PE chiede un centro europeo per le materie prime critiche


Bruxelles – Istituire un centro europeo per le materie prime critiche e prevedere una clausola di controllo delle esportazioni così che la Commissione europea possa limitare l’export di rottami e rifiuti contenenti magneti permanenti, affinché i materiali riciclabili rimangano all’interno dell’Unione europea. Sono gli obiettivi del testo approvato dal Parlamento europeo oggi (20 ottobre). Si tratta, più nello specifico, delle modifiche al Regolamento sulle materie prime critiche (CRMA) per “convogliare un sostegno mirato verso progetti strategici che coprano l’intera catena del valore, dall’estrazione e lavorazione fino alla raffinazione e al riciclo”. Il CRMA è una strategia comunitaria per assicurare un approvvigionamento “sicuro, diversificato e sostenibile” alle materie prime necessarie per la transizione digitale e verde, in particolare per l’industria a emissioni zero, l’industria digitale, il settore aerospaziale e quello della difesa. Le misure concepite oggi puntano ad accelerare le capacità di estrazione, trasformazione, riciclo e sostituzione, diversificando così le catene di approvvigionamento dell’Unione. Dopo aver approvato il testo con 470 voti favorevoli, 83 contrari e 108 astensioni, l’Eurocamera è pronta ad avviare i negoziati con gli Stati membri per definire la versione definitiva della normativa. L’eurodeputato (S&D), nonchè relatore del testo, Mohammed Chahim, ha festeggiato il via libera ricordando che “le materie prime critiche sono diventate la valuta del potere geopolitico: chi le controlla, controlla il nostro futuro industriale, la nostra transizione energetica e la nostra sicurezza”. Per questo motivo, “l’Europa non può permettersi di restare a guardare mentre altri rafforzano il proprio controllo sulle materie prime critiche”.

Tra le diverse misure adottate oggi gli eurodeputati hanno proposto l’istituzione di un Centro per le materie prime critiche sotto forma di agenzia UE indipendente. La struttura sarà dotata “di finanziamenti dedicati, una governance chiara e legittimità democratica”. Tra le diverse attività previste dall’organismo ci sono “l’analisi di mercato, la pianificazione della resilienza, la gestione delle scorte, gli acquisti congiunti, il coinvolgimento delle parti interessate e gli strumenti finanziari”. Secondo gli eurodeputati, affinché il centro assolva il suo mandato, deve “disporre delle risorse necessarie, incluso un Fondo per le materie prime critiche di 2 miliardi di euro, previsto nell’ambito del bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2028-2034″ (QFP). “Abbiamo bisogno di un centro europeo per le materie prime critiche, dotato di risorse finanziarie e del mandato necessario per agire tempestivamente, anticipare le interruzioni nelle catene di approvvigionamento e garantire che le nostre esigenze non possano essere trasformate in strumenti di pressione geopolitica”, ha spiegato Chahim.

Gli europarlamentari hanno previsto anche una “clausola condizionata di controllo delle esportazioni”. Ciò significa che la Commissione europea intende limitare le “esportazioni di rottami e rifiuti contenenti magneti permanenti”, con l’obiettivo di riciclare i materiali e di riutilizzarli all’interno dell’UE. In tale contesto, spetta a Palazzo Berlaymont, anziché ai singoli Stati membri, “individuare le ‘grandi imprese’ che utilizzano materie prime critiche in specifici settori strategici (ad esempio batterie, tecnologie per l’idrogeno, aeromobili, droni, satelliti o chip avanzati)”. Una volta individuate le aziende, l’impiego delle materie critiche farà scattare i cosiddetti “obblighi di resilienza”, come la mappatura delle catene di approvvigionamento e l’adozione di misure volte a ridurre le vulnerabilità. Gli eurodeputati chiedono inoltre che la Commissione apra le candidature per i progetti strategici almeno due volte l’anno, offrendo alle imprese scadenze chiare e prevedibili – le candidature sono richieste per ottenere lo status di progetto strategico previsto dal CRMA. Sono presentate da aziende, consorzi, organizzazioni alla Commissione europea.

Al fine di rendere il quadro normativo più efficace, gli eurodeputati sollecitano l’introduzione di “di meccanismi di stabilizzazione dei prezzi, come i contratti per differenza” con lo scopo di “offrire agli sviluppatori di progetti di estrazione, lavorazione e riciclo una maggiore certezza sui ricavi”. Propongono inoltre di ampliare l’attuale meccanismo di acquisto congiunto dell’UE, per favorire la costituzione coordinata di scorte strategiche di materie prime critiche tra gli Stati membri e le imprese.

L’Eurocamera si è infine soffermata sulla dimensione “legata alla difesa e alla sicurezza delle materie prime critiche, chiedendo che il futuro Programma europeo per l’industria della difesa venga mobilitato per finanziare progetti su materie prime strategiche, vitali per le capacità di sicurezza e difesa dell’UE”.

Il Regolamento sulle materie prime critiche (CRMA) è stato adottato dal Parlamento europeo a dicembre 2023. Da allora, il testo ha gettato le basi per un insieme di strumenti UE che garantiscono all’industria l’accesso alle materie prime essenziali per le transizioni verso l’energia pulita, il digitale, la difesa e l’aerospazio. A dicembre 2025, la Commissione ha proposto di modificare il testo sulla scia del piano d’azione RESourceEU, adottato da Palazzo Berlaymont per garantire l’approvvigionamento dell’Unione Europea di materie prime critiche e ridurre la dipendenza strategica da fornitori esteri.

Il voto favorevole dell’aula a Strasburgo è stato accolto con favore anche in Italia. “La posizione espressa dal Parlamento europeo è in piena sintonia con quanto avevamo proposto al Consiglio e alla Commissione europea, sia in merito alla limitazione delle esportazioni di rottami e rifiuti contenenti magneti permanenti, sia all’istituzione di un centro europeo per le materie prime critiche”, ha commentato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Secondo il ministro, “questa è la strada giusta per realizzare l’autonomia strategica europea, alla quale il nostro Paese sta dando un contributo decisivo”, con “la candidatura italiana a ospitare il primo deposito strategico europeo di materie prime critiche e la recente selezione di cinque progetti italiani tra i 46 individuati dalla Commissione europea nell’ambito della seconda call prevista dal CRMA”.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม