Una tre giorni di approfondimenti per migliorare le conoscenze tecniche e organizzative sulla coltivazione e la trasformazione della filiera dell’olio di semi di zucca e dei suoi sottoprodotti. È la missione che Luciano Trentini, agronomo, ha compiuto nelle scorse settimane in Austria, a Leibnitz, insieme a Marco e Andrea Pattaro dell’azienda veneta “Agrintese”. Il tutto per conoscere meglio la coltivazione delle zucche coltivate per i semi dai quali ottenere olio, i metodi di estrazione e l’utilizzo della polpa di zucca dopo la raccolta del seme.
© L. TrentiniLe diverse confezioni di olio a base di seme di zucca in un supermercato austriaco
“Nella zona di Leibnitz – afferma Trentini – dai semi di zucca si ottiene un olio che addirittura è identificato come Igp. Alcuni operatori mi hanno chiesto di cercare sottoprodotti da mettere nei loro impianti di biogas e/o biometano e la zucca da olio potrebbe essere uno di questi. Altri imprenditori hanno l’esigenza di costruire filiere produttive innovative, che possano essere impiegate negli impianti per la produzione di energia elettrica o coltivate sotto impianti agrovoltaici. Nella regione austriaca della Stiria si produce questo famoso olio IGP estratto dai semi di zucca”.

Agri PV Park Neudorf – un parco agrivoltaico di oltre 5 ettari coltivato con cv Hy di zucche oleifere
Verificata l’idoneità della zucca per alimentare impianti a biogas e/o biometano, per effetto della sua elevata biodegradabilità, per la buona resa in gas, Trentini ha indagato sulla destinazione dei sottoprodotti, cioè la massa di sostanza organica generata dalle zucche svuotate dei semi destinati alla produzione di olio. La quantità di biomassa che si genera in questo tipo di coltivazione si aggira intorno a 50 -60 tonnellate ad ettaro: quantità importanti che, anziché essere sparse nei terreni, potrebbero trovare nuova vita nella trasformazione in gas o metano o energia elettrica.
La presenza di Marco e Andrea Pattaro, che insieme gestiscono una società di servizi in agricoltura, compresa la copertura delle trincee contenenti vegetali per gli impianti di biogas e biometano, oltre che importare e distribuire macchine agricole, ha permesso una migliore valutazione circa le macchine da impiegare per la andanatura e la raccolta delle zucche, per l’estrazione del seme prima della successiva essiccazione e spremitura.
La visita, organizzata con la collaborazione di Joannes Schanti, è stata ricca di appuntamenti che hanno permesso di avere spunti interessanti in merito a questo tipo di coltivazione. “Ci siamo confrontati con gli agronomi locali – continua Trentini – e abbiamo visitato un impianto agrivoltaico di oltre 5 ettari a parete fissa, nelle cui interfila erano coltivate zucche da olio, in rotazione con grano e soia. Un incontro è stato organizzato presso una delle più grandi imprese che trasformano i semi essiccati in olio di semi di zucca. Presso le industrie Alwera è stato possibile vedere tutto il processo di produzione dell’olio, partendo dalla ricezione del seme e della successiva essicazione, alla spremitura dello stesso, fino all’imbottigliamento e alla sua immissione sul mercato”.

“Nelle giornate successive abbiamo visitato una fabbrica di cioccolato, la Zotters Chocolate Experience: qui ci hanno mostrato come i semi possono essere di supporto importante nella preparazione di prodotti speciali. Molto interessanti anche le informazioni assunte presso la scuola di agricoltura “Landwirtschaftliche Fachschule Hatzendorf” dove i giovani studiano e lavorano la filiera dell’olio di semi di zucca oleifera. Forte è anche l’attività di ricerca varietale condotta dalla stazione sperimentale “Versuchsstation für Pflanzenbau” dove si valutano le cultivar Hy di zucche con semi senza tegumento (mutazione genetica)”.
“Nell’ultima giornata è stato possibile visitare l’industria meccanica Ascon 3, azienda specializzata nella costruzione di macchine andanatrici e per la raccolta delle zucche, presso la quale torneremo al momento della raccolta. La visita si è conclusa presso una azienda agrituristica a gestione familiare, l “Ölmühle Labugger”, che dispone di un piccolo frantoio: loro hanno fatto dei semi e dell’olio di zucca la principale fonte di reddito dell’azienda”.

Molto interessante il percorso di valorizzazione intrapreso dai produttori dell’olio di semi di zucca della Stiria IGP. Precisa l’agronomo: “In questa prima fase del nostro viaggio di studio, abbiamo potuto trarre molti elementi tecnici ed economici in merito a questa coltivazione. I produttori austriaci producono i semi dalle zucche e li conferiscono all’industria, garantiti da un contratto di conferimento. La polpa della zucca viene invece tritata e lasciata nei campi, in attesa del successivo interramento. La produzione dei semi idonei alla spremitura può aggirarsi fra 0,8 e 1 tonnellata a ettaro”.
“La quantità di polpa di scarto che si può ottenere da 1 ettaro di zucche si può aggirare intorno a 50 tonnellate per ettaro. La nostra analisi si completerà nel periodo autunnale al momento della raccolta, quando abbiamo programmato una seconda visita per conoscere altri dettagli, soprattutto economici, a completamento del ciclo colturale. Al costruttore delle macchine raccoglitrici abbiamo chiesto la fattibilità di un sistema che permetta di raccogliere lo scarto della polpa, per essere poi successivamente utilizzata in impianti di biogas o biometano”.

“Alla fine del percorso pensiamo di disporre di molti elementi utili per eventuali potenziali proposte operative. Al nostro ritorno, abbiamo predisposto una piccola prova con l’obiettivo di trarre informazioni circa il comportamento vegeto-produttivo di queste zucche, nel nostro ambiente padano e in particolare alle alte temperature”, conclude Trentini.
Per maggiori informazioni
Luciano Trentini
[email protected]
Marco Pattaro
[email protected]
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Source link


