Chi lavora con un’invalidità riconosciuta superiore al 74% ha diritto, su richiesta, a due mesi di contributi figurativi per ogni anno di servizio, fino a un massimo di cinque anni. In pratica ogni anno di lavoro vale quattordici mesi per arrivare alla pensione. Lo prevede dal 2002 l’articolo 80, comma 3, della legge 388/2000, e vale per i dipendenti pubblici, quindi anche per docenti e personale ATA, e per quelli privati. Molti non la chiedono perché non sanno di averne diritto. Per chi vuole lasciare la scuola dal 1° settembre 2027 c’è anche una scadenza vicina: la domanda di cessazione si presenta entro il 21 ottobre.
Punti chiave
- Spetta ai lavoratori con invalidità superiore al 74%, ai sordi e agli invalidi delle prime quattro categorie della tabella A delle pensioni di guerra.
- Ogni anno di servizio svolto con il requisito sanitario vale due mesi in più, fino a 60 mesi, cioè 5 anni.
- Conta per raggiungere il diritto alla pensione e nell’anzianità contributiva, non come contributo versato: non aumenta la quota calcolata con il sistema contributivo.
- Si chiede online all’INPS. Docenti e ATA, iscritti alla gestione ex INPDAP, allegano anche la domanda presentata al datore di lavoro.
Chi ne ha diritto
La scheda dell’INPS Benefici in favore dei lavoratori sordomuti e invalidi indica tre categorie di beneficiari:
- lavoratori sordi (legge 381/1970);
- lavoratori con invalidità riconosciuta, per qualsiasi causa, superiore al 74%, quindi dal 75% in su;
- lavoratori con invalidità rientrante nelle prime quattro categorie della tabella A del testo unico sulle pensioni di guerra.
La legge parla di invalidi «per qualsiasi causa»: conta la percentuale riconosciuta, non l’origine dell’invalidità.
Quanto vale: due mesi per ogni anno
Per ogni anno di servizio effettivamente svolto si aggiungono due mesi di contribuzione figurativa. Per le frazioni di anno la maggiorazione è di un sesto, proporzionale alle settimane lavorate. Il tetto è di cinque anni, cioè 60 mesi, e si raggiunge con 30 anni di servizio svolti con il requisito sanitario.
| Anni di servizio con invalidità oltre il 74% | Maggiorazione |
|---|---|
| 6 | 12 mesi (1 anno) |
| 12 | 24 mesi (2 anni) |
| 18 | 36 mesi (3 anni) |
| 24 | 48 mesi (4 anni) |
| 30 o più | 60 mesi (5 anni, il massimo) |
Contano solo gli anni in cui si aveva già l’invalidità richiesta, anche se precedenti al 2002, e solo quelli di lavoro effettivo. L’INPS esclude i periodi coperti da contribuzione volontaria, figurativa o da riscatto non legato a un’attività lavorativa. Il riscatto della laurea, per esempio, non dà diritto ai due mesi.
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Cosa cambia per la pensione, e cosa no
La legge dice che i due mesi valgono «ai soli fini del diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva». Servono quindi soprattutto a uscire prima. La scheda INPS precisa tre effetti pratici:
- non è un accredito di contributi sulla posizione assicurativa: nell’estratto conto non compaiono;
- non conta nel calcolo della quota contributiva, né della pensione interamente contributiva;
- conta invece nel calcolo delle quote retributive, quindi può avere un effetto sull’importo per chi ha anni di servizio prima del 1996.
Viene attribuita quando si liquida la pensione, insieme alla domanda di pensione.
Un esempio. Per lasciare la scuola dal 1° settembre 2027 con la pensione anticipata servono 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne, maturati entro il 31 dicembre 2027 (nota del Ministero 24818/2026). Una docente con invalidità all’80% da 20 anni ha diritto a 40 mesi di maggiorazione, cioè 3 anni e 4 mesi. Se ha 38 anni e 7 mesi di contributi effettivi, con la maggiorazione arriva a 41 anni e 11 mesi e raggiunge il requisito.
Sui requisiti del 2027 e sulle scadenze c’è la nostra guida alle pensioni scuola 2027 per docenti e ATA.
Come si chiede
La domanda si presenta esclusivamente online all’INPS, con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato. Vanno allegati:
- la documentazione sanitaria che attesta il requisito, cioè il verbale di invalidità con la percentuale e la data di decorrenza;
- per gli iscritti alla gestione dipendenti pubblici ex INPDAP, quindi docenti e ATA di ruolo, la domanda di riconoscimento presentata al datore di lavoro per il periodo di servizio in continuità.
Per il personale della scuola il riferimento è la segreteria dell’istituzione scolastica di servizio: conviene chiedere in segreteria come trasmettere la richiesta e farsi rilasciare la ricevuta da allegare alla domanda INPS.
Chi esce nel 2027: attenzione al 21 ottobre
Chi raggiunge i requisiti per il 1° settembre 2027 solo grazie alla maggiorazione deve comunque presentare la domanda di cessazione dal servizio su POLIS entro mercoledì 21 ottobre 2026, come tutti gli altri. La maggiorazione si somma ai contributi quando l’INPS liquida la pensione. Per l’anticipata, chi non presenta la cessazione in tempo resta in servizio un altro anno. Le istruzioni sono nella guida sulle domande di pensione scuola 2027.
Prima di presentare la cessazione conviene verificare con la segreteria o con un patronato che la maggiorazione sia stata chiesta e documentata. Un requisito raggiunto “sulla carta” ma non riconosciuto in tempo è il caso peggiore, perché la cessazione rischia di arrivare senza pensione.
Vuoi verificare se nel 2027 o nel 2028 hai i requisiti?
Il nostro foglio Excel confronta età e contributi con i requisiti fissati dal Ministero per il 2027 e il 2028: vecchiaia, anticipata, permanenza d’ufficio. È una stima sui requisiti, non sull’importo della pensione. Non calcola da solo la maggiorazione per invalidità: chi ne ha diritto può sommare i mesi spettanti ai contributi che inserisce.
Domande frequenti
La maggiorazione aumenta l’importo della pensione?
Non nel calcolo contributivo: la scheda INPS precisa che non è rilevante per la quota contributiva né per la pensione calcolata interamente con il contributivo. È invece utile per le quote retributive, che riguardano gli anni di servizio prima del 1996.
Vale anche per gli anni prima di avere l’invalidità?
No. Contano solo i periodi di lavoro svolti quando il requisito sanitario c’era già, anche se precedenti al 1° gennaio 2002.
Vale per la pensione di vecchiaia?
La legge la riconosce ai fini del diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva, quindi aiuta anche a raggiungere i 20 anni minimi per la vecchiaia. Il requisito di età resta quello ordinario.
Che documento sanitario serve?
La scheda INPS chiede la documentazione sanitaria che attesta i requisiti di legge. Di solito è il verbale di invalidità, che riporta la percentuale e la data da cui decorre: da lì si capisce anche da quale anno contano i due mesi.
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