Dal 21 al 27 settembre torna la Negroni Week 2026, la settimana internazionale dedicata a uno dei cocktail italiani più conosciuti al mondo. Bar e ristoranti partecipano con iniziative, twist e serate dedicate, sostenendo allo stesso tempo Slow Food. Per chi vuole sapere dove bere un Negroni, quali locali aderiscono o come partecipare con il proprio bar, l’edizione 2026 offre una mappa aggiornata e una rete ormai globale.
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Negroni Week 2026: date e come funziona
La Negroni Week 2026 si svolge dal 21 al 27 settembre. L’iniziativa, organizzata da Imbibe Magazine, coinvolge ogni anno migliaia di bar e ristoranti in diversi Paesi e trasforma per sette giorni il Negroni in un punto d’incontro tra cultura del bere miscelato e raccolta fondi.
I locali si registrano ufficialmente, effettuano una donazione a sostegno di Slow Food e vengono inseriti tra le attività partecipanti. Durante la settimana possono proporre il Negroni classico, interpretazioni della ricetta o iniziative dedicate, mantenendo al centro il legame con il progetto internazionale.
Per il 2026 il termine per registrare il proprio locale è fissato al 18 settembre alle 12:00 PST. La donazione minima richiesta per partecipare è di 25 dollari, mentre i locali che scelgono di contribuire con almeno 250 dollari ottengono lo status di Premium Donor e una maggiore visibilità all’interno della mappa ufficiale.
La dimensione raggiunta dall’iniziativa racconta quanto la Negroni Week sia cresciuta. Nel 2025 hanno partecipato oltre 15.000 locali in 97 Paesi, raccogliendo più di 700.000 dollari destinati ai programmi e alle attività sostenute da Slow Food.
Numeri che hanno ormai portato la manifestazione oltre la semplice ricorrenza dedicata a un cocktail. Il Negroni resta il protagonista, ma attorno al bicchiere si è costruita una rete internazionale fatta di bartender, locali, produttori e professionisti dell’hospitality.
Dove trovare i locali della Negroni Week 2026
Una delle domande più frequenti riguarda inevitabilmente i bar che partecipano alla Negroni Week.
Per l’edizione 2026 la soluzione più affidabile è consultare la mappa ufficiale della Negroni Week, aggiornata man mano che i locali completano la registrazione. È il modo più semplice per cercare le attività aderenti per città e area geografica, evitando elenchi che possono diventare incompleti nel giro di pochi giorni.
La scelta è particolarmente utile quest’anno perché le iscrizioni restano aperte fino al 18 settembre, soltanto tre giorni prima dell’inizio ufficiale della manifestazione.
In Italia l’appuntamento interessa soprattutto cocktail bar, hotel bar, ristoranti e locali con una proposta strutturata di miscelazione. Negli anni precedenti anche insegne simbolo della cultura dell’aperitivo, come il Camparino in Galleria durante la Negroni Week, hanno dedicato iniziative specifiche alla manifestazione.
Per il pubblico è un’occasione per scoprire nuovi cocktail bar o tornare in quei locali che hanno costruito una parte della propria identità sulla mixology. E non è detto che il drink più interessante sia quello con la ricetta più complessa.
In molti casi vale la pena osservare come un bartender lavora proprio sugli elementi essenziali del Negroni: gin, bitter e vermouth. Tre ingredienti, proporzioni apparentemente semplici e una quantità sorprendente di possibili interpretazioni.
Come partecipare con un bar o un ristorante
Per i professionisti HoReCa la Negroni Week rappresenta anche l’occasione per entrare in una rete internazionale di locali legati alla cultura del cocktail.
La procedura passa dal sito ufficiale: il gestore registra il locale, conferma la posizione e completa la donazione iniziale. Per il 2026 è necessario creare un nuovo account anche se il locale aveva già preso parte alle edizioni precedenti.
Una volta completata la registrazione, il bar viene inserito nella directory ufficiale e può sviluppare la propria programmazione durante la settimana.
Non è invece obbligatorio destinare una percentuale delle vendite dei Negroni alla raccolta. Il contributo minimo viene versato al momento dell’iscrizione, mentre durante e subito dopo l’evento è possibile effettuare ulteriori donazioni.
Per un locale, però, la partecipazione acquista più valore quando non si limita alla presenza di un logo sul menu. Una drink list dedicata, un confronto tra diverse interpretazioni del Negroni oppure una serata con un bartender ospite possono trasformare la settimana in un’occasione per raccontare meglio la miscelazione anche al cliente.
Dal cocktail alla sostenibilità: cosa sostiene la Negroni Week
Dal 2022 Slow Food è il partner globale della raccolta fondi della Negroni Week.
Le risorse raccolte non vengono utilizzate soltanto per singoli progetti locali. Una parte sostiene programmi internazionali di Slow Food, mentre un’altra alimenta lo Slow Food Negroni Week Fund, rivolto in particolare ai professionisti del beverage e dell’hospitality.
Nel 2026 il fondo ha sviluppato tre percorsi: borse di studio per la formazione, premi dedicati all’innovazione e programmi di scambio.
Le candidature ricevute sono state 352 per le Educational Scholarships e 92 per gli Innovation Awards. Alla fine sono stati selezionati 30 professionisti provenienti da 22 Paesi.
Bartender, professionisti del beverage e operatori dell’hospitality partecipano così a percorsi dedicati a biodiversità, sostenibilità, ingredienti locali e relazione tra bevande e sistemi alimentari.
Una parte dei vincitori ha preso parte a Tales of the Cocktail a New Orleans nel mese di luglio; altri saranno coinvolti a Torino durante Terra Madre Salone del Gusto, in programma negli stessi giorni della Negroni Week.
Il collegamento è interessante soprattutto per chi lavora dietro al bancone. Negli ultimi anni concetti come stagionalità, riduzione degli sprechi, filiera degli ingredienti e biodiversità sono entrati con sempre maggiore frequenza anche nel linguaggio della mixology.
Non riguardano soltanto la cucina. Dietro un cocktail ci sono agricoltura, acqua, botaniche, distillazione, vino, lavorazione delle materie prime e scelte produttive che incidono sull’intera filiera.
La Negroni Week diventa quindi anche un modo per riportare l’attenzione su ciò che sta dietro al bicchiere, senza togliere al cocktail la sua dimensione conviviale.
Negroni classico e varianti da conoscere
Alla base di tutto resta naturalmente il Negroni.
La formula tradizionale è una delle più riconoscibili della miscelazione internazionale:
- 30 ml di gin;
- 30 ml di bitter italiano;
- 30 ml di vermouth rosso;
- ghiaccio;
- scorza o fetta d’arancia come guarnizione.
La preparazione avviene direttamente nel bicchiere, generalmente un old fashioned, versando gli ingredienti sul ghiaccio e mescolando delicatamente.
La forza del Negroni sta nell’equilibrio tra tre componenti molto diverse: la struttura botanica del gin, la componente amara del bitter e la parte vinosa e speziata del vermouth.
È una ricetta che lascia poco spazio agli errori ma molto spazio all’interpretazione.
Americano
Prima ancora del Negroni c’è l’Americano.
La struttura sostituisce il gin con la soda, mantenendo bitter e vermouth rosso. Ne nasce un cocktail meno alcolico e più leggero, nel quale rimane però ben riconoscibile il dialogo tra dolcezza, note amare ed effervescenza.
È anche una delle alternative più immediate per chi cerca un aperitivo meno impegnativo dal punto di vista alcolico senza allontanarsi troppo dalla famiglia aromatica del Negroni.
Kingston Negroni
Il Kingston Negroni interviene invece in maniera netta sul distillato.
Al posto del gin utilizza rum giamaicano, mantenendo l’impostazione del Negroni originale. Il risultato tende verso note più intense, aromatiche e tropicali, conservando però l’impronta bitter e vinosa del cocktail di partenza.
È uno degli esempi più efficaci di come una sostituzione apparentemente semplice possa modificare profondamente il profilo di un drink.
Coffee Negroni
Tra le variazioni contemporanee c’è anche il Coffee Negroni, presente tra le ricette proposte per la Negroni Week 2026 insieme ad Americano e Kingston Negroni.
Il caffè aggiunge tostatura, profondità e una componente aromatica che dialoga bene con le note amare del cocktail. È una direzione ormai consolidata nella miscelazione contemporanea, dove caffè e cocktail stanno trovando sempre più punti di contatto.
Non tutte le varianti, però, hanno bisogno di complicare la ricetta.
Il fascino del Negroni continua a dipendere dalla sua precisione. Cambiare un distillato, un vermouth o una tecnica può essere sufficiente. Quando ogni ingrediente viene sostituito, caricato o sovrapposto ad altri sapori, si rischia invece di perdere proprio il carattere che ha reso riconoscibile il drink.
La Negroni Week resta interessante anche per questo: permette di osservare come bartender molto diversi affrontino una ricetta che tutti conoscono, ma che non tutti interpretano nello stesso modo.
Cosa sapere sulla Negroni Week 2026
Quando si svolge la Negroni Week 2026?
La Negroni Week 2026 si svolge dal 21 al 27 settembre. Per sette giorni bar e ristoranti aderenti in tutto il mondo propongono Negroni, variazioni del cocktail e iniziative dedicate, contribuendo alla raccolta fondi collegata a Slow Food.
Dove trovare i locali che partecipano alla Negroni Week 2026?
I locali aderenti possono essere cercati attraverso la mappa ufficiale della Negroni Week, aggiornata con le registrazioni dei bar e dei ristoranti partecipanti. È il riferimento più affidabile per verificare quali insegne aderiscono all’edizione 2026 nella propria città.
Come può partecipare un bar o ristorante alla Negroni Week?
Per partecipare alla Negroni Week 2026 il locale deve registrarsi sul portale ufficiale entro il 18 settembre ed effettuare la donazione minima prevista. Una volta completata la procedura, il bar o ristorante entra nella directory ufficiale dei partecipanti e può organizzare iniziative dedicate durante la settimana.
Sette giorni dedicati al Negroni sono anche un buon pretesto per guardare oltre la singola ricetta. Dietro uno dei cocktail italiani più famosi al mondo c’è oggi una rete internazionale di bartender, locali e professionisti che utilizza la miscelazione anche per sostenere formazione, biodiversità e nuovi modelli di hospitality.
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