Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo alle norme sulle nuove tecniche genomiche (NGT), frutto dell’accordo provvisorio raggiunto con il Consiglio nel dicembre 2025, adottando in via definitiva le norme volte a facilitare l’accesso a nuove piante resistenti al clima e ai parassiti, che offrono rese più elevate e richiedono meno agrofarmaci (vedi news correlata). Di seguito, i commenti positivi e negativi del settore alla notizia.
Assosementi: il via libera del Parlamento europeo è una pietra miliare per l’innovazione agricola
“Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno riconosciuto che innovazione, produttività e apertura alle nuove tecnologie sono elementi indispensabili per affrontare le sfide che attendono il settore agricolo. Le TEA potranno contribuire allo sviluppo di nuove varietà capaci di rispondere più efficacemente ai cambiamenti climatici, alla diffusione di nuovi patogeni e alla necessità di utilizzare in modo più efficiente le risorse naturali”, ha dichiarato Giuseppe Carli (nella foto sotto), presidente di Assosementi.
Negli ultimi anni numerosi Paesi extraeuropei hanno aggiornato le proprie normative per favorire l’impiego delle più avanzate tecniche di innovazione, mentre in Europa l’assenza di un quadro regolatorio dedicato ha rallentato investimenti e sviluppo di nuovi prodotti. “Per le imprese sementiere la disponibilità di regole chiare e fondate su basi scientifiche è una condizione essenziale per continuare a investire in ricerca e innovazione”, ha aggiunto Carli. “Con questa decisione l’Europa può tornare a competere alla pari con le altre grandi aree agricole del mondo”. Assosementi sottolinea ora l’importanza di procedere rapidamente con l’attuazione del nuovo regolamento e con i provvedimenti applicativi previsti.
Cibo per la Mente: con il via libera Ue si apre una nuova stagione per l’innovazione agricola
“Con questo voto l’Europa sceglie di investire nella scienza, mettendo a disposizione strumenti che potranno contribuire allo sviluppo di varietà più resilienti, efficienti e produttive. È un segnale forte che dà fiducia a chi in questi anni ha continuato a credere nel valore della ricerca scientifica”, ha dichiarato Clara Fossato, portavoce di Cibo per la Mente. “Il nostro Paese ha dimostrato di poter essere protagonista di questa stagione di innovazione. Le sperimentazioni avviate su colture strategiche del made in Italy hanno riportato la ricerca italiana al centro del dibattito europeo e hanno dimostrato il valore di un approccio che mette in dialogo scienza, politica e mondo produttivo. Oggi vediamo riconosciuto un percorso che la filiera ha sostenuto con determinazione e responsabilità”.
“Aspettavamo questo momento da dodici anni – ha aggiunto Mario Pezzotti, Professore Ordinario di Genetica Agraria dell’Università di Verona – Ora disponiamo finalmente di un quadro normativo che consente di utilizzare le più moderne tecniche di miglioramento genetico per perseguire gli obiettivi di sostenibilità e maggiore precisione richiesti all’agricoltura del futuro. Il nostro compito sarà adesso di applicare al meglio queste tecnologie, nel rispetto delle regole, per ottenere risultati favorevoli per il sistema agroalimentare italiano ed europeo”.
Cia-Agricoltori Italiani: “Ora ricerca e innovazione arrivino rapidamente nelle aziende per contrastare cambiamenti climatici e fitopatie”
“Si tratta di una decisione che guarda al futuro dell’agricoltura – ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini – Le nuove tecniche genomiche rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare la capacità delle imprese agricole di affrontare le sfide dei cambiamenti climatici e delle fitopatie, che già oggi determinano variazioni delle rese comprese tra il 20 e il 49%. Grazie all’innovazione varietale sarà possibile sviluppare piante resistenti, meno idroesigenti e più capaci di adattarsi, coniugando produttività e sostenibilità”.
© Giancarlo Fabbri | FreshPlaza.it
Secondo Cia, l’approvazione del regolamento consente inoltre all’Europa di recuperare il ritardo accumulato rispetto ad altri grandi Paesi produttori, dove tali tecniche sono già utilizzate da tempo, rafforzando la competitività del settore agroalimentare e offrendo ai produttori nuovi strumenti per la difesa delle colture. “L’obiettivo è trasformare rapidamente questa opportunità in risultati concreti per le imprese agricole – ha concluso il presidente di Cia – affinché innovazione e ricerca possano contribuire in modo sempre più efficace e concreto alla sicurezza alimentare, alla sostenibilità delle produzioni e al futuro dell’agricoltura europea”.
Confagricoltura: voto fondamentale per aumentare la competitività dell’agricoltura
“L’approvazione definitiva del Regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche segna l’avvio di una nuova fase per l’agricoltura europea, ma allo stesso tempo è un traguardo rispetto a una battaglia che da sempre abbiamo portato avanti e che ha visto l’Italia e le sue istituzioni avere un ruolo decisivo in questo processo”, commenta Confagricoltura. “In primo luogo, viene riconosciuta la specificità delle piante NGT-1, considerate equivalenti alle varietà ottenute con tecniche convenzionali. Per queste varietà non viene introdotto alcun obbligo di etichettatura degli alimenti derivati, evitando oneri sproporzionati e possibili effetti distorsivi sul mercato”.
Permangono tuttavia alcuni elementi che Confagricoltura aveva contestato durante il negoziato. “In particolare, il Regolamento mantiene la possibilità per gli Stati membri di vietare sul proprio territorio la coltivazione delle piante NGT-2 (cosiddetto opt-out nazionale), una scelta che rischia di frammentare il mercato interno e di limitare l’accesso uniforme all’innovazione all’interno dell’Unione europea”.

Copagri: da Europa risposta forte e chiara a climate change e scarsità idrica
“Si tratta di un risultato fondamentale per tutti coloro i quali credono nell’importanza della ricerca applicata al settore primario. Avere un quadro chiaro e comune sulle nuove tecniche genomiche, infatti, consentirà all’Europa di colmare il gap con i tanti Paesi extracomunitari che possono da tempo contare su questa innovazione”, ha affermato il presidente della Copagri, Tommaso Battista. “Puntare sulle TEA significa dare una risposta forte e chiara alla necessità, più volte manifestata dagli agricoltori, di avere produzioni vegetali in grado di rispondere in maniera adeguata alla scarsità idrica e a stress ambientali e biotici di particolare intensità”.
“Ma non solo, dal momento che grazie alle TEA sarà anche possibile andare a incrementare la produzione e a utilizzare minori quantità di carburanti, agrofarmaci e fertilizzanti, fattori particolarmente rilevanti vista l’attuale scenario internazionale”, ha aggiunto Battista.
CREA: pagina di storia per la ricerca e l’innovazione in agricoltura
“Da oggi un’agricoltura più sostenibile, resiliente e produttiva è più vicina. Il provvedimento varato è un passaggio fondamentale per la ricerca, che dà certezze normative e informazioni chiare e trasparenti ad agricoltori e consumatori. Un risultato che trova l’Italia in prima linea, con competenze scientifiche consolidate e all’avanguardia in Europa e il grande progetto nazionale TEA4IT, finanziato dal MASAF con 10 milioni di euro e coordinato dal CREA”. Così ha commentato il presidente CREA, Andrea Rocchi.
Confeuro: “Bene Parlamento Ue su NGT. Servono norme trasparenti”© Confeuro“Le nuove disposizioni distinguono opportunamente le piante ottenute mediante NGT in due categorie differenti. La prima, denominata NGT-1, comprende varietà sviluppate attraverso processi di miglioramento genetico assimilabili a quelli naturali o tradizionali, intervenendo esclusivamente su geni già presenti nella pianta. Confeuro è favorevole a questa categoria e riteniamo questa innovazione tecnologica pienamente compatibile con un’agricoltura moderna e sostenibile. Diversa è invece la valutazione sulla categoria NGT-2, che comprende organismi caratterizzati da modificazioni genetiche più ampie e complesse e che, per alcuni aspetti, presentano caratteristiche più vicine agli OGM”, ha commentato Andrea Tiso (nella foto a lato), presidente nazionale Confeuro-Confederazione Agricoltori Europei.
“Per questo motivo riteniamo fondamentale che il nuovo impianto normativo europeo garantisca strumenti rigorosi di tracciabilità ed etichettatura obbligatoria, affinché tali produzioni siano chiaramente distinguibili. La trasparenza nei confronti dei consumatori rappresenta infatti un principio imprescindibile”.
Nomisma: “L’Europa ha scelto la scienza e l’innovazione per il futuro dell’agricoltura”
“È prevalso il senso di responsabilità e la consapevolezza che il settore agricolo non può più attendere. È fondamentale ribadirlo ancora una volta: le TEA non sono OGM. Non introducono geni di specie diverse, ma consentono di intervenire in modo mirato sul patrimonio genetico della stessa pianta, replicando processi che potrebbero avvenire anche in natura. Per questo era necessario dotarsi di un quadro normativo distinto e proporzionato. Grazie a queste tecniche sarà possibile sviluppare colture più resistenti alla siccità, alle malattie e agli effetti del cambiamento climatico, riducendo al tempo stesso il ricorso agli agrofarmaci. Significa produrre di più e meglio, con minore impatto ambientale”, ha commentato Paolo De Castro, presidente di Nomisma.
I Georgofili plaudono all’approvazione europea del Regolamento TEA
“Nonostante il ritardo, la politica ha accolto finalmente le istanze del mondo scientifico e delle imprese agricole. In considerazione dei numerosi documenti pro-TEA predisposti dall’Accademia negli ultimi anni, dei convegni e dei dibattiti promossi, i Georgofili possono dichiararsi molto soddisfatti”, ha evidenziato il presidente Massimo Vincenzini. “Il nostro prossimo evento sulle TEA si svolgerà il 1° luglio e finalmente sarà possibile affrontare la questione da un nuovo punto di vista, più operativo e orientato al presente oltre che al futuro dell’agricoltura”.
Demeter Italia: “Drammatico passo indietro per l’Europa. Mai prima d’ora si era messo in discussione il diritto dei consumatori di scegliere cosa portare a tavola”
Nonostante le forti mobilitazioni, con manifestazioni davanti al Parlamento europeo a Strasburgo, centinaia di migliaia di firme raccolte e decine di organizzazioni schierate a difesa della trasparenza alimentare, la maggioranza parlamentare ha scelto di non raccogliere l’appello dei cittadini europei. “Oggi il compito di Demeter è di salvaguardare con ancora maggiore forza e determinazione l’agricoltura biodinamica, gli agricoltori e i consumatori che, sempre più consapevolmente, scelgono i prodotti biologici e biodinamici per tutelare non solo la loro salute, ma anche per rispettare l’ecosistema”, ha commentato Enrico Amico (nella foto sotto a sinistra), presidente di Demeter Italia.

“L’approvazione del Regolamento è un drammatico passo indietro per l’Europa: mai prima d’ora si era messo in discussione così fortemente il diritto dei consumatori di poter scegliere cosa portare a tavola. E questo accade sotto le pressioni delle grandi multinazionali. Con questa legge si apre totalmente la strada alle sementi brevettate. Ed è un tema che ci riguarda direttamente: l’agricoltura biodinamica ha sempre valorizzato e tutelato l’autoproduzione delle sementi, la custodia delle varietà antiche e locali, la biodiversità come patrimonio comune. Su questo fronte ci impegneremo ancora di più. Questo capitolo non si chiude oggi: si rafforzano anzi le azioni che dovremo intraprendere nel prossimo futuro. Noi ci stiamo già lavorando, certi del valore della natura e del futuro di tutti”.
FederBio e AssoBio: “Ora servono tutele concrete per biologico, agricoltori e biodiversità”
Pur esprimendo forte preoccupazione per l’esito del voto, FederBio e AssoBio riconoscono l’importanza delle tutele ottenute grazie all’impegno di IFOAM Organics Europe e alla mobilitazione del movimento biologico europeo, che hanno consentito di mantenere il divieto di utilizzo delle NGT nella produzione biologica e l’obbligo di etichettatura delle sementi contenenti NGT, strumenti necessari per consentire agli agricoltori di evitare l’impiego di materiale riproduttivo geneticamente modificato.

“L’approvazione di questa normativa rappresenta un arretramento sul piano della trasparenza e delle garanzie per agricoltori e consumatori”, hanno dichiarato Maria Grazia Mammuccini (nella foto sopra), presidente di FederBio, e Nicoletta Maffini, presidente di AssoBio. “Restano irrisolte questioni fondamentali come la tracciabilità lungo la filiera, l’etichettatura dei prodotti destinati ai consumatori e la disponibilità di metodi affidabili di identificazione e rilevamento. Senza questi strumenti sarà sempre più difficile garantire la separazione tra filiere OGM e non OGM, con conseguenze particolarmente gravi per il settore biologico”.
Particolarmente preoccupante, secondo FederBio e AssoBio, è il mancato rafforzamento delle misure di tutela contro gli effetti dei brevetti sulle risorse genetiche e sulle sementi. “L’Europa non può permettersi di mettere a rischio la propria sovranità alimentare e sementiera”, hanno proseguito Mammuccini e Maffini. “La biodiversità agricola rappresenta una risorsa strategica per affrontare le sfide future. Per questo continueremo a chiedere una chiara limitazione dell’ambito dei brevetti, affinché non possano estendersi a caratteristiche presenti in natura o ottenute attraverso processi convenzionali di selezione. È necessario tutelare il lavoro degli agricoltori e delle centinaia di piccole e medie imprese sementiere che costituiscono l’ossatura del settore italiano ed europeo”.
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