Recensione Noctua NL-LC1-36: l’AIO perfetto per chi ama il silenzio


Ci sono pochi marchi nel mondo dell’hardware che godono della reputazione di Noctua. Per oltre vent’anni l’azienda austriaca ha costruito la propria immagine attorno a un’idea precisa: dissipatori ad aria silenziosi, costruiti con cura maniacale e supportati nel tempo come pochi altri. Proprio per questo l’arrivo del NL-LC1, il primo raffreddamento a liquido all-in-one della casa, è uno di quegli eventi che il pubblico enthusiast attendeva da anni, alimentando aspettative altissime.

La serie si articola in tre modelli che condividono la stessa base tecnica e si differenziano per dimensione del radiatore e configurazione delle ventole: NL-LC1-24 (240mm), NL-LC1-36 (360mm) e NL-LC1-42 (420mm). In questa recensione mi concentro sul NL-LC1-36, il modello da 360mm, quello che con ogni probabilità rappresenterà il punto di equilibrio tra prestazioni, compatibilità e prezzo per la maggior parte degli utenti, e che Noctua stessa posiziona come taglia di riferimento della gamma.

Va chiarito subito un punto, perché è importante per inquadrare il prodotto: Noctua non ha sviluppato una pompa proprietaria. Il NL-LC1-36 nasce sulla piattaforma Asetek Emma V2, l’attuale soluzione di punta del produttore danese. Quello che Noctua porta in dote è il proprio know-how nelle aree dove storicamente è più forte: le ventole, il sistema di fissaggio, la pasta termica e soprattutto un approccio inedito all’acustica della pompa. Con un prezzo di listino di 249,90 euro, il NL-LC1-36 si colloca senza esitazioni nella fascia premium del mercato, dove dovrà giustificare la cifra non tanto sui numeri grezzi di raffreddamento quanto sull’esperienza complessiva. Vediamo se ci riesce.

Recensione in un minuto

Il NL-LC1-36 è il primo AIO da 360mm di Noctua, costruito sulla piattaforma flagship Asetek Emma V2 e impreziosito da ciò in cui l’azienda è maestra: tre ventole NF-A12x25 G2 sfasate per evitare ronzii, il silenziatore di pompa NL-PNA1 (fonoassorbenza a tre strati più smorzatore a massa accordata) che taglia 1–4 dB(A) e sposta il suono verso frequenze meno fastidiose, e il fissaggio SecuFirm2+ con bar offset che recupera fino a diversi gradi rispetto al montaggio stock. Uno switch fisico offre tre modalità per la pompa (quiet/balanced/manual): la quiet basta quasi sempre, la manual serve solo su CPU oltre i 300W.

Nei test offre prestazioni in linea con altre soluzioni top presenti sul mercato, ma è il più silenzioso di tutti, a volte anche di parecchio. Il prezzo di 249 € non è basso, ma è in linea con quello degli altri prodotti Noctua e chi tiene in forte considerazione la rumorosità del sistema sarà di certo disposto a pagarlo.

Com’è fatto

Come anticipato il cuore del NL-LC1-36 è la piattaforma Asetek Emma V2, soluzione di fascia più alta rispetto alla più recente Ingrid, destinata invece al segmento mainstream. L’elemento più caratterizzante è però il NL-PNA1, il silenziatore di pompa che Noctua presenta come il primo del suo genere su un AIO. Funziona in due modi: da un lato una struttura fonoassorbente a tre strati, composta da uno strato morbido a celle aperte per le alte frequenze, una densa barriera di massa centrale per le basse e un secondo strato a celle aperte per il rumore residuo. Dall’altro un tuned-mass damper: schiuma e montaggio flottante in silicone fungono da molle, mentre barriera di massa e guscio rigido fanno da nodi di massa che contrastano il movimento della pompa, riducendo le vibrazioni strutturali. Il risultato, secondo Noctua, è un calo di 1-4 dB(A) rispetto alla pompa scoperta. Ma il numero racconta metà della storia: l’azienda sottolinea che il NL-PNA1 sposta la firma acustica verso le frequenze basse, percepite come meno fastidiose, e questo cambio di timbro resta avvertibile anche quando la riduzione in dB è minima.

Sul radiatore da 360mm lavorano tre NF-A12x25 G2, le ventole flagship da 120mm di Noctua. Per evitare ronzii e vibrazioni da frequenze di battimento, le tre unità sono sfalsate in velocità secondo uno schema PPA/PPB/PPA (+50 e -50 rpm). Intelligente anche la scelta del profilo slim: radiatore da 30mm e ventole standard da 25mm per un’altezza totale di 59mm, a tutto vantaggio della compatibilità, con un’alta densità di alette a recuperare superficie di scambio.

La pompa si gestisce con uno switch fisico a tre modalità, senza obbligo di software: la quiet preimpostata la tiene pressoché inudibile (750-2100 rpm), la balanced aggiunge margine (750-2600 rpm), la manual apre l’intero range (750-3400 rpm). Completano il quadro un auto-spurgo dell’aria che all’avvio porta la pompa ad alti regimi per 50 secondi e un sensore di temperatura del liquido che alza i giri automaticamente oltre i 45°C.

Il fissaggio è il collaudato SecuFirm2+, con supporto AMD AM5/AM4 e Intel LGA1851/1700, kit gratuiti su richiesta per socket più datati e barre di montaggio con offset per AM5 e LGA1851, che spostano il dissipatore verso l’hotspot della CPU. In dotazione non manca davvero nulla: pasta termina NT-H2, thermal paste guard NA-TPG1 per i chip AMD AM5, splitter, prolunga, cacciavite Torx, salvietta e badge metallico per il case. A chiudere, 6 anni di garanzia e un controllo acustico finale su ogni unità. Resta opzionale la ventola ausiliaria NL-ACF1 (19,90 €), che si aggancia magneticamente sulla pompa e serve a raffreddare attivamente la zona di VRM, RAM e SSD.

Installazione

L’installazione è semplice, complici anche le ottime istruzioni fornite da Noctua. Ho usato una piattaforma AMD, su cui è stato sufficiente rimuovere il bracket di fabbrica, avvitare le barre fornite da Noctua (visto che uso un Ryzen 7 9800X3D ho usato i fori dell’offset, come da manuale) e successivamente fissare la pompa con il cacciavite in dotazione. 

Le tre ventole non sono premontate sul radiatore, ma il collegamento è semplicissimo e in confezione ci sono tutte le viti di cui avete bisogno. Una volta assemblato il tutto, non dovete far altro che collegare il 4 pin PWM che esce dalla pompa all’header AIO_PUMP della vostra scheda madre, mentre le tre NF-A12x25 G2 possono essere collegate al CPU_FAN sfruttando lo splitter 3-1 incluso in confezione. 

Una nota pratica: per la massima fluidità della pompa, Noctua raccomanda un rodaggio di circa 60 minuti con il radiatore in piano e la pompa sporgente dal bordo del tavolo, così da spurgare le bolle accumulate durante il trasporto.

Prestazioni

Per valutare le prestazioni del primo AIO Noctua l’ho installato su una piattaforma di test equipaggiata con processore AMD Ryzen 7 9800X3D abbinato a una RTX 5080 e l’ho confrontato con due rivali di assoluto livello, Phanteks Glacier One 360 M25 G2 (disponibile a 149 €) e il Corsair iCUE Link Titan 360 RX LCD (disponibile a 249 €). Ho valutato quattro scenari: idle, gaming (F1 25 in 2160p), rendering (Cinebench R24 multi-thread) e stress estremo (OCCT), misurando temperatura media e rumorosità. Prima di passare ai grafici, che vi lascio qui sotto, preciso che i valori di rumorosità non sono stati misurati in una camera anecoica, ma servono per darvi un’idea di quale è più silenzioso. 

Sulle temperature i tre dissipatori sono di fatto equivalenti: a riposo segnano tutti 41°C; in F1 25 il NL-LC1-36 è il più fresco insieme al Corsair (50°C, 51 il Phanteks); nei carichi pesanti cede una manciata di gradi, con 69°C in Cinebench (68 il Phanteks) e 82°C in OCCT (80 il Phanteks, 81 il Corsair). Scarti di 1-2°C, di fatto ininfluenti nell’uso reale.

La differenza vera la fa il rumore, ed è qui che l’azienda austriaca dimostra tutto il suo know-how maturato negli anni: in ogni singolo test il Noctua è il più silenzioso dei tre, spesso con ampio margine. A riposo 25 dB contro i 29 del Corsair e i 31 del Phanteks; in gaming 27 dB contro i 33 di entrambi i rivali; in Cinebench 26 dB contro i 32 del Corsair e i 38 del Phanteks; in OCCT 31 dB contro 35 e 43. Parliamo di vantaggi che vanno dai 4 ai 12 dB: considerando che una riduzione di circa 10 dB viene percepita come un dimezzamento del volume, il NL-LC1-36 tiene le stesse temperature dei concorrenti facendosi sentire molto meno

Le tre modalità della pompa incidono soprattutto sul rumore (≈6,5 / 12,8 / 18,3 dB(A) per quiet/balanced/manual), mentre il guadagno termico della modalità manual si fa sentire solo sui carichi estremi e con CPU ben più energivore del nostro 9800X3D. I test che avete visto sopra sono stati eseguiti in modalità quiet, ma anche selezionando le altre due non si hanno grandi guadagni e anzi, in alcuni casi le temperatura rimangono le stesse, ma con un lieve peggioramento della rumorosità (ad esempio, in modalità balanced in F1 la CPU arriva sempre a 50°C, ma il rumore sale a 29dB).

Un altro vantaggio da non sottovalutare riguarda il mounting SecuFirm2+, che recupera da 1 fino a quasi 5°C rispetto al montaggio stock dell’Emma V2, e il montaggio offset aggiunge altri 2-4°C sui processori più difficili da gestire: sono dettagli che fanno la differenza e permettono di avere un prodotto finale che ha ottime prestazioni, senza dover aumentare al massimo i giri (e rimanendo quindi più silenzioso).

Ho fatto dei test anche installando la ventola ausiliaria NL-ACF1. Questa non incide direttamente sulle temperature dei benchmark e, a dire il vero, nemmeno sulla rumorosità, che rimane praticamente identica, ma è estremamente utile in una build completa: con le ventole del case spente, riesce ad abbattere la temperatura dei VRM di oltre 12 gradi (il delta passa da 31,5°C a 19°C) e mantiene il vantaggio anche con le ventole al 40%. L’utilità di questo accessorio non è tanto quella di raffreddare componenti che spesso non ne hanno bisogno, ma poter abbassare i giri delle ventole del case (e quindi il rumore) mantenendo i VRM alle stesse temperature. 

Verdetto

Il NL-LC1-36 è esattamente il prodotto che ci si aspetta che Noctua faccia al suo debutto nel liquido: non un tentativo di stupire con numeri record, ma un prodotto che si concentra soprattutto sulla silenziosità, operando comunque ai vertici della categoria. Non avendo sviluppato una pompa propria, l’azienda ha preso la migliore base disponibile e ci ha costruito attorno tutto ciò che sa fare meglio. Il risultato è un AIO che eccelle là dove Noctua ha sempre eccelso: silenziosità, qualità costruttiva, attenzione ai dettagli (lo sfasamento delle ventole, il sensore di temperatura del liquido, il montaggio offset) e un livello di supporto (sei anni di garanzia, kit per socket vecchi e futuri) che pochi possono eguagliare. Per questi motivi, conferiamo al Noctua NL-LC1-36 il nostro Award.

In termini di rapporto qualità/prezzo, il Phanteks a 149 € è l’acquisto più razionale per chi guarda al portafoglio: raffredda quanto gli altri due (o meglio, negli stress test più spinti) e costa 100 euro in meno, al prezzo di una rumorosità nettamente superiore. Il Corsair, allo stesso identico prezzo del Noctua, aggiunge un display LCD e la praticità dell’ecosistema iCUE Link, ma è anch’esso più rumoroso, dai 4 agli 8 dB nei miei test. A parità di spesa, l’AIO di Noctua è la scelta giusta per chi pensa che la silenziosità sia importanti tanto quanto le prestazioni.

Chi dovrebbe comprarlo? L’utente che mette il silenzio e la tranquillità d’uso in cima alla lista delle priorità, e che è disposto a pagare un sovrapprezzo per la fiducia che il marchio si è guadagnato sul lungo periodo. Chi invece cerca il massimo delle prestazioni assolute per ogni euro speso, o desidera display LCD e illuminazione RGB, troverà altrove proposte più interessanti e, in certi casi, anche più economiche. 


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 Marco Pedrani

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