Il progetto, che nasce in un bene confiscati, è promosso da UniReggio, in collaborazione con il Comune, ed è finanziato dalla Regione
Con la formale consegna delle chiavi, propedeutica all’avvio dei lavori di riqualificazione da parte della ditta assegnataria, parte la fase operativa del progetto “Villa Jole Santelli: da simbolo di dolore a motore di rinascita sociale. Welfare di prossimità e innovazione sociale per una Rosarno più inclusiva”, sostenuto da un finanziamento complessivo di 400 mila euro nell’ambito del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027 – Azione 4.3.2.
Dietro questo atto amministrativo c’è il riscatto di una comunità con l’utilizzo virtuoso del bene immobile confiscato alla criminalità organizzata. C’è la memoria di Maria Concetta detta “Cetta” Cacciola, la giovane testimone di giustizia di Rosarno la cui drammatica vicenda è legata a quell’immobile. Villa Jole Santelli non sarà semplicemente recuperata: sarà restituita alla comunità con una nuova funzione sociale.
Il progetto promosso da UniReggio, in collaborazione con il Comune di Rosarno, punta infatti alla realizzazione di un vero Hub di welfare di prossimità e innovazione sociale: uno spazio destinato alle persone fragili, agli anziani, alle famiglie, ai giovani e a quanti necessitano di servizi, accompagnamento, formazione e nuove opportunità.Una visione pienamente coerente con la strategia regionale sui beni confiscati, che individua nel loro riutilizzo uno strumento di inclusione sociale, rigenerazione urbana, creazione di nuovi servizi e sviluppo delle comunità.
Il traguardo raggiunto nasce da una forte sinergia tra UniReggio, l’Amministrazione comunale di Rosarno guidata dal sindaco Pasquale Cutrì, la Giunta, l’intero Consiglio comunale e la Regione Calabria.
Un ruolo fondamentale è stato svolto dall’arch. Alessandro Messina, responsabile dei beni confiscati e della VI U.O.C. – Area Tecnica 2, che con determinazione e continuità ha accompagnato ogni fase tecnico-amministrativa dell’intervento, costruendo una stretta collaborazione tra amministrazione comunale rosarnese e UniReggio nonché con gli uffici regionali.
Un ringraziamento particolare va inoltre all’ing. Giuseppina Antonella Sette, dirigente regionale competente per la valorizzazione dei beni confiscati, protagonista di un percorso istituzionale seguito con attenzione e concreta vicinanza al territorio.
Resta simbolico della dedizione e dell’impegno comune il momento del sopralluogo effettuato proprio nell’agosto dello scorso anno quando, nonostante temperature superiori ai quaranta gradi, l’ing. Sette volle essere personalmente a Rosarno per verificare l’immobile e contribuire a tracciare il percorso che avrebbe portato al finanziamento di 400 mila euro.
Ecco che, a distanza di un anno, quella visita si trasforma in un cantiere e quella progettualità in realtà. Per UniReggio, impegnata da tempo nella valorizzazione e nella gestione sociale dei beni confiscati, Villa Jole Santelli rappresenta un modello preciso: un bene sottratto alla criminalità diventa davvero patrimonio della collettività solo quando torna a produrre servizi, dignità e opportunità.Ed è significativo che la Villa,abbia già iniziato a svolgere una funzione di sede sociale ancora prima della riqualificazione definitiva.
I dottori Domenico Greco e Marina Macrì, l’infermiera Silvia D’Agostino e l’OSS Francesco Loiacono hanno creduto sin dall’inizio nell’iniziativa, mettendo professionalità e sensibilità al servizio del territorio e garantendo forme di assistenza solidale alla comunità.Una squadra di persone che ha dimostrato come il vero valore di un progetto sociale non risieda soltanto nei muri che vengono recuperati, ma nelle persone che quei luoghi scelgono di farli vivere.
Il Presidente di UniReggio, Prof. Paolo Ferrara, sottolinea il valore simbolico dell’iniziativa:
«Il 7 agosto al tecnico incaricato ing. Giuseppe Bovanon consegniamosoltanto le chiavi di un immobile, ma apriamo simbolicamente una porta sul futuro di questa comunità. Quando abbiamo iniziato a lavorare su Villa Jole Santelli avevamo l’ambizione di dimostrare che, persino un luogo segnato profondamente dal dolore, può diventare uno straordinario motore di rinascita sociale.Non stiamo semplicemente riqualificando un immobile ma stiamo cambiando la destinazione di un luogo a finalità sociali: dove c’era dolore nasceranno cura e opportunità.
I 400 mila euro ottenuti rappresentano uno strumento fondamentale, ma il vero risultato sarà ciò che riusciremo a costruire dentro quelle mura: assistenza, solidarietà, formazione, lavoro, inclusione e nuove opportunità.Ringrazio il sindaco Pasquale Cutrì, l’Amministrazione comunale e il Consiglio comunale, l’arch. Alessandro Messina per la determinazione dimostrata, il Presidente della Regione Calabria on. Roberto Occhiuto, la sua giunta e l’ing. Antonella Sette per aver creduto concretamente nel progetto, le sorellePaola e Roberta Santelli che onorano la memoria di Jole perpetuandone l’azione e, non per ultimo, il personale di UniReggio che ha scelto di esserci sin dall’inizio.
La confisca sottrae i beni alla criminalità, ma è quando quei beni tornano a vivere per gli altri che la comunità vince davvero. Con UniReggio dove c’è stato dolore si costruisce un’opportunità di sviluppo sociale. Dove c’era il simbolo del potere criminale nascerà il simbolo della forza della comunità.Villa Jole Santelli può diventare proprio questo non più il luogo nel quale ricordare soltanto ciò che Rosarno ha sofferto, piuttosto il luogo dal quale raccontare ciò che Rosarno ha saputo costruire».
Il sindaco di Rosarno Pasquale Cutrì evidenzia il valore dell’intervento per l’intera città:
«L’avvio dei lavori di Villa Jole Santelli rappresenta un risultato importante per Rosarno e dimostra concretamente cosa significhi restituire un bene confiscato alla collettività.Il finanziamento di 400 mila euro consentirà di trasformare questo luogo in uno spazio destinato ai servizi, all’inclusione e alla solidarietà.
È il risultato di una collaborazione concreta tra Comune, UniReggio e Regione Calabria e del lavoro degli uffici e di tutti coloro che hanno creduto nel progetto.La legalità non deve essere soltanto affermata: deve diventare servizi, opportunità e sviluppo. Villa Jole Santelli sarà una testimonianza concreta di questo principio. Il 7 agosto, dunque, si cambierà il significato di un luogo».
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