La Moda Italiana a CENTRESTAGE Hong Kong con sei brand


Hong Kong non è solo una destinazione. Per la moda italiana è una porta. Una di quelle che, da anni, permettono di guardare verso un mercato molto più ampio: la Cina, il Sud-Est asiatico, il Giappone. Ed è proprio da qui che riparte il viaggio di sei brand italiani selezionati per La Moda Italiana@CENTRESTAGE.

Dal 2 al 5 settembre 2026, la moda italiana torna a Hong Kong in occasione dell’undicesima edizione di CENTRESTAGE, appuntamento organizzato dall’Hong Kong Trade Development Council e diventato negli anni uno dei principali punti di incontro tra la creatività internazionale e i mercati asiatici.

A portare il Made in Italy sotto i riflettori è il progetto La Moda Italiana@CENTRESTAGE, coordinato da Ente Moda Italia in collaborazione con Assocalzaturifici, Assopellettieri e Confindustria Moda.

Non una semplice presenza fieristica, ma un’operazione che punta a creare connessioni. Perché, oggi più che mai, per conquistare nuovi mercati non basta esserci. Bisogna trovare il posto giusto da cui cominciare.

Sei storie italiane, una vetrina sul mondo

Sono EKLAM, KARL MOMMOO HOMME, MABELLINI, PARMEGGIANI, RESINA 1927 e WINOUT i sei brand protagonisti dell’edizione 2026.

Sei realtà diverse per prodotto e linguaggio, accomunate da una stessa idea di Made in Italy. Dalla camiceria al premium denim, dalle calzature alla pelletteria, fino a proposte più contemporanee e urban, la selezione restituisce una fotografia tutt’altro che monocorde della creatività italiana.

Ed è proprio questa varietà a essere interessante. Perché il Made in Italy che arriva a Hong Kong non è un’unica estetica, ma un sistema di competenze, manifatture e identità differenti.

Nei quattro giorni della manifestazione, i brand parteciperanno anche al programma di Business Matching, con incontri one-to-one pensati per mettere in contatto le aziende con buyer e operatori internazionali.

L’obiettivo è chiaro: trasformare la vetrina in opportunità.

CENTRESTAGE, il punto d’incontro

Quest’anno CENTRESTAGE riunisce circa 270 brand provenienti da 24 Paesi e regioni, con oltre 40 eventi e più di 30 fashion show in programma. Un calendario che conferma la crescente vocazione internazionale della manifestazione e il ruolo di Hong Kong come hub tra Oriente e Occidente.

Buyer, retailer, distributori e professionisti arrivano da Hong Kong e Mainland China, ma anche dai mercati ASEAN, dal Giappone all’Australia, oltre che da Medio Oriente, Nord America ed Europa.

Una geografia ampia, che spiega perché Hong Kong continui a rappresentare molto più di un singolo mercato.

«La nostra presenza a Hong Kong è un’occasione importante per le piccole e medie imprese italiane di presentare le loro collezioni e valorizzare la qualità del loro prodotto sulla scena asiatica e sui mercati limitrofi ad alto potenziale», commenta Alberto Scaccioni, amministratore delegato di Ente Moda Italia.

«CENTRESTAGE è una piattaforma dinamica, in continuo rinnovamento e con una grande proiezione internazionale, che permette alle aziende di avere contatti di business efficaci e, al tempo stesso, di sviluppare occasioni di networking sempre più strategiche nell’attuale contesto economico».

I numeri raccontano una direzione

Dietro la scelta di guardare a Est ci sono anche i numeri. Nel 2025, Hong Kong ha assorbito oltre 280 milioni di euro di calzature italiane, per più di 1 milione e 300 mila paia. Un dato che, come sottolinea Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici, rende il territorio la seconda destinazione del Far East per il comparto dopo la Cina continentale.

«Hong Kong rappresenta non solo un mercato di riferimento per i brand italiani, ma soprattutto una piattaforma privilegiata per sviluppare nuove opportunità commerciali in Asia», afferma Ceolini.

Un ponte verso il Sud-Est asiatico e la Cina meridionale, dove cresce l’attenzione per qualità, design e posizionamento premium.

Anche per la pelletteria i segnali sono positivi. Nel primo trimestre del 2026 l’export italiano verso Hong Kong è tornato a crescere, registrando un +12,2%.

«Per la pelletteria italiana, l’Asia continua a rappresentare un mercato strategico, nel quale è fondamentale mantenere un presidio qualificato», sottolinea Claudia Sequi, Presidente di Assopellettieri.

E i dati confermano l’importanza dell’intera area: dal 2019 a oggi, Giappone e Corea del Sud hanno registrato incrementi dell’export italiano di pelletteria nell’ordine del 45-50%.

Essere presenti, ma insieme

È forse questa la chiave dell’operazione: presentarsi come sistema.

In un momento in cui i mercati internazionali sono sempre più competitivi e le rotte del commercio globale continuano a cambiare, l’idea di fare squadra assume un peso diverso.

«I dati di Confindustria Moda su fonte ISTAT evidenziano la rilevanza dei mercati asiatici per la moda italiana», spiega Silvana Pezzoli, Presidente di EMI e Vice Presidente Vicario di Confindustria Moda.

Nei primi quattro mesi del 2026, l’export italiano di abbigliamento verso Hong Kong ha raggiunto 365,7 milioni di euro, con una crescita dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello stesso arco di tempo, le esportazioni verso la Cina hanno raggiunto 537,7 milioni di euro, mentre quelle verso il Giappone si sono attestate a 265 milioni.

Numeri che raccontano una direzione.

«La presenza di La Moda Italiana@CENTRESTAGE nasce proprio dalla volontà di rafforzare il dialogo con questi mercati e offrire alle nostre imprese nuove opportunità di incontro e sviluppo commerciale», aggiunge Pezzoli.

Per quattro giorni, dunque, sei brand italiani saranno a Hong Kong. Ma sarebbe riduttivo parlare soltanto di una fiera. Perché dietro stand, collezioni e appuntamenti con i buyer c’è qualcosa di più grande: la volontà della moda italiana di continuare a cercare nuovi interlocutori. E, soprattutto, nuove strade. Quella verso Est passa ancora da Hong Kong.


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