Multe calcolate chilometro per chilometro, patente da rinnovare ogni dieci anni fino a 65 anni, niente più documenti in auto, verbali digitali con notifica entro 45 giorni. Il testo approvato dal governo riscrive 294 articoli, ma non è ancora legge.
Chi guida in Italia ha imparato a convivere con un codice della strada del 1992, rattoppato decine di volte, con 82 fasce di sanzioni e importi che per una stessa violazione puniscono allo stesso modo chi supera il limite di 11 chilometri orari e chi lo supera di 40. Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo che sostituisce quel codice, su proposta del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. Il testo deve ancora passare da Consiglio di Stato, Conferenza unificata e commissioni parlamentari, e l’entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2028. Le regole descritte qui sono quelle dello schema approvato: alcune potranno cambiare nei pareri, nessuna si applica oggi.
In questo articolo vedremo, con il nuovo codice della strada, cosa cambia per gli automobilisti, per i motociclisti, per chi usa bici e monopattini, per i professionisti del trasporto e per chi riceve una multa. Qui di seguito ci occuperemo dell’iter e dei tempi, del nuovo calcolo delle sanzioni per eccesso di velocità e dei limiti, della riorganizzazione delle fasce sanzionatorie e delle maggiorazioni per i comportamenti pericolosi, della stretta su chi circola senza assicurazione, della dematerializzazione di documenti, verbali e notifiche, delle novità su riscossione, rate e proventi, della patente e dei punti, dei limiti di età per il trasporto professionale, dei reati stradali, delle regole per moto, bici e monopattini, degli ausiliari del traffico, della guida autonoma e di alcune innovazioni minori.
Quando entrerà in vigore il nuovo codice?
Il via libera del Consiglio dei ministri è il primo passaggio. Lo schema di decreto legislativo, di 294 articoli, deve essere sottoposto al Consiglio di Stato e alla Conferenza unificata, che hanno trenta giorni per i pareri, e poi alle commissioni parlamentari competenti, che hanno novanta giorni; i pareri non sono vincolanti, ma se il governo non li recepisce è previsto un ulteriore passaggio alle Camere. La legge 171 del 23 settembre 2026 ha prorogato la delega al governo a ventidue mesi, con la possibilità di ulteriori centocinquanta giorni a determinate condizioni, e il termine per l’approvazione definitiva potrebbe arrivare a marzo 2027. Dopo l’adozione finale, l’emanazione del presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, le disposizioni entreranno in vigore alla data fissata, il 1° gennaio 2028. Fino ad allora resta in vigore il d.lgs. 285/1992 con tutte le sue modifiche, compresa la riforma del dicembre 2024.
Come si calcoleranno le multe per eccesso di velocità?
L’innovazione più sentita riguarda la velocità. Oggi il superamento del limite è punito per scaglioni: fino a 10 chilometri orari, da 11 a 40, da 41 a 60, oltre 60, con un importo uguale all’interno di ogni scaglione. Chi va a 61 su un limite di 50 paga la stessa sanzione, da 163 a 694 euro, di chi va a 90. Il nuovo codice ancora la sanzione agli effettivi chilometri di sforamento, con un importo unitario per ogni chilometro oltre il limite: dieci euro in via generale, e in particolare in autostrada e sulle strade extraurbane; cinque euro nei contesti con limiti più bassi, come i centri urbani con limiti di 50 o 30 chilometri orari. Un superamento di 11 chilometri in autostrada costerà 110 euro, uno di 40 costerà 400; in città con limite di 50, chi procede a 61 pagherà 55 euro, chi procede a 90 ne pagherà 200. Restano da definire nel testo definitivo le sanzioni accessorie, sospensione della patente e punti, per gli sforamenti maggiori, e la tolleranza strumentale del 5 per cento continuerà ad applicarsi sulla velocità rilevata.
Un automobilista viene rilevato a 78 chilometri orari su una strada urbana con limite di 50. Oggi rientra nello scaglione da 11 a 40 e paga almeno 163 euro, ridotti del 30 per cento se paga entro cinque giorni. Con il nuovo codice lo sforamento è di 28 chilometri, a 5 euro ciascuno: 140 euro, con l’eventuale riduzione per il pagamento tempestivo.
I limiti sono confermati con una novità: 150 chilometri orari sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per senso di marcia, dotate di tutor per la velocità media, se l’ente proprietario o il concessionario ha elevato il limite a quel valore; 130 sulle altre autostrade, 110 sulle extraurbane principali, 90 sulle extraurbane secondarie e locali, 110 in autostrada e 90 sulle extraurbane principali in caso di precipitazioni di qualsiasi natura, 50 nei centri abitati e 70 sulle strade urbane dove le caratteristiche e i segnali lo consentono. La facoltà dei 150 esisteva già sulla carta dal 2003, ma nessun concessionario l’ha mai attivata.
Come sono riorganizzate le sanzioni?
Le sanzioni principali sono raggruppate in 21 fasce al posto delle 82 attuali. La prima fascia va da 25 a 100 euro, l’ultima da 10.000 a 40.000 euro, e in ogni fascia il massimo è pari al quadrato del rapporto con il minimo, in modo da avere una progressione regolare. Il ministero parla di una generale diminuzione delle multe, con la funzione dichiarata di renderle “deterrenti e non vessatorie”: è sospeso l’adeguamento biennale all’inflazione e gli importi sono arrotondati al ribasso, i minimi più comuni di 26 e 42 euro scendono a 25 e 40, quelli di 83 e 87 euro a 80. Tra le sanzioni nuove o riviste figura quella per chi adibisce un veicolo al servizio taxi senza licenza, da 1.812 a 7.249 euro.
La riduzione generale è compensata da maggiorazioni per i comportamenti più pericolosi, con un sistema di aumenti percentuali applicabili alla sanzione base. Aumento del 20 per cento quando il conducente è in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, quando la violazione causa gravi danni al patrimonio stradale o alle infrastrutture, o riguarda veicoli e trasporti eccezionali. Aumento del 50 per cento per il conducente sottoposto a divieto di guida a tempo determinato o indeterminato, per l’esibizione di documenti falsi o contraffatti, per il veicolo senza targa o con targa contraffatta. Raddoppio per il conducente senza patente o con divieto di guida permanente, per le violazioni commesse in occasione di un sinistro causato dal conducente con lesioni gravi o gravissime o con la morte di una o più persone, per il mancato arresto all’alt e per le violazioni commesse durante il conseguente inseguimento, e per le violazioni commesse con un veicolo privo di assicurazione.
Cosa rischia chi circola senza assicurazione?
La stretta sui veicoli non assicurati è una delle misure caratterizzanti. L’articolo 14 dello schema prevede un divieto di circolazione a tempo indeterminato per i veicoli senza copertura, applicato in via amministrativa prima di qualsiasi controllo su strada. Il meccanismo parte dal confronto tra le banche dati della Motorizzazione e quelle delle compagnie: il proprietario del veicolo che risulta scoperto è invitato a documentare eventuali cause di esenzione o a provvedere alla copertura entro un termine; alla scadenza scatta il divieto di marcia a tempo indeterminato. Il vantaggio per l’amministrazione, come spiega la relazione illustrativa, è che al primo controllo su strada di un veicolo sottoposto a divieto scatta direttamente la procedura esecutiva del sequestro da parte dell’organo accertatore, senza la fase di contestazione. Le sanzioni per le violazioni commesse con un veicolo non assicurato sono in linea generale raddoppiate, e la decurtazione dei punti passa da cinque a sette. Chi circola in Italia per più di trenta giorni con un veicolo immatricolato all’estero dovrà assicurarsi secondo la disciplina italiana, e sono previste misure per recuperare le sanzioni non pagate dagli automobilisti stranieri.
Bisognerà ancora portare patente e libretto in auto?
Il nuovo codice sopprime l’obbligo di portare con sé i documenti fisici di guida e di circolazione. Patente e carta di circolazione cessano di essere documenti da esibire e diventano la rappresentazione fisica di dati già presenti e certificati nelle banche dati digitali nazionali: in caso di controllo, l’identificazione del conducente e la verifica della regolarità del veicolo e del titolo di guida avverranno con l’accesso telematico agli archivi da parte degli organi di polizia. Chi lascia i documenti a casa non commetterà più la violazione oggi punita con 42 euro e con l’invito a esibirli in un secondo momento. L’identificazione personale resta necessaria, con un documento d’identità o con gli strumenti digitali già in uso.
La dematerializzazione copre l’intero procedimento sanzionatorio. Il verbale potrà essere redatto interamente in formato digitale dagli agenti e reso immediatamente disponibile al trasgressore su piattaforme telematiche. La notifica avverrà in via prioritaria attraverso il Servizio notifiche digitali della pubblica amministrazione, Send, al domicilio digitale del cittadino, cioè alla pec o all’indirizzo elettronico iscritto nei registri nazionali; la notifica tradizionale all’indirizzo di residenza resterà solo in assenza di domicilio digitale. Per le violazioni accertate da remoto senza contestazione immediata, con autovelox, telecamere, tutor e varchi, il termine per la notifica scende da 90 a 45 giorni: la multa notificata oltre il quarantacinquesimo giorno dall’accertamento sarà nulla, come oggi lo è quella notificata oltre il novantesimo. Per i Comuni è un impegno organizzativo, per i cittadini un tempo dimezzato di incertezza.
Cosa cambia per chi non paga o non riesce a pagare?
Lo schema impone che qualsiasi procedura di riscossione coattiva sia preceduta da un avviso bonario, in modo che il cittadino non subisca un’aggressione patrimoniale, fermo amministrativo, pignoramento, senza un preventivo confronto con l’organo preposto; la relazione spiega che si vuole fare ordine in un settore che registrava un contenzioso ingente. Per le somme dovute per violazioni accertate con uno stesso verbale, di importo superiore a 200 euro, è ammessa la rateizzazione per i soggetti in condizioni economiche disagiate, con requisiti reddituali da definire. È rivista anche la destinazione dei proventi: oggi gli articoli 142 e 208 prevedono regimi diversi per le multe da velocità e per le altre, con l’obbligo per gli enti locali di destinare alla sicurezza stradale solo il 50 per cento dei proventi; il nuovo codice unifica la disciplina con l’obiettivo di vincolare le risorse alla sicurezza stradale e di rimuovere differenze che la relazione definisce prive di fondamento logico. La regola base resta che incassa l’ente da cui dipende l’organo accertatore.
Ogni quanto si rinnova la patente e come funzionano i punti?
Il rinnovo decennale delle patenti del gruppo 1, che comprende le categorie A e B per moto e auto, sarà previsto fino a 65 anni invece degli attuali 50. Oggi dopo i 50 anni il rinnovo è quinquennale, dopo i 70 triennale, dopo gli 80 biennale; con il nuovo codice un cinquantenne che rinnova nel 2028 avrà la patente valida fino al 2038, con una visita medica in meno ogni dieci anni per milioni di conducenti. Durante la consultazione è stata discussa anche la sospensione breveintrodotta nel dicembre 2024, che prevede sette o quindici giorni di stop per alcune infrazioni commesse da chi ha meno di venti punti, con raddoppio in caso di sinistro causato dal conducente; il testo finale dirà se resta.
La patente a punti conserva l’impianto: venti punti al rilascio, decurtazioni per le violazioni indicate, dieci punti per le violazioni che costituiscono reato. In caso di più violazioni accertate contemporaneamente, la decurtazione complessiva non può superare quindici punti, salvo i casi in cui è prevista la sanzione accessoria del divieto di guida. La perdita è indicata nel verbale e comunicata all’anagrafe degli abilitati alla guida dopo la definizione della contestazione; le variazioni si consultano sul Portale dell’automobilista, e la perdita totale è notificata insieme all’avviso di sottoporsi all’esame di idoneità. Il recupero avviene con i corsi di aggiornamento e il superamento della prova; resta il ripristino del punteggio iniziale dopo due anni senza decurtazioni, con l’attribuzione di punti ulteriori, entro il limite, per chi ha già almeno venti punti.
Fino a che età si può guidare un camion o un autobus?
Per il trasporto professionale di merci e passeggeri il tetto anagrafico sale da 68 a 70 anni per tutte le patenti del gruppo 2, categorie C, CE, D, DE, con verifica medica biennale dai 65 ai 68 anni. La misura è pensata per la carenza di autisti professionali e ha già suscitato discussioni. Dopo i settant’anni il titolare di patente C e CE potrà guidare autotreni e autoarticolati con massa complessiva a pieno carico non superiore a 20 tonnellate, a condizione di non esercitareautotrasporto professionale per conto di terzi, precisazione che oggi manca; il titolare di patente D e DE potrà guidare solo i veicoli delle categorie B o BE, con la possibilità di chiedere la riclassificazione della patente D1 o D in B e della D1E o DE in BE.
Quali reati stradali sono inaspriti?
Il nuovo codice raccoglie nel Titolo IV gli illeciti penali. La guida in stato di ebbrezza conserva le tre fasce: tra 0,5 e 0,8 grammi per litro resta illecito amministrativo; tra 0,8 e 1,5 ammenda da 800 a 3.200 euro, arresto fino a sei mesi e divieto di guida da sei mesi a un anno; oltre 1,5 ammenda da 1.500 a 6.000 euro, arresto da sei mesi a un anno, divieto di guida da uno a due anni e confisca del veicolo salvo che appartenga a persona estranea. La guida sotto stupefacenti conferma ammenda da 1.500 a 6.000 euro e arresto da sei mesi a un anno. Il termine “sospensione della patente” lascia il posto a “divieto di guida”, a tempo determinato, indeterminato o permanente.
Le gare clandestine di velocità sono punite con la reclusione da uno a tre anni e la multa da 25.000 a 100.000 euro per chi organizza, promuove, dirige o agevola, con la stessa pena per i partecipanti; se dalla gara derivano morte o lesioni si applicano le pene più alte già vigenti. L’omissione di soccorso dopo un sinistro con danni alle persone riconducibile al proprio comportamento è punita con la reclusione da sei mesi a tre anni e il divieto di guida da uno a tre anni. I parcheggiatori abusivi rischiano l’arresto da sei mesi a un anno e l’ammenda da 3.000 a 8.000 euro quando impiegano minori o quando, già sanzionati in via amministrativa in modo definitivo, reiterano la condotta, con la confisca sempre delle somme percepite.
Cosa cambia per motociclisti, ciclisti e monopattini?
Per i motociclisti arrivano tre misure. In autostrada, in caso di sinistri o rallentamenti, potranno usare la corsia di emergenza, con l’obbligo di garantire il passaggio dei mezzi di polizia e soccorso; la relazione la definisce una norma di buon senso già applicata in Spagna, che protegge chi è esposto alle intemperie nel traffico fermo. In ogni situazione di congestione i veicoli fermi dovranno creare spazio per l’avanzamento di motocicli e ciclomotori, oltre che dei mezzi di emergenza, una sorta di corsia virtuale. In autostrada diventano obbligatorie le protezioni per schiena e mani, ed è previsto un programma di installazione di barriere salva-motociclisti.
Per la micromobilità, i cicli a propulsione, come le bici elettriche usate dai rider, avranno l’obbligo di casco e contrassegno. Per i monopattini elettrici è introdotto il divieto di circolazione quando costituiscono intralcio o pericolo per i pedoni, e i Comuni potranno individuare con ordinanza aree di sosta riservate anche sui marciapiedi, purché la porzione residua garantisca il passaggio sicuro di pedoni e persone con disabilità. Le corsie di larghezza inferiore a 1,30 metri sono destinate esclusivamente alle biciclette a due ruote e ai monopattini, con caratteristiche fissate dal decreto ministeriale sulle piste ciclabili. Restano in discussione le norme sulla distanza laterale nei sorpassi dei ciclisti e sulla circolazione sul margine destro.
Chi potrà dirigere il traffico e rilevare gli incidenti?
Gli ausiliari di polizia stradale, oggi impiegati quasi solo per la sosta, diventano ausiliari del traffico. Con una specifica abilitazione potranno regolare il traffico agli incroci in assenza o in sostituzione dei semafori, intervenire nelle situazioni di congestione, e segnalare o rilevare i sinistri con soli danni a cose o infrastrutture sulle strade diverse da autostrade ed extraurbane principali. La misura serve a coprire le carenze di organico delle polizie locali e ha sollevato le perplessità delle associazioni di categoria, secondo cui il rilievo di una collisione richiede una preparazione tecnica per ricostruire la dinamica e individuare le responsabilità.
La guida autonoma sarà legale?
Il nuovo codice elimina dalla definizione di veicolo il riferimento alla necessità che sia condotto da un conducente, aprendo ai veicoli a guida autonoma, quelli in cui hardware e software eseguono l’intera attività di guida dinamica anche senza supervisione costante. In una fase non ancora definitiva questi veicoli potranno circolare esclusivamente negli ambiti d’impiego definiti dal Ministero delle infrastrutture, nel rispetto della normativa europea. Le norme di comportamento e di responsabilità per i veicoli senza conducente sono rinviate a quella fase.
Quali altre novità contiene il testo?
Tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale del Contrassegno unificato disabili europeo, Cude, in modo che il contrassegno sia riconosciuto automaticamente sull’intero territorio nazionale e il titolare non debba più comunicare la targa a ogni Comune in cui entra in una zona a traffico limitato. Nel linguaggio del codice la parola “incidente” è sostituita da “sinistro“: la relazione spiega che gli eventi dannosi della circolazione nella maggior parte dei casi non sono fortuiti ma il prevedibile esito di condotte erronee e prevenibili, eccesso di velocità, distrazione, alcol e droghe, e che la nuova terminologia vuole richiamare la dimensione causale e la responsabilità individuale.
Nel 2029 un automobilista di Bologna riceve sulla pec, dieci giorni dopo il rilevamento, un verbale digitale per 67 chilometri orari su un tratto urbano con limite di 50: 85 euro, 17 chilometri di sforamento per 5 euro ciascuno, ridotti se paga subito. Non aveva il libretto a bordo quando, due settimane prima, era stato fermato per un controllo: nessuna sanzione, l’agente ha verificato tutto dal tablet. Nel 2031, a 55 anni, rinnoverà la patente per la seconda volta in vent’anni invece che per la quarta.
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