fatto convinti che la memoria della Resistenza non sia qualcosa da custodire sotto vetro, ma una materia viva, da riportare in scena e interrogare a partire dalle domande del presente”.
“Le tematiche affrontate – dal lavoro ai diritti, dalle migrazioni alla pace, dalla lotta alle mafie alle disuguaglianze – testimoniano quella continuità tra la Resistenza storica e le resistenze contemporanee”, ha detto Marco Mietto, assessore Cultura e Giovani
del Comune di Reggio Emilia.
Il festival
Il Festival, che si svolgerà dall’1 al 25 luglio all’aperto nell’aia di Casa Cervi, promosso da Istituto Alcide Cervi e Boorea Emilia Ovest, con il sostegno di Conad Centro Nord e Proges, presenta sette compagnie di rilievo nazionale che con i loro spettacoli, individuati sulla base di un Bando di Concorso sempre più partecipato, compongono l’ossatura centrale del Festival. Tratto unificante delle sette serate è la tensione morale, etica e civile portata in scena da narrazioni, vite, pezzi di storia, questioni umane grandi e piccole, che trovano un punto di incontro nei valori democratici e antifascisti. Si parlerà di Gaza e delle guerre, delle mafie radicate nel tessuto economico e sociale dei territori, delle difficili integrazioni dei popoli, delle parole vuote e retoriche che troppo spesso punteggiano il discorso pubblico, del lavoro precario e di quello che ancora non rispetta il genere.
GLI SPETTACOLI
Ad aprire il Festival mercoledì 1 luglio sarà, alle 19.30, nella sala espositiva del Museo Cervi, la mostra “Oltre l’ideale: Canova e la calce cruda del presente (la bellezza salverà il mondo?)”, una personale dell’artista Pier Pramori, introdotta dagli interventi di Mariagiuseppina Bo, giornalista, e di Filippo Ferrari, Sindaco di Poviglio.
Ispirandosi al ‘genio classico’ di Canova, la mostra si sviluppa come originale percorso dentro lo spirito di alcune opere del grande artista, con un linguaggio attuale, dove luce, ombra e materia si fondono per creare una nuova esperienza visiva. E per dirci che luce e bellezza sono più che mai necessarie in un momento buio di guerre e genocidi, che mettono sotto scacco la vita umana.
Alle 21.30, dopo i saluti istituzionali, e le dediche di Antonella Questa e Roberta Biagiarelli, sarà presentato il primo spettacolo in concorso “Gaza vive” di e con Beppe Casales. Lo spettacolo segue la vicenda di una famiglia di Gaza, prima e dopo il 7 ottobre 2023: dalla gioia semplice di una gita al mare, all’orrore delle bombe e della fame. La vita dei palestinesi è schiacciata dal sionismo ma la storia di Gaza non è solo una storia di perdita, è anche una storia di speranza. Gaza vive in ogni desiderio del suo popolo, in ogni parola che racconta sorrisi, amore e lotta.
Venerdì 3 luglio alle 21.30 la Compagnia La Gattuta / Rinaldi presenta in anteprima nazionale “Sulphur (Storia di un minatore)”, drammaturgia di Marco Rinaldi, regia e proiezioni di Chiara La Gattuta, in scena Marco Rinaldi e Chiara La Gattuta, una produzione Artisti Drama, Margine Collettivo. Un viaggio dal buio alla luce. Il buio è quello della miniera e della camera oscura in cui Mario Rinaldi, nonno dell’autore, operaio e unico fotografo ad aver documentato la miniera di zolfo di Perticara, in provincia di Rimini, ne ripercorre la parabola industriale: dall’arrivo della Montecatini nel 1917, passando per la Seconda Guerra Mondiale, fino al boom economico e alla crisi mineraria degli anni Sessanta.
Martedì 7 luglio alle 21.30 – data che coincide con il 66° Anniversario dei Morti di Reggio Emilia del 7 luglio 1960 – I Teatri Soffiati presentano “Solo gli sfigati lavorano la domenica”, testo originale di Manuela Fischietti, drammaturgia e regia di Alessio Kogoj, con Manuela Fischietti, una produzione I Teatri Soffiati/Rifiuti Speciali. Lo spettacolo è una spassionata dichiarazione di delusione verso un mondo che ci vuole performanti, attivi, eroici, produttivi, anche quando il lavoro non c’è. Un racconto tutto al femminile sulle disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro e non solo, un manuale di sopravvivenza per chi lavora, per chi continua a cercare o per chi vorrebbe cambiare lavoro.
Venerdì 10 luglio alle 21.30 il Teatro Dallarmadio arriva con “Il virile in vinile (La massa è sfinita)”, di e con Fabio Marceddu e Antonello Murgia, regia di Antonello Murgia, uno spettacolo che fa da specchio ai tempi attuali. Concerto di parole, musica, corpo, è una dedica allo sfinimento visibile e invisibile, una restituzione specchiata e specchiante della attuale distrazione di massa. Un concerto di parole che si affida alle “marcette” del passato (che non è mai passato) e alla nostalgia che si traveste di nuove forme sonore e visive. Il virile in vinile mette in scena una laica rappresentazione della rappresentazione (fatta di nulla) del nostro presente, la rappresentazione di una partita disumana rigidamente regolata dalla sregolatezza.
Lunedì 13 luglio alle 21.30 Omar Giorgio Makhloufi/Diana Dardi presentano “Ceci n’est pas Omar”, performer Omar Giorgio Makhloufi, dramaturg Diana Dardi, una produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia. Un ragazzo italiano, di origini algerine e arbereshe, ingaggia un corpo a corpo pubblico con la propria identità. La scoperta del decesso della nonna algerina, mai conosciuta, lo catapulta nell’intricata storia familiare di migrazioni e relazioni mancate. Omar salpa per un viaggio, interiore e rituale, alla ricerca di se stesso, guidato da ansia di autodeterminazione, tra date e conflitti storici: alle sue spalle il colonialismo europeo, la guerra d’Algeria, il Decennio nero e un presente meticcio, conflittuale e frammentato col quale è indispensabile fare i conti.
Giovedì 16 luglio alle 21.30 la Compagnia dell’Arpa presenta “Col sudore della fronte. Canto del lavoro e della libertà” drammaturgia di Mariangela Vacanti, regia di Filippa Ilardo, con Ivan Bertolami, una storia vera di mafia, lavoro, paura e di resistenza civile, che nasce dalla vita reale e che alla realtà ritorna con urgenza. Ivan Bertolami porta in scena se stesso, la sua famiglia, il piccolo negozio costruito con fatica e dignità, il rifiuto del pizzo, la paura che tenta di diventare silenzio. Ma da quella ferita nasce una voce collettiva: le lenzuola bianche alle finestre, le fiaccolate, una comunità che si rialza. Tra parola, corpo e musica dal vivo, lo spettacolo trasforma la memoria in presenza viva e ricorda che il lavoro onesto è libertà, e che la libertà si conquista ogni giorno, con il sudore della fronte. Un ruolo centrale è svolto dalla musica originale eseguita dal vivo da Antonio Smiriglia: canti popolari, ritornelli, gorgheggi, nenie, sonorità ancestrali attraversano il racconto trasformandolo in rito collettivo.
Martedì 21 luglio alle 21.30 Compagnia Allunaggio/Décalé presenta “Foley” di Andrea Saitta, anche in scena con Gaia Bevilacqua, Noemi Quattrocchi. Lo spettacolo esplora i suoni delle guerre per interrogarsi sul loro impatto attraverso le storie semplici e silenziose di tre personaggi: un anziano pescatore, un soldato in trincea e una giovane donna. Tre maschere immerse nel loro quotidiano, realizzate da Alessandra Bruno, destabilizzate dall’arrivo della guerra invisibile ma presente. Prendendo spunto dall’arte cinematografica dei Foley (rumoristi), lo spettacolo utilizza oggetti di riciclo per creare un universo sonoro, capace di far sentire e vedere le assurdità della guerra. Le maschere espressive indossate dagli attori, ispirate alle maschere larvali, consentono di lasciare sempre in sospeso l’espressione della bocca del personaggio, lasciando allo spettatore la possibilità di immaginare lo stato d’animo del personaggio in scena.
PREMIAZIONE E GIURIE
La Premiazione avrà luogo il 25 luglio, alle 21.30, nell’ambito della Festa della Storica Pastasciutta Antifascista con la consegna del “Premio Museo Cervi” e del “Premio Gigi Dall’Aglio” della Giuria Under 30.
La Giuria del “Premio Museo Cervi”, presieduta da Daniele Paterlini (giornalista), è composta da Marco Borciani (Consiglio Nazionale Istituto Alcide Cervi), Stefano Campani (direttore Boorea Emilia Ovest), Monica Castellari (vicesindaca Comune di Sant’Ilario d’Enza), Mariachiara Franzini (Gruppo Teatrale “Le Rane”), Mario Mascitelli (direttore artistico Teatro del Cerchio di Parma), Giulia Zaccherini (organizzatrice teatrale).
La Giuria Under 30 “Premio Gigi Dall’Aglio” è composta da Giulia Artoni (Gruppo teatrale “Le Rane”), Marco Bertani (Gruppo teatrale “Le Rane”), Matteo Bertani (Gruppo teatrale “Le Rane”), Federico Filice (Scuola popolare – Teatro delle Briciole), Veronica Leali (Scuola popolare – Teatro delle Briciole), Tommaso Pecorari (Scuola popolare – Teatro delle Briciole), Alessia Postorino (Gruppo teatrale “Le Rane”), Lorenzo Vezzani (studente universitario).
La selezione degli spettacoli è stata realizzata da Mariangela Dosi (pedagoga teatrale), Giulia Morelli (organizzatrice teatrale), Paola Varesi (Resistenza Teatro Festival).
IL PUNTO CRITICO
Gli appuntamenti del Festival, per il quinto anno, saranno arricchiti da interventi, azioni teatrali e riflessioni a cura de Il Punto Critico, gruppo di giovani under 30, coordinato da Mariangela Dosi.
DOPOFESTIVAL
Al termine degli spettacoli, seguirà il Dopofestival con conversazioni con il pubblico e gli artisti, approfondimenti degli spettacoli e riflessioni sul rapporto tra la scena del teatro e il paesaggio sociale e politico contemporaneo. A condurre gli incontri saranno: Alessandro Gallo, direttore artistico Solares Fondazione delle Arti/Teatro delle Briciole, Emilia Bennardo, referente provinciale Libera Parma, Daniele Castellari, direttore artistico Piccolo Teatro in Piazza di Sant’Ilario d’Enza, Monica Morini, attrice, autrice, regista Compagnia Teatro dell’Orsa, Francesca Bortoletti, docente di Storia del teatro Università di Parma, Mara Pedrabissi, giornalista, Iefte Manzotti, studioso di storia contemporanea.
Durante le interviste si potranno degustare prodotti tipici a cura di aziende locali, nel piacere dello stare insieme e dell’accoglienza, uno dei valori fondativi di Casa Cervi.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Per gli spettacoli del Festival: ingresso a offerta libera. Prenotazione consigliata ai numeri 0522-678356 o Tel/WhatsApp 333-3276881 e su Eventbrite.
In caso di maltempo gli spettacoli si terranno al chiuso, con tempestiva comunicazione della sede. Durante le serate di spettacolo Casa Cervi rimane aperta ai visitatori.
Tutte le sere AperiFestival e cena su prenotazione a cura del Gruppo di Ristorazione “Il Fosso” – Gattatico (Re) dalle 19 alle 23. È possibile prenotare al numero 329-6875821.
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Paolo Pergolizzi
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