Il 2025 consegna l’immagine di un’economia insubrica più resistente del previsto, ma anche più fragile di quanto suggeriscano i numeri complessivi. È il quadro che emerge dal lavoro di confronto tra l’Ufficio di statistica del Cantone Ticino e le Camere di Commercio di Varese, Como-Lecco e Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, riuniti nel gruppo “Analisi e armonizzazione dei dati” della Regio Insubrica. Un esercizio che non punta a confrontare meccanicamente statistiche costruite con fonti e definizioni diverse, ma a individuare le tendenze che attraversano un’area economica fortemente integrata.
UNA CRESCITA MIGLIORE DELLE ATTESE
Il primo dato è la capacità di tenuta. La Svizzera ha chiuso il 2025 con una crescita reale del Pil dell’1,5%, al netto degli eventi sportivi, mentre per il Ticino la stima è del +1,6%. Ma la crescita cantonale si è concentrata quasi interamente nel primo trimestre, prima della flessione dei mesi centrali e del parziale recupero finale. Determinante è stato il farmaceutico, favorito nella prima parte dell’anno dall’anticipo delle esportazioni verso gli Stati Uniti in vista dei dazi. Esaurito quell’effetto, la dinamica si è indebolita.
EXPORT, STESSI SHOCK MA RISPOSTE DIVERSE

Il commercio estero rende evidente questa fragilità. L’export ticinese, dopo il +4,4% del primo trimestre 2025, è sceso del 9,8% nel secondo e ha continuato a deteriorarsi fino al -9,2% del primo trimestre 2026. Farmaceutica, apparecchiature elettriche e alimentari sono tra le poche voci in crescita, mentre arretrano metalli, chimica, macchine e abbigliamento.
Anche l’Italia, primo mercato di destinazione con quasi un quarto dell’export cantonale, registra un calo del 9,3%. Oltreconfine, tuttavia, lo stesso shock produce risultati differenti. Varese chiude il 2025 con esportazioni in crescita del 21,7%, sostenute soprattutto da mezzi di trasporto – incluso il cluster aerospaziale – e macchinari. L’area lariana segna un nuovo record, +1%, dietro al quale convivono il +7,1% di Lecco e il -4,5% di Como. Novara cresce del 4,6%, mentre il Verbano Cusio Ossola registra una sostanziale tenuta, -1%. Più che una traiettoria comune, dunque, emergono rischi condivisi ai quali ogni territorio risponde secondo la propria specializzazione produttiva.
LAVORO, IL NODO DELLE COMPETENZE
Un denominatore comune è invece il lavoro. In Ticino il 2025 parte con l’occupazione in aumento del 3,1%, sostenuta dai residenti, per poi raffreddarsi. Nel primo trimestre 2026 l’occupazione torna a crescere, ma contemporaneamente la disoccupazione raggiunge il 7,6% secondo la definizione ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro). Intanto il 21,2% delle aziende segnala difficoltà nel trovare personale qualificato. Dietro l’apparente contraddizione si intravedono l’invecchiamento della popolazione e il disallineamento tra competenze richieste e disponibili.
Il problema attraversa anche Varese, Como-Lecco, Novara e Verbano Cusio Ossola, soprattutto per operai specializzati e figure tecniche. L’area insubrica si trova inoltre tra due forti poli di attrazione, Milano a sud e Zurigo a nord. Il Ticino conserva un vantaggio grazie alla possibilità di attingere al bacino dei frontalieri, ma il nuovo regime fiscale e le dinamiche demografiche stanno mettendo sotto pressione anche questo margine competitivo.
COSTRUZIONI E CONSUMI A DUE VELOCITÀ
Le differenze interne riemergono nelle costruzioni e nei consumi. In Ticino l’edilizia residenziale mostra segnali di tenuta, con le domande di costruzione balzate del 30,2% nel quarto trimestre 2025, mentre oltre il 60% delle imprese del genio civile lamenta una domanda insufficiente. Nel commercio al dettaglio, invece, la situazione degli affari resta leggermente negativa per tutto il 2025, con i piccoli esercizi in maggiore difficoltà e una fiducia dei consumatori stabilmente debole. Nei territori italiani il quadro del commercio appare più stabile. A Varese il fatturato tiene, mentre Como e Lecco mostrano una crescita nei primi mesi del 2026.
TURISMO IN CRESCITA, MA I BENEFICI NON SONO PER TUTTI
Il turismo costituisce la principale eccezione positiva, ma anche qui i benefici non sono uniformi. In Ticino i pernottamenti crescono del 3,2% nel 2025 e quelli alberghieri del 7,4% nei primi cinque mesi del 2026. La ristorazione continua però a valutare negativamente la propria situazione. Nei territori italiani le presenze aumentano del 13,6% a Varese, del 10,5% nell’area lariana e del 5,2% nel Novarese e Verbano Cusio Ossola. Nell’area lariana, inoltre, a fronte di presenze straniere in crescita del 10,4%, la spesa dei turisti stranieri cala del 13,1%.
L’INCERTEZZA COME NUOVA NORMALITÀ
Il 2026 si apre così con margini di manovra più stretti. La Confederazione prevede una crescita svizzera dello 0,9%, ma la stima oscilla tra lo 0,6% e l’1,1% a seconda dell’evoluzione della crisi mediorientale. Conflitti, tensioni commerciali, costi energetici e debolezza dei consumi trasformano l’incertezza da episodio congiunturale a condizione strutturale. Per l’area insubrica la sfida sarà affrontarla facendo i conti con tre vulnerabilità comuni: l’invecchiamento demografico, la dipendenza da pochi comparti trainanti e gli squilibri tra settori e dimensioni d’impresa.
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