Il TAR Abruzzo, con la sentenza n. 588/2026, conferma l’annullamento del permesso di costruire in sanatoria per l’accertamento di conformità, ex art. 36 d.P.R. 380/2001. Per il committente non basta un vecchio certificato di idoneità sismica (CIS) presentato in un precedente condono respinto per contestare l’annullamento. La doppia conformità richiede infatti che l’immobile rispetti anche la normativa sismica vigente al momento della nuova domanda, comprese le Norme tecniche per le costruzioni del 2018.
Quando si chiede di regolarizzare un abuso edilizio, la documentazione tecnica diventa essenziale in quanto deve dimostrare la conformità dell’opera anche alle norme vigenti al momento della domanda. Ciò emerge dalla sentenza del TAR Abruzzo n. 588/2026, dove viene confermato l’annullamento di un permesso di costruire in sanatoria. In tal caso il certificato di idoneità sismica del 1992, presentato per un precedente condono (poi respinto), non è stato ritenuto sufficiente per la nuova istanza di accertamento del 2022.
Per strutture ex novo o per interventi sostanziali occorre rispettare sempre la doppia conformità: la verifica sismica deve essere infatti eseguita ai sensi delle Norme tecniche per le costruzioni vigenti alla data della domanda presentata (nel caso concreto il 2022), ovvero quelle aggiornate al 2018.
Viene quindi respinto il ricorso degli eredi del proprietario.
Accertamento di conformità e condono
Il proprietario di un immobile aveva presentato una domanda di condono edilizio nel 1986, ai sensi della legge n. 47/1985 (primo condono). In seguito era stato depositato anche un Certificato di idoneità statica e sismica, il cosiddetto CIS.
Il condono, però, è stato respinto dal Comune nel 2000, in seguito il proprietario ha presentato una nuova istanza di sanatoria, domanda di accertamento di conformità, prevista dall’art. 36 del d.P.R. 380/2001.
Il Comune ha inizialmente rilasciato il permesso di costruire in sanatoria nel luglio 2023.
Un vicino ha però contestato l’assenza di un’adeguata verifica sismica e il Comune ha quindi chiesto alla Regione Abruzzo se il vecchio CIS del 1992 potesse ancora essere utilizzato. La regione ha precisato che il CIS del 1992, riferito al vecchio condono, non poteva valere automaticamente per la nuova pratica.
Anche sulla base di questo rilievo, il Comune ha annullato il titolo in autotutela.
Accertamento di conformità: serve anche la verifica sismica aggiornata
Il giudice precisa che “il permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 del DPR n. 380/2001 può essere ottenuto solo se l’opera da sanare risponde al requisito della doppia conformità alla normativa urbanistica ed edilizia vigente al tempo della realizzazione ed al tempo della sanatoria e fra la normativa edilizia rientra anche, pacificamente, la normativa in materia di idoneità sismica dell’immobile oggetto di sanatoria. Ciò posto, il Collegio osserva che, nel presente caso, risulta presente all’interno del procedimento, ai fini dell’attestazione della regolarità edilizia del fabbricato rispetto alla normativa sismica vigente al tempo della realizzazione e ad oggi, solamente il CIS del 1992, presentato all’interno del procedimento di condono conclusosi negativamente per il ricorrente, ma tale documento, con ogni evidenza, non può certo essere ritenuto idoneo per il richiesto accertamento di conformità in quanto lo stesso, a tutto concedere, attiene alla regolarità edilizia dell’immobile sotto il profilo sismico solo rispetto alla sua data di emissione, ossia il 1992, e non anche alla data odierna in quanto dal 1992 si è avuto un notevole mutamento della normativa in materia di idoneità sismica degli immobili e, chiaramente, il CIS del 1992 non può certo essere ritenuto una certificazione idonea per attestare la regolarità edilizia dal punto di vista sismico dell’immobile alla data odierna atteso che esso non rispetta la disciplina introdotta dal DM del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti 17 gennaio 2018, recante “Aggiornamento delle Norme Tecniche per le costruzioni”. Tale DM è stato emesso in data 17 gennaio 2018 e reca una puntuale ed analitica disciplina delle costruzioni anche dal punto di vista sismico e, pertanto, ne deriva che un’istanza di accertamento di conformità presentata nel 2022, ossia ben quattro anni dopo l’entrata in vigore di tali fondamentali Norme Tecniche, non può certo basarsi, per l’attestazione della regolarità edilizia dell’immobile o degli abusi per cui viene chiesto l’accertamento al momento della presentazione dell’istanza, ad una certificazione di circa trenta anni prima, ossia il 1992, attese le modifiche normative intervenute sul punto.”
Il Testo Unico dell’Edilizia, TUE, richiede espressamente la cosiddetta doppia conformità per gli interventi edilizi soggetti a permesso di costruire, PdC, in sanatoria:
l’opera deve essere conforme alle regole edilizie (tra le quali anche quelle sismiche) e urbanistiche sia quando è stata realizzata sia quando viene chiesta la sanatoria.
Nel caso esaminato, il proprietario aveva prodotto solo un certificato di idoneità statica e sismica del 1992, depositato per un precedente condono poi respinto. Per il TAR, quel documento poteva al massimo attestare la situazione dell’immobile secondo le norme vigenti nel 1992 ma non poteva dimostrare la conformità sismica nel 2022, anno della nuova domanda di sanatoria. Nel frattempo, infatti, la normativa antisismica è cambiata in modo rilevante con l’introduzione del testo unico sulle norme tecniche per le costruzioni.
Quindi, una certificazione risalente a trent’anni prima non può bastare per ottenere oggi l’accertamento di conformità.
Scarica la sentenza in allegato
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FAQ Tecniche: Accertamento di conformità: CIS 1992 insufficiente con le NTC 2018 | Ingenio
Che cos’è l’accertamento di conformità?
È il procedimento disciplinato dall’art. 36 del d.P.R. 380/2001 per ottenere un permesso di costruire in sanatoria.
Nel caso esaminato dal TAR, presuppone la conformità dell’intervento alla disciplina urbanistica ed edilizia sia al momento della realizzazione sia alla data della domanda.
Tra le verifiche edilizie rientra anche quella relativa alla normativa sismica.
Che cosa significa doppia conformità in materia sismica?
Non basta dimostrare che l’opera fosse compatibile con le regole dell’epoca in cui è stata costruita.
Occorre comprovare anche la conformità alla normativa applicabile quando si presenta la domanda di accertamento.
La verifica deve quindi essere costruita sul quadro normativo e documentale pertinente alla pratica concreta.
Un vecchio CIS può essere riutilizzato per una nuova domanda?
Non automaticamente. Nel caso deciso, il CIS del 1992 era stato prodotto per un condono poi respinto e non attestava la conformità sismica nel 2022.
Il documento storico può essere utile per ricostruire lo stato dell’immobile, ma non sostituisce una verifica aggiornata.
Occorre valutare contenuto, data, opere considerate e normativa applicabile.
Quando è necessaria una verifica sismica aggiornata?
Quando l’accertamento di conformità riguarda opere strutturali, interventi sostanziali o fabbricati la cui regolarità sismica deve essere dimostrata nella nuova pratica.
Nel caso TAR Abruzzo, la questione era decisiva perché mancava una documentazione idonea alla data dell’istanza.
Restano da verificare gli adempimenti regionali e le procedure presso gli uffici competenti.
Quali documenti deve controllare il tecnico incaricato?
Devono essere verificati titolo edilizio, epoca delle opere, elaborati strutturali disponibili, precedenti istanze, atti regionali e certificazioni depositate.
È essenziale distinguere i documenti prodotti per un condono da quelli riferiti all’accertamento di conformità successivo.
La relazione tecnica deve esplicitare il quadro normativo assunto e i limiti della documentazione pregressa.
Qual è l’errore più frequente nella predisposizione della pratica?
Confondere la disponibilità materiale di un certificato con la sua idoneità a dimostrare il requisito richiesto oggi.
Un CIS datato non prova da solo la conformità alle NTC 2018 né sostituisce gli elaborati necessari per il procedimento attivato.
Va inoltre evitata la sovrapposizione tra condono edilizio e accertamento di conformità.
Sono previsti controlli o aggiornamenti periodici del CIS?
La sentenza non introduce un obbligo generale di rinnovo periodico del CIS.
Afferma, invece, che quel certificato non era idoneo a provare la regolarità sismica richiesta per l’istanza del 2022.
Obblighi, contenuti e depositi dipendono dalle opere e dalla disciplina statale e regionale applicabile.
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