di Francesca Marsili
«È come se avessimo l’ultima Ferrari nelle nostre mani». Con questa immagine Josephine Staine, direttrice della Cardiologia dell’ospedale di Camerino, ha accolto il nuovo ecografo di ultima generazione donato al reparto dall’associazione IoNonCrollo, grazie al finanziamento dell’imprenditore Nicola “Lino” Rossi, di Sefro, e della sua famiglia.
Da sinistra: Josephine Staine, direttrice della Cardiologia di Camerino. Seduti in prima fila: l’arcivescovo di Camerino Francesco Massara e Lino Rossi. Dietro il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Silvia Luconi
Immagini ad altissima definizione, acquisizioni e ricostruzioni multiplanari in 3d e intelligenza artificiale a supporto della diagnosi. «Uno strumento che – ha spiegato la primaria Staine – avvicina l’ecocardiografia a tecniche meno dipendenti dall’operatore, come la risonanza magnetica». Un salto di qualità che riguarda pazienti valvolari, ischemici e con scompenso cardiaco, ma che si fa sentire soprattutto nella cardio-oncologia, che la dottoressa definisce «il nostro gioiellino». Grazie al software di analisi dello strain, il reparto potrà individuare in fase precocissima, quasi microscopica, i danni al cuore provocati dalla chemioterapia.
Da sinistra: l’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, il sindaco Roberto Lucarelli, il presidente della Regione Francesco Acquaroli e il direttore dell’Ast di Macerata Alessandro Marini
«Riusciamo a identificare la cardiotossicità prima che il danno diventi manifesto e costringa a interrompere la terapia – ha spiegato Staine – e possiamo intervenire con trattamenti cardioprotettivi, così che il paziente oncologico possa portare a termine tutto il suo percorso di cura».
L’ecografo donato
In sala, accanto alle autorità, tanti medici, infermieri e operatori del presidio camerte e numerosi esponenti della politica regionale, a testimoniare quanto questo ospedale sia tornato al centro dell’attenzione del territorio. Lo strumento entra subito nella quotidianità del reparto: «Il nostro fonendoscopio ormai è l’ecografo – ha detto la primaria – non c’è paziente che esca dai nostri ambulatori senza un esame ecocardiografico».
Parole di gratitudine, prima ancora che di tecnica, quelle usate da Staine: «La gentilezza non è un semplice atto, è uno stile di vita e un modo di stare al mondo – ha detto a nome dell’Unità operativa -. È un gesto di grande generosità e lungimiranza, il cui valore supera la dimensione economica e tecnologica: un investimento concreto per la salute della comunità». Un dono al quale, ha promesso, i medici risponderanno «con formazione, rigore scientifico e dedizione quotidiana, perché ogni progresso tecnologico si traduca in un beneficio reale per il paziente. La tecnologia esprime il proprio potenziale solo attraverso la competenza, la responsabilità e l’umanità di chi la utilizza».
Lino Rossi
Visibilmente emozionato, Lino Rossi ha ripercorso la storia recente dell’ospedale. «Se torniamo indietro di qualche anno, l’ospedale di Camerino era chiuso e tutti andavano via – ha ricordato -. Anno dopo anno è migliorato. Oggi abbiamo un presidio con tutti i reparti, con medici e professori che hanno dato una svolta vera. Io che vivo nell’entroterra, e ho tanti dipendenti di questa terra, lo sento dire dalle persone». Poi il senso del dono. «La cardiologia cresce velocemente – ha detto Rossi – e abbiamo voluto garantire uno strumento davvero all’avanguardia. La dottoressa lo usa dalle otto del mattino alle sei di sera e riesce a fare una diagnosi immediata e precisa». Con un gesto delicato, l’imprenditore ha consegnato una targa al presidente della Regione Francesco Acquaroli, come ringraziamento personale per l’impegno che ha messo nel «salvare l’ospedale».
La donazione della targa da parte di Lino Rossi al presidente Francesco Acquaroli. Al centro Alessandro Marini
«Un dono per me molto significativo, che mi ha fatto un grande piacere e una grande emozione» ha commentato Acquaroli, particolarmente colpito dal gesto di Rossi. Per il governatore la donazione è «un tassello della ricostruzione della sanità», tanto più importante perché arriva nell’entroterra. «Non c’è nulla di periferico quando si tratta di salute, diritti e sviluppo – ha detto -. Una regione che lascia indietro un territorio non può esistere». Infine il ringraziamento alla famiglia Rossi. «Lo fate perché avete senso di responsabilità e una coscienza che non è comune. Con le vostre donazioni e con la resilienza contribuite alla sopravvivenza di questo territorio. Non bisogna mai dare nulla per scontato» ha concluso Acquaroli.
La targa della donazione
Una mattinata intensa per Camerino che ha visto anche la riapertura della Rocca Varano dopo dieci anni dal sisma. «Ancora una volta la famiglia Rossi, insieme all’associazione IoNonCrollo, ha voluto lasciare un segno importante – ha sottolineato il sindaco Roberto Lucarelli -, manifestando l’attaccamento a questo ospedale e ai nostri magnifici medici. Queste donazioni fanno bene al territorio e alla città. I professionisti che abbiamo la fortuna di avere sono eccezionali, prima di tutto sul piano umano e poi su quello professionale. Posso parlare a nome di tutti i sindaci: è un grandissimo grazie».
La benedizione dell’arcivescovo Massara
«Per me è un privilegio e un onore essere qui» ha esordito il direttore generale dell’Ast Macerata Alessandro Marini, ricordando come la struttura, dopo la destinazione ricevuta nel periodo Covid, abbia conosciuto un ritorno alla normalità che pochi avrebbero previsto, anche grazie all’impegno della direttrice sanitaria Daniela Corsi. «Qui ci sono colleghi di alto profilo e di grande umanità, e non è scontato: nelle aree periferiche spesso c’è resistenza a venire a operare». Quanto alla famiglia Rossi, «non è la prima volta che dimostra questa vicinanza. È l’ulteriore attestazione che da soli non si fa nulla e che, quando c’è un contesto sociale così attento, abbiamo un futuro. È un vero investimento sociale sul territorio» ha concluso Marini.
L’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro ha anticipato le critiche di chi leggerà nel dono «il privato che aiuta il pubblico perché il pubblico non ci arriva. Io sono onorato del sostegno di un privato che alza la mano e dice: io ci sono, sono parte di questo percorso – ha detto Calcinaro -. Senza un principio di sussidiarietà ci troveremmo tra steccati e contrapposizioni. Certo, serve un pubblico che indichi la strada, perché un privato voglia percorrerla». E ha fissato un traguardo. «Vorremmo che questo percorso continuasse, anche con l’obiettivo di riaprire la degenza qui in Cardiologia». Un passo sostenuto, ha ricordato, dal recente rafforzamento della pianta organica e dal prossimo concorso annunciato dal direttore Marini. Poi un aneddoto: arrivando all’ospedale, l’assessore si è sentito chiamare da una coppia di fermani, venuti a Camerino perché la moglie doveva essere operata in una struttura indicata come riferimento. «Ogni reparto che cresce, cresce per tutta la regione – ha concluso Calcinaro -. Sette aziende in una regione di un milione e mezzo di abitanti devono parlare una sola lingua. La perfezione in sanità non esiste, ma dobbiamo essere orgogliosi della qualità e della passione dei nostri medici e sanitari».
L’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro
Toccante la testimonianza dell’arcivescovo Francesco Massara. «Viviamo in un territorio dove l’assistenza sanitaria è fondamentale e dove ci sono tanti anziani – ha detto -. Ve lo dico per esperienza personale: la settimana scorsa ero qui con mio papà, ricoverato per un problema di cuore. Ho visto l’accoglienza e la professionalità dei medici. Se hanno anche una strumentazione moderna, possono aiutarci ancora di più. Questi gesti di generosità sono una bella risposta, anche alle tante carenze che i nostri anziani vivono ogni giorno». Al termine del suo intervento, Massara ha benedetto il nuovo macchinario.
In sala anche Daniele Sparvoli, ceo della ditta Colma di Tolentino, che ha fornito l’importante tecnologia e formato tecnicamente il personale sanitario della Cardiologia camerte. «È gratificante essere l’anello di congiunzione tra innovazione medica ed esigenze sanitarie del territorio in cui si ha sede» ha detto.
Il commissario straordinario alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli e Silvia Luconi, sottosegretario alla Giunta regionale
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