Solo vent’anni fa, il Marocco era un operatore emergente nel settore dei mirtilli. Oggi è il quarto esportatore mondiale, uno dei Paesi con la più elevata produttività per ettaro e un riferimento per l’innovazione genetica, l’agricoltura di precisione e l’efficienza logistica. Questa rapida trasformazione è il motivo per cui il prossimo XLIII International Berry Seminar Morocco 2026, che si terrà a settembre a Tangeri, riunirà coltivatori, ricercatori e aziende per analizzare uno dei modelli produttivi più dinamici sul mercato globale.
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Foto di Blueberries Consulting. Mirtilli dal Marocco
Per anni, la crescita dei mirtilli è stata associata principalmente a Paesi come gli Stati Uniti, il Cile e, successivamente, il Perù. Tuttavia, la mappa globale del settore ha continuato a evolversi e il Marocco si è imposto come un nuovo importante protagonista.
Il suo sviluppo è stato straordinario. In poco più di vent’anni, il Paese è passato da una produzione emergente a diventare la quarta potenza esportatrice al mondo, grazie a una combinazione di investimenti esteri, innovazione genetica, tecnologia agricola e una posizione geografica privilegiata alle porte dell’Europa.
Attualmente il Marocco conta oltre 7.500 ettari coltivati a mirtilli e le stime ufficiali indicano che raggiungerà i 10.000 ettari entro il 2030, consolidando un’espansione che continua ad attrarre investimenti internazionali.
Produttività
La vera misura della competitività, tuttavia, va oltre la superficie coltivata. Il settore marocchino registra rese medie in grado di competere direttamente con quelle del Perù, il principale esportatore mondiale.
Nel 2024, le esportazioni si sono attestate tra le 74.000 e le 80.000 tonnellate, con una crescita su base annua vicina al 15% e un fatturato superiore ai 500 milioni di dollari. Per il 2025, le stime prevedono già esportazioni oltre le 82.500 tonnellate, con volumi annui prossimi alle 95.000 tonnellate. Il Marocco sta crescendo non solo in termini di superficie coltivata, ma anche di efficienza.

Foto di Blueberries Consulting. Campi di produzione di mirtilli nel nord del Marocco
La genetica come strategia competitiva
Uno dei pilastri del modello marocchino è stata la rapida adozione di genetiche proprietarie. Mentre altri Paesi mantengono ancora ampie superfici coltivate con varietà tradizionali, il Marocco ha accelerato la transizione verso materiali genetici a basso o nullo fabbisogno di ore di freddo, integrando programmi di breeding provenienti da Stati Uniti, Australia e Spagna, nell’ambito di una strategia volta a massimizzare la produttività, la qualità dei frutti e l’adattamento climatico.
Questa capacità di adottare rapidamente nuove varietà è uno dei principali vantaggi competitivi del Marocco rispetto ad altre origini.
La logistica come vantaggio strutturale
Anche la posizione geografica rappresenta un fattore decisivo. Mentre i produttori sudamericani devono affrontare lunghi viaggi via mare per raggiungere l’Europa, il Marocco può rifornire il mercato europeo in poche ore o pochi giorni, riducendo i costi logistici e migliorando le condizioni della frutta all’arrivo.
La sua principale finestra commerciale, tra gennaio e maggio, coincide anche con un periodo di minore disponibilità dall’emisfero sud, consentendo al Marocco di generare maggiore valore dal prodotto prima dell’inizio della stagione europea.
Questa combinazione di vicinanza, qualità e velocità spiega la forte crescita registrata negli ultimi anni.
Un modello fortemente orientato all’innovazione tecnologica
In Marocco, l’espansione della coltivazione dei mirtilli è stata accompagnata anche da una significativa adozione di tecnologie. Sistemi idroponici su substrato, elevate densità di impianto, piattaforme intelligenti per l’irrigazione e sistemi di monitoraggio digitale sono ormai caratteristiche standard dei nuovi progetti agricoli.
L’utilizzo di strumenti di agricoltura di precisione ha consentito di ridurre il consumo idrico di quasi il 15,8%, mantenendo al contempo gli attuali livelli di produttività.
In un Paese in cui la disponibilità idrica rappresenta una delle principali sfide strutturali, l’uso efficiente di questa risorsa è diventato un elemento centrale del modello produttivo. Tuttavia, questa crescita non è priva di rischi.
La stagione 2026 ha messo in luce una nuova vulnerabilità del settore. A febbraio, forti tempeste con venti superiori a 110 km/h hanno causato danni a macro-tunnel e infrastrutture produttive, riducendo i volumi inizialmente stimati tra il 15 e il 25%. L’impatto è stato immediato: le esportazioni di maggio sono crollate da 22.257 tonnellate nel 2025 a sole 1.026 tonnellate nel 2026, determinando una significativa contrazione dell’offerta.
Di conseguenza, i prezzi medi FOB sono aumentati da 6,86 dollari/kg a 8,40 dollari/kg, raggiungendo picchi di 10,95 dollari/kg durante il mese di maggio.
L’episodio ha evidenziato che il rischio principale non è più solo la carenza d’acqua, ma anche la crescente intensità degli eventi meteo estremi.
Un mercato in cerca di diversificazione
Un’altra sfida strategica è l’elevata concentrazione commerciale. Attualmente, circa l’84% delle esportazioni marocchine continua a essere destinato alla Spagna e al Regno Unito, una situazione che aumenta la dipendenza dal mercato europeo. Per questo motivo, il settore è attivamente impegnato nell’apertura di nuovi mercati di destinazione.
Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno registrato una crescita sostenuta, mentre l’Asia si sta affermando come principale obiettivo a medio termine. La futura apertura del mercato cinese potrebbe segnare una svolta nello sviluppo del settore.

Foto di Blueberries Consulting: XXXVIII International Berry Seminar Morocco 2025
Tangeri: un palcoscenico per parlare di futuro
In questo contesto, il prossimo XLIII International Berry Seminar Morocco 2026, che si terrà il 16 settembre presso il Royal Tulip City Center Hotel di Tangeri, assume un significato particolare.
Più che un incontro tecnico, l’evento offrirà l’opportunità di analizzare uno dei modelli produttivi che sta ridefinendo le dinamiche competitive nel settore dei mirtilli. Genetica, produttività, efficienza idrica, logistica, cambiamento climatico e accesso a nuovi mercati saranno tra i temi al centro del dibattito. Comprendere ciò che sta accadendo oggi in Marocco significa non solo conoscere un nuovo Paese produttore, ma osservare come si sta evolvendo l’industria globale dei mirtilli e individuare i fattori che determineranno la competitività nel prossimo decennio.
L’International Technical Tour of Morocco si svolgerà nella parte settentrionale del Paese, con visite ad aziende agricole specializzate nella coltivazione di mirtilli, offrendo ai coltivatori provenienti da diversi Paesi l’opportunità di osservare da vicino le tecniche e le tecnologie produttive marocchine.
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