Nella coda d’estate si moltiplicail traffico sui siti di annunci immobiliari. Ci sono le famiglie che cercano alloggi per i figli in trasferta nelle grandi città, c’è chi spera che a settembre si liberino immobili adatti alle proprie esigenze, chi è alla ricerca perenne, tutto l’anno, di una casa da prendere in affitto senza dover impegnare un rene (o entrambi).
Negli ultimi tempi il caro affitti sta tenendo banco a Rende.
Ma quanto costa oggi vivere in affitto a Rende?
La domanda è finita al centro di uno scontro politico acceso culminato con la dura replica dei gruppi di maggioranza in Consiglio comunale rendese e ripreso da un intervento di Rifondazione Comunista. Al di là della polemica politica bisogna guardare ai numeri, perché i numeri non mentono mai.
Le cifre raccontano di un mercato che negli ultimi anni si è progressivamente adattato al caro prezzi generale e nel quale, soprattutto per chi cerca una casa piccola, l’offerta a prezzi contenuti appare tutt’altro che abbondante.
Il primo indicatore arriva dalle quotazioni elaborate dal sito Idealista. Il focus su agosto 2026 evidenza che il prezzo richiesto per gli appartamenti in affitto a Rende è arrivato mediamente a 7,1 euro al metro quadrato al mese, mentre considerando tutte le tipologie immobiliari la media è di 7 euro. In un anno l’incremento registrato dal portale è del 3,2% e soltanto nell’ultimo mese dello 0,8%.
In soldoni, e prendendo la quotazione dell’Idealista come mero riferimento indicativo, 50 metri quadrati valgono circa 355 euro al mese, 70 metri circa 497 e 90 metri quasi 640.
Il paradosso degli annunci: 220 euro per un “trilocale” che è una stanza…
La presenza dell’Università della Calabria condiziona fortemente le ricerche sul mercato immobiliare. Continuando ad analizzare gli annunci dell’Idealista troviamo attualmente 38 case in affitto a Rende, ma basta cliccare ed entrare nel dettaglio degli annunci per accorgersi che il numero è ingannevole. Tra le offerte classificate come appartamenti interi compaiono camere, locazioni stagionali e sistemazioni destinate specificamente agli universitari.
Occhio agli “affari”
È il caso di un apparente affare a Quattromiglia: trilocale di 95 metri quadrati in via Rossini a 220 euro al mese. Peccato che leggendo l’annuncio si scopra che i 220 euro non sono il canone dell’appartamento: a essere offerta è una sola stanza a uso singolo femminile. Il solito specchietto per le allodole.
Un altro annuncio viene indicizzato come bilocale di 110 metri quadrati in via Rossini a 300 euro. Anche in questo caso non viene affittata la casa: l’offerta riguarda una camera doppia per ragazze.
Il monolocale a peso d’oro
Spulciando negli annunci abbiamo trovato monolocali a 340 euro per vivere in 29 metri quadrati. Sembra quasi una scena del film con Pozzetto “Il ragazzo di campagna” quando il protagonista si trova a dover mangiare, dormire e andare al bagno in una specie di sgabuzzino. A Quattromiglia,un monolocale arredato di 29 metri quadrati viene proposto infatti a quella cifra. Siamo a quasi 11,7 euro al metro quadrato, molto al di sopra della quotazione media comunale. La posizione, di certo, è una delle più appetibili: zona centrale, stazione e svincolo autostradale nelle vicinanze e soprattutto Università raggiungibile a piedi. Ma 29 metri quadrati sono davvero pochi.
Allontanandosi dal cuore universitario qualcosa cambia. Nel centro storico di Rende compare un monolocale di 35 metri quadrati a 250 euro, ma lo stesso annuncio precisa che si trova a 7-10 chilometri dall’Università e dalla zona commerciale e si tratta inoltre di una locazione stagionale. Un altro monolocale di 36 metri quadrati viene proposto a 350 euro.
La geografia dell’affitto
Rende è infatti un comune urbanisticamente variegato. Dentro lo stesso confine amministrativo convivono il centro storico, le frazioni, Arcavacata, il grande polo universitario e quella fascia densamente urbanizzata composta da Quattromiglia, Commenda e Roges che ormai costituisce di fatto un continuum con Cosenza (la famosa città unica che di fatto esiste già).
A Quattromiglia, invece, un trilocale di 90 metri quadrati in via Cilea viene proposto a 550 euro mensili, anche se come affitto stagionale. All’estremo opposto del mercato c’è un attico di 190 metri quadrati in via Verdi a 1.250 euro, espressamente non destinato agli studenti. A Roges un appartamento di 220 metri quadrati arriva a 1.100 euro al mese.
Sono immobili diversi e non possono essere messi nello stesso paniere. Ma mostrano quanto sia segmentato il mercato.
E poi ci sono le stanze: 300 euro per vivere con altri
C’è infine il mercato parallelo che a Rende probabilmente pesa più che in molte altre città calabresi: quello delle camere.
Negli annunci pubblicati in questi giorni da privati si trovano, per esempio, una singola femminile a Quattromiglia a 300 euro e una singola maschile a 290 euro, entrambe destinate agli studenti.
Ed è forse questo il dato che consente di comprendere meglio il problema.
Con 300 euro si può trovare un piccolo bilocale nel centro storico di Rende, lontano dall’Università. Ma con la stessa cifra a Quattromiglia può essere offerta soltanto una camera in un appartamento condiviso.
Il prezzo, insomma, non compra soltanto metri quadrati. Compra soprattutto posizione.
Rende è davvero un’anomalia? Cosenza corre ancora più velocemente
Il confronto con Cosenza è sorprendente. Ad agosto 2026 Idealista rileva per gli appartamenti di Rende 7,1 euro al metro quadrato. Per gli appartamenti di Cosenza siamo sostanzialmente sullo stesso livello, 7 euro. Ma nel capoluogo la dinamica dei prezzi è decisamente più aggressiva: considerando il mercato complessivo delle locazioni, l’incremento registrato nell’ultimo anno raggiunge il 12,5 per cento, contro il 3,2 per cento rilevato a Rende.
Rende subisce certamente una pressione particolare determinata dalla presenza dell’Unical e dalla domanda di migliaia di studenti. Ma l’aumento del costo dell’abitare sembra inserirsi in una dinamica più ampia che investe l’intera area urbana.
Ed è qui che la questione smette di riguardare soltanto gli universitari.
È precisamente il punto sollevato adesso da Rifondazione Comunista, circolo “Gullo-Mazzotta” dell’area urbana Cosenza-Rende, intervenuta dopo la replica della maggioranza rendese all’inchiesta sul caro affitti.
Per Rifondazione «il problema non riguarda soltanto gli studenti dell’Università della Calabria», ma anche giovani coppie, lavoratori precari, famiglie, anziani e persone sole per le quali il canone può assorbire una quota sempre maggiore del reddito.
Il partito pone quindi una questione politica: quali strumenti può utilizzare il Comune per incidere sul mercato? Canone concordato, patrimonio pubblico, edilizia residenziale sociale e politiche di calmierazione sono alcune delle questioni indicate.
E introduce un altro elemento destinato a pesare sul futuro del mercato: i nuovi studentati.
Secondo Rifondazione, aumentare semplicemente il numero dei posti attraverso residenze private non equivale necessariamente a realizzare una politica per il diritto allo studio. Il rischio denunciato è quello di un’offerta costruita intorno alla redditività immobiliare, con servizi e canoni non necessariamente accessibili agli studenti con minore capacità economica.
Ma Rende “vive” davvero degli affitti agli studenti?
Nei giorni scorsi i capigruppo della maggioranza hanno respinto con forza l’immagine di una città che prospererebbe sulle spalle degli universitari. Hanno ricordato il peso dell’area industriale, dell’Unical, del commercio, della ristorazione, delle strutture alberghiere, dei servizi e delle aziende tecnologiche, sostenendo che i redditi derivanti dalle locazioni agli studenti costituiscano soltanto una componente marginale dell’economia cittadina.
Le due questioni, però, non sono necessariamente sovrapponibili.
Che gli affitti agli universitari rappresentino o meno una quota marginale del prodotto economico generato a Rende non dice infatti quanto pesi il canone sul bilancio di chi deve pagarlo.
Si può avere una città economicamente dinamica e contemporaneamente un mercato immobiliare difficile per determinate fasce di popolazione. Così come la presenza di canoni elevati in alcune zone non dimostra automaticamente che un’intera economia cittadina viva di rendita universitaria.
Il vero problema è trovare una casa
La fotografia scattata il 24 agosto 2026 restituisce quindi una situazione complessa. Il prezzo medio degli appartamenti in affitto a Rende è salito del 3,2 per cento in dodici mesi. Un piccolo monolocale vicino all’Università viene offerto a 340 euro per 29 metri quadrati. Le singole a Quattromiglia possono arrivare a 290-300 euro. Un trilocale in una delle zone maggiormente richieste viene proposto a 550 euro. E gli annunci apparentemente più economici spesso nascondono camere anziché appartamenti interi.
Ma soprattutto emerge una città divisa da una vera e propria geografia del prezzo: allontanarsi dall’asse Quattromiglia-Unical può abbassare sensibilmente il costo, a prezzo però di maggiori spostamenti e della necessità di collegamenti efficienti.
La domanda è molto più concreta: quanto deve guadagnare oggi una persona per potersi permettere di vivere da sola a Rende?
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Alessia Principe
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