La Casa Bianca raggiunge un accordo etico sul CLARITY Act mentre Trump supera l’ultimo ostacolo al Senato


Punti chiave

Una nuova spinta dopo mesi di stallo

Il Digital Asset Market CLARITY Act è rimasto in stallo per mesi a causa di una disputa etica che ha contrapposto la Casa Bianca ai democratici del Senato. I senatori Ruben Gallego e Angela Alsobrooks avevano chiesto una disposizione rigorosa in materia di conflitto di interessi che riguardasse il presidente, il vicepresidente e i membri del Congresso prima di appoggiare il disegno di legge, e l’amministrazione non aveva approvato tale formulazione fino al 20 luglio. Eleanor Terrett, conduttrice di “Crypto in America”, ha scritto su X:

“[I have been] “Da diverse fonti del settore ho appreso che la Casa Bianca ha raggiunto un accordo su un pacchetto di misure etiche per il Clarity Act e ha inviato il testo a alcuni senatori repubblicani questo pomeriggio”.

La notizia è stata successivamente confermata da Wu Blockchain, segnando il primo segnale di movimento da quando i negoziati si erano interrotti all’inizio di luglio. L’analista on-chain ha riferito che lo stesso Trump ha acconsentito alla disposizione etica, rimuovendo quello che i negoziatori descrivono come l’ultimo grande ostacolo al voto in Senato.

La controversia risale alle partecipazioni in criptovalute dello stesso Trump: nella sua dichiarazione patrimoniale del 2025, infatti, il reddito derivante dagli asset digitali era valutato a oltre 1,4 miliardi di dollari, fornendo ai Democratici un argomento per sostenere che una formulazione etica priva di reali strumenti di applicazione sarebbe stata destinata a fallire. Tale stallo ha determinato il percorso del disegno di legge, nonostante le disposizioni relative alla struttura di mercato in esso contenute avessero ottenuto un ampio sostegno bipartisan.

Lo stesso CLARITY mira a porre fine alla lunga disputa giurisdizionale tra la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) e la Securities and Exchange Commission (SEC). In base all’attuale bozza, la CFTC acquisirebbe la supervisione primaria sulle materie prime digitali come il bitcoin una volta che una rete fosse ritenuta sufficientemente decentralizzata, mentre la SEC manterrebbe l’autorità sui token che funzionano come titoli. Il disegno di legge classificherebbe inoltre le criptovalute di proprietà dei clienti come beni dei clienti in caso di fallimento di un exchange, colmando una lacuna giuridica messa in luce dai crolli di Celsius e Voyager.


Il disegno di legge ha già superato un importante ostacolo, dato che a maggio la Commissione bancaria del Senato ha approvato la propria bozza con 15 voti a favore e 9 contrari, e i negoziatori hanno impiegato circa 10 mesi per armonizzare i testi contrastanti della Camera e del Senato prima che la controversia etica bloccasse lo slancio. Questa storia spiega in parte perché lo sviluppo odierno sia stato considerato significativo: è il primo segnale concreto che l’unico punto di stallo rimasto possa effettivamente essere risolto prima che il calendario legislativo giunga al termine.

Il voto della commissione ha inoltre suscitato elogi da parte del settore: il responsabile delle politiche di Coinbase ha definito il quadro di riferimento sulla struttura di mercato alla base del provvedimento un «progresso straordinario» in materia di tutela dei consumatori e integrità del mercato quando è stato approvato in commissione, un’opinione che si è solo rafforzata con il protrarsi dello stallo etico.

Una finestra di tempo ristretta prima della pausa estiva

Il tempo è ora il vincolo maggiore, poiché il Senato è pronto a iniziare la pausa estiva nella prima settimana di agosto, lasciando al leader della maggioranza John Thune solo poche settimane legislative per portare il disegno di legge in aula. I repubblicani controllano 53 seggi, il che significa che almeno sette senatori democratici devono passare dalla parte opposta per superare la soglia dei 60 voti necessaria per superare l’ostruzionismo.

L’urgenza fa seguito a un periodo difficile per il disegno di legge. Gli scommettitori sui mercati predittivi avevano valutato le probabilità che il CLARITY diventasse legge nel 2026 solo al 39%, mentre la situazione di stallo in materia di etica si trascinava, riflettendo un sincero dubbio sul fatto che Washington potesse risolvere la controversia in tempo. Resta da vedere se il nuovo accordo della Casa Bianca sia sufficiente a smuovere i democratici indecisi. I termini specifici del compromesso non sono stati resi pubblici e il testo legislativo rivisto è atteso entro pochi giorni.

Aumenta la pressione del settore

Gruppi esterni hanno esercitato forti pressioni affinché il disegno di legge venisse approvato. Una coalizione di organizzazioni delle forze dell’ordine ha recentemente appoggiato il disegno di legge, sostenendo che norme federali chiare renderebbero più facile perseguire le frodi legate alle criptovalute. La senatrice Cynthia Lummis ha, separatamente, mantenuto alta la pressione pubblica affinché si proceda a una votazione in aula a luglio, da quando i senatori sono tornati dall’ultima pausa. Tali appoggi, uniti al coinvolgimento diretto di Trump nei colloqui sull’etica, suggeriscono che l’amministrazione consideri CLARITY un risultato prioritario da raggiungere prima di agosto, piuttosto che un altro ciclo di negoziati in fase di stallo.


Il prossimo passo è la pubblicazione del testo aggiornato del disegno di legge che incorpori l’accordo etico, seguita dal voto in aula che Thune ha segnalato di voler ottenere prima che i senatori lascino Washington.




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 Alan Inman

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