“L’immaginazione dei bambini
è la fioritura della vita”
Gianni Rodari
intervista di Irene Panighetti a Doriana Galderisi* – Nei musei bresciani, da quelli gestiti dalla Fondazione Brescia Musei al museo Diocesano passando per Pinac (Pinacoteca internazionale dell’età evolutiva a Rezzato) da diversi anni sono organizzati laboratori e iniziative specifiche per bambine e bambini, che includono anche la produzione di opere e, in particolare, di libri illustrati. Del resto anche il mercato editoriale sta ponendo sempre più attenzione all’arte dell’illustrazione, producendo volumi dove le parole spesso sono quasi un accessorio.
Buongiorno dottoressa Galderisi, per una mente infantile che senso ha avere un libro di carta tra le mani, soprattutto in un’epoca, come la nostra, in cui è più facile quasi avere un i-pad in mano?
Buongiorno a lei e a chi legge il contributo di oggi che richiama un po’ quello precedente sul gioco ma con una declinazione specificamente letteraria, incentrandosi sui libri per l’infanzia, che al giorno d’oggi in effetti sono sempre più sostituiti da iPad. Eppure quei volumi, così colorati, così magici, aprivano mondi infiniti, dove capita di tornare quando, ormai da adulti, magari li ritroviamo in cantina o in vecchi scatoloni dimenticati in seguito ai traslochi: quanti ricordi e quante emozioni… Ha proprio ragione Stephen King: “I libri sono magie portatili”!
Eppure oggi è tutto cambiato, anche se i meccanismi della mente dei bambini sono sempre quelli; per una mente infantile un libro di carta è stimolante, così come lo è un iPad, ma il primo in un certo senso lascia libertà di smettere quando il bimbo è stufo, il secondo invece crea una sorta di dipendenza. L’iPad infatti produce suoni, luci, immagini e, livello neurologico, attiva il “sistema nervoso simpatico” producendo dopamina, ovvero il neurotrasmettitore dell’eccitazione, della felicità che attiva tutto il sistema del piacere, della ricompensa. Tutto ciò fa sì che lasciare un iPad diventi molto difficile.
Per il libro invece è diverso: pensiamo ad un genitore che legge per il bambino, spesso tenuto in braccio e, quindi, con un contatto fisico tra corpi… ecco questo è importante perché rimanda al concetto di co-regolazione: in un certo senso il libro stesso si fa corpo e i bambini piccoli imparano proprio dal corpo; per esempio girare una pagina, toccare la carta del libro attiva tutta una serie di meccanismi e circuiti senso-motori che hanno la funzione di declinare insieme memoria e significato. Il libro è quindi, in un certo senso, un ponte tra il sé e il mondo, che permette di costruisce identità, memoria e favorire la comprensione. È proprio vero ciò che si dice un una scena del film “Il nome della rosa”, ovvero: “Un libro è un fragile mondo di carta, ma contiene un potere immenso”.
Inoltre un genitore, o comunque un adulto, che legge con un suo ritmo, la sua voce, la sua prosodia… produce una sensazione di calma, di sicurezza, stimolando la produzione di ossitocina, cioè l’ormone del legame. Attraverso questo tipo di esperienza, il bambino impara a regolare le emozioni tramite l’adulto, si “allena” a gestire frustrazione, paura, noia. E poi un libro di carta consente di fermarsi, di poter interrompere, di guardare l’illustrazione e magari tornare indietro. L’iPad invece interrompe la sequenza in un altro modo, cioè con effetti speciali, con animazioni, o con contenuti ulteriori, non lasciando così spazio alla riflessione o alla simulazione mentale. Il risultato è che i libri illustrati costringono a “inferire emozioni”, cioè cogliere e cercare di capire le emozioni dei personaggi, delle situazioni, dalle espressioni disegnate e dal contesto, diventando una vera e propria palestra per i neuroni specchio e portando a sviluppare maggiormente quella che viene chiamata teoria della mente, che è la capacità di capire che gli altri hanno pensieri diversi dai miei. Ma per sviluppare la teoria della mente serve rallentare.
Ancora, secondo la teoria del carico cognitivo, la Cognitive Load Theory, di Sweller, il carico cognitivo che proviene da un iPad è altissimo, perché bisogna gestire il video, l’audio, l’interattività, le notifiche eccetera. Ma il cervello di un bambino fino circa ai 6 anni è ancora un cervello immaturo, per cui va facilmente in sovraccarico: quando è in tale condizione lo stimolo che seleziona è quello più forte, non quello più utile. Al contrario un libro ha un “Attentional Bottleneck” (collo di bottiglia attentivo) molto basso, per cui c’è una pagina, c’è un’immagine, c’è una storia. Allora il carico mentale si sposta sul linguaggio, sulla memoria di lavoro, c’è la capacità di tenere insieme in tempo reale le informazioni, di dedurre un senso, un significato dal contesto, dall’immagine. Il risultato è che la memoria e, quindi, anche la capacità di comprensione, migliorano, come dimostrato dagli studi, per esempio di Delgado e collaboratori su Reading Comprehension.
Leggere un libro o ascoltare un audiolibro per il cervello di un bambino ha lo stesso valore?
No, non ha lo stesso valore poiché il cervello infantile elabora in modo diverso un libro da un audiolibro. Tuttavia ci tengo a precisare che non si tratta di dire se uno è meglio dell’altro: non è questione di “competizione”, bensì di differenza, sono due oggetti, due concetti, due potenzialità diverse, anche se con punti in comune.
Iniziamo quindi sottolineando come l’audiolibro alleni il linguaggio e l’immaginazione, mentre il libro di carta allena sì linguaggio e immaginazione, ma anche un’attenzione più prolungata perché sono visibili la parola scritta e le immagini e, quando il genitore legge per il bambino, si aggiunge anche il canale della voce, mentre nell’audiolibro c’è solo quello verbale, quindi l’immagine va costruita mentalmente.
L’audiolibro è preferito quando il testo è troppo complesso per le capacità di comprensione del bambino ma un libro ha il vantaggio di coinvolgere anche altri sensi: la vista ma anche il tatto, perché si possono girare le pagine con il ritmo che si vuole, si può sostare su una pagina o su un’illustrazione oppure saltarla. Come detto in precedenza quindi il libro cartaceo permette di sviluppare meglio quella che viene chiamata l’attenzione sostenuta e l’autoregolazione perché è il bambino stesso che compie queste azioni, è un agente attivo.
Sempre poco fa abbiamo detto che il libro ha una funzione di co-regolazione e che la lettura ha un effetto calmante proveniente non tanto tanto dalle parole come tali, quanto dalla voce viva sommata al un contatto fisico. Nell’audiolibro questa co-regolazione manca perché è una voce registrata che legge, senza sincronizzazione col volto del bambino.
L’audiolibro però è molto utile in presenza di piccoli che hanno difficoltà di comprensione, perché li aiuta a non perdere il piacere di un racconto, oppure quando non c’è un adulto disponibile alla lettura. Quando i bambini imparano a leggere da soli si rendono conto della forza, della ricchezza e dell’autonomia che hanno acquisito. Come sostiene lo scrittore Frederick Douglass: “Una volta che impari a leggere, sarai libero per sempre”.
Ci sono suggerimenti per scegliere libri per bambini in modo da far sì che diventi un momento positivo, costruttivo?
Il libro ha un’importanza grandissima per lo sviluppo, per certi aspetti è insostituibile, tuttavia ci sono alcuni elementi da non trascurare perché potrebbero ingenerarsi errori che, come conseguenza, potrebbero portare alla demotivazione verso la lettura.
Il primo errore da evitare riguarda la scelta: chi sceglie quale libro va bene per un bambino? L’adulto è un essere in condizione di capire il libro, la storia che vi si racconta e i messaggi veicolati. Un bambino no, non capisce sempre e subito il libro. Il cervello di un bambino è concreto, quindi capisce quel che vede e quel che sente, alla lettera: non coglie le metafore, i sottintesi, il senso traslato di una frase. Occorre dunque scegliere libri alla portata dei piccoli, perché in caso contrario, cioè in caso di testi che un bambino non riesce a capire, può succedere che il libro stesso diventi quasi uno specchio di un’incapacità e quindi, respinto.
Un secondo errore è quello di usare un libro per fare la predica. Quante volte ci viene da dire: “Hai visto questo personaggio che bravo, impara da lui”… eppure ciò sarebbe da evitare perché, come insegna la teoria della reattanza di Jack Brehm, i bambini sono proprio “allergici” alle prediche: più si dice loro di fare una cosa meno la fanno. Altri studi ci dicono che, più che dalle parole i bambini imparano dagli esempi. Quindi è meglio scegliere libri che abbiano sì una morale, ma evitare di commentarla, leggerla e basta, senza trasformarsi in predicatori.
Il terzo errore è quello di non proporre libri che si ritiene possano ingenerare paura, oppure censurare la presenza dei “cattivi” magari saltando le parti in cui sono in azione. Il famoso studioso infantile Bruno Bettelheim direbbe che questo non va fatto, perché l’amigdala, che è la sentinella del pericolo, della minaccia, deve allenarsi e irrobustirsi. Se il bambino è in braccio a noi, ci sente vicini, percepisce il nostro odore, il nostro corpo a contatto, in altre parole se è in un contesto che trasmette protezione, si può fargli incontrare il lupo cattivo: tale situazione viene vissuta, attraverso la co-regolazione emotiva dell’adulto, come una situazione di paura ma in sicurezza: il bambino prova paura ma la inquadra e non si lascia vincere da essa. In tal modo si stimola calma e una connessione. Se invece si vuol togliere tutto ciò, evitando appunto di proporre libri o passaggi potenzialmente di paura, succede che, al primo incontro con il lupo, il bambino non ha strumenti per gestire le proprie emozioni.
Concludo questo nostro contributo con una piccola poesia di Angelo Petrosino dal titolo: “Un bambino che legge”: Un bambino che legge/si dimentica dei piedi,/ha schegge di luce/negli occhi ardenti./Un bambino che legge/ è un bambino che va lontano/senza che nessuno/lo tenga per mano.
Grazie per l’attenzione, ci ritroviamo tra 15 giorni.
Vuoi rimanere aggiornato sulle principali notizie di Brescia e provincia?
- Iscriviti alla nostra newsletter quotidiana con gli articoli cliccando qui.
- Iscriviti al nostro canale Whatsapp cliccando qui (solo info utili in tempo reale).
- Iscriviti al nostro canale Telegram cliccando qui (solo info utili in tempo reale).
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione BsNews.it
Source link





