Nell’ultima puntata di Volley Night, trasmissione in onda sul canale YouTube di OA Sport, è intervenuto Paolo Cozzi. L’ex centrale azzurro si è soffermato, tra i diversi temi trattati, sulle convocazioni per l’imminente Europeo femminile e sull’esperimento Antropova come schiacciatrice.
Sull’esperimento Antropova schiacciatrice: “Sai che io sono un’amante di Kate e ho sempre sostenuto che in quattro si potesse fare. Mi spiace tantissimo per Loveth (Omoruyi, ndr) perché dopo gli anni difficili a Chieri, quest’anno a Vallefoglia stava rinascendo, ha intrapreso il percorso giusto, ha la fiducia dell’allenatore e questo stop arriva forse nel momento più importante per lei. È anche vero che 2028 mancano due anni. Anche se è una giocatrice fisica che salta tanto, ha tutto il tempo per recuperare. Prima cosa, un abbraccio grandissimo a Lolli. Poi arriva da Milano, la conosco tutta la sua storia. Dall’altro, tante squadre non hanno ancora iniziato la preparazione, quindi giocatrici che in questo momento arrivano o con le infradito in palestra o c’era da andare a pescare nel bacino della nazionale, quella dei Giochi del Mediterraneo. Però anche lì sarebbe stata forse un po’ una forzatura portare qualcuno che in quel gruppo non ci aveva mai lavorato. Quindi la scelta è caduta su chi quel gruppo già lo conosceva e tecnicamente, perdendo una giocatrice fisica, la scelta è stata quella di tornare su una giocatrice che prende la palla alta ed è potente”.
Sui connotati diversi assunti dall’esperimento: “Assolutamente sì, anche perché tutti si preoccupano di Kate in ricezione, ma intanto devi saper tirare in posto cinque quando vai in posto cinque e l’avversario va a tirare. Non è così matematico che tu vai e la tua miglior battuta ce l’hai lì. L’abbiamo già visto nelle prime partite di VNL e nelle prime amichevoli. Per battere su di lei tante avversarie sbagliavano tantissimo, perché per andare a cercare la giocatrice devi avere anche una buona mano e magari calavano l’intensità della battuta del 10/20%. E Kate non è che è messa lì per caso, il bagher ce l’ha. E quindi se batti al 10, 20% in meno, Kate riesce a ricevere, magari va un po’ più in difficoltà sulle flottanti, però sulle flottanti la puoi spostare e far ricevere le altre. Quindi io credo che il grosso problema potrebbe essere avere le rotazioni in cui troviamo Paola e Kate in seconda linea in difesa, che si creano due zone dove io, allenatore avversario, direi immediatamente alle mie giocatrici: se c’è qualcosa che non va, pallonetto in posto tre dietro al muro e andiamo a festeggiare immediatamente. Però abbiamo anche visto che è una situazione che capiterà, forse una-due rotazioni singole all’interno di un set. Io credo che per la pallavolo femminile la difesa è ancora percentualmente importantissima, però stiamo parlando di due rotazioni su 14/16, può essere un set più o meno”.
Sull’importanza della sfida con la Turchia, come snodo cruciale del torneo: “No, esatto, intanto è un Europeo lungo e stancante e te lo dico da atleta: quando devi incominciare a fare il girone in Svezia e poi ti sposti di qua e poi prendi l’aereo, mentre la squadra di casa se ne sta comodamente seduta a casa sua, di energie ne bruci tante. Vero è che a livello femminile il girone è Svezia, Francia, Montenegro, Slovacchia e Croazia. Io vedo un percorso facile per l’Italia dove potrà sperimentare e sono importantissime queste partite per poter permettere a Julio (Velasco, ndr) di trovare degli equilibri che in questo momento non ha. È vero che Loveth non era titolare e quindi gli cambia poco da quel punto di vista. Io penso che partirà con Miryamn (Sylla, ndr) e con Stella Nervini la prima partita, ma penso che vedremo tante formazioni per permettere un po’ a tutte le ragazze di crescere. Vero è che l’Europeo non dico che si trasforma tutto nella gara contro la Turchia, ma poco ci manca. L’abbiamo visto anche adesso, quando spingiamo sull’acceleratore squadre come la Polonia neanche le vediamo e quindi sarà tutto preparato e le scelte saranno mirate per arrivare a quella semifinale al 110%“.
Sul rendimento di Adigwe che non performa ancora al massimo e sulle cause:“Guarda, io parto da un presupposto che secondo me uno dei motivi per cui poi è stata spostata nella nazionale B è anche dato dal fatto che abbia scelto di restare a Conegliano a fare un altro anno di panchina, cosa che sappiamo che a Velasco non fa impazzire. Avrebbe sicuramente preferito una giocatrice che andava a fare campo. Non hanno voluto stravolgere giustamente una squadra che ha lavorato perché sennò toglievi di significato tutto quello che hai fatto al gruppo della nazionale B. Entra nel gruppo da dodicesima, quindi non me l’aspetto. Potrebbe anche non entrare in campo per me, nel senso all’interno di un gruppo è la giocatrice che arriva in emergenza, sarà a disposizione, è in forma perché si è allenata tutta estate, conosce il gruppo, ci ha già lavorato insieme. I meccanismi con le palleggiatrici ce li ha, se ci sarà bisogno sarà pronta. Spazio ce ne sarà perché alcune partite serviranno a far riposare i titolari, quindi avrà sicuramente spazio. Da atleta vedo un po’ più difficile chiedere ad un giocatore in un appuntamento importante come l’Europeo il doppio sacrificio, banda-opposto. Capisco perfettamente il ragionamento, ma secondo me anche a livello di gruppo forse ha dovuto fare un aut-aut, cioè partiamo e Kate fa questo, tanto c’è Adigwe, tanto con la Turchia se perdiamo non mi aspetto che vada a mettere Adigwe per una questione di età, per una questione di esperienza, ci sono delle partite dove si diceva nel maschile palleggiatore e opposto non li cambi mai. Noi abbiamo avuto la fortuna di avere un doppio cambio fantastico, ma funzionava solo con Kate e con Cambi. Secondo me ancora non esiste un loro ricambio e in una partita come la Turchia non puoi provare. Anche il segnale di togliere Paola sarebbe un segnale un po’ troppo forte forse per lo spogliatoio, quindi io mi aspetto Kate disponibile come banda. Vero che se ci fosse bisogno cambierebbe poco per lei, però forse lasciare aperte troppe porte quando in quattro comunque non è ancora una cosa che ha interiorizzato, sarebbe darle un po’ troppi pensieri”.
Sulla possibilità che Antropova parta da opposto: “Secondo me le dirà: tu parti come opposto. Non vedo difficile dire a una: ti metto in panchina, mi fai il jolly. La prima partita non andrà a toccare equilibri che già c’erano, secondo me, perché c’erano dei titolari che hanno lavorato tutto l’anno. Dopo che l’hanno rispostata opposto si erano ricreati degli equilibri; quindi, non penso che partirà con delle innovazioni. Penso che nel corso del girone le farà fare esperienza di banda”.
Sul cambio Egonu/Antropova nel ruolo di opposto e i necessari equilibri: “Non vuol dire che lei non sa più attaccare da un posto se fa posto quattro o viceversa. Penso che però a un atleta un minimo di certezza gliela devi dare e dirle: guarda, può essere tutto. C’è la massima disponibilità dell’atleta, perché poi Kate in questo è fantastica. Io mi auguro che non sia così, che le metta su una pettorina che sia di posto quattro, che sia di posto due, ma che non le vada a tenere in ballo un po’ tutto. Perché ti ripeto, vista da atleta, quando poi arrivi a un Europeo che è una competizione importante, sei abbastanza focalizzato, lasciarti aperti troppi input secondo me non fa bene”.
Sulle modalità di utilizzo di Antropova: “Se lei è fuori dal campo puoi ancora provare a farlo, ma se lei è in posto quattro e poi incominci a dire però l’opposto non funziona, allora da quattro la sposto di là, diventa secondo me un macello. Quindi torniamo al fatto che io non mi aspetto che contro la Turchia sarà in panchina, però farla partire in quattro e poi dire: Paola sta andando male, allora sposto Kate, cambio. Sono quelle soluzioni estemporanee alla Musėrskij quando c’è stata Londra 2012 o Pechino 2008. Ce l’hai? È chiaro che devi partire con l’idea di non lo faccio mai. È chiaro che nel momento in cui devi portare a casa il risultato si aprono tutte le porte. Io spero che non arriviamo a quel punto, ma che si possa portare avanti un progetto che lui voleva già sposare. Poi è chiaro che nell’emergenza delle emergenze si può fare tutto, perché stiamo parlando di spostare una giocatrice nel suo ruolo, ma io spero di non arrivare a vedere quello”.
Sul genio di Velasco nell’utilizzo delle giocatrici in emergenza: “La domanda è: basta un Europeo per arrivare a toccare quell’emergenza? Perché Musėrskij è stato fatto solo in una finale olimpica sotto di due a zero. Quindi il mio dubbio è: vale la pena provare a vincere un Europeo a tutti i costi in semifinale con la Turchia e snaturare il progetto e creare anche attriti dentro la squadra? Perché quando prendi una giocatrice e incominci a spostarla si vanno a toccare tanti equilibri in spogliatoio. Io spero di non arrivare a vedere quella scelta per questi motivi. Poi si può fare, sì, assolutamente, però non vorrei che poi a livello di spogliatoio la cosa pesasse”.
Sulle possibilità che Giovannini possa giocare in prima linea: “È chiaro che in una pallavolo che va sempre più sulla fisicità, una giocatrice come Giovannini fa più fatica. E se devi lavorare in un futuro penso anch’io che di spazio in prima linea ne avrà poco. Però ti ripeto, io continuo a pensare che, pur essendo un gruppo unito, ne ho visti di gruppi perfetti rompersi per poco. Mi auguro di no. Bisognerà parlare tanto, dovrà parlare tanto con Miryam e con Stella, per esempio, perché sono poi due di quelle che andranno a cambiare di più, perché nel momento in cui dovesse entrare Kate c’è qualcuna che si dovrà sacrificare di più in ricezione, perché dovrà coprire più campo con Kate. Mettiamo Stella che prende più campo e quindi fa più fatica in ricezione; quindi, saranno tutti pronti a puntare il dito e a dire: Stella sta ricevendo male. Si cambiano tanti equilibri, così che Julio sappia gestirli è fuori discussione, che Julio conosca tutte queste cose è fuori discussione, ma che l’equilibrio possa rimanere quando poi di mezzo sei in Europeo, c’hai tutta l’attenzione puntata. Sono tutte ragazze intelligenti, ma poi subentra anche l’io dell’atleta che magari non è così felice di cedere campo o magari di faticare semplicemente di più, perché nel momento in cui devi ricevere coprendo quattro metri, poi anche in attacco fai più fatica perché magari sei meno lucida. Io spero per quello di non dover arrivare a vedere il piano B perché potrebbe essere una soluzione estemporanea nel breve per vincere, poco vincente per il futuro. La vedo così”.
Sulla soluzione Antropova come opzione solo per la rassegna continentale e sulla giocatrice che poteva essere convocata al suo posto: “In questo momento di bande non ce n’erano, per cui credo che gli si sia aperta una porta che aveva chiuso. È una porta importante, è una possibilità importante, penso anch’io che la scelta di un secondo opposto sia giusta, che provare Kate in quattro sia l’occasione migliore. Non hai avversarie di livello altissimo, per cui puoi anche permetterti dei passaggi a vuoto, dei momenti di crescita, della ricerca di equilibri. Per il futuro continuo a pensare anch’io che avere in panchina o Kate o Paola non si può. Nella pallavolo di oggi, aspettando le russe con la loro fisicità, purtroppo bisogna guardare avanti, stiamo guardando al 2028 perché, ripeto, sì, Europeo, Mondiale ogni due anni, ma l’obiettivo già è 2028, torneo in cui le russe al 99% ci saranno. La Markova gioca a palla alta e pedalare, come si diceva un tempo, e passa anche alta. Per forza di cose in quattro bisogna inventarsi qualcosa che al momento non c’è. E chi meglio di Kate? Perché ripeto, disponibilità, mai una parola fuori posto, sorridente, impegno. Paola è migliorata tanto in difesa, Kate è un’altra che con tecnica personale, ma ci prova sempre ed è questo quello che poi l’allenatore vuol vedere, cioè due giocatrici che ci provano. Poi la palla può anche cadere, ma l’importante è che tutto il sestetto abbia l’atteggiamento giusto. E questo è uno dei marchi di fabbrica, oltre al muro e difesa, come dicevamo prima, della nostra nazionale”.
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Andrea Addezio
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