Scatta un nuovo richiamo alimentare nel settore dei prodotti surgelati, con particolare attenzione a un lotto di surimi finito sotto osservazione per la presenza di additivi non dichiarati in etichetta e per valori non conformi ai limiti previsti dalla normativa sulla sicurezza alimentare.
Richiamo alimentare su alcuni lotti di surimi surgelato per presenza di additivi non dichiarati e valori non conformi. Avviso ai consumatori su controlli e sicurezza alimentare
Il provvedimento riguarda un prodotto molto diffuso nella grande distribuzione e consumato sia come ingrediente pronto sia come alimento da banco surgelati.
Nel dettaglio, le verifiche hanno evidenziato una possibile irregolarità nella composizione del surimi, legata alla presenza di polifosfati non indicati correttamente in etichetta.
Il richiamo riguarda anche un lotto di prodotti ittici surgelati per la presenza di concentrazioni di PFOS e della somma di PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS superiori ai limiti di legge, elemento che ha fatto scattare le procedure di sicurezza alimentare e il ritiro immediato dal mercato.
Il prodotto coinvolto è confezionato in formato da 1 kg, con numero di lotto 250425 e termine minimo di conservazione fissato al 25/04/2027.
Per chi non conoscesse il tipo di prodotto tolto dal mercato italiano con effetto immediato, Il surimi è un alimento di origine ittica ottenuto da pesce bianco (spesso specie come merluzzo o simili), che viene tritato, lavato e raffinato fino a diventare una pasta neutra.
A questa base vengono poi aggiunti ingredienti come amidi, aromi, albumi e additivi per ottenere la tipica consistenza elastica e il gusto delicato.
È molto usato nell’industria alimentare per produrre prodotti pronti come bastoncini di granchio “imitazione”, insalate di mare e preparazioni surgelate. Non è quindi un pesce “intero”, ma un derivato lavorato del pesce.
Secondo le informazioni disponibili, il prodotto è stato realizzato da un’azienda specializzata nella lavorazione e conservazione di alimenti surgelati per conto di operatori della distribuzione internazionale. Lo stabilimento di produzione si trova a Silivri, Istanbul (Turchia), ed è identificato dal marchio di riconoscimento TR 34 – 1548, all’interno di una struttura dedicata alla logistica e alla trasformazione dei prodotti alimentari.
Il richiamo alimentare è stato disposto a scopo precauzionale per tutelare i consumatori, in attesa di ulteriori verifiche analitiche sui lotti interessati. L’attenzione si concentra soprattutto sulla trasparenza delle informazioni riportate sulla confezione e sulla corretta indicazione degli ingredienti utilizzati nella produzione del surimi.
Prodotti e lotti coinvolti nel richiamo alimentare
Il richiamo riguarda anche un lotto di prodotti ittici surgelati per la presenza di concentrazioni di PFOS e della somma di PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS superiori ai limiti di legge, elemento che ha fatto scattare le procedure di sicurezza alimentare e il ritiro immediato dal mercato.
Secondo le informazioni disponibili, il prodotto è stato realizzato da un’azienda specializzata nella lavorazione e conservazione di alimenti surgelati per conto di operatori della distribuzione internazionale. Lo stabilimento di produzione si trova a Silivri, Istanbul (Turchia), ed è identificato dal marchio di riconoscimento TR 34 – 1548, all’interno di una struttura dedicata alla logistica e alla trasformazione dei prodotti alimentari.
Il richiamo riguarda anche un lotto di prodotti ittici surgelati per la presenza di concentrazioni di PFOS e della somma di PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS superiori ai limiti di legge, elemento che ha fatto scattare le procedure di sicurezza alimentare e il ritiro immediato dal mercato.
Il prodotto coinvolto è confezionato in formato da 1 kg, con numero di lotto 250425 e termine minimo di conservazione fissato al 25/04/2027.
Secondo le informazioni disponibili, il prodotto è stato realizzato da un’azienda specializzata nella lavorazione e conservazione di alimenti surgelati per conto di operatori della distribuzione internazionale. Lo stabilimento di produzione si trova a Silivri, Istanbul (Turchia), ed è identificato dal marchio di riconoscimento TR 34 – 1548, all’interno di una struttura dedicata alla logistica e alla trasformazione dei prodotti alimentari.
Il prodotto coinvolto è commercializzato in confezioni surgelate e appartiene a un lotto specifico identificato tramite numero di produzione e data di scadenza. Le autorità competenti raccomandano di controllare attentamente i dati riportati sulla confezione prima del consumo.
Nel quadro del richiamo alimentare, il surimi rappresenta un caso significativo perché si tratta di un alimento ampiamente diffuso e spesso percepito come sicuro e standardizzato.
Proprio per questo motivo la presenza di ingredienti non dichiarati assume un rilievo particolare sotto il profilo della sicurezza alimentare.
Le analisi hanno evidenziato una non conformità legata alla possibile quantità superiore ai limiti consentiti di alcuni additivi utilizzati nella lavorazione industriale del prodotto. Questo elemento ha portato all’attivazione immediata delle procedure di ritiro dal mercato.
Il sistema di allerta alimentare europeo prevede infatti che, in presenza di anomalie o potenziali rischi, i prodotti vengano immediatamente rimossi dagli scaffali e segnalati ai consumatori per evitare qualsiasi rischio di consumo inconsapevole.
Nel caso del surimi coinvolto nel richiamo alimentare, le autorità invitano i consumatori a verificare attentamente il lotto acquistato e, in caso di corrispondenza, a non consumare il prodotto ma a restituirlo presso il punto vendita.
Per avere maggiori informazioni basterà cliccare su queste parole chiave arancione e leggere la scheda tecnica correlata a questo richiamo di surimi.
L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della tracciabilità alimentare, della corretta etichettatura e dei controlli lungo la filiera dei prodotti surgelati, sempre più presenti nella dieta quotidiana.
Il caso evidenzia inoltre l’importanza dei sistemi di vigilanza e delle verifiche periodiche, fondamentali per garantire la sicurezza dei consumatori e prevenire la diffusione di prodotti non conformi.
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Giovanni Crocè
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