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Quarantacinque edizioni tra ricerca, sperimentazione e apertura verso i territori più avanzati della creazione musicale. Dal 31 agosto al 29 settembre torna il Festival Spaziomusica, organizzato dall’omonima associazione nata nel 1982 da un’idea del compositore Franco Oppo e da allora impegnata nella promozione della musica contemporanea e d’avanguardia. L’edizione 2026 porta il titolo “Orbitae” e sviluppa un programma che mette al centro l’interazione tra performance dal vivo, installazioni interattive, elettronica, arti audiovisive e innovazione digitale, con prime assolute, progetti di ricerca, collaborazioni nazionali e internazionali e una presenza significativa delle nuove generazioni di compositori e interpreti.
Un cartellone ampio che riunisce compositori, interpreti, performer e protagonisti della ricerca elettronica e multimediale: tra gli ospiti di Orbitae 2026 figurano Francesco Giomi, con Ivana Busu e Silvia Corda nel progetto “KAR” realizzato in collaborazione con Tempo Reale; Massimiliano Furia con il progetto per percussioni “Derma”; Daniele Fasani e Massimo Marchi con “Piano Hero” di Stefan Prins; l’arpista Maria Gilda Gianolio con “Flux”; il chitarrista Sergio Sorrentino con il progetto multimediale “Glass Guitar” dedicato alla musica di Philip Glass; Raffaele e Nicola Bertolini con cinque prime assolute; Luca Micheletto con “Cammei contemporanei”; gli artisti polacchi Małgorzata Dancewicz e Krzysztof Pawlik (Inire) con la performance site-specific “Places 1.1”; Raffaele Matta, protagonista anche insieme a Enrico Sesselego; Fabrizio Casti ed Elio Martusciello con “Ritornanze Between Us”; Sandro Mungianu, Margarita Borzilova e Giulia Pizzo con lo spettacolo multimediale “Clusters”; Gabriele Marangoni, Eleonora Steri e Sandro Mungianu con l’installazione e concerto “AÉRAS N.2”; e l’Ensemble Scisma, diretto da Marco Caredda, con il progetto “A Franco”. A questi si affiancano le nuove generazioni della ricerca musicale ed elettronica e i numerosi giovani artisti coinvolti nel progetto “Soundtrack” e nelle due giornate di “Sounding Algorithms”, componendo un programma che attraversa musica acustica ed elettroacustica, live electronics, performance audiovisiva, installazione e ricerca interdisciplinare.
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Il termine “Orbitae” richiama i percorsi ciclici e le rotazioni della musica contemporanea attorno a nuclei di innovazione: generi, tecnologie, pratiche artistiche e persone che gravitano gli uni attorno agli altri, entrando continuamente in relazione e disegnando nuove traiettorie culturali. È un’immagine che sintetizza la vocazione multidisciplinare coltivata da Spaziomusica fin dalle origini, con una ricerca che attraversa le declinazioni audio, video e performative della musica, aprendosi al movimento corporeo, alla gestualità e all’immaginario visivo.
· Dal 31 agosto al 29 settembre il cuore del festival a Cagliari
La programmazione di Spaziomusica prenderà il via lunedì 31 agosto al Conservatorio di Cagliari, dove alle 18 si aprirà la prima giornata di Soundtrack – Suoni in tempo reale per immagini in movimento, progetto di collaborazione tra diversi Conservatori italiani dedicato all’incontro fra musica, immagine e tecnologia. Il lavoro partirà da materiali video legati al cinema muto e ad altre pratiche artistiche visive per sviluppare nuove forme di sonorizzazione dal vivo attraverso strumenti tradizionali, elettronica e tecniche derivate dal foley. La storica pratica dell’accompagnamento musicale delle immagini verrà così trasferita nel presente e trasformata in un laboratorio nel quale composizione, improvvisazione e performance costruiranno in tempo reale una relazione diretta con la narrazione visiva.
La prima giornata di Soundtrack coinvolgerà i Conservatori di Cagliari e Sassari. Per Cagliari, Elia Aresu e Nicola Vacca presenteranno “Interferenze meccaniche”, progetto nato durante le lezioni del corso di Musica Elettronica e costruito sul confronto tra strumenti acustici – sax e percussioni – e solenoidi elettromagnetici e sintetizzatori. Digitale e analogico, acustico ed elettronico verranno messi in relazione fino a formare una rete sonora in continua trasformazione. Dal Conservatorio di Sassari arriveranno invece “Kintsugi: Studio per frammenti melodici e live electronics” di Luca Vargiu e Mario Ganau, performance elettroacustica ispirata all’antica tecnica giapponese della riparazione delle fratture con l’oro e fondata sul dialogo tra dimensione acustica e digitale, e “METAXY (μεταξύ)” di Emanuele Sara, performance audiovisiva dedicata alla relazione tra presenza, attenzione e ascolto, nella quale lo spazio condiviso da performer e pubblico diventerà materia sonora e visiva.
Alle 19, sempre lunedì 31 agosto al Conservatorio, la serata proseguirà con “KAR”, azione improvvisata per trio elettroacustico realizzata in collaborazione con Tempo Reale. In scena ci saranno Francesco Giomi all’elettronica, Ivana Busu alla fisarmonica ed elettronica e Silvia Corda al pianoforte. Il titolo riprende la parola “kar” – forza vitale, anima, rocca, spina – dal lessico immaginario attribuito agli antichi della Sardegna da Sergio Atzeni in Passavamo sulla terra leggeri. Quel termine diventerà il principio generativo della performance: una tensione interna capace di attraversare i materiali sonori e mettere in crisi una forma già organizzata mediante deviazioni, stratificazioni, urti e dinamiche improvvisative.
Martedì 1 settembre, ancora al Conservatorio di Cagliari, sarà la volta del secondo capitolo di Soundtrack. Alle 18 saranno protagonisti i Conservatori di Cesena/Rimini, La Spezia e Perugia. “Dove il metallo rinasce”, di Gianmaria Tombari, Amedeo Fabbrocino e Andrea Pondini, sarà un’esplorazione elettroacustica nella quale il suono verrà fatto vibrare su lastre metalliche attraverso attuatori: una materia migrante che conserverà memoria della sorgente mentre attraverserà un ciclo di trasformazione e rigenerazione. “A._[sT]-E’.r,”, di Andrea Antonelli, Raffaello Ciupi ed Erica Vincenti, proporrà invece un viaggio audiovisivo all’interno di una galassia, articolato in tre scene che attraverseranno astri, vuoto e caos materiale. Con “Liminal Spaces”, Jacopo Mazzoni, Francesco Coen e Davide Mancinelli utilizzeranno infine la live electronics per catturare e rielaborare i paesaggi sonori del Cammino di Santa Barbara in Sardegna, lavorando sulla soglia fra memoria del territorio e trasformazione elettronica.
Alle 19 spazio a “D’Ance”, concerto per sassofono, fisarmonica ed elettronica con Raffaele Damen alla fisarmonica e Gabriele Giampaoletti al sassofono. Il duo lavorerà sulla sovrapposizione di piani sonori eterogenei e sulla trasformazione continua dell’identità timbrica, trattando la componente elettronica non come accompagnamento ma come interlocutore attivo. In programma “Di vita propria I” di Davide Wang, “Hyperion” di Giulio Colangelo, “Grab-it” di Jakob TV e “Interferenze” di Paolo Geminiani.
Mercoledì 2 settembre, alle 18, il Conservatorio ospiterà la terza e conclusiva giornata di Soundtrack, affidata alla conduction di Daniele Ledda e alla live electronics degli studenti dei Conservatori di Cagliari, Sassari, Cesena, La Spezia e Perugia, in collaborazione con Ticonzero. Con Ledda parteciperanno Elia Aresu, Nicola Vacca, Emanuele Sara, Gianmaria Tombari, Amedeo Fabbrocino, Andrea Pondini, Andrea Antonelli, Raffaello Ciupi, Erica Vincenti, Jacopo Mazzoni, Francesco Coen e Davide Mancinelli, riuniti in una produzione collettiva che porterà a sintesi il percorso sviluppato nei primi tre giorni del festival.
Alle 19 sarà la volta di “Derma”, concerto per percussioni con Massimiliano Furia. Un progetto radicalmente acustico, costruito sul rapporto tra musica, spazio e silenzio, nel quale il gesto verrà guidato da ciò che nascerà nell’istante. Pelli, legno e metalli diventeranno generatori di frequenze e paesaggi sonori senza alcun ausilio elettronico: l’unica amplificazione resterà quella prodotta dall’ambiente stesso che conterrà la performance.
La programmazione del Conservatorio proseguirà giovedì 3 settembre. Alle 18, in collaborazione con Agon, arriverà “Piano Hero”, concerto per pianoforte, midi-keyboard, live camera e live electronics con Daniele Fasani al pianoforte e Massimo Marchi alla live electronics e regia del suono. Il progetto di Stefan Prins rileggerà la natura stessa del pianoforte e del gesto pianistico all’interno del contesto tecnologico contemporaneo. La tastiera potrà diventare elettronica, il computer assumere il ruolo di tramite, l’esecutore sdoppiarsi in un avatar; il pianoforte acustico verrà reinserito progressivamente in un corpo ibrido nel quale reale e virtuale, umano e meccanico, passato e presente entreranno in tensione. Anche lo sguardo del pubblico verrà coinvolto nella riflessione, in relazione a una società sempre più attraversata da dispositivi di osservazione, registrazione e monitoraggio.
Alle 19, in collaborazione con Icarus Ensemble, Maria Gilda Gianolio presenterà “Flux”, concerto per arpa ed elettronica. L’arpa dialogherà con field recording, elettronica e paesaggi urbani, venendo utilizzata come strumento esteso, processato e trasformato. Il programma comprenderà “Perfect Person” di Jacob TV, “Papilla” di Salvatore Iaia, “Dove tutto è stato preso II” di Maurizio Azzan, “Cities Change the Songs of Birds” di Jacob TV e “Final Scene” di Agnese Menguzzato. Due saranno le prime esecuzioni assolute: “Papilla”, che immergerà l’improvvisazione in un soundscape dell’Italia meridionale accostandola a melodie popolari, e “Final Scene”, costruita come un loop armonico con richiami ambient e una tensione verso una continua ascensione.
Venerdì 4 settembre, alle 18, il Conservatorio accoglierà Sergio Sorrentino con “Glass Guitar”, performance multimediale per chitarra elettrica e live looping dedicata all’universo di Philip Glass. Sorrentino ha collaborato direttamente con il compositore statunitense, pubblicando due singoli sulla sua etichetta Orange Mountain Music e sui canali ufficiali di Glass. Il progetto è legato anche all’album Glass Guitar, raccolta delle versioni per chitarra dei brani del compositore americano. In concerto Sorrentino alternerà esecuzioni per chitarra elettrica sola, live looping e veri e propri duetti con se stesso, realizzati attraverso video preregistrati proiettati sullo schermo, costruendo una rifrazione visiva e sonora fra interprete reale e doppio virtuale.
Alle 19 seguirà “Hantavirus”, performance audiovisiva per contrabbasso, batteria ed elettronica con Emiliano Amadori, Graziano Galletti, Roberto Musanti e Roberto Zanata. Il contagio verrà assunto come linguaggio, sistema e metafora: stratificazioni granulari, interferenze elettromagnetiche e pulsazioni sub-basse costruiranno un paesaggio instabile, mentre frammenti organici e texture microscopiche muteranno continuamente sul piano visivo. Gli stessi musicisti diventeranno “vettori” del sistema, intervenendo in tempo reale sui parametri dell’ambiente audiovisivo e innescando reazioni a catena.
Sabato 5 settembre la relazione tra musica e ricerca tecnologica diventerà ancora più esplicita. Alle 18, con “Sounding Algorithms – Day 1”, verranno presentati due progetti dottorali. Stefano Guzzetti proporrà “AY-3-8910”, ricerca dedicata allo storico chip audio progettato da General Instrument e diffuso dalla fine degli anni Settanta nei computer domestici e nelle console per videogiochi. Il progetto ne studierà le caratteristiche armoniche e timbriche e ne verificherà l’utilizzo contemporaneo attraverso quattro computer MSX dotati del chip, capaci di generare segnali audio e grafiche ASCII e controllati mediante schede Arduino Uno e ambiente Max/MSP.
Riccardo Di Fiandra presenterà invece “ADSR–ICF/DSM: un nuovo sistema di composizione intermediale”, progetto che metterà in relazione composizione, videoarte, danza, intelligenza artificiale, embodiment e neuroscienze. Il modello ADSR del comportamento del suono – Attack, Decay, Sustain, Release – verrà posto in relazione con dimensioni psicomotorie e relazionali derivate dai modelli ICF e DSM-5-TR. I dati raccolti attraverso strumenti di analisi del movimento verranno tradotti in curve d’inviluppo sonoro destinate all’architettura live electronics di un’opera intermediale per dieci strumenti, danzatrice e video.
Alle 19, sempre il 5 settembre, Raffaele Bertolini e Nicola Bertolini saranno protagonisti di “Elettronica per clarinetti”, concerto che presenterà ben cinque prime assolute. Il programma comprenderà “La Nostalgia Del Centro” di Umberto Bombardelli per clarinetto, clarinetto basso ed elettronica fixed media; “Cronistoria di un Viaggiatore Sedentario” di Giovanni Michelangelo D’Urso per clarinetti ed elettronica; “Silenziose ombre leggere” di Anna Gemelli per clarinetto solo in si bemolle; “Hidrofobia del metal”, seconda parte di Informe sobre Ciegos, di Marcela Pavia per clarinetto basso ed elettronica fixed media; e “Codice0” di Anna Maria Federici, con live electronics di Damiano Meacci.
Dopo il primo nucleo al Conservatorio, il festival si sposterà al MAP di Cagliari, dove venerdì 11 settembre, alle 19, Luca Micheletto presenterà “Cammei contemporanei”, concerto per chitarra classica realizzato in collaborazione con Incontri musicali. Il programma attraverserà repertori e sensibilità differenti: “La Catedral” e “Mazurka Apasionata” di Agustín Barrios Mangoré, le “Estaciones Porteñas” di Astor Piazzolla nell’arrangiamento di Sergio Assad, la Sonata op. 47 di Alberto Ginastera e “S’acabbadòra” di F. Morittu, articolata nei quattro movimenti “Presagio”, “Sa Mazzòcca”, “Sonus ’e memoria” e “Danza de is animas bias”.
Alle 20 il MAP ospiterà “Places 1.1”, performance audiovisiva site-specific di Małgorzata Dancewicz e Krzysztof Pawlik, del progetto polacco Inire, in collaborazione con il Goethe-Institut. Il lavoro nasce da una ricerca condotta in Sardegna attraverso l’incontro con narrazioni locali e ambienti non umani dell’isola. Registrazioni audio e video realizzate sul territorio verranno successivamente trattate con sistemi modulari analogici a controllo di tensione: il materiale raccolto funzionerà come un archivio vivente, riattivato nella performance e trasformato in una narrazione audiovisiva immersiva. Il progetto affronterà questioni di ecologia ambientale e mediale ed è finanziato dall’Unione Europea e implementato dal Goethe-Institut.
Sabato 12 settembre, sempre al MAP, alle 19, Raffaele Matta presenterà “This is Water”, installazione e concerto per chitarra elettrica e dispositivi analogici. Il progetto indagherà la dimensione acustica e simbolica di acqua, aria, terra e fuoco mediante dispositivi meccanici, pratiche elettroacustiche e improvvisazione. La chitarra verrà trattata come corpo vibrante e strumento di relazione con la materia: archetti, oggetti, feedback, voci filtrate e apparecchi analogici contribuiranno a generare un ambiente multisensoriale nel quale musica, sound art, installazione e teatro sonoro convivranno.
Alle 20, Federica Deiana proporrà “Microcosm”, concerto per sintetizzatori e live electronics che intreccerà musica ambient, elettronica sperimentale e field recording raccolti in luoghi naturali e urbani. Sintetizzatori analogici e digitali costruiranno un paesaggio sonoro stratificato, fatto di texture sottili e frequenze profonde, in una dimensione sospesa fra memoria, natura e introspezione.
Domenica 13 settembre il MAP ospiterà due nuove produzioni audiovisive. Alle 19, Raimondo Gaviano presenterà “Non tutto ciò che tace è morto”, spettacolo multimediale per elettronica, visual e poesia che interpreterà il silenzio non come vuoto ma come spazio di trasformazione e possibilità. Elettronica dal vivo, voce e immagini generative daranno forma a organismi visivi e sonori in stato di latenza, facendo del silenzio una materia attiva capace di modificare il rapporto tra ascolto, presenza e percezione.
Alle 20, Teresa Virginia Salis presenterà “Natural Paths”, performance audiovisiva per flauto, voce e sintesi sonora dedicata al rapporto tra essere umano e natura. Il progetto metterà in tensione la dimensione intima, ciclica ed essenziale del mondo naturale e le dinamiche lineari e disconnesse del vivere contemporaneo. Flauto, voce, sintesi, field recording, immagini e ritmi ossessivi costruiranno un’esperienza immersiva nella quale radici e trasformazione entreranno continuamente in relazione.
Il festival tornerà al MAP venerdì 18 settembre, alle 20, con “Gravity”, concerto per chitarra elettrica ed elettronica di Raffaele Matta ed Enrico Sesselego, in collaborazione con Heuristic. Il concetto di gravità diventerà immagine di una tensione fra corpi in attrazione e collisione. Due cajon verranno sottratti alla loro funzione tradizionale e trasformati in superfici di risonanza e strumenti di ricerca timbrica; il no input mixing introdurrà feedback e texture instabili, mentre le chitarre elettriche amplieranno ulteriormente il paesaggio sonoro. Improvvisazione, composizione, sound art ed elettroacustica convergeranno in una performance che supererà deliberatamente i confini del concerto tradizionale.
Sabato 19 settembre, alle 19, Fabrizio Casti ed Elio Martusciello presenteranno “Ritornanze Between Us”, performance audiovisiva per pianoforte preparato, chitarra elettrica ed elettronica. Casti utilizzerà pianoforte preparato e dispositivi elettroacustici, Martusciello la chitarra elettrica. La composizione nascerà in tempo reale dalla relazione fra dimensione acustica ed elettronica e dall’interazione tra i due interpreti: frammenti che emergeranno, si collegheranno, si fonderanno e si ritireranno costruiranno una macroforma continuamente mobile, nella quale l’ascolto procederà attraverso latenze, ritorni e fughe in avanti.
Alle 20 arriverà “Clusters”, spettacolo multimediale di musica e corpi in movimento ideato da Sandro Mungianu, con Margarita Borzilova e Giulia Pizzo. Mungianu firmerà la partitura, eseguita dal vivo con clarinetto aumentato ed elettronica, e curerà proiezioni immersive e messa in scena visiva. Le immagini non funzioneranno come semplice fondale, ma come masse luminose in movimento che reagiranno al suono e ai corpi. Borzilova e Pizzo incarneranno identità fluide che emergeranno e si dissolveranno nel movimento collettivo; la coreografia di Borzilova moltiplicherà e propagherà i gesti fino a trasformarli in rumore. L’intera performance assumerà la forma di uno sciame privo di centro, costruito attraverso traiettorie, sovrapposizioni e collassi e pensato come riflessione sui cluster sonori e sociali contemporanei.
Una delle giornate centrali dell’edizione 2026 sarà quella di venerdì 25 settembre allo IED di Cagliari, realizzata in coorganizzazione con l’istituto. Alle 18 verrà presentato “AÉRAS N.2”, installazione e concerto con Eleonora Steri alle corde di seta, Gabriele Marangoni, responsabile dell’ideazione e live electronics, e Sandro Mungianu, al sound design, sviluppo informatico e live electronics. Aéras nasce come ricerca intorno al suono della seta: fili, drappi e superfici tessili diventeranno dispositivi sonori con i quali pubblico e performer potranno entrare in relazione attraverso tecnologie e soluzioni sceniche. Il tatto e il movimento parteciperanno così alla produzione del suono, trasformando un materiale carico di storia e di tradizioni artigianali in materia acustica e interattiva.
Alle 19, nella stessa sede, l’Ensemble Scisma presenterà “A Franco”, concerto realizzato in collaborazione con l’Associazione Laborintus. L’ensemble sarà formato da Pietro Nonnis al flauto, Giulia Marongiu al clarinetto e clarinetto basso, Corrado Masoni e Lina Jukneviciute al violino, Chiara Moccia alla viola, Omar Leone al violoncello, Luca Micheletto alla chitarra, Melania Bertolo al pianoforte, Davide Collu alle percussioni, con Marco Caredda sul podio. Saranno inoltre previste le partecipazioni straordinarie di Enrico Di Felice al flauto e Riccardo Leone al pianoforte. In programma “Anninnia II”, il Trio per violino, violoncello e pianoforte, “Per Tonos, canone a due da Bach”, “Alcune verità indimostrabili”, “Omaggio a G. Petrassi” e un Solo per flauto.
Il programma si concluderà martedì 29 settembre al MAP di Cagliari, alle 20, con la seconda giornata di “Sounding Algorithms”, affidata a Jacopo Cenni e Stefano Manconi. Cenni presenterà “Floema”, performance elettronica dal vivo che assumerà come principio compositivo la struttura interna delle piante: come il floema distribuisce linfa, nutrimento e informazioni attraverso una rete di canali, così i suoni di sintesi verranno fatti circolare attraverso percorsi di accumulazione e ramificazione.
Con “Music for Six Oscillators (and a Barrel)”, Stefano Manconi porterà invece al festival un’installazione sonora multicanale sviluppata durante un periodo di ricerca al Sound Art Lab di Struer, in Danimarca. Sei oscillatori da banco diventeranno il punto di partenza per un’indagine sul concetto di “tono puro”, mettendo a confronto generatori sinusoidali analogici e digitali sottoposti anche a processi di rielaborazione attraverso l’intelligenza artificiale. Oscillazioni, risonanze, battimenti, silenzi e rumori di fondo comporranno così il vocabolario sonoro dell’ultimo appuntamento di Orbitae 2026.
Il Festival Spaziomusica Orbitae 2026 conferma così, nella sua quarantacinquesima edizione, una linea di ricerca costruita nel corso di oltre quattro decenni: non soltanto presentare la musica contemporanea, ma osservare le trasformazioni dei suoi linguaggi, mettere in relazione composizione e tecnologia, far dialogare musicisti e artisti visivi, ricerca accademica e pratica performativa, strumenti storici e dispositivi digitali, dimensione acustica e realtà aumentata. Una pluralità di traiettorie che trova proprio nell’idea dell’orbita la sua immagine più efficace: percorsi autonomi che si avvicinano, si attraggono e si modificano reciprocamente senza perdere la propria identità.
Gli appuntamenti del programma principale, dal 31 agosto al 29 settembre, avranno un costo di 2 euro per singolo concerto e saranno progressivamente disponibili nei luoghi dei concerti, sulla piattaforma Evients e nel profilo dell’Associazione Spaziomusica. Il Festival Spaziomusica Orbitae 2026 è finanziato dal Ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Comune di Cagliari.
IL FESTIVAL – L’Associazione Spaziomusica nasce nel 1982 per volontà del compositore Franco Oppo, figura di riferimento della musica contemporanea internazionale, e da oltre quarant’anni rappresenta un presidio culturale riconosciuto nel panorama regionale e nazionale. La sua storia è testimoniata da numeri eloquenti: più di cinquecento concerti, duecento complessi ospitati, circa trecento tra direttori e solisti di livello internazionale e oltre millecinquecento composizioni firmate da più di seicento autori del Novecento e contemporanei. Tra queste figurano oltre trecento prime esecuzioni assolute e più di duecento prime italiane, a conferma della vocazione del festival come luogo di scoperta, produzione e sperimentazione. Giunto nel 2026 alla quarantacinquesima edizione, Spaziomusica ha sviluppato nel corso della sua storia una presenza che, da Cagliari, ha raggiunto numerosi centri dell’isola, portando in Sardegna protagonisti della scena musicale nazionale e internazionale e consolidando la propria identità come laboratorio di ricerca sonora e di dialogo tra le arti. L’attività del festival continua a muoversi tra musica scritta e improvvisazione, ricerca acustica ed elettronica, aprendosi alle trasformazioni del paesaggio sonoro contemporaneo e alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie.
Un percorso che si concretizza attraverso produzioni originali, laboratori, attività didattiche, convegni e seminari, mantenendo allo stesso tempo un’attenzione particolare per le peculiarità della Sardegna, dalla lingua al paesaggio naturale fino ai suoni della tradizione, esplorati e rielaborati attraverso progetti specifici. La ricerca più recente punta alla produzione di lavori inediti capaci di attraversare l’avanguardia musicale nelle sue molteplici declinazioni, dalle esperienze multimediali ed elettroacustiche alle contaminazioni con altri linguaggi espressivi, mettendo in relazione suono, corpo, movimento, gestualità, immagini e tecnologie digitali. Una vocazione che trova una nuova sintesi nella 45ª edizione, “Orbitae”, dove l’immagine delle orbite richiama proprio il movimento di generi, tecnologie, pratiche artistiche e persone attorno a differenti nuclei di innovazione: traiettorie che si incontrano, si influenzano reciprocamente e generano nuove possibilità per la creazione musicale contemporanea.
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