il dato preliminare di maggio


Su base mensile i prezzi al consumo hanno registrato un aumento dello 0,4%. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato un incremento del 3,2%


16 Giugno 2026 alle 11:37





In questa pagina le letture, mese per mese, dell’inflazione italiana (l’indice dei prezzi al consumo) nel 2026. Con la specifica se la lettura è provvisoria o definitiva.

INFLAZIONE ITALIA, IL DATO FINALE DI MAGGIO 2026

L’Istat ha comunicato che nel mese di maggio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) ha registrato un aumento dello 0,4% su base mensile e un incremento del 3,2% su base annua (dal +2,7% del mese precedente); i dati hanno confermato la stima preliminare.

Secondo quanto indicato dall’Istat, l’andamento dell’inflazione risente principalmente dell’incremento dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da +9,6% a +12,5%), di quelli regolamentati (da +5,3% a +5,6%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6% a +3,0%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è salita da 1,6% a 1,7%, mentre quella dei soli beni energetici è passata dall’1,9% al 2,1%.

l tasso di inflazione acquisito per il 2026 è pari a +2,6% per l’indice generale.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato un aumento dello 0,3% su base mensile e una crescita del 3,2% su base annua (dal +2,8% del mese precedente); la stima preliminare era +3,3%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (con esclusione dei tabacchi) – il saggio su cui si basa la rivalutazione delle cedole e del capitale dei Btp Italia – ha registrato un incremento dello 0,3% su base mensile e un aumento del 3% rispetto a maggio 2025.

INFLAZIONE ITALIA, IL GRAFICO

Nel grafico (fonte comunicato ISTAT – elaborazione SoldiOnline) l’evoluzione dell’inflazione italiana dal 2022 ad oggi:

INFLAZIONE ITALIA, IL DATO FINALE DI APRILE 2026

L’Istat ha comunicato che nel mese di aprile 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) ha registrato un aumento dell’1,1% su base mensile e un incremento del 2,7% su base annua (dal +1,7% del mese precedente); la stima preliminare era +2,8%.

Secondo quanto indicato dall’Istat, l’andamento dell’inflazione risente principalmente della risalita dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da -2,0% a +9,6%), di quelli regolamentati (da -1,6% a +5,3%) e dell’accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +4,7% a +5,9%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è scesa da 1,9% a 1,6%, mentre quella dei soli beni energetici è è passata dal 2,1% all’1,9%.

l tasso di inflazione acquisito ad aprile è pari a +2,3% per l’indice generale.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato un aumento dell’1,6% su base mensile (per la fine dei saldi stagionali) e una crescita del 2,8% su base annua (dal +1,6% del mese precedente); la stima preliminare era +2,9%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (con esclusione dei tabacchi) – il saggio su cui si basa la rivalutazione delle cedole e del capitale dei Btp Italia – ha registrato un incremento dell‘1% su base mensile e un aumento del 2,6% rispetto ad aprile 2025.

INFLAZIONE ITALIA, IL DATO FINALE DI MARZO 2026

L’Istat ha comunicato che nel mese di marzo 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) ha registrato un aumento dello 0,5% su base mensile e un incremento dell’1,7% su base annua (dal +1,5% del mese precedente); i dati hanno confermato la stima preliminare.

Secondo quanto indicato dall’Istat, l’andamento dell’inflazione risente prevalentemente della risalita dei prezzi degli Energetici – regolamentati (da -11,6% a -1,6%) e non (da -6,2% a -2%) – e dell’accelerazione di quelli degli alimentari non lavorati (da +3,7% a +4,7%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è scesa da 2,4% a 1,9%, mentre quella dei soli beni energetici è è passata dal 2,5% al 2,1%.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato un aumento dell’1,7% su base mensile (per la fine dei saldi stagionali) e una crescita dell’1,6% su base annua (dal +1,5% del mese precedente); la stima preliminare era +1,5%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (con esclusione dei tabacchi) – il saggio su cui si basa la rivalutazione delle cedole e del capitale dei Btp Italia – ha registrato un incremento dello 0,6% su base mensile e un aumento dell’1,5% rispetto a marzo 2025.

INFLAZIONE ITALIA, IL DATO FINALE DI FEBBRAIO 2026

L’Istat ha comunicato che nel mese di febbraio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) ha registrato un aumento dello 0,7% su base mensile e un incremento dell’1,5% su base annua (dal +1% del mese precedente); la stima preliminare era +1,6%.

Secondo quanto indicato dall’Istat, l’accelerazione dell’inflazione è dovuta principalmente alla dinamica tendenziale dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +0,7% a +2,9%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +4,9%) e degli alimentari non lavorati (da +2,5% a +3,7%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è salita da 1,7% a 2,4%, mentre quella dei soli beni energetici è è passata dall’1,9% al 2,5%.

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +1,1% sia per l’indice generale sia per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato un aumento dello 0,5% su base mensile e una crescita dell’1,5% su base annua (dal +1% del mese precedente); la stima preliminare era +1,6%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (con esclusione dei tabacchi) – il saggio su cui si basa la rivalutazione delle cedole e del capitale dei Btp Italia – ha registrato un incremento dello 0,5% su base mensile e un aumento dell’1,1% rispetto a febbraio 2025.

INFLAZIONE ITALIA, IL DATO FINALE DI GENNAIO 2026

L’Istat ha comunicato che nel mese di gennaio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) ha registrato un aumento dello 0,4% su base mensile e un incremento dell’1% su base annua (dal +1,2% del mese precedente); i due dati hanno confermato l’indicazione preliminare.

Secondo quanto indicato dall’Istat, il sostegno all’inflazione si deve prevalentemente alla dinamica dei prezzi dei Beni alimentari, non lavorati (+2,5%) e lavorati (+1,9%), a quella dei prezzi dei Servizi relativi all’abitazione (+4,4%), dei Tabacchi (+3,3%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è pari all’1,7%, mentre quella dei soli beni energetici è rimasta ferma all’1,9%.

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +0,4% sia per l’indice generale (a dicembre era nulla) che per la componente di fondo (+0,2% a dicembre).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato una diminuzione dell’1% su base mensile (per effetto dell’avvio dei saldi invernali di abbigliamento e calzature, non considerati per l’indice NIC) e una crescita dell’1,0% su base annua (dal +1,2% del mese precedente); anche un questo caso i due dati hanno confermato l’indicazione preliminare.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (con esclusione dei tabacchi) – il saggio su cui si basa la rivalutazione delle cedole e del capitale dei Btp Italia – ha registrato un incremento dello 0,3% su base mensile e un aumento dello 0,8% rispetto a gennaio 2025.

LEGGI ANCHE: L’andamento dell’inflazione in Italia nel 2025

COS’E’ L’INFLAZIONE

inflazione_8Il tasso di inflazione misura l’aumento continuo e generalizzato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi. Tale incremento genera una diminuzione del potere d’acquisto della moneta. In altre parole, in presenza di inflazione, con una determinata quantità di moneta si potranno acquistare, nel tempo, una quantità sempre minore di beni e servizi.

Ma come si misura l’inflazione? Si calcola mensilmente il valore di un insieme prefissato di beni e servizi, il cosiddetto “paniere”, e se ne misura la variazione.

L’ISTAT, che nel nostro paese si occupa di diffondere i dati sull’inflazione, pubblica diverse versioni del dato:

  • NIC (indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività), che misura l’inflazione nazionale,
  • IPCA (indice armonizzato dei prezzi al consumo), usato per comparare i dati con gli altri paesi dell’UE,
  • FOI (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati), utilizzato nella versione senza tabacchi per le rivalutazioni monetarie.

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