IMPRESE, sostenibilità ed eventi. Impianti Aperti: tessile post consumo, l’appello di Humana e Assoambiente


Pregnana Milanese (MI), 28 settembre 2026 – Per il terzo anno consecutivo, lo scorso venerdì ha avuto luogo presso l’impianto di selezione di Humana People to People Italia la tappa milanese di “Impianti Aperti”, campagna promossa da Assoambiente – associazione che rappresenta le imprese attive nel settore dell’igiene urbana, del riciclo, del recupero, dell’economia circolare e dello smaltimento dei rifiuti, oltreché bonifiche –, evento patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e da ISPRA SNPA. Aperte (appunto, letteralmente) le porte delle infrastrutture industriali necessarie a una corretta ed efficace gestione dei rifiuti nel Paese.

IMPIANTI APERTI 2026

L’evento ha registrato una grande partecipazione, poiché sono convenuti oltre sessanta operatori chiave del settore per analizzare l’impatto dell’imminente schema di responsabilità estesa del produttore (EPR) e delineare strategie industriali integrate capaci di coniugare impatto ambientale e sociale, tenuta economica e tracciabilità. I lavori della giornata si sono articolati in due tavoli di confronto, seguiti dalla visita guidata al più grande centro di selezione per il riutilizzo e il riciclo del tessile post-consumo nell’Italia settentrionale. All’incontro hanno partecipato alcuni rappresentanti di primo piano dell’industria tessile e del settore dei servizi ambientali: Elisabetta Perrotta (direttrice di Assoambiente), Simone Colombo (Head of Corporate Sustainability di OVS SpA.), Marco Farina (responsabile Valutazione e Sviluppo Progetti di A2A Ambiente SpA), Giuseppe Picerno (Head of Innovation and Sustainability di Manteco SpA), Andrea Ratti (Ecotessili), Inge Baars (Head of Sustainability di Reconomy), Niccolò Nocentini (Operation Manager di Erion Compliance Organization) e i referenti di Humana People to People Italia, Karina Bolin (presidente), Felipe Gana (COO & Development Director), Alfio Fontana (Corporate Partnership & CSR Manager) e Erika Gelatti (CSR Specialist).

ECOSISTEMA TESSILE AL COMPLETO

Il primo panel ha offerto una rappresentazione concreta di un ecosistema tessile al completo: un dialogo aperto che ha messo attorno allo stesso tavolo l’intera catena del valore, dal produttore e brand di moda fino al consorzio EPR, passando per il mondo delle multiservizi e quello del riciclo. Ripercorrendo idealmente la «vita del capo», il tavolo ha dimostrato come il settore sia già operativo grazie a una serie di alleanze di filiera e allo sviluppo di infrastrutture industriali avanzate. In questo quadro, che comunque non risulta privo di complessità e di sfide, realtà come Humana si confermano anelli di congiunzione fondamentali per garantire tracciabilità, qualità e competenze di fronte ai nuovi paradigmi economici e normativi del settore. Lo sviluppo dell’intero settore tessile verso un’economia circolare è una sfida significativa. È essenziale porre in essere il cambiamento in maniera graduale, ricorrendo al massimo alle competenze disponibili nella gestione dei tessili e delle calzature post consumo, questo allo scopo di migliorare le infrastrutture, sia in Italia che in Europa. Ciò include la preparazione per il riuso e il riciclo e il riciclo effettivo. Inoltre, è importante rivenire soluzioni che tengano conto della filiera globale, evitando barriere commerciali e promuovendo le filiere etiche e trasparenti.

LA FILIERA: ECONOMIA CIRCOLARE IN AFRICA, IL CASO DEL MALAWI

Il secondo panel ha ampliato lo sguardo proprio alla dimensione globale della filiera, affrontando il tema dell’esportazione degli abiti usati al di fuori dell’Europa. Mediante le testimonianze relative al viaggio sul campo condotto in Malawi da Humana assieme ai consorzi Erion Textiles e Reconomy lo scorso luglio, è stato messo in discussione il pregiudizio che intenderebbe associare l’export alle sole problematiche ambientali. Nel centro di smistamento di DAPP (consociata di Humana nel Paese africano incastonato tra Mozambico, Zambia e Tanzania), in virtù della selezione accurata svolta in Italia ed Europa prima dell’esportazione e alle competenze specifiche in loco, meno dell’1% del materiale smistato diviene materiale non recuperabile. Si tratta di un processo virtuoso che alimenta un’economia circolare reale supportando al contempo il mercato locale, infatti genera occupazione e contribuisce a finanziare progetti socio ambientali sviluppato in loco. Globalmente, la rete Humana sostiene 125.000 posti di lavoro tra formali e informali, ma non rappresenta un unicum, bensì uno dei tanti player che gestiscono filiere internazionali trasparenti e verificabili. Humana ha inoltre annunciato che nel 2027 offrirà nuovamente l’opportunità di visitare la filiera locale agli stakeholder che ne saranno interessati.

IMPIANTO DI SELEZIONE HUMANA A PREGNANA MILANESE

L’impianto Humana di Pregnana Milanese è attivo dal 2012. Sottoposto ad ammodernamento nel 2023, esprime oggi una capacità di trattamento in grado di raggiungere dodicimila tonnellate annue; esso integra tecnologie digitali per la gestione e la tracciabilità dei flussi, unitamente a un sistema di selezione che suddivide il materiale in venticinque macro categorie e sessantacinque sotto categorie. La combinazione tra automazione e competenze specialistiche del personale di Humana, pone l’azienda nelle condizioni di massimizzare il recupero e valorizzare al meglio il materiale in ingresso. Nel 2025 il 64,5% del materiale selezionato è stato infatti destinato al riutilizzo e il 25,6% al riciclo, confermando il ruolo dell’impianto quale nodo centrale della filiera integrata di Humana. «La giornata di oggi (25 settembre scorso, n.d.r.) ha dimostrato che, per superare l’attuale crisi della filiera del tessile post consumo la vera sfida è la sostenibilità economica – ha dichiarato Karina Bolin, presidente di Humana People to People Italia -, dobbiamo essere pragmatici: non possiamo limitarci ad aspettare i contributi dell’EPR, ma progettare fin da ora soluzioni operative durevoli. Se non costruiamo oggi modelli efficienti i futuri sistemi EPR saranno chiamati a sostenere costi esorbitanti. In questa delicata fase, la collaborazione con amministrazioni comunali e utility è fondamentale per la tenuta del settore. In questo percorso, Humana mette a disposizione del settore oltre venticinque anni di esperienza sul campo».

GERARCHIA EUROPEA DEI RIFIUTI E CATENE DEL VALORE DEL FUTURO

«Per noi l’EPR deve essere la leva per applicare rigorosamente la gerarchia europea dei rifiuti – ha proseguito la Bolin -, dando priorità assoluta al riutilizzo per massimizzarne l’impatto ambientale e sociale. Solo unendo la sostenibilità economica alla valorizzazione delle competenze e delle infrastrutture già esistenti potremo costruire la catena del valore del tessile di domani». Ad avviso di Elisabetta Perrotta, direttrice di Assoambiente, «l’introduzione dell’EPR rappresenta un passaggio decisivo per il futuro della filiera tessile. Servono regole chiare che assicurino la sostenibilità economica delle attività di raccolta, selezione e riciclo, assicurando al tempo stesso qualità e tracciabilità dei flussi. Auspichiamo che le nuove norme tengano adeguatamente conto del ruolo prezioso svolto in questo settore dai selezionatori che garantiscono, sulla base della qualità, una seconda vita ai materiali raccolti, evitandone il conferimento in discarica. In Italia esistono già competenze, operatori e infrastrutture che costituiscono una base industriale importante su cui costruire il nuovo sistema. Impianti come quello visitato oggi dimostrano che la transizione è già in atto: occorre creare le condizioni per sostenerla, favorendo investimenti, innovazione e collaborazione tra tutti gli attori della filiera».

HUMANA PEOPLE TO PEOPLE ITALIA

Humana People to People Italia è un’organizzazione non profit nata nel 1998 per generare valore sociale e ambientale anche attraverso un processo virtuoso e trasparente di raccolta, selezione e vendita di indumenti usati. Affidando i propri capi a Humana, nei cinquemial e settecento contenitori distribuiti in oltre mille  etrecento comuni italiani, è possibile dare loro una seconda possibilità. Con questo semplice gesto e acquistando capi preloved, nei ventuno negozi Humana Vintage e Humana People, si contribuisce a sostenere i progetti di Humana attivi nel mondo nei campi della prevenzione e tutela della salute, istruzione e formazione, agricoltura sostenibile e sicurezza alimentare, aiuto all’infanzia, sviluppo comunitario ed empowerment femminile. In Italia, Humana contribuisce a un cambiamento consapevole anche gestendo tre orti di comunità, sviluppando percorsi di Educazione alla Cittadinanza Globale e promuovendo numerose partnership con aziende, enti e istituzioni. Humana Italia è membro della Federazione Internazionale Humana People to People presente in quarantanove paesi nel mondo.


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