“Sulle strumentalizzazioni relative ai tetti di spesa assegnati alla società SM2 di Policoro per l’erogazione delle prestazioni dialitiche l’Azienda Sanitaria Locale di Matera ritiene opportuno fornire ancora chiarimenti al fine di ristabilire una corretta informazione dei fatti.” E’ la precisazione che l’ASM effettua con una nota che così prosegue “Alla società SM2 è stato assegnato un tetto complessivo per l’anno 2025 pari a euro 840.839,75. Si tratta di un importo superiore di di circa 100mila euro rispetto all’ultimo tetto validamente assegnato, relativo all’anno 2022, pari a euro 762.579,
L’ASM respinge pertanto ogni ricostruzione che non tenga conto degli atti amministrativi e delle pronunce intervenute, ribadendo che tutte le decisioni adottate sono state assunte nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, perseguendo esclusivamente l’interesse pubblico e la corretta programmazione dell’offerta sanitaria regionale. L’ASM sottolinea inoltre la piena capacità del sistema sanitario regionale di garantire l’assistenza a tutti i pazienti che necessitano di trattamenti dialitici sull’intero territorio lucano anche per quei pazienti provenienti da fuori regione che scelgono la costa metapontina per villeggiare. L’obiettivo prioritario del Servizio Sanitario Regionale resta infatti quello di assicurare non prestazioni, ma una presa in carico complessiva del paziente per garantire, oltre le prestazioni, anche esami specialistici, qualora necessari, erogati negli gli ospedali dislocati sul territorio. Solo in questo modo si tutelano gli interessi generali della collettività e non interessi particolari.”
Concetto ribadito anche dall’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico in questa ulteriore sua nota in replica al consigliere regionale Roberto Cifarelli. E scrive: “Non farà difficoltà il consigliere Cifarelli a valutare la correttezza degli atti della Regione e delle Asl relativi a fantomatici fallimenti della programmazione sanitaria regionale e ad inesistenti azzeramenti di fondi per i pazienti di una singola, e ben individuata, struttura privata operante in Regione Basilicata. La Giunta Regionale, con la DGR numero 473 del 2025, nel rispetto del D. Lgs. numero 502 del 1992 e dei limiti di spesa definiti dall’art.14 comma 15 del DL numero 95 del 2012, ha definito per ciascuna Azienda Sanitaria Locale e per gli anni 2025-2026, il budget annuo di spesa per l’acquisto da privato accreditato delle prestazioni di specialistica ambulatoriale da erogare ai cittadini residenti e non residenti in Regione Basilicata. Tale provvedimento, ritenuto pienamente legittimo dal TAR Basilicata con la sentenza numero 80 del 2026, ha rinviato alle ASL la definizione del budget di spesa da assegnare a ciascuna struttura accreditata con il Sistema Sanitario Regionale ed ha stabilito che le Asl sottoscrivano il relativo contratto per l’acquisto delle prestazioni ambulatoriali, ex art.25 legge numero 833 del 1978, con le strutture che operano nel territorio di competenza, indipendentemente dall’ambito di collocazione della sede legale delle stesse e dalla tipologia di struttura. Questo è il caso in cui ricade la società di cui si occupa il consigliere Cifarelli che, per la prima volta, si è vista assegnata un budget di spesa anche dall’Azienda Sanitaria Locale di Matera. Infatti, in data 24 novembre 2025, la Società ha sottoscritto con l’Azienda Sanitaria Locale di Matera un contratto che prevede un tetto annuo residenti pari a 100.000,00 euro. Inoltre, in data 2 aprile 2026, ha sottoscritto con l’Azienda Sanitaria Locale di Potenza un contratto che prevede un tetto annuo residenti pari a 740.839,75 euro, ed un tetto annuo non residenti pari a 8.994 euro. La suddetta Società, fino all’anno 2024, ha sottoscritto il contratto per l’erogazione delle prestazioni dialitiche con la sola Azienda Sanitaria Locale di Potenza ed ai sensi della citata DGR 473/2025, a decorrere dall’anno 2025, la Società ha sottoscritto un contratto anche con l’Azienda Sanitaria Locale di Matera per la sede di Policoro. Il tetto di spesa annuo per i residenti è stato determinato in euro 840.840 a fronte di euro 762.579 del 2022 (confermato dalla giurisprudenza amministrativa) e di euro 836.573 del 2023, annullato dal TAR Basilicata. Il Budget attribuito, per gli anni 2025-2026, alla Società in parola risulta superiore ai budget assegnati alla stessa nel periodo 2019-2024, pertanto non è drasticamente diminuito come, invece falsamente affermato dal soggetto accreditato. In particolare, per quanto riguarda la provincia di Matera, si ribadisce che il budget è passato da zero euro ad euro 100.000. La Regione, inoltre, nei comuni di Potenza e di Policoro in cui insistono i centri della citata Società, garantisce istituzionalmente l’assistenza ai cittadini dializzati, residenti e non in regione Basilicata, attraverso il Presidio Ospedaliero di Policoro e l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, strutture pubbliche regionali.”
Ma cosa aveva detto in proposito il consigliere Roberto Cifarelli? “Prendo atto della comunicazione dell’ASM di Matera che rassicura i pazienti circa la continuità delle prestazioni dialitiche sul territorio di Policoro. È una notizia importante per i cittadini e per le loro famiglie, che in queste settimane hanno vissuto momenti di comprensibile apprensione e preoccupazione. La dell’ASM, tuttavia, non modifica il giudizio politico su una vicenda che continua a rappresentare un caso emblematico delle gravi carenze nella programmazione sanitaria regionale. Resta infatti paradossale che una struttura accreditata, che da anni garantisce un servizio essenziale e salvavita, sia stata costretta a lanciare un allarme pubblico sulla propria sostenibilità economica e sulla prosecuzione delle attività. Questo disastro ha dei responsabili politici precisi ed è il frutto di una strategia che avevo denunciato pubblicamente già lo scorso 16 gennaio, dopo aver visitato la struttura, e poi il 19 gennaio rispondendo al segretario regionale di Fratelli d’Italia, Piergiorgio Quarto. In quella sede posi una questione molto semplice: che senso aveva duplicare un servizio già esistente e funzionante all’ospedale di Policoro, invece di utilizzare le risorse pubbliche per potenziare reparti carenti e sotto organico come l’ortopedia, la medicina o il pronto soccorso del Giovanni Paolo II? Avevo avvertito Quarto e il centrodestra che il rapporto tra pubblico e privato accreditato va governato per integrare l’offerta, non per creare sovrapposizioni e una concorrenza impropria. Avevo scritto testualmente che alla lunga il centro privato avrebbe potuto non reggere, chiudere o ridimensionarsi, e il servizio pubblico rivelarsi deficitario. Oggi quel paradosso si è avverato sulla pelle dei malati a causa della cecità ideologica della destra. La matematica applicata dalla Regione è agghiacciante: stanziare un budget di appena 7.500 euro al mese per i residenti, quando una singola seduta costa 240 euro e un malato ne ha bisogno di tre a settimana, significa aver deciso a tavolino la chiusura del servizio. Azzerare i fondi per i pazienti fuori regione significa inoltre colpire anche l’economia turistica della costa jonica, costringendo numerosi pazienti a rinunciare ai propri soggiorni e creando un danno per l’intero territorio. Le rassicurazioni dell’ASM sono certamente utili e rappresentano un primo passo, ma non cancellano le responsabilità politiche di chi governa la sanità lucana. Se oggi siamo arrivati al punto che i pazienti hanno sentito il bisogno di rivolgersi alle autorità competenti per tutelare il proprio diritto alla salute, significa che qualcosa nella gestione e nella programmazione non ha funzionato. Il caso SM2 conferma ancora una volta che il punto più debole dell’azione della Giunta Bardi è dell’assessore Latronico è proprio la programmazione sanitaria. Dopo sette anni di governo regionale continuiamo ad assistere a interventi emergenziali, assenza di pianificazione e mancanza di una strategia chiara sui servizi territoriali. È questo il nodo che va affrontato se si vuole davvero garantire ai cittadini cure adeguate, certezza dei servizi e una corretta integrazione tra strutture pubbliche e privato accreditato. Continuerò a seguire la vicenda affinché alle rassicurazioni facciano seguito atti concreti e affinché venga definitivamente scongiurato qualsiasi rischio per i pazienti e per la continuità di un servizio indispensabile per l’intero territorio del Metapontino.”
Iscritto all’albo dei giornalisti della Basilicata.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Vito Bubbico
Source link

