ecco da chi deve guardarsi l’Italia e le prospettive future


L’imprenditore forlivese Enrico Turoni, grazie alle sue esperienze professionali e al ruolo di presidente del Consorzio Cermac che riunisce aziende fra le principali a livello mondiale nella produzione di tecnologie e soluzioni per la filiera ortofrutticola, offre una panoramica internazionale sullo stato dell’arte del settore e sulle prospettive future.

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itEnrico Turoni, presidente Cermac

Freshplaza (FP): Qual è oggi la situazione dei prodotti e delle tecnologie per la filiera agricola?
Enrico Turoni (ET): L’Italia mantiene una leadership indiscussa a livello mondiale nel settore delle tecnologie per l’ortofrutta. Tuttavia, la pressione competitiva da parte di nuovi concorrenti, soprattutto asiatici, è sempre più forte. Paesi come Cina, India e Turchia sono oggi in grado di offrire soluzioni tecnologiche a prezzi estremamente competitivi, imponendo alle nostre imprese una continua ricerca di innovazione e qualità.

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FP: Quale sarà la geografia dei mercati di riferimento per le nostre aziende nei prossimi anni?
ET: L’America Latina rappresenta un mercato strategico che merita grande attenzione. Negli ultimi anni ho visitato frequentemente l’America Centrale e anche quest’anno organizzerò attività nell’area, paesi come Costa Rica, Guatemala e Panama sono ormai realtà consolidate nell’export di prodotti tropicali. Le nostre aziende dovranno essere pronte a cogliere le opportunità che potrebbero derivare dall’accordo Mercosur. Recentemente sono stato in Paraguay, un Paese che considero molto interessante dal punto di vista prospettico: le istituzioni stanno promuovendo la diversificazione della produzione agricola, con particolare attenzione alla frutticoltura e all’orticoltura.

Enrico Turoni con il Ministro dell’Agricoltura del Paraguay, Carlos Alcibiades Giménez Díaz

Anche l’Argentina, se continuerà il proprio percorso di apertura verso i mercati internazionali, sarà certamente un Paese da seguire con attenzione. Lo stesso vale per il Brasile che, qualora venissero ridotte le elevate barriere doganali, potrebbe offrire importanti opportunità di sviluppo.

Per quanto riguarda l’Africa, possiamo distinguere tre realtà differenti: il Nord Africa, il Sudafrica e l’Africa subsahariana. I primi due sono già importanti esportatori ortofrutticoli e conoscono bene la nostra offerta tecnologica. Nell’Africa subsahariana troviamo invece realtà interessanti come il Kenya, accanto a mercati più difficili da penetrare, dove il fattore prezzo assume spesso un ruolo determinante. Va inoltre considerato che molte aziende agricole dell’area appartengono a investitori stranieri o a imprenditori rientrati dalle diaspore, con relazioni dirette con i fornitori internazionali di tecnologie. Anche l’Asia centrale presenta interessanti prospettive di sviluppo per il settore ortofrutticolo. A ciò si aggiungono Paesi come Thailandia, Malesia e Indonesia, mercati ancora poco presidiati dalle nostre imprese ma caratterizzati da produzioni ortofrutticole significative.

FP: Quali sono le prospettive future per il settore?
ET: Nei prossimi anni gli imprenditori dovranno affrontare decisioni importanti. Oltre alla crescente pressione competitiva sui prezzi, si sta manifestando una difficoltà sempre maggiore nel reperire personale qualificato, non soltanto tecnico ma anche commerciale. Ritengo probabile un aumento delle fusioni e delle aggregazioni aziendali, sia tra imprese produttrici delle stesse tecnologie sia tra aziende con prodotti complementari, al fine di ottenere maggiori economie di scala. Con adeguati strumenti normativi, si potrebbero inoltre sviluppare modelli di collaborazione che consentano alle aziende di mantenere la propria identità condividendo però alcune funzioni strategiche, come la produzione, l’amministrazione e l’attività commerciale.

FP: Esistono altre soluzioni per mantenere la competitività?
ET: Alcune aziende potrebbero valutare la delocalizzazione delle fasi produttive più intensive in termini di manodopera, sia per migliorare la competitività dei prezzi sia per avvicinarsi ai mercati di destinazione. Ho avuto modo di seguire la fase iniziale di un’operazione di questo tipo in Egitto, che considero il Paese africano più adatto per iniziative di questo genere. In Sud America, l’Argentina presenta profonde affinità culturali con l’Italia e, in alcune aree, caratteristiche simili a quelle del nostro distretto industriale, che ha consentito alle imprese italiane di crescere e affermarsi a livello internazionale. Naturalmente sarà fondamentale che il Paese raggiunga una maggiore stabilità economica e sociale. In Asia centrale, invece, l’Uzbekistan potrebbe rappresentare un’interessante piattaforma produttiva grazie alla giovane età media della popolazione e al buon livello di istruzione. I recenti progetti promossi dalla Regione Lombardia insieme a Promos Italia si muovono in questa direzione.

Da sinistra Francesco Lollobrigida (Ministro agricoltura Italia), Enrico Turoni (presidente Cermac), Raffaello Benetti (Promos Italia), Djamoliddin, Babakhanov (Ministero dell’Agricoltura dell’Uzbekistan); Ibrokhim Abdurakhmonov (ministro agricoltura Uzbekistan) in un recente incontro

FP: Qual è la situazione delle principali fiere di settore?
ET: Ritengo che Fruit Attraction sia ormai il principale punto di riferimento per il prodotto fresco, meno per quanto riguarda le tecnologie. Fruit Logistica è una manifestazione ormai matura che probabilmente ha raggiunto il proprio livello massimo di sviluppo, ma ultimamente si sta distinguendo per un’intensa e qualificata attività di promozione internazionale, con una presenza costante agli eventi di settore e l’organizzazione di iniziative specialistiche rivolte agli operatori, come quelle recentemente realizzate in Colombia e Spagna. Macfrut, dal canto suo, ha confermato con l’ultima edizione di meritare una posizione di rilievo nello scenario internazionale. Rappresenta la principale vetrina dell’ortofrutta italiana e dei prodotti e delle tecnologie che caratterizzano l’intera filiera.

FP: Dopo tre mandati in Consiglio di Cesena Fiera, dalla scorsa settimana non fa più parte degli organi decisionali: alla luce della sua esperienza, quale futuro vede per Macfrut?
ET: La permanenza di Patrizio Neri nel Consiglio di Amministrazione potrebbe essere interpretata come un segnale di continuità nella presidenza, un elemento sicuramente importante per la manifestazione. Patrizio ha assunto la guida di Macfrut in una fase particolarmente complessa e, in pochi mesi, è riuscito a costruire una squadra con ruoli e responsabilità ben definiti, confermando le sue note capacità manageriali. Sono certo che il nuovo Consiglio di Amministrazione saprà delineare con chiarezza la strategia e il percorso di crescita del Macfrut del futuro, consolidando ulteriormente il ruolo di punto di riferimento internazionale per la filiera ortofrutticola. L’abbinamento tra Macfrut e Growtech creerà un pacchetto estremamente interessante per gli operatori internazionali, rafforzando ulteriormente l’attrattività e il posizionamento delle due manifestazioni sui mercati globali.

Per maggiori informazioni
Consorzio Cermac
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