Roma, 12 giugno 2026 – Man mano che passano le ore, e i giorni, aumenta la preoccupazione per Alisya e Sarah Di Giacinto, le sorelle di 16 anni e 12 anni, originarie di Minturno, scomparse sabato notte dalla Comunità educativa ‘Ofh Hope’ di Civitella Alfedena, (L’Aquila) dove erano ospiti dal 2024, e si intensifica il sospetto che le due ragazzine non abbiano fatto tutto da sole. Un allontanamento che, secondo l’associazione Penelope Abruzzo, resta avvolta nel mistero. Nessuna traccia, nessun indizio, nessun fotogramma delle telecamere di sorveglianza che le abbia immortalate. Un piano che sembrerebbe perfetto e che, a distanza di giorni, appare studiato fin nei minimi particolari: l’allontanamento con abiti anonimi e senza cellulari per evitare di essere identificabili e rintracciabili. Difficile pensare che le due minorenni abbiano fatto tutto da sole. E qui sta il giallo: chi può averle aiutate e perché?
Le ricerche
Dopo 5 giorni di ricerche, anche con l’impiego di cani da mantrailing, specializzati nel rintracciare persone a partire dal loro odore, ancora nessuna traccia delle due minorenni. L’unica segnalazione di un possibile avvistamento, giunta ieri, non ha trovato riscontro da parte delle forze dell’ordine. Le ricerche sono state attivate dalla Prefettura e si estendono su tutto il territorio nazionale, anche se l’attenzione degli investigatori resta concentrata anche sulle aree del Basso Lazio, tra Minturno, Scauri e Fondi, località da cui provengono le due ragazze, nella speranza di individuare elementi utili al loro ritrovamento.
Eseguita una serie di perquisizioni anche all’interno della casa famiglia, risultata sprovvista di sistemi di videosorveglianza e allarme. Ispezionata a lungo la stanza occupata dalle due sorelle, così come gli spazi comuni.
L’attenzione degli investigatori si è concentrata inoltre sul territorio di Cassino, dove le minorenni hanno vissuto in passato, frequentato le scuole e dove potrebbero aver conservato legami affettivi, amicizie e conoscenze. A Minturno sono state effettuate perquisizioni nell’abitazione della madre delle sorelle e negli alloggi degli altri familiari alla ricerca delle ragazze, ma senza esito.
Le sorelle scomparse, Alisya e Sarah Digiacinto (screenshot Chi l’ha visto?)
Il fidanzato di Alisya
Gli investigatori hanno ascoltato il fidanzato di Alisya, anche lui 16enne, che ha risposto a tutte le domande dei militari senza però fornire elementi ritenuti utili alle indagini.
Le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura di Sulmona e del sostituto procuratore Stefano Iafolla che ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per sottrazione di minori, affidando le indagini ai carabinieri della compagnia di Castel di Sangro (L’Aquila).
Il sospetto
Accanto all’attività investigativa crescono anche gli interrogativi rilanciati dall’associazione Penelope Abruzzo, che in queste ore sta seguendo da vicino la famiglia delle due sorelle. La presidente dell’associazione, Alessia Natali, dopo aver incontrato il padre Stefano Di Giacinto, ha espresso dubbi. “È davvero credibile che due ragazze minorenni si siano allontanate da sole da una struttura in piena notte? Come può una struttura essere definita protetta se non riesce a proteggere i propri giovani ospiti? Dove sono Alisya e Sarah? Con chi si trovano? Chi le sta aiutando?” Domande che diventano ancora più pressanti considerando il luogo della scomparsa, nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
“Si presume che la scelta sia stata pianificata. Non sappiamo ovviamente chi possa averle aiutate ad allontanarsi, ma sono certa che ci sia stato il supporto di terzi”, conclude Natali. L’associazione ha rivolto un appello a chiunque possa avere informazioni, anche minime. “Chi sa qualcosa ci contatti anche in forma anonima. Aiutateci a riportarle a casa in sicurezza”, è il messaggio diffuso da Penelope Abruzzo.
I punti che non tornano
Secondo una prima ricostruzione, il personale della struttura non avrebbe trovato le due minori in camera. Le due sorelle si sarebbero allontanate tra le 2 e le 5 del mattino di domenica 7 giugno, passando attraverso una finestra laterale rotta, priva di inferriate. Una modalità ritenuta anomala dagli inquirenti, anche in considerazione dell’ubicazione isolata della casa famiglia, nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e dell’assenza di collegamenti pubblici nelle ore notturne. Restano aperti diversi interrogativi sulla dinamica dell’allontanamento. Gli investigatori stanno valutando tutte le ipotesi, compresa quella di un aiuto esterno. Non si esclude che le due possano essersi dirette verso Frosinone.
Avrebbero lasciato la Comunità educativa senza portare con sé telefoni cellulari e senza particolari segni distintivi che possano agevolarne l’identificazione, circostanze che rendono più complesse le ricerche.
La scomparsa è avvenuta a pochi giorni dalla sentenza del Tribunale di Cassino che aveva revocato la potestà genitoriale alla madre. Il 28 maggio si è tenuta l’udienza definitiva con cui è stata revocata la sospensione della potestà genitoriale al padre, mentre alla madre non è andata per nulla bene. Ora il tutore delle ragazze è il sindaco di Minturno.
Il percorso delle due sorelle nelle comunità era iniziato nel 2023 a Cassino. Poi erano state separate tra Rieti e Civitella Alfedena e, nell’agosto 2024, riunite su disposizione del magistrato proprio nella struttura abruzzese. La ragazza più grande frequenta l’istituto commerciale a Castel di Sangro, mentre la sorella la scuola media di Barrea. Era stato previsto un percorso di rientro graduale in famiglia, ma le minori si sarebbero rifiutate di trasferirsi dal padre. I genitori sono divorziati dal 2021 e la consulenza tecnica d’ufficio aveva evidenziato per entrambi “profili di immaturità” e una “forte conflittualità”.
Gli appelli e l’ultima telefonata di Alisya
Sia il padre Stefano Di Giacinto, sia la madre Valentina D’Acunto, divorziati, hanno presentato denuncia di scomparsa alle stazioni dei carabinieri di Scauri e di Villetta Barrea. Entrambi diffuso appelli e lettere aperte nella speranza di favorire il loro ritrovamento. “Chiedo solo che Alisya e Sarah vengano ritrovate. Chiedo a chiunque sappia qualcosa di fare la cosa giusta, adesso” ha detto la mamma delle sorelline Valentina D’Acunto.
Il padre, Stefano ha mantenuto i contatti con le figlie. “Lui – fa sapere la presidente dell’associazione Penelope – ha sentito la figlia maggiore l’ultima volta il 22 maggio: è lei che l’ha chiamato”.
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