Esportazioni a 9,4 miliardi nel 2025 (+10,2%) e tasso di occupazione al 68,8%. Il rapporto Liguria 2030 indica nelle infrastrutture e nelle nuove filiere della Blue Economy, dell’IA e del nucleare le prossime leve di sviluppo.
La Liguria consolida la propria posizione sul fronte dell’export e dell’occupazione e guarda alle nuove filiere industriali e tecnologiche per trasformare questa dinamica in crescita strutturale. È il quadro emerso dalla decima edizione del Think Tank “Liguria 2030”, promosso da TEHA Group con Regione Liguria e un gruppo di partner pubblici e privati, presentata oggi a Rapallo. Secondo il Rapporto Strategico 2026, il Pil ligure è atteso in crescita dello 0,8%, leggermente sopra la media nazionale (+0,7%). Ma è soprattutto l’export a segnare la differenza: nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto 9,4 miliardi di euro, con una crescita del 10,2%, quarta migliore performance tra le regioni italiane. Il trend è proseguito nel primo trimestre 2026, con un incremento del 20,8%, contro il +1,3% di Italia e Nord-Ovest.
Sempre secondo TEHA Group, è positivo anche il mercato del lavoro: nel 2025 il tasso di occupazione è salito al 68,8%, rispetto al 62,5% nazionale, con circa 623mila occupati, 14mila in più in un anno. Negli ultimi cinque anni l’occupazione femminile è cresciuta del 9,6%, mentre i giovani NEET tra 15 e 29 anni sono scesi dal 19,6% al 14%. La Liguria migliora nell’80% dei 45 indicatori monitorati da TEHA e conferma il proprio primato nella Blue Economy. L’economia del mare rappresenta l’11% delle imprese regionali, il 14,4% del valore aggiunto e il 15,2% degli occupati. Anche i porti confermano il loro peso: nel 2025 hanno movimentato oltre 4,2 milioni di TEU, mentre i crocieristi sono stati circa 3,2 milioni. Il rapporto indica però nelle infrastrutture e nella capacità di trasformare le competenze del territorio in nuove attività industriali le principali sfide dei prossimi anni. Tra i settori individuati figurano la Blue Economy e la dimensione subacquea, il nuovo nucleare, l’Intelligenza Artificiale, la valorizzazione della risorsa idrica e l’adeguamento del sistema sanitario ai cambiamenti demografici e tecnologici.
Per il presidente della Regione Marco Bucci, la Liguria deve costruire una strategia di medio-lungo periodo puntando su infrastrutture, alta tecnologia, Blue Economy e nuove opportunità legate all’acqua e alla longevità. “Tra le grandi sfide quella della longevità la considero una delle più importanti dal punto di vista culturale, sociale ed economico. In quarant’anni l’aspettativa di vita si è sensibilmente allungata: un cambiamento che ci impone di ripensare la società, dalla sanità, con una maggiore attenzione all’assistenza a domicilio, al mondo del lavoro, creando le condizioni perché le persone più avanti con l’età possano continuare a essere attive e produttive. La Liguria può diventare una regione-test sulla longevità: abbiamo un patrimonio straordinario e possiamo costruire un sistema capace di valorizzarlo e di garantire qualità della vita alle persone per tutti gli anni della loro vita. Un modello che potrà essere utile anche alle altre regioni italiane e all’Europa”. Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di TEHA Group, ha sottolineato invece la necessità di consolidare i risultati raggiunti accelerando sulle opere infrastrutturali e trasformando le specializzazioni regionali in nuove piattaforme industriali e tecnologiche capaci di attrarre investimenti, imprese e talenti. “La sfida è ora consolidare questa dinamica, accelerando sul completamento delle opere infrastrutturali e trasformando le competenze distintive del territorio in nuove piattaforme industriali e tecnologiche capaci di attrarre investimenti, imprese e talenti”. Soddisfatto anche il sindaco e presidente della provincia della Spezia, Pierluigi Peracchini: “I dati presentati oggi raccontano un territorio sempre più aperto e competitivo sui mercati internazionali. L’export della provincia della Spezia ha raggiunto 1,9 miliardi di euro nel 2025 ed è cresciuto del 65,8% rispetto al 2021, un incremento più di tre volte superiore a quello della Liguria, dell’Italia e del Nord-Ovest. Le esportazioni per abitante hanno inoltre raggiunto gli 8.800 euro, con una crescita del 27,7%, mentre l’export manifatturiero rappresenta il 97,7% del valore aggiunto provinciale, dato che ci colloca al primo posto in Liguria. È la dimostrazione della capacità delle nostre imprese e del nostro sistema produttivo di proiettarsi sempre di più sui mercati internazionali”. Una crescita che secondo Peracchini ha radici solide: “Tra il 2014 e il 2023 il PIL della provincia è aumentato del 30,6%, la crescita più significativa tra le province liguri, mentre il valore aggiunto è cresciuto del 32%, superando la media regionale. La Blue Economy continua a rappresentare uno dei grandi motori della nostra economia: il 17,5% delle imprese della provincia opera nell’economia del mare, dato che pone La Spezia al primo posto in Liguria e ai vertici nazionali. Il settore genera il 17,1% del valore aggiunto provinciale e coinvolge il 15,8% degli occupati. Questi dati ci spingono a continuare a lavorare per creare nuove opportunità di lavoro e dare maggiore stabilità alle famiglie e ai giovani. La crescita del territorio deve significare prima di tutto più lavoro e più futuro”.
“La Blue Economy rappresenta una grande opportunità per valorizzare il rapporto della Liguria con il mare e sviluppare nuove filiere sostenibili. Dalla pesca all’acquacoltura, dalla portualità alla ricerca, il mare può diventare sempre più motore di innovazione e crescita, e Regione Liguria vuole cogliere pienamente le opportunità offerte dalle grandi trasformazioni in corso”. A margine dei lavori ha parlato anche l’assessore all’Agricoltura, acquacoltura e pesca Alessandro Piana, intervenuto oggi al Think Thank Liguria 2030. “Settori come agricoltura, allevamento, pesca, acquacoltura e agroalimentare rappresentano una parte fondamentale dell’identità ligure, e lo stesso vale per il mare, i parchi, la biodiversità, l’entroterra e la montagna, risorse strategiche per il futuro della regione – continua l’assessore Piana -. Questi settori stanno vivendo una profonda trasformazione grazie all’innovazione, alla ricerca e alla digitalizzazione: la Liguria dispone di università, centri di ricerca, imprese innovative e di un patrimonio ambientale unico, sul mare come sull’entroterra: la sfida è trasformare queste risorse in investimenti concreti, nuove competenze e opportunità per imprese e comunità. Solo una Liguria unita, innovativa e capace di valorizzare terra e mare potrà affrontare con successo le trasformazioni dei prossimi anni”. “Regione Liguria deve mettere a disposizione gli strumenti necessari per accompagnare la transizione energetica. L’anno scorso, qui al Forum Ambrosetti, avevo annunciato l’approvazione del Piano energetico ambientale regionale e lo abbiamo fatto. Ora il quadro si completa con la legge sulle aree idonee, che arriverà in Consiglio regionale a fine mese, e con l’avvio dell’iter per la Valutazione ambientale strategica dei Piani di accelerazione”. Così l’assessore all’Energia, aree di crisi complessa, ambiente e ciclo delle acque Paolo Ripamonti, intervenuto oggi alla 10ma edizione del Think Tank “Liguria 2030”, piattaforma permanente di confronto promossa da TEHA Group con Regione Liguria. “La transizione deve essere accompagnata dal confronto con i territori – continua l’assessore Ripamonti -. Per questo abbiamo previsto la concertazione preventiva con i sindaci: i territori non sono contrari alle rinnovabili, chiedono di essere coinvolti e di poter contribuire alle scelte, anche sul tema delle compensazioni e delle infrastrutture necessarie agli impianti. Serve inoltre un mix energetico equilibrato. La demonizzazione del gas oggi non ha senso e dobbiamo affrontare con serietà anche il tema del nucleare. In questo quadro, sostenere l’Agenzia del nucleare a Genova significa dare un contributo concreto alla discussione sul futuro energetico del Paese”.
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