«Nessuna emodinamica è stata chiusa o soppressa». I direttori delle Cardiologie calabresi intervengono con una nota congiunta nel dibattito sul nuovo modello organizzativo regionale, sostenendo che la rete dell’emergenza per l’infarto acuto resterà invariata.
La novità riguarderà le coronarografie, le angioplastiche e le altre procedure non urgenti. Per queste attività, secondo il modello illustrato, saranno le équipe specialistiche dei centri Hub a raggiungere gli ospedali Spoke dotati delle apparecchiature necessarie. Il paziente già ricoverato nella struttura periferica non dovrà così essere trasferito verso l’ospedale centrale.
La distinzione tra emergenze e procedure programmate
La nota insiste sulla necessità di distinguere i due percorsi. In presenza di un infarto acuto, il paziente continuerà a essere trasportato rapidamente verso il centro individuato dalla rete dell’emergenza attraverso il 118, l’elisoccorso e la telecardiologia.
«Per l’infarto acuto non cambia nulla e la sicurezza resta massima», affermano i direttori. Il percorso, spiegano, continuerà a condurre il paziente verso i centri in grado di garantire l’intervento urgente.
La delibera regionale numero 400 del 21 luglio 2026 precisa che l’emodinamica attiva 24 ore su 24 è riservata ai centri Hub per la gestione dello Stemi, mentre l’attività con orario H6 o H12 può riguardare esclusivamente procedure programmate, diagnostica invasiva e controlli successivi.
I firmatari richiamano inoltre i dati Agenas, che a loro giudizio mostrerebbero risultati favorevoli per la Calabria su indicatori quali la mortalità a trenta giorni e la tempestività dell’angioplastica.
Come funzioneranno le équipe itineranti
Per le prestazioni non urgenti, l’équipe dell’Hub dovrebbe spostarsi nella struttura Spoke e svolgere l’intervento utilizzando la sala angiografica disponibile sul posto.
«Saranno gli specialisti ad avvicinarsi al paziente e non il paziente a doversi spostare verso i medici», si legge nella nota.
Il provvedimento regionale dispone l’elaborazione di protocolli condivisi con gli Hub, la definizione delle procedure da seguire in caso di complicanze e l’istituzione di un sistema di controllo affidato ad Azienda Zero. Il monitoraggio dovrà interessare volumi di attività, tempi d’attesa, esiti, complicanze e indicatori assistenziali.
Secondo i direttori, la presenza delle équipe specialistiche negli Spoke dovrà rappresentare anche un percorso di affiancamento per il personale locale, attraverso la condivisione dei protocolli e la crescita delle competenze.
Le prime sale previste a Paola, Rossano e Lamezia
Il modello dovrebbe trovare la sua prima applicazione negli ospedali di Paola, Rossano e Lamezia Terme, dove, secondo quanto riferito nella nota, le sale angiografiche sono già disponibili, collaudate e pronte per essere utilizzate.
La delibera regionale indica proprio questi tre presidi per l’attivazione dei laboratori con orario H6 o H12. La concreta partenza delle attività richiede però l’adozione dei protocolli operativi demandati al Dipartimento regionale Salute.
L’organizzazione dovrebbe essere successivamente estesa al nuovo ospedale della Sibaritide e ai presidi di Vibo Valentia, Polistena e Locri, una volta completate e rese operative le rispettive sale.
Il documento regionale sulla rete per la sindrome coronarica acuta fotografa la distribuzione programmata delle Cardiologie, delle Utic e dei laboratori di emodinamica nelle tre aree della Calabria.
Gli obiettivi indicati dai cardiologi
I direttori individuano tre benefici principali del nuovo modello: evitare ai pazienti trasferimenti in ambulanza per esami programmati; lasciare disponibili più mezzi del 118 per le emergenze; aumentare le competenze e la capacità operativa delle Cardiologie degli ospedali Spoke.
La scelta, secondo i firmatari, non indebolirebbe quindi la rete dell’infarto, ma introdurrebbe un percorso aggiuntivo per le attività programmabili.
«La nuova organizzazione non sostituisce né modifica la rete esistente per l’infarto acuto, ma la integra con un percorso dedicato alle attività programmate», sottolineano.
Il sostegno alla scelta di Occhiuto
Nella parte conclusiva del documento, i direttori esprimono un giudizio favorevole sulla decisione del presidente della Regione Roberto Occhiuto.
A loro avviso, il modello risponde a una richiesta avanzata da tempo dalle Cardiologie periferiche e può consentire di utilizzare sale, tecnologie e competenze già presenti negli ospedali.

La nota attribuisce alla scelta l’obiettivo di rafforzare gli Hub senza modificare la rete dell’emergenza, valorizzando contemporaneamente i presidi Spoke e avvicinando ai pazienti una parte dell’attività interventistica programmata.
I firmatari della nota
Il documento è sottoscritto da Vittorio Aspromonte, direttore della Cardiologia-Utic di Locri; Frank Benedetto, direttore della Cardiologia-Utic del Gom di Reggio Calabria; Giovanni Bisignani, primario emerito della Cardiologia di Castrovillari; Roberto Ceravolo, direttore della Cardiologia di Lamezia Terme; Michele Comito, direttore della Cardiologia-Utic di Vibo Valentia; Antonio Curcio, direttore della Cardiologia dell’Azienda ospedaliera di Cosenza.
Firmano inoltre Silvana De Bonis, direttrice della Cardiologia-Utic di Corigliano-Rossano; Alessandro Ferraro, direttore facente funzioni della Cardiologia-Utic-Emodinamica del presidio Pugliese dell’Aou Dulbecco; Francesco Greco, direttore dell’Emodinamica dell’Azienda ospedaliera di Cosenza; Maria Teresa Manes, direttrice della Cardiologia-Utic di Paola-Cetraro.
Completano l’elenco Carmelo Massimiliano Rao, direttore della Cardiologia-Utic di Polistena; Fabio Megna, direttore della Cardiologia-Utic di Crotone; Daniele Torella, direttore della Cardiologia-Utic-Emodinamica del presidio di Germaneto dell’Aou Dulbecco; Giorgio Ventura, direttore della Cardiologia del Tirrenia Hospital di Belvedere Marittimo.
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