Un approfondimento sullo studio legale che è stato dentro a decisive partite per i servizi pubblici in Toscana.
Tutto in pochi giorni. Il 21 ottobre nell’aula del Tribunale civile di Prato il nuovo, ma non ultimo, atto della querelle sulla legittimità del terzo mandato di Biffoni. Ventiquattro ore dopo, il 22 ottobre il deposito al TAR della Toscana del ricorso di Plures S.p.A. avverso ATO Toscana Centro, l’assemblea che riunisce i sindaci per la regolazione dei rifiuti e delle tariffe (La Firenze che Vorrei ha ricevuto copia del testo e fornito ai lettori una dettagliata analisi). E, a rileggere le dichiarazioni di questi giorni, sembra quasi che Biffoni – attualmente anche vicepresidente dell’ATO, e in precedenza sindaco negli anni decisivi – si ritrovi spettatore estraneo alla vicenda, limitandosi a definire l’azione legale un «cortocircuito istituzionale e relazionale». Sembrano fatti scollegati e, invece, passando setaccio gli atti, i fili convergono sotto la stessa insegna.
Per il Biffoni ter, la difesa è affidata a Francesco Marone e Catia Tomasetti, con domicilio a Milano presso lo studio BonelliErede (in via Andegari). Nel ricorso di Plures contro l’ATO, i firmatari sono Bernardo Giorgio Mattarella e Angelo Raffaele Cassano, domiciliati a Roma presso BonelliErede (in via Colonna 39). Tra i soggetti controinteressati citati da Plures figura anche il Comune di Prato. Una vicinanza di sigle che non nasce oggi.
Un chiarimento necessario
Va chiarito subito, nel rispetto dei lettori e per correttezza verso le parti, un punto: l’affidamento di mandati legali a un primario studio nazionale come BonelliErede da parte di una società a controllo pubblico come Plures S.p.A., così come la scelta di un sindaco di farsi difendere da professionisti del medesimo studio, sono atti pienamente legittimi, previsti dall’ordinamento e sicuramente non contrastanti con il codice deontologico forense. Non esiste incompatibilità formale tra i due incarichi, trattandosi di procedimenti distinti, incardinati davanti a giudici diversi e anche in sedi differenti. Ciò che qui si descrive è sequenza di concomitanze istituzionali e professionali che, per la loro continuità temporale e per il rilievo economico, rivestono un evidente interesse pubblico.
Ma partiamo dalle origini: da Publiacqua
Bisogna tornare al 2014. Biffoni vince le elezioni a Prato nel mese di maggio. Il Comune detiene il 36,6% di Consiag, la storica municipalizzata che a sua volta custodisce partecipazioni in Publiacqua ed Estra (recentemente al centro di un focus di La Firenze che Vorrei circa ricavi e clienti).
A giugno, Catia Tomasetti (preventivamente informata di questa pubblicazione) viene indicata dal sindaco di Roma Ignazio Marino alla presidenza di Acea, incarico che manterrà fino al 2017. Un dettaglio non secondario: Tomasetti è socia di BonelliErede già dal 2011; la nomina romana arriva quando è già partner dello studio. Al suo fianco, come amministratore delegato di Acea, siede Alberto Irace (in scadenza da Plures, ma voci riferiscono di una proroga di un anno per lui e per Ciolini). Un nome, quello di Irace, tutt’altro che estraneo alle vicende pratesi (e fiorentine), essendo stato amministratore delegato di Publiacqua dal 2002 al 2013, con una conoscenza diretta dei rapporti con Consiag e con gli altri soci pubblici toscani.
In quegli anni Acea detiene il 40% di Publiacqua tramite Acque Blu Fiorentine, esercitandone il controllo industriale. Per un triennio, quindi, l’amministrazione di Prato e il vertice di Acea condividono lo stesso perimetro idrico, la stessa assemblea e lo stesso gestore.
Nello stesso periodo, sul fronte del contenzioso finanziario, BonelliErede assiste la controparte: a Londra difende Dexia Crediop contro il Comune di Prato nella complessa vertenza sui derivati swap, ottenendo la vittoria sia in High Court sia in Appello.
Piccolo cenno alla biografia professionale di Tomasetti. Dopo un’esperienza a Londra, nel 1995, Tomasetti, rientra nel Belpaese «convinta che il Project Finance potesse essere la soluzione ideale per le carenze infrastrutturali e partecipa alla prima operazione di Project Finance relativa alla realizzazione di una centrale di cogenerazione a Rosignano (Livorno)». «Da allora ha partecipato a tutti i finanziamenti più innovativi che hanno permesso la realizzazione di opere indispensabili per il Paese, tra cui la realizzazione del primo impianto eolico (Italia Vento Power Corporation in Campania nel 1998, ndr), la realizzazione del primo impianto di termovalorizzazione di rifiuti (Trezzo d’Adda in provincia di Milano nel 2000, ndr), la prima Tramvia (Firenze–2004), la prima metropolitana (Metro 5–2006) e la successiva complessa operazione di finanziamento e rifinanziamento in project bond (2015), il primo impianto fotovoltaico (Solar Ventures-2007), il primo project bond italiano (Andromeda-2010), il primo project bond con la nuova normativa (Cav-2015), il primo hydrobond (MM- 2016) e il primo Interconnector Italia-Francia (2017)».
La genesi di Plures e il bond da 225 milioni
Dal 2021 i sindaci di Prato, Firenze ed Empoli avviano il percorso di aggregazione. Consiag, Publiservizi e Acqua Toscana confluiscono in Alia Servizi Ambientali, che in seguito assumerà la denominazione di Plures S.p.A.
Un passaggio fondamentale, spesso trascurato: Estra non entra immediatamente sotto il controllo diretto di Plures, ma viene posta sotto la sua direzione e coordinamento solo nel 2023, dopo la fusione. Ciò significa che le successive maxi-acquisizioni – nel settore eolico e nelle reti gas – rappresentano già atti compiuti da Plures come polo industriale unico, e non più da singole municipalizzate autonome.
Per finanziare il nuovo polo, Alia affida a BonelliErede il mandato per l’emissione del bond non convertibile da 225 milioni di euro. Il team legale, come risulta da un sito specializzato in materia, è guidato da Catia Tomasetti in qualità di leader del Focus Team Infrastrutture, Energia e Transizione Ecologica. È il primo atto di una regia che diventerà strutturale.
Dalle rinnovabili ai 186 milioni per il gas
La conferma in due importanti operazioni certificate dalla stampa specializzata del settore legale. La prima il 12 dicembre 2025. Estra acquista da Alerion Clean Power il 100% di Eolica PM, titolare di un parco eolico da 52 MW a Pontelandolfo (Benevento). Advisor legale di Estra è ancora BonelliErede, con un team guidato da Tomasetti, affiancata da Francesca Di Carpegna Brivio come project manager e beLab per la due diligence.
Il 14 maggio 2026, invece, la multiutility perfeziona l’acquisizione – in esecuzione delle prescrizioni dell’Antitrust sull’operazione Italgas/2i Rete Gas – delle reti gas in otto ATEM (Pisa, Massa Carrara, Campobasso, Frosinone 2, Bari 2 Sud, Barletta-Andria-Trani, Teramo e Viterbo), per un totale di circa 190 mila punti di riconsegna e un valore di 186 milioni di euro, come si legge su Top Legal. Advisor legale di Plures è nuovamente BonelliErede, con un team multidisciplinare coordinato da Tomasetti, con Alessandro Rosi per l’area amministrativa e Sara Lembo per l’antitrust.
Operazioni che, sommate al bond da 225 milioni, portano il valore complessivo dei dossier seguiti dallo stesso studio sopra la soglia dei 463 milioni di euro.
La convergenza di questa settimana
Si arriva così alla fitta agenda del 21-23 ottobre.
Da un lato, il capitolo politico-giudiziario del Biffoni ter: in aula si fronteggiano le tesi del ricorrente Brenno Bianchi (assistito dall’avvocato Franco Bruno Campagni) e la difesa del sindaco.
Sulla vicenda si inserisce la posizione della Procura pratese: il procuratore capo Luca Tescaroli, durante l’udienza del 21 ottobre, avrebbe invitato il Tribunale a investire la Corte Costituzionale per l’ambiguità interpretativa dell’avverbio “immediatamente” contenuto nell’articolo 51 del Testo Unico degli Enti Locali, una norma che interessa oltre 700 comuni italiani. La decisione dei giudici è attesa nelle prossime settimane.
Dall’altro lato, il fronte economico del ricorso al TAR: la multiutility Plures – nata anche per spinta dei Comuni soci, tra cui lo stesso Prato – impugna la delibera dell’ATO Toscana Centro, che vede tra le figure apicali e di garanzia proprio Biffoni. Nel mirino finisce il mancato riconoscimento di ingenti partite economiche (tra cui decine di milioni di costi operativi e investimenti già realizzati nel biennio 2024-2025), con impatti che, secondo le stime della perizia indipendente REF e come anticipato da questa testata nell’agosto scorso, comporterebbero una svalutazione immediata di 132 milioni e minori ricavi per oltre 198 milioni fino alla scadenza della concessione nel 2037.
Una fitta trama di relazioni, partecipazioni e grandi mandati professionali che attraversa l’intera galassia dei servizi pubblici toscani, trasformando la sincronia di questa settimana in un nuovo capitolo di una geometria complessa: formalmente ineccepibile sul piano del diritto, ma politicamente e istituzionalmente impossibile da ignorare.
In copertina: immagine satirica generata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link






