In programma anche panel con autori e protagonisti dei più interessanti podcast nazionali e internazionali. Quest’anno saranno sei i podcast finalisti della categoria Audio dei DIG Awards che saranno valutati dalla giuria specializzata, coordinata dal giornalista Angelo Miotto, storica voce di Radio Popolare, e composta da Adèle Humbert, giornalista investigativa francese e CEO della società di produzione audio Insider Podcast, Giulia Nucci, executive producer dei podcast RAI, e Jonathan Zenti, autore e produttore di podcast.
DIG è anche cinema e grandi documentari: per cinque giorni nelle sale dello storico Cinema Astra saranno proiettati i film finalisti nelle cinque categorie video dei DIG Awards, alla presenza degli autori. Oltre ai titoli in concorso, l’edizione del 2026 sarà ricca di proiezioni fuori concorso. Tra queste, l’anteprima nazionali di Ghost in the Machine, il documentario di Valerie Veatch, presentato al Sundance 2026, che ricostruisce la storia rimossa dell’intelligenza artificiale come tecnologia plasmata fin dalle origini da razzismo, eugenetica e rapporti di potere. Anteprima nazionale anche per 80 Angry Journalists, il documentario del 2026 diretto da András Földes e Anna Kis che racconta le dimissioni di massa di oltre ottanta giornalisti da Index.hu, la più grande testata giornalistica indipendente ungherese, dopo che le pressioni politiche ne avevano compromesso l’indipendenza editoriale.
Dal punto di vista delle arti performative, presso il Centro Culturale Giacomo Alberione andrà in scena The Game della compagnia svizzera Trickster-p, un progetto che indaga il rapporto tra performance, gioco e società e che approda a DIG 2026 grazie alla collaborazione con il Collettivo Amigdala, con il sostegno di Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura. In programma cinque repliche, da venerdì a domenica.
DIG ospiterà tre grandi serate di musica nella Chiesa di San Carlo. Venerdì 25 sarà protagonista una line-up eccezionale: la compositrice, sassofonista e musicista elettronica Laura Agnusdei, il compositore e cantautore Krano, vincitore del David di Donatello 2026 con il brano «Ti» contenuto nella colonna sonora del film Le città di pianura di Francesco Sossai, e Mai Mai Mai, il progetto audio/video dell’artista Toni Cutrone. Sabato 26 si terrà il doppio concerto nato dalla nuova collaborazione con il Modena Belcanto Festival, la rassegna del Teatro Comunale diretta dal Maestro Aldo Sisillo: l’artista statunitense Lisel, nome d’arte di Eliza Bagg, vocalist e compositrice formatasi sul repertorio polifonico rinascimentale e oggi tra le voci di riferimento della scena sperimentale internazionale, salirà sul palco dopo l’esecuzione di una composizione per soprano, due flauti, due clarinetti, pianoforte e quartetto d’archi del Maestro Mauro Montalbetti dedicata alla resistenza civile e scritta su testi del poeta Flaviano Pisanelli, ordinario di letteratura italiana all’Università di Montpellier. Domenica 27, infine, il concerto esclusivo del trio L’Antidote, una delle realtà più originali emerse negli ultimi anni nel panorama crossover tra jazz contemporaneo, musiche del Mediterraneo e scrittura d’autore, il miglior antidoto al rumore sporco del presente con cui chiudere la dodicesima edizione del Festival.
La rassegna DIG at School tornerà ad aprire le prime giornate del Festival: le mattine del 23, 24 e 25 settembre, al Cinema Astra, gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Modena e Bologna, accompagnati dai loro insegnanti, parteciperanno alle proiezioni dei documentari d’inchiesta scelti per loro dal Direttivo dell’Associazione DIG. Ogni proiezione sarà seguita da un dialogo in sala con gli autori, in cui le studentesse e gli studenti potranno porre domande e confrontarsi sui temi affrontati. Il progetto, dopo i successi nelle edizioni 2024 e 2025, ha già raccolto per il 2026 oltre 1200 adesioni da sei istituti.
Il programma è arricchito da tre mostre esclusive. La personale di Mad Meg, l’acclamata artista francese che ha realizzato il «DIG Watchdog 2026» – il cane da guardia simbolo del Festival che ogni anno si rinnova ed è sempre affidato a un artista diverso – è prodotta in esclusiva grazie alla collaborazione con Andrea Losavio e Galleria D406 e sarà allestita nella Chiesa del Complesso San Paolo. Femminismo, decolonizzazione, ambientalismo e attenzione al capitalismo tecnologico sono le direttrici del lavoro di Mad Meg, in dialogo diretto con i temi cari al Festival. La sede dell’Associazione DIG ospiterà la mostra «Testimoni/02». Dopo il successo di «Testimoni/01», presentata nell’edizione 2025, il curatore Stefano Ricci, artista e docente, porta a Modena le opere delle studentesse e degli studenti dell’accademia di Belle Arti di Bologna che trasformano in immagini i racconti degli ospiti dell’ultimo Corso di Illustrazione. Infine, nello spazio che affaccia sul chiostro dell’Istituto di Istruzione Superiore Venturi, l’esposizione in anteprima di una ventina di tavole tratte dal graphic novel Falasteen, edito da Round Robin e in uscita nel 2027. Grazie al lavoro di ricerca della Relatrice Speciale ONU sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati, sette illustratori di fama internazionale raccontano oltre cento anni di storia del popolo e della terra compresa tra il fiume Giordano e il mar Mediterraneo.