Il Bitcoin non è stato hackerato nell’attacco a Coldcard, spiega Pompliano


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Pompliano contesta la narrativa secondo cui «Bitcoin è stato hackerato»

L’investitore in Bitcoin e imprenditore Anthony Pompliano ha commentato l’incidente di sicurezza di Coldcard il 2 agosto, avvertendo che descrizioni imprecise potrebbero distorcere la comprensione degli investitori in un contesto di mercato fragile. Le sue osservazioni hanno inquadrato l’episodio come un guasto del portafoglio hardware che ha coinvolto i fondi degli utenti, piuttosto che come una compromissione della rete Bitcoin, delle regole di consenso o del registro delle transazioni.

Pompliano ha avvertito che i media mainstream potrebbero finire per ridurre l’incidente a una narrazione del tipo “Bitcoin è stato hackerato”, anche se il problema derivava dalla tecnologia di un portafoglio di terze parti piuttosto che dal protocollo Bitcoin. Ha sostenuto che descrizioni fuorvianti potrebbero minare la fiducia degli investitori in un periodo già difficile per gli asset digitali. Ha scritto:

«Ovviamente Bitcoin non è stato hackerato e non vi è alcuna vulnerabilità di sicurezza nota nel protocollo.»

Questa precisazione evidenzia la differenza tra il protocollo decentralizzato di Bitcoin e il software di terze parti utilizzato per generare, archiviare e proteggere le chiavi private che controllano i singoli portafogli. L’avviso di sicurezza di Coldcard sulla ridotta entropia nella generazione dei seed descriveva un’insufficiente casualità durante la creazione dei seed, rendendo alcune frasi di recupero più facili da calcolare rispetto a quanto gli utenti si aspettassero.

Un malfunzionamento del portafoglio con conseguenze più ampie per gli investitori

Coinkite, il produttore di Coldcard, ha annunciato un firmware corretto dopo aver identificato una ridotta entropia — una misura dell’imprevedibilità — nei seed generati da diversi modelli di dispositivi interessati. Il changelog del firmware di Coldcard relativo alla correzione dell’entropia limitata ha specificato che i seed Mk3 potrebbero aver contenuto circa 40 bit di entropia, mentre i modelli successivi potrebbero averne prodotti circa 72, rispetto all’obiettivo previsto di 128 bit.


Il monitoraggio della blockchain pubblica indica che la portata dell’incidente ha continuato ad ampliarsi man mano che vengono identificati ulteriori portafogli interessati. Un’analisi dell’exploit di Coldcard e dei portafogli colpiti ha spiegato come gli aggressori abbiano sfruttato la scarsa entropia dei seed, ha identificato le generazioni di dispositivi interessate e ha illustrato perché gli utenti con frasi di recupero vulnerabili dovrebbero trasferire i fondi su portafogli di nuova generazione.

Una dashboard di Coldcard Sweep Watch ha mostrato che almeno 1.360 BTC, per un valore di circa 85,76 milioni di dollari in base al prezzo di riferimento, sono stati sottratti dai cluster di portafogli identificati. La dashboard descrive tale cifra come un minimo verificato piuttosto che come l’importo totale potenzialmente compromesso.

L’ammontare di bitcoin sottratto dai portafogli Coldcard. Fonte: dashboard di Coldcard Sweep Watch

Il crescente totale verificato illustra come una falla nell’hardware di auto-custodia considerato affidabile possa trasformarsi in uno shock di fiducia più ampio per gli investitori in bitcoin, anche se la rete di Bitcoin continua a funzionare normalmente.

I timori per la sicurezza si abbattono su un mercato ribassista

Il sentiment già indebolito nei confronti delle criptovalute conferisce agli incidenti di sicurezza un maggiore potere di influenzare il comportamento degli investitori, in particolare quando l’incertezza si diffonde più rapidamente delle informazioni tecniche verificate. Pompliano ha definito l’evento come equivalente a gettare un fiammifero sulla benzina, prevedendo maggiore rabbia, dispute interne e accuse infondate in tutto il settore prima che il sentiment possa finalmente riprendersi.

Ha inoltre incoraggiato gli utenti coinvolti a concentrarsi sul recupero piuttosto che sulle perdite irreversibili, esortando al contempo la comunità Bitcoin a contrastare la disinformazione con fatti tecnici accurati anziché con reazioni emotive.


L’ansia di mercato può inoltre offuscare le distinzioni tra rischi legati al protocollo, fallimenti nella custodia, crolli degli exchange ed errori di sicurezza individuali, sebbene ciascuno di essi comporti esposizioni diverse. Gli investitori che valutano l’incidente di Coldcard devono distinguere l’integrità operativa di Bitcoin dalle vulnerabilità introdotte dai prodotti che controllano l’accesso alle disponibilità in bitcoin.

Gli osservatori istituzionali del mercato hanno delineato possibili percorsi di ripresa del prezzo del BTC che coinvolgono il miglioramento della liquidità, gli sviluppi politici e una rinnovata domanda da parte degli investitori, pur riconoscendo una persistente pressione ribassista. L’analisi di Grayscale su due potenziali percorsi per uscire dal mercato ribassista del bitcoin ha descritto vie contrastanti per uscire dalla fase di recessione, collocando la paura legata alla sicurezza all’interno di un mercato già alla ricerca di un catalizzatore duraturo e di una direzione più chiara.

Coinkite consiglia ai titolari interessati di installare il firmware corretto, generare seed completamente nuovi, verificare gli indirizzi di ricezione e trasferire i fondi utilizzando frasi di recupero appena create. L’aggiornamento del firmware da solo non rafforza i seed generati in precedenza, rendendo la migrazione del portafoglio la misura di mitigazione primaria per gli utenti le cui frasi di recupero rimangono esposte.


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 Alan Inman

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